Annali online Unife (Università degli Studi di Ferrara)
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    La ricerca comparativa oggi: dai sistemi educativi formali alla galassia del non-formale e dell’informale

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    In the galaxy of history of education, comparative education is a very important branch, especially in the Anglo-Saxon context, where it is linked to the history of cultures and of the Nation-States and their educational systems. Formal education was the favorite field of re­search for comparative scholars since from the beginning, but nowadays education and training are very complex objects, determined by educational agencies parallel to schools, like youth movements, sport associations and the mass-media. Therefore, education of the III millennium needs a thick description, especially focused on non-formal educational events. Having already challenged the scout movement as a case study of international education, in this paper the author wants to go forward, presenting studies in the field of non-formal education. The first 2 studies are centered around the comparison of scout associations: a general overview of the Cub Scout movements in Italy and Spain, and the Cub Scouts in the Italian Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (National Corp of Italian Boy and Girl Scouts - CNGEI) and in the Acció Escolta de Catalunya (Scout Action of Catalunya), member of the Spanish Federation of Scouting; the third study is about the comparison of the care-giving activities to foster to children outside the family in Italy and Ecuador. In these cases, the question is to set up the real objects of comparison, rather than to deepen the research which is, at the matter of fact, still at the pioneering phase.Nella galassia della storia dell’educazione, parte sempre più importante della sto­ria della pedagogia, l’educazione comparata è un settore trainante, spe­cialmente nel mondo anglosassone: la ricerca comparata si è spesso intrec­ciata con la storia delle culture, degli Stati nazionali, dei sistemi scolastici ed edu­cativi, dell’immaginario. L’educazione comparata ha scelto come terreno di esplorazione i sistemi scola­stici nazionali, ma educazione e istru­zione oggi sono un oggetto com­plesso, declinato sia come apprendimenti formali, sia come non formali, prove­nienti da agenzie educative parallele rispetto alla scuola, o anche informali, per esempio dall’universo dei mezzi di comunicazione di massa. Così opportuno focalizzare l’attenzione anche e soprattutto sugli aspetti dell’educazione non-formale. Avendo già avuto modo in altre occasioni di delineare la natura dell’educazione comparata questo intervento pre­senta tre casi di educazione non-formale, in cui ricerca storico-educativa e ricerca compa­rata hanno dato o possono dare frutti: il lupettismo (metodologia educativa dello scau­tismo per bambini e bambine dagli 8 agli 11 anni) in Italia e in Spagna, il con­fronto tra due associa­zioni scout laiche (una italiana e una spagnola) e la im­plementazione di istituzioni educative per l’infanzia in difficoltà in Italia e in Ecuador. In questi casi, non si tratta tanto di approfon­dire la ricerca, di fatto, ancora agli albori, quanto di definire il reale oggetto di comparazione

    GLI AUTORI

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    L\u27educatore nei servizi: marginalità, svantaggio, disabilità

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    What does it mean for an educator to work in services that have to face marginalities, disadvantages, disabilities? What are the features that define educational professionalism in these contexts? Which are the ways of thinking and the methods that guide the educational work? To answer these questions this article explores the current complexity that working in such services imply and it focuses on three key points. First, it raises the question of how to overcome classifications that, although necessary for the organization of these services, leave out those fragilities that often are at the basis of situations of marginality, disadvantage, and disability. Second, it deals with the pedagogical glance and identifies its specificity in the adoption of paradigms that enable us to think both individual and social diseases as “learned situations”. Third, the article detects in the methodological competence the possibility to transform such pedagogical glance in a specific educational action.Cosa significa oggi, per un educatore, lavorare in servizi che si occupano di marginalità, svantaggio e disabilità? Quali caratteristiche definiscono la professionalità educativa in tali contesti? Quali logiche e quali metodi animano il lavoro educativo? Per rispondere a queste domande, a partire dalle problematicità che lavorare nei servizi oggi comporta, l’articolo affronta tre questioni. In primo luogo, pone l’esigenza di andare oltre distinzioni categoriali che, seppur necessarie all’organizzazione dei servizi, non facilitano la considerazione di fragilità spesso all’origine di situazioni di marginalità, svantaggio, disabilità conclamate. In secondo luogo, l’articolo pone la questione dello sguardo pedagogico, e individua nell’adozione di paradigmi capaci di considerare il disagio individuale e contestuale come “situazione appresa” la sua specificità. Da ultimo, indica nella competenza metodologica la possibilità di tradurre tale sguardo pedagogico in uno specifico agire educativo

    La formazione digitale per gli insegnanti: il modello digitale integrato del Corso di Laurea in Formazione Primaria all’Università di Firenze

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    The digitization of Italian schools represents an essential element for the consolidation of the widespread teacher-learner training contiguity, supported by technological means. The training of teachers, both initial and in service, is the undisputed protagonist of an effective change, which is called upon to project itself into the current constantly evolving social scenario. In recent years, the students of Primary Education Sciences of the University of Florence have had the opportunity to activate Integrated Digital Direct Internship paths, specifically oriented towards the acquisition of specific digital skills that have become experiential opportunities to interact, plan and intervene in person in the construction and execution of educational activities, partly in presence and partly at a distance, through the use of technological mediators.La digitalizzazione delle scuole italiane rappresenta un elemento imprescindibile per il consolidamento della diffusa contiguità formativa docente-discente, supportata da mezzi tecnologici. La formazione dei docenti, iniziale e in servizio, si configura, come protagonista indiscussa di un cambiamento efficace, che è chiamata a proiettarsi nell’attuale scenario sociale in continua evoluzione. Le studentesse e gli studenti di Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli studi di Firenze, in questi ultimi anni, hanno avuto l’occasione di attivare percorsi di Tirocinio Diretto Digitale Integrato, specificatamente orientati verso l’acquisizione di specifiche competenze digitali che sono diventate occasioni esperienziali per interagire, programmare e intervenire di persona nella costruzione e nell’esecuzione di attività didattiche, in parte in presenza e in parte a distanza, attraverso l’utilizzo di mediatori tecnologici

    Prima dei regoli: Georges Cuisenaire (1891-1976) pedagogista sperimentale nelle leçons-promenades

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     Georges Cuisenaire, teacher and then director of the municipal primary schools in Thuin, in the French-speaking region of Belgium (Wallonia), was the creator of the rods or numbers in color, didactic material for children’s mathematics education spread all over the world since the 1950s and still in use today. In 1935 he presented an experimental didactic proposal for primary school – developed with a team of colleagues – at the Universal Exposition in Brussels, actually carried out with the classes. It regards lessons that take place around outdoor walks in the area surrounding the school. The proposal was discussed in the book Leçons-promenades. Under the influence of the Belgian pedagogist Ovide Decroly (1871-1932) (the idea of a center of interest is crucial), emerges the cultural profile of a teacher in the field, open to new trends, capable of adapting the circulating ideas to the local context where he operates, who made his own the exhortation of Wilhelm August Lay (1862-1926), according to which every teacher must be an explorer of the child’s mind and an experimental pedagogist. The issue of calculation and measure emerges as crucial in observation and the exploration of the environment, and this case study confirms the attention that it received in the early years of development of experimental psychology and pedagogy. Georges Cuisenaire, maestro e poi direttore delle scuole primarie comunali a Thuin, nella regione francofona del Belgio (Vallonia), fu il creatore dei regoli o numeri in colore, materiale didattico per l’istruzione matematica infantile diffusosi in tutto il mondo a partire dagli anni Cinquanta del Novecento e ancora oggi in uso. Nel 1935 presenta all’Esposizione Universale di Bruxelles una proposta didattica sperimentale per la scuola primaria, che espone nel saggio Leçons-promenades. Si tratta di una serie di lezioni che si sviluppano attorno a passeggiate all’aperto nel territorio circostante la scuola, effettivamente realizzate con le classi. Sotto l’influsso del pedagogista belga Ovide Decroly (1871-1932) (cruciale è l’idea di centro d’interesse), emerge il profilo culturale di un insegnante sul campo aperto alle nuove tendenze, capace di adattare le idee circolanti al contesto locale dove opera, che ha fatto sua l’esortazione di Wilhelm August Lay (1862-1926), secondo cui ogni insegnante deve essere un esploratore del pensiero infantile e un pedagogista sperimentale. Il calcolo e la misura emergono come aspetti cruciali dell’osservazione e dell’esplorazione del mondo, e si confermano come questioni che ricevettero molta attenzione da parte delle nascenti psicologia e pedagogia sperimentali.

    Un’opportunità di formazione sull’autovalutazione delle scuole: il punto di vista di insegnanti e dirigenti

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    This paper presents the point of view of school principals and teachers, who participate in training activities on school evaluation and self-evaluation. The development of evaluation capacity building is a crucial issue in the debate on the implementation of the Italian Evaluation System. National and international studies point out the relevance to take a decentralized perspective in supporting of schools’ self-assessment processes. The perspective of the participants in this training activity takes into account the characteristics of the courses, the expectations and needs, the opportunities for an open dialogue, mutual exchange and comparison, the evaluation skills learned and the repercussions in school contexts. Questo contributo presenta il punto di vista di dirigenti scolastici e docenti partecipanti ad alcuni percorsi formativi sui temi della valutazione e autovalutazione delle scuole, finalizzati a rafforzare le competenze professionali del personale scolastico. Il tema dello sviluppo delle capacità per la valutazione delle scuole è infatti centrale nel dibattito sull’implementazione del Sistema Nazionale di Valutazione. Le ricerche nazionali e internazionali richiamano la necessità di assumere una prospettiva decentrata nel sostegno alle scuole, finanche nelle iniziative a supporto dei processi di autovalutazione. Si presenta il punto di vista dei partecipanti alle attività formative in merito a bisogni e aspettative, caratteristiche dei corsi, opportunità di scambio e di confronto, competenze valutative apprese e ricadute nei contesti scolastici

    Promuovere l’autovalutazione coi giochi da tavolo: il modello del progetto Numeri e Pedine

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    This contribution presents the role of self-evaluation within the project “Numeri e Pedine” based on a community of inquire formed, in the last two years, by researchers and primary mathematics teachers from the whole country. After a short introduction about the features of the boardgames chosen for this mathematics education project, we analyze the importance of self-evaluation models when using boardgames. Both the enhancement of children’s mathematical learning and of teachers’ daily practices are considered viable. Finally, we propose possible research pathways that could be integrated in the project in its next developments in future years and that will allow to better research the mathematical (and non-mathematical) abilities that are developed by children. The error is considered as tool for learning and enhancement when purposely used.Nel presente contributo è presentato il ruolo assunto dall’autovalutazione nell’ambito del progetto “Numeri e Pedine”, fondato sulla ricerca-formazione svolta negli ultimi due anni con insegnanti di matematica della scuola primaria provenienti da tutta Italia. Dopo una breve introduzione sulla scelta e le caratteristiche dei giochi considerati, saranno analizzati l’importanza attribuita ai modelli di autovalutazione attraverso l’uso del gioco da tavolo e di come questo prospetto possa condurre al miglioramento non solo dell’apprendimento matematico dei bambini e delle bambine, ma anche degli insegnanti di matematica nel loro lavoro quotidiano. Saranno infine proposte alcune piste di lavoro che potrebbero essere integrate nei prossimi anni nel progetto presentato e che permetteranno sempre più di riflettere non solo sulle abilità matematiche (e non) sviluppate da bambine e bambini, ma anche sul lavoro sull’errore quale strumento di miglioramento e perfezionamento se sfruttato adeguatamente

    Il “puro disegno” di Liceo, da Gentile al Liceo Matematico

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    Giovanni Gentile’s Liceo originates from a very specific idea: a development path centered on classical Western culture. The most important Italian mathematicians of the last hundred years have come from this school. Retracing the history of this idea, with its strong ideological assumptions and its limitations, the article frames the experience of "Mathematical Liceo" that has been developing in recent years.Il Liceo di Giovanni Gentile nasce da una idea ben precisa: un percorso di formazione centrato sulla cultura classica occidentale. Da questa scuola sono usciti i più importanti matematici italiani degli ultimi cent’anni. Ripercorrendo la storia di questa idea, con i suoi forti presupposti ideologici e i suoi limiti, l’articolo arriva a inquadrare l’esperienza di “Liceo Matematico” che si sta sviluppando in questi anni

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