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Dinamismi strutturali e auxometrici in faggete dei Monti della Laga
Questa ricerca nasce dalla necessità di analizzare i dinamismi strutturali e di evoluzione delle faggete abbandonate di origine agamica dell’Appannino centrale, tramite l’utilizzo di indici strutturali, per poter comprendere i possibili interventi di gestione futura in funzione della loro multifunzionalità. La ricerca è stata eseguita in tre popolamenti caratterizzanti il versante marchigiano dei Monti della Laga; in particolare sono state analizzate le cenosi del limite altitudinale del bosco, le faggete miste con abete bianco e quelle in conversione all’alto fusto.
L’analisi è stata eseguita tramite l’applicazione di indicatori della struttura verticale, componente fondamentale di un ecosistema forestale, ed i cui risultati possono diventare validi strumenti di supporto nella scelta degli interventi gestionali.
Nelle aree miste con abete bianco sono stati applicati anche indici geostatistici per poter realizzare una completa analisi della dinamica di evoluzione spaziale delle due specie. Infine tramite analisi dendrocronologiche e dendroclimatiche sono stati studiati i dinamismi di accrescimento delle faggete del limite superiore del bosco, in relazione alla variabilità climatica dell’ultimo secolo e ad altri fattori di disturbo come gli interventi selvicolturali.
Gli indici strutturali hanno messo in evidenza la maggiore complessità strutturale dei popolamenti misti con abete bianco, che però necessitano di interventi urgenti atti a liberare i nuclei di abete dalla forte concorrenza del faggio. Inoltre i cedui invecchiati risultano avere una migliore struttura rispetto a quelli avviati all’alto fusto; in particolare le cenosi dell’ecotono bosco-prateria sono meglio strutturate a causa della minore concorrenza tra le ceppaie. Quest’area è anche caratterizzata da un migliore dinamismo auxometrico rispetto ai popolamenti più densi che hanno maggiore competizione e accrescimenti più ridotti. Infine l’analisi dendroclimatica ha indicato risposte differenti tra l’area aperta e quella ad elevata copertura e ha messo in evidenza la suscettibilità del faggio ai problemi di embolia xilematica
The ecodesign issue: proposal for a new approach, methodology and tools
Il processo di progettazione in passato si è concentrato principalmente sulla riduzione dei costi,
aumentando la qualità del prodotto e diminuendo i tempi di produzione, a questo scopo sono stati
sviluppati diversi strumenti per assistere il progettista in questa attività. Al giorno d'oggi gli aspetti
ambientali ricoprono un ruolo fondamentale e rappresentano un fattore importante per il successo nel
mercato dei prodotti, infatti tra i consumatori si sta sviluppando una sensibilità ambientale sempre
crescente. Da queste considerazioni viene alla luce l’esigenza di strumenti per assistere i progettisti nel
considerare sia aspetti ambientali che di costi nel processo di progettazione, negli ultimi anni diversi
strumenti sono stati sviluppati a questo scopo. I sistemi IT sono oggi largamente impiegati nel processo
di progettazione e possono essere raggruppati sotto la definizione di PLM (Product Lifecycle
Management). I sistemi PLM possono essere visti come l'integrazione di diversi strumenti con metodi,
persone e processi attraverso tutte le fasi della vita di un prodotto. Per quanto riguarda la valutazione
dell’impatto ambientale dei prodotti, esistono diversi metodo e strumenti a questo scopo, il metodo
LCA (Life Cycle Assessment) è quello più diffuso e riconosciuto per determinare l'impatto ambientale
di prodotti e servizi. Gli obiettivi di questo lavoro possono essere sintetizzati come la definizione di un
nuovo approccio, di una metodologia e di strumenti per l’analisi dell’impatto ambientale e dei costi di
prodotto nel processo di progettazione. Il lavoro svolto rappresenta un passo verso lo sviluppo di un
approccio innovativo e di uno strumento di EcoDesign, integrando sistemi di gestione del ciclo di vita
con metodologie di calcolo dell’impatto ambientale e di costi. La metodologie e lo strumento sviluppato
consentono al progettista di valutare diverse alternative progettuali durante la prima fase di sviluppo del
prodotto. In questo modo è possibile progettare prodotti “green” prendendo in considerazione sia
l'impatto ambientale che l'aspetto legato ai costi del ciclo di vita del prodotto
Lighting design in public urban area in reaching to sustainable city: case study Jesi, Italy
Raramente si verificano reati laddove i potenziali criminali siano consapevoli che ci sono occhi lungo la strada in grado di testimoniare, denunciare o interferire con la loro attività. L’illuminazione é il principale fattore di protezione contro l’aggressione criminale notturna in strada. L’illuminazione non deve assolvere soltanto alla funzione di consentire visibilità. Essa plasma il volto della strada e conferisce all’ambiente residenziale un’atmosfera accogliente.
Questa ricerca si articola in tre passaggi: 1) una ricognizione dell’illuminazione degli edifici e degli spazi pubblici, delle forme degli edifici, della trama luminosa e del suo colore, dei sistemi e dei dispositivi per l’illuminazione 2) Fotografie, interviste e questionari da adoperare per esaminare la diversa percezione e la misura della soddisfazione 3) L’analisi dell’efficienza del rendimento luminoso per ciascun luogo con l’individuazione della forma di illuminazione elettrica piu’ adatta.
Particolare attenzione viene prestata in questo studio all’area residenziale di una citta’ tradizionale. Modelli sintattici spaziali vengono applicati alla configurazione stradale urbana mediante l’uso di una rappresentazione grafica di connettività. Tale configurazione di connettivita’ identifica gli schemi di accesso dei pedoni e si presta ad essere analizzata e selezionata in ambiente di studio. Viene calcolata la distribuzione luminosa e si propone uno schema di progettazione dell’illuminazione.
Lo studio ha evidenziato che la diffusione di un chiarore sufficiene non e’ di per sé garanzia della bontà del progetto d’illuminazione. Va infatti rilevato che le caratteristiche fisiche dell’area in oggetto e la sua topografia esercitano una considerevole influenza sulla percezione e sull’apprezzamento dell’illuminazione
New insights into control of gametogenesis by environmental conditions and metabolic resources
La presente tesi di dottorato prende spunto dalle recenti linee di ricerca sulla ben nota interazione
tra nutrizione-ambiente-riproduzione. Nonostante il crescente interesse sul ruolo biomedico dei
probiotici e della melatonina, risultano ancora ancora pochi dati disponibili riguardo il loro ruolo
nell’endocrinologia riproducctiva dei teleostei.
A questo proposito, lo scopo di questo progetto è stato di studiare i fattori nutrizionali e ambientali
che influenzano direttamente e/o indirettamente i processi fisiologici e molecolari lungo l’asse
riproduttivo, come la gametogenesis, la qualità dei gameti e la fecondità, usando zebrafish e killifish
come modelli sperimentali.
In particolare, è stata posta maggiore attenzione su come i segnali nutrizionali (cibi funzionali) e
ambientali (melatonina) possano influenzare le performance riproduttive, a livello cerebrale e
gonadico, modulando la progressione oocita → uovo → embrione.
Per questo motivo sono state utilizzate svariate tecniche biomolecolari, come RT-PCR, DNA array,
SDS-PAGE, attività enzimatica, maturazione folliculare in vitro e tecniche istologiche.
Inoltre, per la prima volta in killifish, è stata applicata la microspectroscopia FT-IR per ottenere
l’impronta biochimica dei gameti (oocita e spermatozoo) di questo teleosteo e infine analisi di
motilità spermatica sono state effettuate per valutare l’effetto della melatonina sulla biologia
spermatica di killifish.
L’effetto del probiotico L. rhamnosus IMC 501®, somministrato come additivo alimentare sulla
rispoduction di zebrafish è spiegato nel Paper 1 dove è stato studiato il ruolo del probiotico sul
controllo endocrino/paracrine dell’ ovario (sviluppo del follicolo e fertilità) coì come sulla vitalità
embrionale di zebrafish.
Gli effetti della dieta arricchita con probiotico sulla riproduzione di killifish è stato affrontato nel
Paper 2 e suggerisce il ruolo funzionale del probiotico sulle performance riproduttive di questo
teleosteo marino, accelerando le prime fasi dell sviluppo embrionale ed esercitando effetti positivi
durantelo sviluppo larvale.
Il controllo della melatonina sulla riproduzione di zebrafish è stato indagato nel Paper 3 dove si
domonstra il coninvolgimento di questo ormone sul complesso sistema che regola crescita,
metabolismo energetico e fisiologia ovarica.
Gli effetti della melatonina sulla riproduzione di killifish sono stato studiati nel Paper 4 dove è stato
evidenziato un ruolo locale della melatonina sulle performance riproduttive di questo teleosteo
marino (mturazione follicolare e ovulazione).
In fine, gli effetti mediati dalla melatonina sul’asse neuroendocrine di killifish sono stati affrontati
nel Paper 5 dove è stato evidenziato il conivolgimento della melatonina sul complessa rete di
segnali che centralmente e localmente controllano la riproduzione, la gametogenesis, la qualità dei
gameti e la crescita della progenie, a diversi livelli
Temporal and spatial analysis of genetic variability in Sardina Pilchardus in the Adriatic Sea
In questa tesi di Dottorato è stato impiegato un marcatore molecolare nucleare, il DNA microsatellite, per valutare la variabilità genetica delle popolazioni di sardina del Mare Adriatico, sia a livello spaziale che temporale. L’analisi spaziale ha avuto lo scopo di verificare se nell'area adriatico-ionica fossero presenti stock distinti di sardina. Questa analisi è stata svolta su cinque campioni adriatici e due ionici che sono stati analizzati con nove loci microsatellite. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza l'assenza di struttura genetica sia all’interno dei campioni adriatici che tra essi e quelli ionici, evidenziando la presenza di un unico stock in queste due aree del Mediterraneo. L’analisi temporale ha avuto lo scopo di valutare gli effetti sulla diversità genetica delle sardine in Adriatico del declino demografico che ha interessato questa specie dalla metà degli anni ’80 alla fine degli anni ’90 del XX secolo. Sono stati analizzati con sei loci microsatellite 475 campioni, rappresentati da otoliti e scaglie, provenienti da due località del Mare Adriatico: i) una settentrionale (Chioggia), rappresentata da sei annualità (1978, 1984, 1991, 1995, 1999 e 2009), e ii) una meridionale (Vieste), rappresentata da quattro annualità (1984, 1989, 1995 e 2009). I risultati hanno messo in evidenza una significativa riduzione della diversità genetica in relazione con il declino demografico. La perdita di variabilità genetica è risultata più marcata nel settore settentrionale dell’Adriatico rispetto a quello meridionale. Questo fenomeno potrebbe essere connesso tanto a fattori naturali quali la maggior concentrazione in biomassa di questa specie nel nord dell'Adriatico e pertanto maggior sensibilità alla perdita di variabilità genetica, quanto a fattori antropici, intesi in termini di maggior sforzo di pesca, che nel caso di questa specie si concentra principalmente nella zona più settentrionale dell'Adriatico
Ricettività turistica e vie d'acqua nella provincia di Thuathien Hue e a Hue in Vietnam
Lo sviluppo turistico basato sulle vie d'acqua navigabili, facilitato dalla particolare situazione idrografica della zona, costituisce una parte della soluzione al problema di promuovere e diversificare la richiesta turistica nell'area in esame. Le vie navigabili sono indispensabili per la riuscita delle attività turistiche non solo di Hue City dove rappresentano elemento caratterizzante la vita della popolazione, ma anche di tutta l'area circostante in modo da costituire lo scenario fondamentale nel panorama turistico della provincia di Thua Thien Hue.
L'oggetto della ricerca è la valutazione delle strategie e delle potenzialità della rete turistica in un'area caratterizzata da straordinarie condizioni sia naturali che storiche. Il potenziale turistico deve essere basato sullo sfruttamento dei sistemi idrologici, servendosi cioè di una condizione naturalmente presente nell'area sulla quale sviluppare una rete di itinerari turistici nell'intera provincia. Turismo basato su una rete di percorsi, formata dal sistema fiumi, laghi, lagune e costa, si collegherà con la tradizionale rete di traffico (comprese le acque nazionale e internazionali, così come il sistema delle strade). Si viene a creare in questo modo una rete chiusa con un doppio sistema di percorsi per tutti i sistemi turistici della provincia. Inoltre, dalla formazione della rete di itinerari turistici, la nuova maglia dei trasporti per vie d'acqua e il sistema dei "moli di attracco" si collegherà con le aree residenziali (città, area urbana e comune) e le varie destinazioni lungo fiumi, laghi, lagune e spiagge creando insieme un unico sistema. Il "molo di attracco" contribuirà anche a definire importanti punti del paesaggio posti lungo il sistema di fiumi, dei laghi, delle lagune e delle spiagge.
La pianificazione dello sviluppo del sistema del "molo di attracco" è basata sulla pianificazione delle aree residenziali e dei siti turistici posti lungo il sistema dei fiumi, dei laghi, delle lagune e della costa. Di fatto, i fiumi, i laghi, le lagune e il sistema di costa si interseca con il sistema di strade principali e incrocia a sua volta il sistema idrico (per esempio il sistema dei fiumi a fiumi; i sistemi dei fiumi a lagune; il sistema del litorale di laguna). Inoltre, per molti luoghi di interesse turistico sarà una buona occasione per organizzare i "moli di attracco" con attività turistiche, come l'ascolto di musica folk di Hue, cantare (Ca Hue) o gustare cibi locali.
Per sviluppare in modo sistematico la rete di "moli di attracco", alla base deve esserci l'istituzione della rete di itinerari turistici e a sua volta la formazione della rete di itinerari si basa sulla pianificazione dei siti turistici. Le attività turistiche basate sulle imbarcazioni diventeranno quindi un elemento caratteristico indispensabile in particolare per Hue ma più in generale anche per il resto della provincia di Thua Thien Hue in quanto il viaggio in barca permetterà sempre di associare i canali, ai laghi, ai fiumi, alle montagne, alle lagune, e alla costa, cioè tutti gli elementi naturali che maggiormente caratterizzano l'area turistico dell'intera provincia
Studio dell'interazione di NCX1 e EEAC1 nella produzione di ATP stimolata da glutammato in mitocondri del sistema nervoso centrale
Il glutammato rappresenta uno dei fattori fondamentali per la produzione di energia a livello del
sistema nervosa centrale. I mitocondri possono utilizzare questo neurotrasmettitore come substrato
per la catena respiratoria e, a tale scopo, necessitano di specifici trasportatori per consentire
l’ingresso del glutammato all’interno della matrice mitocondriale. I trasportatori del glutammato
appartenenti alla famiglia degli Excitatory Amino Acid Transporters (EAATs) sono già stati
identificati a livello della membrana plasmatica con il ruolo di modulare l’ingresso del glutammato
a livello neuronale. In questo lavoro, utilizzando tecniche di Western Blotting, microscopia
confocale e immunoelettronica, abbiamo osservato per la prima volta che un membro degli EAATs,
l’ Excitatory Amino Acid Carrier 1 (EAAC1), viene espresso a livello dei mitocondri di neuroni e
glia ed è coinvolto nella produzione di ATP stimolata da glutammato; infatti la risposta metabolica
viene bloccata da inibitori di EAATs e da oligonucelotidi antisenso. Il fatto che gli EAATs sono
proteine Na+-dipendenti ci ha suggerito il coinvolgimento di altri trasportatori in grado di modulare
il gradiente attraverso la membrana mitocondriale. Abbiamo così descritto una colocalizzazione e
un’interazione fisica/funzionale tra EAAC1 e lo scambiatore sodio/calcio 1 (NCX1) sia in
mitocondri neuronali che gliali; inoltre è stato dimostrato attraverso l’utilizzo di inibitori selettivi e
oligonucleotidi antisenso che NCX1 è in grado di modulare la produzione di ATP stimolata da
glutammato. La risposta mitocondriale al glutammato, mediata da NCX1/EAAC1, potrebbe essere
un meccanismo generale e alternativo attraverso il quale questo neurotrasmettitore regola la
produzione di ATP; i dati qui riportati evidenziano un nuovo ruolo per l’NCX1 mitocondriale come
fattore fondamentale per la produzione di energia indotta da glutammato
La relazione sulla gestione e il management commentary nella comunicazione economico-finanziaria. Un'analisi empirica alla luce dei recenti indirizzi internazionali
La pubblicazione a dicembre 2010 del l’IFRS Practice Statement
Management Commentary. A Framework for presentation ha offerto lo spunto
per una ricerca sul comportamento comunicazionale delle aziende,
in particolare sull’informativa contenuta nella Relazione sulla gestione
delle società quotate italiane. Nello specifico la ricerca si focalizza
sull’analisi della conformità del predetto documento alle indicazioni
contenute nell’IFRS Practice Statement Management Commentary. A
Framework for presentation nell’intento di pervenire ad un riscontro interpretato
in ottica internazionale.
In ambito IAS/IFRS il Management Commentary è un documento
narrativo deputato a delineare gli obiettivi e le strategie implementate
e/o previste per il raggiungimento di tali obiettivi e in tal senso esso
rappresenta un importante strumento comunicativo per il soddisfacimento
delle esigenze informative degli stakeholders. Il Management
Commentary è il primo documento dello IASB sull’informativa extracontabile
e, benché non costituisca un Principio IFRS obbligatorio,
esso rappresenta un quadro di riferimento rilevante e autorevole
dell’informativa economico-finanziaria allegata al bilancio, sia per il
legislatore nazionale che per gli amministratori. Lo “sguardo rivolto al
futuro” e “la prospettiva del manager sulla performance” sono i tratti caratterizzanti
e distintivi dell’informazione richiamata nei principi del
Framework IASB. Ad integrazione dei dati di bilancio, e nell’interesse
degli users, il Management Commentary chiede l’esplicitazione delle linee
strategiche adottate dal management e le prospettive sui futuri andamenti
gestionali in relazione agli obiettivi prefissati.
Inoltre il Management Commentary si propone in ambito internazionale
come un documento supplementare e complementare del bilancio
che dovrebbe informare circa gli andamenti aziendali passati, le
motivazioni sottostanti e le implicazioni di queste per le prospettive
aziendali future.
Il contributo, dopo un’ampia rassegna della letteratura nazionale
e internazionale sulla comunicazione aziendale, e segnatamente su
quella economico-finanziaria, approfondisce il contenuto della Relazione
sulla gestione sulla base del dettato civilistico contenuto nell’art.
2428 c.c., opportunamente integrato dalle interpretazioni emanate in merito dal CNDCEC. In quest’ottica, l’analisi consente di evidenziare
le caratteristiche normative della Relazione sulla gestione e, nel contempo,
di approfondire le sue potenzialità comunicative in ordine alla
voluntary disclosure. La disamina del Management Commentary sulla base
delle disposizioni dello IASB si conclude con un’indagine empirica
incentrata sulle Relazioni sulla gestione 2010 delle società quotate italiane
appartenenti al FTSE MIB 40. L’obiettivo è verificare se, e in
che modo, queste Relazioni sulla gestione sono state redatte in conformità
all’IFRS Practice Statement Management Commentary. A Framework
for presentation e, in caso affermativo, se i temi innovativi introdotti dallo
IASB sono stati opportunamente trattati in termini di modalità espositiva,
contenutistica e di livello di approfondimento.
L’analisi condotta ha evidenziato una parziale ricettività delle aziende
italiane verso le nuove indicazioni dello IASB in merito alla
disclosure da includere nel Management Commentary. La ricerca evidenzia
che la maggior parte delle imprese del campione analizzato fornisce
informazioni sugli aspetti contenutistici proposti dallo IASB in quanto
il legislatore nazionale, contempla molti dei temi previsti dal dettato
internazionale. Tuttavia lo studio dimostra che in quasi tutte le società,
la Relazione sulla gestione non fornisce informazioni “forwardlooking”
ma, al contrario, contiene un’informativa rivolta prevalentemente
al passato. Il contenuto della quasi totalità delle Relazioni esaminate,
infatti, non tratta le prospettive e le strategie future, i rischi
futuri e le strategie per affrontarli, le azioni previste dai manager per il
raggiungimento di performance future sulla base degli obiettivi prefissati