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Response of benthic foraminifera to pollution through experimental and in situ studies: advances in biological aspects and tools for future application in biomonitoring
Lo studio delle associazioni a foraminiferi bentonici per determinare la qualità degli ambienti marini sta vedendo una forte crescita dovuta all’elevato potenziale di questi organismi per scopi di monitoraggio.
Lo scopo principale di questa tesi è stato di approfondire aspetti ecologici e biologici di questi organismi in relazione alla contaminazione. Si è investigato l’effetto sul ciclo vitale di T. rotunda dell’esposizione cronica allo zinco, metallo diffuso in aree industrializzate e sospettato di causare deformazioni dei gusci di specie calcaree. T. rotunda è risultata molto resistente a concentrazioni anche elevate di zinco, ma concentrazioni di zinco comprese tra 0.1 e 10 mg/L ne hanno causato un ritardo della crescita. Inoltre, lo zinco, anche ad elevate concentrazioni, non è risultato causa di deformazioni dei gusci. E’ stato dimostrato che l’elevata resistenza è dovuta all’utilizzo della bioaccumulazione come meccanismo di difesa. Anche l’effetto dello zinco sui processi di biomineralizzazione è stata investigata. T. rotunda incorpora zinco nel guscio, con tassi diversi in base alle concentrazioni di zinco a cui è esposta. La distribuzione disomogenea del metallo nella calcite e l’assenza di anomalie strutturali nella calcite arricchita di zinco suggeriscono inoltre che il metallo possa essere legato alla componente organica del guscio.
La seconda parte della tesi riguarda lo studio di campioni ambientali. Lo studio di campioni prelevati lungo la costa adriatica italiana ha mostrato che una composizione delle associazioni solo in parte relazionata all’inquinamento chimico (generalmente basso o moderato) e più probabilmente influenzata dai contenuti di materia organica e dalla granulometria dei sedimenti.
Infine la fauna dell’area costiera di Civitanova Marche interessata da una risalita naturale di idrocarburi, è risultata solo parzialmente determinata dalle hydrocarbon seeps e, invece, maggiormente influenzata dal vicino porto
Allocazione dinamica e pianificazione delle risorse nella gestione di una autostazione
Uno dei maggiori problemi che si presenta nella gestione operativa di un’autostazione è l’assegnamento dei bus alle piattaforme disponibili. Tale problema è noto in letteratura come Gate Assignment Problem e consiste nel determinare il miglior assegnamento ammissibile dei bus alle piattaforme basato su certi criteri di preferenza, nota la tabella oraria giornaliera dei bus. Affinché una soluzione sia ammissibile devono essere soddisfatti almeno due vincoli: ogni bus deve essere assegnato a una e una sola piattaforma e due bus i cui intervalli temporali di occupazione della piattaforma si sovrappongono non possono essere assegnati alla stessa piattaforma.
Problemi simili all’assegnamento delle piattaforme nelle autostazioni nascono nella gestione di aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, interporti e così via. Ci sono anche forti somiglianze con il problema dell’assegnamento dei registri nei processori di segnale digitale (DSP). Nel caso dell’autostazione il gestore può richiedere che gli assegnamenti bus-piattaforme siano tali da occupare il minor numero di piattaforme nell’orizzonte di pianificazione. Per questo problema si propone una formulazione innovativa come problema di list-colouring di un grafo d’intervallo e un modello di programmazione lineare intera per la sua risoluzione.
Situazioni di mancato rispetto della tabella oraria, quali arrivi in anticipo o ritardo e partenze in ritardo, sono piuttosto frequenti nella gestione quotidiana di un’autostazione e spesso fanno sì che non sia possibile assegnare i bus coinvolti alla piattaforma prevista. Per questo motivo si è considerato un modello di programmazione matematica per aumentare la robustezza delle soluzioni minimizzando la probabilità che i bus assegnati alla stessa piattaforma siano “in conflitto”.
Per finire, allo scopo di generare una buona soluzione in un tempo di calcolo ragionevole, si propone anche un algoritmo euristico basato sull’idea di risolvere il problema mediante una suddivisione in sottoproblemi più piccoli utilizzando un controllo a orizzonte recessivo, e una successiva ricostruzione della soluzione completa.
Sono stati svolti esperimenti computazionali su una autostazione esistente con 24 piattaforme e più di duecento corse che hanno dimostrato l’efficacia dell’approccio
Le mappe cognitive per la visualizzazione, la misurazione e la gestione del capitale intellettuale
La tesi si focalizza sulla misurazione del capitale intellettuale al fine di proporre lo strumento delle mappe cognitive per superare alcune problematiche avvertite in quest’ambito di ricerca. Dopo aver analizzato la genesi e l’evoluzione del concetto di capitale intellettuale, articolabile nelle categorie di capitale umano, capitale strutturale e capitale relazionale, viene affrontata la problematica della misurazione attraverso l’analisi delle caratteristiche dei sistemi di misurazione proposti in letteratura. In particolare, viene evidenziato come diversi Autori abbiano affermato che il tentativo di utilizzare gli attuali framework di misurazione abbia poca rilevanza al fine di comprendere il processo di creazione di valore innescato dagli intangibles. La natura del capitale intellettuale, infatti, è fluida, dinamica e complessa e ciò comporta una riconsiderazione degli strumenti con cui esso viene rappresentato e misurato.
Al fine di affrontare questo gap di ricerca, nella tesi si propone l’utilizzo delle mappe cognitive per la visualizzazione, la misurazione e la gestione del capitale intellettuale. Lo strumento in questione ha la capacità di identificare gli elementi più rilevanti all’interno di un determinato dominio e di individuare le relazioni che esistono tra gli elementi stessi. La loro particolare flessibilità permette di adattarsi alle peculiarità del capitale intellettuale.
Pertanto, vengono affrontate le tematiche relative alla natura delle mappe cognitive individuali e collettive, alle diverse tipologie di mappe nonché alle modalità di costruzione proposte in letteratura. Inoltre, vengono analizzati i limitati casi in cui si utilizzano le tecniche di visualizzazione nell’ambito dell’area di ricerca del capitale intellettuale e viene esaminata la possibilità di applicare le mappe cognitive alla misurazione del capitale intellettuale. In particolare, si affrontano le questioni relative alla progettazione e alla costruzione della mappa e al processo di identificazione degli indicatori da abbinare alla mappa stessa.
Il lavoro adotta il metodo normativo-deduttivo, il quale risulta appropriato per le finalità sopra esposte: l’indicazione normativa di comportamento consente di proporre strumenti, procedure, corsi di azione tenendo in considerazione le condizioni spazio-temporali reali e, di conseguenza, permette di focalizzarsi sui fenomeni e sulle relazioni tra fattori in un periodo di tempo definito ed in un ambiente culturale specifico