Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    Politiche monetarie ottimali e meccanismi di trasmissione

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    Temporary jobs in Italy: wage differentials and their dynamics

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    Moniliella pollinis: sviluppo di tecniche genetico-molecolari

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    Il lievito anamorfico, osmofilo Moniliella pollinis è noto per essere uno dei microrganismi utilizzati nell’industria biotecnologico-alimentare per la produzione di alcuni polialcoli (es. glicerolo, eritritolo e ribitolo), utilizzabili come dolcificanti ipocalorici. I risultati descritti, derivati soprattutto dallo sviluppo di alcune tecniche genetico-molecolari per Moniliella pollinis, hanno avuto lo scopo di approfondirne la fisiologia moltiplicativa e i complessi meccanismi coinvolti nell’osmofilia di questo fungo. Particolare attenzione è stata dedicata alla trasformazione genetica, all’ottenimento di mutanti diversi e, infine, alla messa a punto di metodologie di spettroscopia infrarossa FTIR (elaborate cioè mediante trasformata di Fourier) per indagare la composizione delle cellule in condizioni diverse. I processi genetici e metabolici dell’osmofilia di M. pollinis non sono noti, ma appaiono rilevanti in vista delle sue applicazioni biotecnologiche in ambito della produzione di polialcoli, valorizzabili -tra l’altro- dall’industria alimentare. I mutanti ottenuti dai nostri esperimenti, la loro frequenza di comparsa, le complementazioni ottenute tra mutanti diversi, suggeriscono che M. pollinis si trovi, sempre o frequentemente, in fase aploide. I meccanismi che regolano la risposta cellulare allo stress osmotico sono stati analizzati mediante studi fisiologici effettuati sui mutanti osmosensibili (dissezione genetica). Oltre alla chiara correlazione tra polialcoli cellulari e resistenza agli stress osmotici, è apparsa evidente anche la presenza di altri meccanismi coinvolti nella difesa cellulare dagli stress ossidativi. L’isolamento di mutanti e la messa a punto di sistemi di trasformazione genetica consentirà l’attuazione di indagini di genetica funzionale relativa a questo o quel fenomeno. I risultati ottenuti costituiscono naturalmente solo l’inizio di indagini più lunghe e laboriose. Essi rappresentano comunque un traguardo importante poiché instaurano solide basi per studi futuri che, come ultima tappa, potranno condurre a esperimenti di isolamento genico mediante complementazioni funzionali

    Effetti biologici degli autoanticorpi anti-recettore del PDGF isolati dai pazienti sclerodermici sulle cellule muscolari lisce umane di arteria polmonare

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    Il danno microvascolare è un evento precoce nella sclerodermia (SSc, Sclerosi Sistemica) ed è noto come lo stress ossidativo sia implicato nella patogenesi della malattia. I radicali liberi dell’ossigeno (ROS) sono ampiamente riconosciuti come importanti secondi messaggeri cellulari nell’ambito della parete vascolare e la NADPH ossidasi rappresenta la principale fonte di radicali liberi a questo livello; in particolare NOX 4 è la principale isoforma di NADPH oxidasi espressa nelle cellule muscolari lisce vascolari. Poiché il nostro gruppo ha di recente identificato la presenza di auto anticorpi attivatori diretti contro il recettore del PDGF nel siero dei pazienti sclerodermici, in questa tesi si è voluto verificare quali fossero gli effetti biologici di questi autoanticorpi sulle cellule muscolari lisce di arteria polmonare valutando l’implicazione relativa di NOX4 e dei ROS. I risultati ottenuti mostrano chiaramente che le pareti dei vasi dei pazienti affetti da Sclerodermia sono caratterizzate da un abnorme stress ossidativo e da un aumento dell’espressione di NOX4. Inoltre, in vitro, le immunoglobuline sclerodermiche sono in grado di indurre la produzione di radicali libero dell’ossigeno, la proliferazione, la migrazione e la produzione di collagene 1 (alpha1) nelle cellule muscolari lisce di arteria polmonare attraverso l’interazione con il recettore del PDGF e l’induzione di NOX4. Per concludere, quindi, possiamo affermare che gli autoanticorpi anti-recettore del PDGF costituiscono una nuova fonte di danno nella sclerodermia, contribuendo alla patogenesi delle lesioni vascolari tipiche della malattia

    Valutazione della fatica muscolare durante movimenti di flesso-estensione

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    La fatica muscolare rappresenta un complesso fenomeno che comprende varie cause, meccanismi e forme di manifestazioni. Il monitoraggio continuo della fatica muscolare locale durante l’esecuzione di un certo lavoro è possibile misurando l’attività mioelettrica di particolari muscoli con il metodo dell’elettromiografia di superficie. Cambiamenti biochimici e fisiologici nei muscoli durante contrazioni affaticanti si riflettono anche nelle proprietà del segnale mioelettrico registrato sulla superficie della pelle al di sotto del muscolo interessato. Contrazioni dinamiche sono comuni nei movimenti delle attività quotidiane e il segnale elettromiografico di superficie (sEMG) rilevato in questo caso è considerato una realizzazione di un processo stocastico non-stazionario. Per tracciare l’evoluzione del suo contenuto in frequenza nel tempo, è richiesta una rappresentazione in tempo-frequenza. La trasformata di Choi-Williams, membro della classe di Cohen, risulta un buon candidato per l’analisi del segnale sEMG. Durante contrazioni dinamiche, con la variazione di forza muscolare (o torque) e dell’angolo a livello dell’articolazione (posizione e velocità) ci sono cambiamenti in: numero di unità motorie attive con possibili differenti tipi fibre, la frequenza di firing, la relazione geometrica tra le fibre muscolari attive e l’elettrodo, la relazione geometrica tra la zona d’innervazione e il tendine, e la lunghezza delle fibre muscolari. Alcuni di questi problemi possono essere gestiti esaminando le contrazioni dinamiche ripetitive tramite movimenti dinamici altamente standardizzati (ad es. isocinetici) e determinando le variabili EMG all’interno di una finestra che mantiene la stessa posizione ad ogni ciclo di contrazione (ad es. tecniche di ciclostazionarietà). Il principale obiettivo di questo studio è stato di confrontare le manifestazioni elettriche di fatica muscolare in contrazioni concentriche ed eccentriche del rectus femoris, del vastus lateralis e del vastus medialis. Sono stati ricavati dei profili medi di fatica per i muscoli considerati dai dati sperimentali registrati da nove soggetti durante esercizi ciclici di flesso-estensione del ginocchio

    Evoluzione delle tutele del risparmio alla luce dei conflitti d'interessi degli intermediari finanziari

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    L’analisi trae origine dal dettato Costituzionale in particolare dall’art. 47 per il quale “il risparmio è incoraggiato e tutelato dalla Repubblica in tutte le sue forme”, tale articolo attribuisce un duplice ruolo alle istituzioni, cioè creare dei presupposti per un equilibrato sviluppo del mercato, e nel contempo intervenire a tutela delle finalità pubbliche laddove vi fossero interessi meritevoli. Considerata la centralità che il risparmio riveste, il lavoro quindi cerca di evidenziare nel dettaglio l’intera filiera dei prodotti finanziari, dalla loro creazione fino al post-trading, mettendo in luce le difficoltà che i risparmiatori costantemente si trovano dinanzi, su tutte, l’esposizione al rischio di conflitti di interesse. Questo tema oggi più che mai attuale, trova manifestazione in diversi campi del vivere sociale, dall’attività politica, economica a quella finanziaria, e nonostante le diverse discipline che il conflitto conosce, tuttavia si dimostra ancora un’entità sfuggente e non ben definita. Il lavoro focalizza l’attenzione sul conflitto nell’intermediazione mobiliare e, dunque, nel rapporto contrastante che viene a delinearsi tra gli intermediari finanziari e la classe dei risparmiatori, in particolare dei piccoli risparmiatori, che non disponendo di una conoscenza adeguata e di un set informativo completo spesso sono meno tutelati. Si passa così ad approfondire l’evoluzione legislativa, in particolare il ruolo del legislatore comunitario, da ultimo intervenuto con la direttiva Mifid, 2004/39/CE in merito alla regolamentazione dei mercati finanziari, che ha disciplinato i servizi di investimento prestati dagli intermediari ai clienti, l’organizzazione dei mercati regolamentati e le diverse sedi di negoziazione degli strumenti finanziari. Il recepimento in Italia di tale direttiva comunitaria rappresenta la modifica legislativa di maggior rilevanza dopo l’adozione del Testo Unico della Finanza (TUF) nell’ambito dei mercati finanziari e dei servizi finanziari, destinata a mutare sensibilmente i rapporti tra intermediari ed investitori, attraverso un complesso articolato di norme, finalizzato all’innalzamento del livello di tutela del cliente ed alla creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari

    I servizi pubblici locali in Italia: l'in mouse providing

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    Le Pubbliche Amministrazioni hanno dato vita ad importanti opere, come strade, ponti e acquedotti e nei secoli più recenti anche scuole, ospedali, vie per il trasporto e la comunicazione. Ed è ai pubblici poteri che si deve, almeno in Europa, la creazione di simili opere. Da sempre si tenta di spiegare le ragioni dell’intervento pubblico nell’economia, ragioni che trovano fondamento tanto in campo economico, quanto in ambito giuridico. Negli anni è stato chiarito come il mercato non sia sempre in grado di autoregolarsi, come postulato dalle teorie smithiane, né possa sempre offrire situazioni ottimali di allocazione delle risorse, secondo quanto contenuto nei dogmi dell’efficienza paretiana. Perché, in realtà, le dinamiche dell’economia sono invece soggette ai c.d. fallimenti di mercato, situazioni in cui il gioco del libero scambio, da solo, non basta a raggiungere l’ottima (e forse neanche la sufficiente) allocazione delle risorse. Ed ecco allora che diviene necessario l’intervento dei pubblici poteri, teso a rimediare a tali imperfezioni, a compensare gli inevitabili squilibri che il mercato, rimesso alla libera iniziativa economica individuale dei privati, non è in grado di gestire: infatti, lo Stato‐gestore è sempre riuscito ad occuparsi di quei settori in cui all’imprenditore privato non conviene operare, oppure in quei casi in cui non conviene ai cittadini che sia un privato ad operare, facendosi carico di fornire beni e servizi indispensabili alla comunità. Nel corso degli anni il legislatore italiano è intervenuto ripetutamente sull’argomento, tanto da farne uno dei fenomeni legislativi più travagliati che tutt’ora presenta lacune e incertezze. Un fenomeno assai vasto che presenta istituti peculiari quali l’In house Providing oggetto della mia ricerca particolare. L’istituto suddetto ha avuto una larga diffusione nel nostro territorio, probabilmente perché strumento conveniente per la trasformazione delle ex Municipalizzate. Non a caso è stato oggetto di molta attenzione sia da parte dell’Europa sia da parte dell’Italia. La tesi perciò dopo un preliminare, quanto doveroso escursus normativo, alla luce anche delle recentissime novelle a seguito del Referendum abrogativo, ha puntato decisamente verso un approfondimento dell’In House Providing approdando poi ad una conclusione alternativa tra le opposte tendenze, entrambe tacciabili di errori e distorsioni. L’ipotesi sussidiaria, quale metodo per temperare ed amalgamare le opposte fazioni che si contrappongono in una lotta annosa tra pubblico e privato

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