Marche Polytechnic University

ACUBO (Archivio Aperto di Ateneo)
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    Impianto di liquefazione del gas naturale di piccola taglia

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    The role of network in the internazionalization process of SME

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    I processi di internazionalizzazione ed il network rappresentano i due temi oggetto di trattazione nel presente lavoro. L’obiettivo della tesi è quello di comprendere il fenomeno delle reti di imprese (network), con particolare attenzione a come le relazioni instaurate tra imprese di piccola e media dimensione possano influire sui processi di internazionalizzazione. La ragione di tale approccio è motivata dal fatto che negli ultimi anni, nuove forme organizzative quali alleanze, accordi e altre forme di reti di imprese hanno avuto una crescente diffusione in particolar modo nella gestione delle operazioni internazionali. Adottare tale prospettiva nello studio dei processi di internazionalizzazione delle Pmi, consente di approfondire i comportamenti adottati da tali imprese in un’ottica che enfatizza le particolarità della piccola dimensione, valorizzandone le proprie caratteristiche ed offrendo una chiave di lettura dei comportamenti nell’attuale contesto competitivo. Al fine di ottenere una maggiore comprensione del fenomeno di internazionalizzazione delle Pmi, si rivela necessario un approccio di ricerca sistematico, specificatamente orientato all’analisi del ruolo svolto dal network nel favorire e/o ostacolare l’apertura internazionale delle imprese di minori dimensioni. L’obiettivo di tale ricerca è volto a fornire un quadro di sintesi dei principali contributi accademici sulla duplice e interconnessa tematica concernente il network ed il processo di internazionalizzazione delle Pmi, al fine di individuare i principali risultati empirici e suggerire futuri sviluppi teorici volti alla spiegazione di tale fenomeno. Nel primo capitolo vengono presentate le principali teorie dell’internazionalizzazione, riportando delle osservazioni sui diversi approcci, proseguendo con la descrizione delle strategie delle Pmi, sui fattori relativi all’internazionalizzazione e sul ruolo dell’imprenditore in tale processo. Il secondo capitolo, iniziando da breve presentazione del settore meccanico, prosegue nell’evidenziare le caratteristiche delle imprese minori ad esso appartenenti, con accenno alle tematiche relative al distretto e innovazione. Successivamente vengono presentati i principali risultati della ricerca quantitativa svolta in un campione di Pmi meccaniche ed alcune considerazioni di carattere generale. La tematica del network è oggetto di trattazione del terzo capitolo, con accenno alle principali teorie, il ruolo nell’internazionalizzazione, i vantaggi e svantaggi di tale configurazione organizzativa, la tipologie dei legami, l’approccio strategico, l’influenza nelle modalità di entrata e del mercato estero. Nel quarto capitolo conclusivo, vengono presentate le evidenze dell’analisi della letteratura recente sulle tematiche del network e internazionalizzazione delle Pmi, riportando delle considerazioni di sintesi ed implicazioni riguardo alle future direzioni della ricerca

    Con_temporary voids. An ephemeral approach to the city

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    La ricerca si incentra sul tema del vuoto nella città, prevalentemente europea ed italiana, ribaltando il punto di vista per cui si è soliti identificare lo spazio urbano con quello definito e delimitato dal costruito. In questa direzione il progetto dello spazio pubblico appare un tema trasversale, che ha definito con le sue variazioni l’immagine della città nel corso dei secoli: la rilettura dello spazio urbano, nella città densa e stratificata di oggi, è un primo passo per la comprensione delle idee urbane che ne erano alla base e per la formazione di nuovi stimoli progettuali; ma soprattutto è una problematica utile ed attuale, di fronte ad un modello insediativo diffuso che si scontra con l’imperativo sempre più stringente della sostenibilità. La crescente complessità urbana, fatta non solo di vuoti consolidati e riconoscibili da un punto di vista formale, ma anche di tanti altri spazi che sfuggono alle classificazioni perché residuali e non progettati o in quanto aree non utilizzate, ci obbliga a riflettere sulle motivazioni e i processi che hanno prodotto questa situazione: l’obbligo di arginare il consumo di suolo, risorsa non rinnovabile, passa necessariamente per un approccio al riuso e alla riqualificazione dei vuoti, basati su uno studio reale delle loro caratteristiche e potenzialità. Dunque ci si pone l’obiettivo di comprendere e ripensare il vuoto in modo più coerente alle necessità e alle risorse attuali. A questo proposito si definisce un nuovo punto di partenza, fatto di parametri adeguati ad analizzare e confrontare le diverse tipologie di vuoti, e successivamente se ne analizzano i metabolismi. Quindi, facendo riferimento all’orizzonte progettuale degli ultimi quindici anni, si individuano i contributi più innovativi alla formulazione di nuove strategie per il vuoto; ne emerge un punto in comune: nelle diversità dei singoli approcci, tutti attribuiscono un ruolo fondamentale alla transitorietà ed alla reversibilità del contemporaneo, abbandonando l’idea di una permanenza del progetto, insita nella nostra forma mentis. Dunque il temporaneo emerge come risposta al contemporaneo. Questo importante risultato, finora testato solo su realtà metropolitane, viene confrontato con un caso di studio più sintomatico della realtà urbana italiana: la città di Ancona. Si ottengono risultati notevoli: i parametri definiti ad inizio ricerca si dimostrano rilevabili in ogni centro urbano, a prescindere dalle dimensioni, dunque efficaci elementi da considerare; l’idea di una riappropriazione in chiave effimera e parassitaria degli spazi urbani si rivela fondata anche sul piano locale, dove è confermata dal riscontro di fermenti di un parassitismo culturale e tensioni verso eventi temporanei. Si individuano dei vuoti notevoli, punti prioritari per mettere in atto le tendenze delineate da questo percorso di ricerca, in grado di innescare grandi cambiamenti con poche risorse: un nuovo punto di partenza per nuove vicende urbane

    Innovative methods and advanced digital technologies to support product design in collaborative environments

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    Nell’ambito dell’industrial design si ha il bisogno di condividere conoscenze, competenze ed esperienze tra tutti gli esperti coinvolti nel team di lavoro e integrare i diversi punti di vista per raggiungere l’obiettivo principale di ogni attività di design: la progettazione di un prodotto innovativo e di successo. Oggigiorno i confini non si limitano più alla singola azienda ma si estendono a livello globale, comprendendo numerosi partners di progetto e agendo a livello mondiale, secondo il nuovo concetto di extended enterprise. Ne consegue che il design assume un carattere fortemente collaborativo e dislocato (collaborative design) e la collaborazione diventa parte integrante delle attività progettuali al fine di realizzare prodotti e servizi di alta qualità. Molteplici tecnologie digitali e strumenti ICT possono essere utilizzati a supporto della progettazione al fine di migliorare la comunicazione tra le persone del gruppo di lavoro, facilitare l’interazione con le rappresentazioni di prodotto, riprodurre tipiche attività face-to-face anche in team geograficamente distribuiti e gestire lo scambio dati in modo efficace e condiviso lungo l’intero ciclo di sviluppo prodotto. Tuttavia le tecnologie disponibili sono ancora scarsamente utilizzate perché la loro scelta è spesso difficoltosa e la correlazione con i benefici ottenibili e ottenuti non è banale. Il presente lavoro di tesi si colloca in questo scenario e riguarda l’elaborazione di metodi e strumenti innovativi a supporto del collaborative design. In particolare, analizza la collaborazione da molteplici punti di vista, considerando il fattore umano alla pari delle performance di sistema, e presenta una metodologia strutturata per valutare la qualità di processi collaborativi all’interno di team di lavoro multidisciplinari e distribuiti. Tale metodo è applicato sia per attività di benchmarking delle tecnologie, al fine di definire gli strumenti più appropriati per specifici contesti d’uso, sia di valutazione della qualità dei processi collaborativi ottenuta mediante l’utilizzo di determinati strumenti di supporto. Nel corso della ricerca il metodo è stato applicato a numerosi casi industriali e diversi settori d’utilizzo e la presente tesi ne riporta gli esempi più significativi, tra cui la definizione e la sperimentazione della piattaforma collaborativa del Consorzio CO-ENV (www.coenv.it). Le attività sperimentali hanno infine permesso di evidenziare i limiti delle attuali applicazioni e di definire un nuovo paradigma di interazione che meglio risponde alle esigenze dell’impresa distribuita al fine di definire nuove linee di sviluppo per la creazione di ambienti collaborativi innovativi

    Combining the use of Fishing Habitat Analysis and Individual Based Models to study the reproductive strategy of anchovy (Engraulis encrasicolus) and Sardine (Sardina pilchardus)in the Adriatic sea

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    Acciughe (Engraulis encrasicolus, L.) e sardine (Sardina pilchardus, Walb.) sono due delle specie commerciali più importanti nel mare Adriatico. Il valore delle catture totali ha fatto registrare ampie fluttuazioni durante gli ultimi vent’anni. A questo proposito numerosi studi sono stati condotti per comprendere come le condizioni ambientali possano influenzare il reclutamento di queste due specie di piccolo pelagici, ma i risultati ottenuti sono diversi perché riferiti a zone diverse o perché analizzati in tempi diversi, diversi sono stati anche i parametri considerati. Fino ad ora nessun lavoro ha preso in considerazione il ruolo e l’influenza che la dinamica delle masse d’acqua può avere nel determinare la sopravvivenza delle uova e delle larve dei piccolo pelagici fino a determinarne il reclutamento. Questo fattore potrebbe essere un fattore chiave per comprendere meglio le dinamiche legati alle prime fasi di sviluppo di questa specie. In questo studio i cosiddetti Individual Based Models (IBMs) che combinano l’approccio Langrangiano allo studio del trasporto delle particelle con le caratteristiche biologiche della specie sono stati usati con lo scopo di simulare il rilascio e il trasporto delle uova e delle larve dalle aree di spawning a quelle di reclutamento valutandone la percentuale di successo. Tre diversi passi sono stati fatti per valutare gli aspetti menzionati sopra: l’individuazione delle aree potenziali di nursery, aree cioè in cui le condizioni sono favorevoli al reclutamento delle alici e le sardine; l’identificazione delle possibili aree di concentrazione e di ritenzione nell’ambito del mare Adriatico; la simulazione attraverso modelli di differenti scenari spazio-temporali di spawning delle due specie in modo da poter valutare numericamente la percentuale di successo nel reclutamento dovuta alle differenti condizioni prese in considerazione in ciascuno scenario. L’applicazione dei modelli ha confermato alcune delle ipotesi precedentemente fatte sul trasporto delle uova e delle larve. Inoltre l’individuazione delle aree di concentrazione e ritenzione conferma quanto rilevato nei precedenti studi. La prte ovest del bacino Adriatico caratterizzato da acque a bassa profondità rappresenta un’area in cui le uova e le larve vengono convogliate. Lo stesso vale per le acque basse che caratterizzano la parte settentrionale del bacino le quali però risultano essere anche aree di ritenzione di tali uova, vale a dire che le uova rilasciate in tale area o che vengono trasportate in essa rimangono confinate dalle correnti marine per periodi di tempo piuttosto lunghi. Questi risultati sono in accordo con quanto evidenziato dai precedenti studi sulle acciughe che individuavano tali aree come possibili aree di nursery per questa specie. Anche lo spawinig delle sardine che avviene durante l’inverno sembra essere in accordo con la circolazione generale dell’Adriatico. Infatti la circolazione delle masse d’acque in inverno convoglia le uova e le larve di tale specie verso quelle che sono conosciute come aree di nursery mentre tale comportamento non viene evidenziato durante i mesi estivi. La dinamica delle masse d’acqua sembra svolgere un ruolo rilevante nel processo di reclutamento delle due specie pelagiche prese in considerazione. I risultati ottenuti sono incoraggianti e suggeriscono di ampliare il campo di applicazione di tali simulazioni considerando periodi di tempo più ampi o introducendo nelle simulazioni9 stesse l’effetto di componenti biologiche relative alle caratteristiche delle prime fasi di vita delle due specie di piccoli pelagici

    Algorithms and method for power management in HAS

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    Sono ormai molti anni che si discute riguardo la possibilità di uniformare il sistema domotico, ovvero quello relativo all'automazione della casa e sembra che si stia progredendo verso un periodo in cui potrebbero esserci tutti i fattori necessari per il corretto sviluppo delle tematiche relative all'Home Automation, in particolar modo l'amministrazione e lo studio della logica che governa i dispositivi che popolano le abitazioni. La domotica, ovvero l'insieme delle tecnologie impiegate nell'automazione delle abitazioni, è considerata pronta per il salto di qualità che la possa condurre fuori dalle applicazioni più tradizionali, anche con grandi ripercussioni economiche. Il mercato attuale dell'industria mondiale dell'Home Automation si aggira sui 2,5 miliardi di dollari, ma entro il 2014 dovrebbe raggiungere i 13,4 miliardi (fonte ING Direct). La casa intelligente, o Smart Home, utilizzando la dicitura corretta insieme al concetto di Smat Grid, gurano nell'ultimo rapporto annuale della Consumer Electronics Association tra le cinque tecnologie da tenere d'occhio. C'è però da considerare una differenza tra quello che le tecnologie promettono e ciò che un end-user può oggettivamente pensare di installare in questo momento. Dal primo punto di vista, teoricamente è già tutto pronto per la realizzazione di uno scenario in cui gli impianti di casa sono interconnessi, dialogano tra loro e con gli abitanti, segnalano guasti e in qualche caso anticipano gli stessi desideri del proprietario. D'altro canto però è tuttavia vero che i maggiori produttori di elettrodomestici e dispositivi non hanno trovato un accordo circa lo standard di comunicazione da adottare per far dialogare questi dispositivi, men che meno sono state de nite uniformemente delle politiche di controllo relativamente alla coordinazione degli stessi per soddisfare i bisogni dell'end-user. Questo lavoro di tesi si inserisce nella suddetta tematica, a rontando i prob- lemi appena citati, che caratterizzano e limitano lo sviluppo della Smart Home nel contesto del programma Smart grid, de nito e sviluppato sia in Europa che negli Stati Uniti. Le tematiche aff rontate sono state descritte distinguendole in due macroaree: la prima riguarda lo studio e l'analisi dei protocolli di comunicazione per dotare la casa di un'infrastruttura di rete necessaria a sopperire tutte le richieste relative all'Home Automation. Si è quindi proceduto in una prima fase ad analizzare quelli erano i requisiti richiesti ad un'infrastruttura di questo tipo, quali, ad esempio, il consumo energetico, il costo di installazione, il raggio di copertura e la velocità di trasferimento dati. In seguito è stata fatta un'analisi esauriente di diversi protocolli di comunicazione legati al mondo dell'Home Automation, focalizzandoci in particolar modo a quelli candidati a diventare lo HAN (Home Automation Network), aderendo alle speci che de nite dai vari consorzi Smart Grid. Ognuno di questi protocolli è stato ra rontato con i requisiti individuati in precedenza, creando una sorta di classi cazione in base all'attinenza o meno a queste speci fiche. Al termine di questa analisi le tecnologie candidate a ricoprire il ruolo di HAN sono state 3 e nello specifi co il Bluetooth, lo ZigBee e il protocollo LonWorks. Alla fine lo ZigBee è riuscito a prevalere tra questi tre, o rendo una migliore rispondenza alle speci che Smart Grid (Energy Pro le 2.0) ed essendo già accolto molto bene dal mercato come infrastruttura di rete per l'Home Automation. La seconda fase di questa analisi si è quindi concentrata sulla seconda prob- lematica, relativa alla logica di controllo e coordinamento tra i vari dispositivi che compongono un tipico scenario domestico. In particolar modo, la prima sezione si è concentrata sulla definizione e sulla determinazione dell'impianto teorico necessario alla trattazione dei due metodi sviluppati: si è mostrato quindi l'approccio di Woolridge alla trattazione dei MASs, modi candone alcuni aspetti per rendere più conformi tali concetti alla classe degli HASs. L'analisi si è quindi concentrata nello studio dello Stato dell'Arte esistente, sia per quanto concerne la Teoria dei Sistemi Multi Agente che quella riguardante le problematiche relative all'allocazione delle risorse. Questi due metodi sviluppati hanno quindi lo scopo di risolvere i conflitti che si possono venire ad instaurare sull'utilizzo concorrenziale delle risorse condivise che si trovano all'interno di una tipica installazione domestica, come ad esempio la corrente elettrica e l'acqua calda. L'obiettivo nella risoluzione di tali con itti tende ad ottimizzare l'intero sistema, cercando di trovare un regime di funzionamento dei vari dispositivi che possa soddisfare e esigenze e i desideri dell'end-user. Entrambi i metodi sviluppati, chiamati GT-HAS (Game Theoretic-HAS) e MKP-HAS (Multiperiod Knapsack Problem-HAS) utilizzano dei funzionali la cui massimizzazione permette di ottenere, localmente e, date le proprietà dei sistemi costruiti, anche globalmente, delle performance che soddisfano le preferenze dell'end-user. L'analisi di questa problematica si conclude con la validazione dei due metodi prendendo alcuni scenari di esempio in esame e facendo un confronto delle prestazioni relative ed assolute fornite dai GT-HASs e dai MKP-HASs.La fase conclusiva del lavoro si concentra su alcune considerazioni riguardanti la teoria elaborata e alcune proposte riguardanti gli sviluppi futuri, come il miglioramento dei metodi GT-HAS e MKP-HAS e la possibilità di estendere l'ottimizzazione anche ad una famiglia di risorse. In attesa che il mercato si evolva verso una soluzione convergente e standard

    Deprivazione sociale e ricorso all'assistenza ospedaliera

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