Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    Taxonomy and ecology of Mediterranean Stoloniferans (Cnidaria:Ooctocorallia)

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    Il lavoro svolto durante il periodo di dottorato ha riguardato lo studio di diversi aspetti legati alla biologia ed all’ecologia di un gruppo di cnidari estremamente poco conosciuto come quello degli stoloniferi mediterranei. La scarsità di dati presenti in bibliografia ha richiesto un’indagine ad ampio spettro, volta a porre le basi della conoscenza di questi animali. Studi bibliografici, affiancati da indagini genetiche, hanno permesso di chiarire alcuni tratti sistematici, mostrando peraltro che quello degli stoloniferi è un gruppo polifiletico e suggerendo la nascita di un nuovo ordine in cui includere la famiglia Cornulariidae. Campionamenti in diverse località italiane hanno permesso di ampliare gli areali di distribuzione noti di tre specie, e di scoprire una nuova specie appartente al genere Clavularia. E’ stato affrontato lo studio del ciclo vitale di Cornularia cornucopiae, una delle specie rivelatesi più abbondanti lungo le coste italiane, e ciò ha portato alla descrizione del primo caso di ottocorallo stagionale, in grado di passare la stagione avversa tramite forme di resistenza, e del terzo caso noto di ottocorallo partenogenetico. La stessa specie è stata poi messa a confronto con un idrozoo, uno scifozoo ed un porifero in uno studio relativo alla stagionalità degli organismi presenti lungo la Riviera del Conero (An). Sono stati infine analizzati casi di associazioni tra stoloniferi ed altri invertebrati. In conclusione, il lavoro svolto ha contribuito a porre le basi per la conoscenza di questi ottocoralli, finora ignorati, dal punto di vista ecologico, come partecipanti al rapporto fra pelagos e benthos, come substrato per epibiosi, come parte di differenti reti trofiche

    a/eIF5A: a translation factor with a unique-post translational modification

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    eIF5A, una piccola proteina conservata negli eucarioti ed archaea, rappresenta l’unica proteina endocellulare contenente il raro amminoacido, ipusina, derivante da una modificazione post-traduzionale. eIF5A fu inizialmente identificata come un fattore di allungamento coinvolto nella sintesi proteica. Successivamente, studi condotti hanno evidenziato un ruolo della proteina nella proliferazione cellulare, integrità della parete, mRNA decay. L’ipusinazione è essenziale per la funzione del fattore nella sintesi proteica. Nelle cellule di mammifero due geni, eif5A1 ed eif5A2, codificano per isoforme della proteina caratterizzate da livelli di espressione differenti. eif5A1 è espresso costitutivamente in tutte le cellule ed tutti i tessuti; mentre eif5A2 mostra un espressione tessuto specifica. In effetti, il gene eif5A2 risulta maggiormente espresso in particolari tessuti cancerogeni and in linee cellulari cancerogene definite. Queste osservazioni conducono a considerare il gene in questione un oncogene. Riguardo gli aspetti funzionali del fattore archeobatterio, poche informazioni si sanno fino ad ora. Recentemente, è stata dimostrata un attività ribonucleotidica del fattore. Il lavoro svolto dal nostro laboratorio ha avuto come obiettivo la caratterizzazione funzionale del fattore archeobatterio e lo studio delle variazioni nell’espressione del fattore eucaristico in culture cellulari sottoposte a condizioni di stress. La proteina ricombinante aIF5A, ottenuta nel nostro laboratorio, è stata utilizzata in esperimenti di ultracentrifugazione che hanno rivelato l’affinità del fattore per le sub unità 50S e non le 30S archeobatteri che. Questo dato indica un ruolo della proteina nel processo di traduzione, vi è bisogno comunque di ulteriori indagini per determinarlo con precisione. Parallelamente, abbiamo analizzato le variazioni nell’espressione a livello trascrizionale e tradizionale di eIF5A1 ed eIF5A2 nelle cellule U-937 e K-562 nelle condizioni di deficienza di siero ed ipossia. I risultati qualitativi ottenuti finora ci permettono di dedurre che i livelli di espressione di entrambi i geni subiscono delle modificazioni in risposta alle condizioni di stress imposte: mRNA di A1 diminuisce mentre aumentano i livelli della proteina corrispondente; mentre A2 risponde allo stress diminuendo inizialmente i livelli di espressione per poi successivamente aumentare col aumentare del tempo di esposizione al trattamento come appunto ben evidente nella condizione di ipossia. Questi risultati necessitano di analisi quantitative per essere confermati

    IRSS: an incident response support system

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    Metodi di riduzione dell'oscillazione del carico nei carroponti

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    Sulfur: an underestimated player in the evolution of marine phytoplankton

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    L'impatto degli IFRS nelle aziende di servizi

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    I financial instruments nel bilancio delle banche "IAS-compliant"

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