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Social Sustainability in Startups: Implementation Pathways and Their Effects on Performance
Chemical Composition and Nutritional Quality of Commercial Tahini
Thanks to its valuable nutritional value and captivating flavour, tahini, an oily paste made
from sesame seeds, has recently become popular outside of Middle Eastern cuisine. However,
alongside valuable and balanced levels of lipids, proteins, sterols, and minerals, this
product may contain various contaminants, including toxic and potentially toxic elements.
The aim of this study was therefore to evaluate the quality and safety of seven brands of
commercial tahini. To this end, the proximate composition and the fatty acid and sterol
profiles were determined. Moreover, the atherogenicity index (AI) and thrombogenicity
index (TI) were also assessed. The elemental composition was screened, and the uptake
percentage of each element was evaluated. The percentages of saturated (SFAs), mono-
(MUFAs), and poly- (PUFAs) fatty acids fell within the following ranges, respectively:
15.44–17.14%, 37.93–43.36%, and 38.51–45.14%. The order of abundance of macro-elements
for most samples was P > K > Ca > Mg > Na. Significant concentrations of essential trace
elements were found in the tahini samples, including Zn, Fe, Mn, Cu and Se. As regards
toxic elements, only one brand appears to exceed the maximum limits for Cd and Pb
specified in the European Regulation. However, a low intake of most inorganic elements
was obtained from the consumption of 1 g of tahini per day
Risposte fisiologiche ai contaminanti ambientali emergenti negli organismi acquatici: un approccio “One Health”
La crescente diffusione di contaminanti emergenti (CE) negli ecosistemi acquatici rappresenta una minaccia significativa per la biodiversità e la salute pubblica, richiedendo un approccio integrato secondo il paradigma “One Health”. La presente tesi di dottorato ha avuto un duplice obiettivo: in primo luogo, caratterizzare gli effetti fisiologici ed ecotossicologici di una vasta gamma di CE, includendo biocidi (BIT, OIT, CMIT, Quaternium-15), tensioattivi e polimeri (SLS, PVA, PEG), microplastiche, additivi (PE, DEHT) e residui farmaceutici (clorpromazina), utilizzando i bivalvi marini Mytilus galloprovincialis e Pinctada imbricata come organismi sentinella. In secondo luogo, valutare il potenziale di bioprodotti di origine naturale, quali l'estratto di Bergamotto (Citrus bergamia) e gli idrolizzati proteici da Hermetia illucens (BPHs), come agenti di mitigazione del danno indotto.
È stato adottato un approccio multilivello, analizzando una batteria di biomarker a livello cellulare, biochimico, fisiologico e istologico, tra cui la vitalità cellulare, la risposta immunitaria (fagocitosi), la regolazione del volume cellulare (RVD), lo stress ossidativo, l'apoptosi, le alterazioni tissutali e la produzione del bisso.
I risultati hanno dimostrato che tutti i contaminanti testati inducono risposte avverse, sebbene con specificità legate alla natura chimica del composto e al tessuto target. Tra gli effetti comuni più rilevanti sono emersi la compromissione dell'integrità di membrana, l'immunosoppressione (evidenziata dalla ridotta capacità fagocitaria degli emociti circolanti), l'alterazione dell'omeostasi cellulare (incapacità di regolare il volume cellulare) e l'induzione di stress ossidativo. Le analisi istologiche hanno confermato il danno a livello tissutale, in particolare a carico di branchie e ghiandola digestiva.
Di fondamentale importanza, gli esperimenti di mitigazione hanno rivelato che l'estratto di bergamotto e gli idrolizzati proteici da H. illucens possiedono una significativa capacità protettiva, riuscendo a contrastare il danno cellulare e fisiologico indotto rispettivamente da SLS e CMIT.
Nel suo complesso, questo lavoro fornisce un contributo duplice: da un lato, caratterizza con un approccio multi-biomarker i meccanismi di danno indotti da un vasto pannello di contaminanti emergenti; dall'altro, offre una prova di concetto sull'efficacia di bioprodotti naturali nel mitigare tale danno. Questi risultati non solo ampliano le conoscenze ecotossicologiche, ma inseriscono la valutazione del rischio ambientale in una prospettiva applicativa e sostenibile, in piena coerenza con i principi del quadro "One Health"
Skeletal Involvement in Systemic Mastocytosis: Pathophysiology, Clinical Management, Standards of Care, and Novel Therapeutic Strategies
Does the Catalyst Always Assist the Methylene Blue Photodegradation or Does It Sometimes Hinder It?
Lattice defects, particularly oxygen vacancies, are commonly considered beneficial to photocatalytic performance, as they can reduce the bandgap, broaden the light absorption range, and suppress electron/hole recombination. In this perspective, high-entropy oxides (HEOs) could be considered “ideal” materials for photocatalysis because the random distribution of multiple metal cations within the crystalline lattice generates intrinsic structural disorder, which can be modulated by varying their composition and synthesis conditions. This work studies the photocatalytic activity of electrospun Cr–Mn–Fe–Co–Ni-based HEOs for the degradation of methylene blue in aqueous solution. The selected preparation conditions (calcination in air at 400 °C for 2 h) yield nanofibers consisting of ultra-small grains (≤9 nm) with copious oxygen vacancies on their surface. The presented results raise an important question: does the catalyst always promote the dye photodegradation or does it sometimes hinder it? A critical discussion is proposed, highlighting the case in which defects can induce competitive recombination pathways, negatively impacting the material’s photocatalytic performance
Postfazione a "Messina è una vertigine"
La postfazione al libro "Messina è una vertigine" ne mette in luce il rilievo culturale e la capacità di sguardo del suo autore, Giovanni Messina, nell'affrontare il paesaggio della città di Messina attraverso "sopralluoghi", che invitano a costruire una nuova epistemologia della geografi
IL FENOMENO MIGRATORIO E LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI FRONTIERA. PROFILI INTERNAZIONALI, EUROPEI E INTERNI
Il lavoro analizza la gestione delle migrazioni irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea, con particolare riguardo ai contesti italiano e spagnolo, entrambi collocati lungo rotte marittime ad alta intensità di flussi. Muovendo dalla ricostruzione dello status giuridico del migrante e delle forme di protezione internazionale, la tesi inquadra il fenomeno migratorio entro il complesso sistema multilivello di fonti internazionali, europee e interne, soffermandosi sulle procedure di frontiera e sugli obblighi di ricerca e soccorso in mare, nonché sul principio di non-refoulement quale limite invalicabile all’azione degli Stati.
Sul versante italiano, l’analisi prende in esame l’evoluzione normativa dal T.U. immigrazione ai più recenti decreti sicurezza e alla successiva “fase correttiva”, mettendo in luce la tensione strutturale tra esigenze di controllo dei confini, logiche emergenziali e tutela dei diritti fondamentali. Tale quadro è verificato alla prova della prassi e della giurisprudenza, anche attraverso l’esame di casi emblematici – tra cui il caso “Diciotti”, il naufragio di Steccato di Cutro e la recente prassi degli hotspot in Albania – che fungono da stress test dell’effettività delle garanzie in materia di libertà personale, accesso alla procedura di asilo e controllo giurisdizionale.
Sul versante spagnolo, la ricerca ricostruisce il sistema normativo in materia di asilo (Ley 12/2009), extranjería (LO 4/2000 e il relativo Reglamento de extranjería, oggi approvato dal RD 1155/2024, già RD 557/2011), ordine pubblico (LO 4/2015 e “rechazo en frontera”) e dimensione SAR, analizzandone le applicazioni concrete nei contesti di Ceuta, Melilla e lungo la rotta canaria. La casistica recente – in particolare il salto alla valla di Melilla del 24 giugno 2022, la crisi di Ceuta del 2021 e la gestione post-sbarco alle Canarie – consente di mettere a fuoco criticità ricorrenti in termini di respingimenti collettivi di fatto, esternalizzazione dei controlli e “normalizzazione dell’eccezione”.
In chiave comparata, la tesi confronta i due modelli nazionali alla luce del diritto dell’Unione europea e del nuovo Patto su migrazione e asilo, con speciale attenzione alle procedure di frontiera, ai meccanismi di solidarietà e ai partenariati con Paesi terzi. L’elaborato propone, in conclusione, alcune linee di “best practice” orientate a conciliare governo dei flussi e tutela effettiva dei diritti fondamentali, mediante garanzie rafforzate nelle zone di frontiera, criteri più stringenti per la cooperazione esterna e un effettivo riequilibrio delle responsabilità tra Stati membri.La tesis analiza la gestión de las migraciones irregulares en las fronteras exteriores de la Unión Europea, con especial atención a los contextos italiano y español, ambos situados en rutas marítimas caracterizadas por una elevada intensidad de flujos. Partiendo de la reconstrucción del estatuto jurídico de la persona migrante y de las formas de protección internacional, la tesis encuadra el fenómeno migratorio en el complejo sistema multinivel de fuentes internacionales, europeas e internas, deteniéndose en la gestión de frontera y en las obligaciones de búsqueda y salvamento en el mar, así como en el principio de no-refoulement como límite insuperable a la actuación de los Estados.
En el ámbito italiano, el análisis examina la evolución normativa desde el Testo Unico sull’Immigrazione hasta los más recientes “decreti sicurezza” y la posterior fase “correttiva”, poniendo de relieve la tensión estructural entre las exigencias de control fronterizo, las lógicas de emergencia y la tutela de los derechos fundamentales. Este marco se contrasta con la práctica y la jurisprudencia, también a través del estudio de casos emblemáticos – entre ellos el caso “Diciotti”, el naufragio de Steccato di Cutro y la reciente práctica de los hotspots en Albania – que funcionan como pruebas de resistencia de la efectividad de las garantías en materia de libertad personal, acceso a la protección internacional y control jurisdiccional.
En el ámbito español, la investigación reconstruye el sistema normativo en materia de asilo (Ley 12/2009), extranjería (LO 4/2000 y RD 557/2011), orden público (LO 4/2015 y el “rechazo en frontera”) y dimensión SAR, analizando sus aplicaciones concretas en los contextos de Ceuta y Melilla, así como a lo largo de la ruta canaria. La casuística reciente – en particular el salto a la valla de Melilla del 24 de junio de 2022, la crisis de Ceuta de 2021 y la gestión post-desembarco en Canarias – permite identificar críticas recurrentes en términos de expulsiones colectivas de facto, externalización de controles y “normalización de la excepción”.
Desde una perspectiva comparada, la tesis confronta ambos modelos nacionales a la luz del Derecho de la Unión Europea y del nuevo Pacto sobre Migración y Asilo, con especial atención a las procedure de frontera, a los mecanismos de solidaridad y a los partenariados con terceros países. El trabajo propone, en conclusión, algunas líneas de “buenas prácticas” orientadas a conciliar la gestión de los flujos con la tutela efectiva de los derechos fundamentales, mediante garantías reforzadas en los espacios fronterizos, criterios más estrictos para la cooperación externa y un reequilibrio real de las responsabilidades entre los Estados miembros
Combined exome and RNA-seq analysis in patients with rare non-syndromic inherited brain arteriovenous malformation suggests a novel function for PTPN13 in arterial specification.
Non-syndromic inherited brain arteriovenous malformation (bAVM) is a very rare condition whose molecular basis is still uncharacterized. In contrast, sporadic bAVM can arise following gain-of-function mutations in the KRAS and BRAF proto-oncogenes. The bAVM lesion is characterized by a direct arteriole-to-venule shunt and the absence of a normal capillary bed, due to impaired expression of endothelial differentiation markers and failed arterial specification. In this context, perturbation of EphrinB2-EphB4 reverse signaling plays a pivotal role. According to this knowledge, this study describes the possible role of the PTPN13 gene in non-syndromic inherited bAVM. Whole-exome sequencing was performed on germline DNA purified from peripheral blood of two consanguineous relatives affected by bAVM. Common rare genetic variants were selected and affected genes were prioritized. RNA-sequencing was conducted on endothelial cells isolated from the bAVM lesion after surgical removal. Differentially expressed genes were functionally clustered. The resulting data were integrated to determine the possible common genetic cause of the phenotype in both relatives. PTPN13 was identified as a possible causative gene for non-syndromic inherited bAVM. By dephosphorylating EphrinB2 and SRC in particular, it contributes to the modulation of the EphrinB2- EphB4 reverse signaling, during arterial specification. Moreover, this phenotype does not depend on KRAS and BRAF gain-of-function, in contrast to the sporadic form. Given the exceptional nature of the non-syndromic inherited phenotype, this study represents the first evidence of a candidate gene for this rare form of the disease, further suggesting a novel field of investigation for the bAVM pathogenesis
Coherent π0ηd photoproduction at forward deuteron angles measured at BGOOD
The coherent reaction, γd → π 0 ηd was studied with the BGOOD experiment at ELSA from threshold to a centre-of-mass energy of 3200 MeV for forward deuteron angles. A full kinematic reconstruction was made, with final state deuterons identified in the Forward Spectrometer and π 0 and η decays in the central BGO Rugby Ball. The strength of the differential cross section exceeds what can be described by phenomenological models of coherent photoproduction due to the large momentum transfer to the deuteron. The origin of this enhancement is unresolved, whether this is due, for example, to intermediate dibaryon formation or pion re-scattering terms. A toy model of quasi-free Δ and N (1535) photoproduction with final state interactions is discussed, which gives a qualitative description of the differential cross section