Suor Orsola University Press - Open Science
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Sfide generazionali nel mercato del lavoro italiano. Accesso, inclusione e dinamiche sociali nei contesti lavorativi/Generational challenges in the Italian labor market: access, inclusion, and workplace dynamics
Against the backdrop of a steadily ageing population, this study examines structural imbalances in the Italian labour market by analysing long-term trends in employment, unemployment, and inactivity rates among younger and senior workers. Drawing on statistical data disaggregated by region and macro-area and complemented by a critical review of sociological research on labour, the study reconstructs the processes that have shaped labour market dynamics in Italy over the past two decades. The research aims to provide an up-to-date account of intergenerational dynamics in the labour market and, consequently, within the workplace, with a particular focus on the challenges and opportunities they entail. Ultimately, it seeks to offer actionable insights for businesses and organisations to promote effective intergenerational cooperation and foster the inclusion of different age groups within the workplace. Keywords: Demographic Ageing; Labour Market; Intergenerational Dynamics; Diversity Management
Trasformazione del discorso sulla vecchiaia e costituzione di una “politica francese sulla vecchiaia” negli ultimi trent’anni. Significato e ambiguità/Transformation du discours sur la vieillesse et constitution d’une « politique française de la vieillesse » durant les trente dernières années. Signification et ambiguïtés
Traduzione dal francese di Antonella Emina Guillemard, Anne-Marie. « Transformation du discours sur la vieillesse et constitution d’une “politique française de la vieillesse” durant les trente dernières années ». Le Vieillissement, édité par Maurice Garden et al., Presses universitaires de Lyon, 1982, https://doi.org/10.4000/books.pul.14211.Si ringrazia Presses universitaires de Lyon per la gratuita concession
A cura di Guglielmini, G., Batini, F., Orientarsi nell’orientamento Bologna: il Mulino, 2024
La nebbia dell’informazione: l’AI Act dell’UE e le strategie giuridiche contro la disinformazione alimentata dall’IA
The rise of generative AI has complicated longstanding challenges in the fight against disinformation, enabling the creation and spread of synthetic content at unprecedented speed and scale. While disinformation is not new, AI’s ability to impersonate credible sources, manipulate audiovisual material, and craft persuasive narratives across languages raises urgent legal and regulatory concerns. This article examines the provisions of the EU Artificial Intelligence Act (AI Act), which can provide innovative responses to AI-driven disinformation. The AI Act does not address disinformation in a direct manner, but it establishes mechanisms that are relevant to this emerging problem. The article situates the AI Act within the broade EU regulatory landscape, which also includes the Digital Services Act, the Code of Practice on Disinformation, and the EU Charter of Fundamental Rights. The focus is on the risk-based classification and transparency rules of the AI Act, which can enhance democratic resilience, if they are paired with the necessary safeguards.L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa ha complicato sfide già note nella lotta contro la disinformazione, rendendo possibile la creazione e la diffusione di contenuti sintetici con una velocità e una portata senza precedenti. Sebbene la disinformazione non sia un fenomeno nuovo, la capacità dell’IA di imitare fonti credibili, manipolare contenuti audiovisivi e costruire narrazioni persuasive in più lingue pone interrogativi giuridici e regolatori urgenti. Questo articolo analizza il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), che rappresenta una risposta innovativa, sebbene indiretta, alla disinformazione generata dall’IA. Pur senza affrontare esplicitamente il fenomeno, l’AI Act introduce strumenti rilevanti per i nuovi disordini informativi. L’analisi colloca il Regolamento nel più ampio panorama normativo dell’UE, che comprende il Digital Services Act, il Codice di buone pratiche sulla disinformazione e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L'attenzione è posta sul sistema di classificazione basato sul rischio e sulle norme di trasparenza previste dall'AI Act, che possono rafforzare la resilienza democratica se accompagnate dalle necessarie garanzie.L’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa ha complicato sfide già note nella lotta contro la disinformazione, rendendo possibile la creazione e la diffusione di contenuti sintetici con una velocità e una portata senza precedenti. Sebbene la disinformazione non sia un fenomeno nuovo, la capacità dell’IA di imitare fonti credibili, manipolare contenuti audiovisivi e costruire narrazioni persuasive in più lingue pone interrogativi giuridici e regolatori urgenti. Questo articolo analizza il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), che rappresenta una risposta innovativa, sebbene indiretta, alla disinformazione generata dall’IA. Pur senza affrontare esplicitamente il fenomeno, l’AI Act introduce strumenti rilevanti per i nuovi disordini informativi. L’analisi colloca il Regolamento nel più ampio panorama normativo dell’UE, che comprende il Digital Services Act, il Codice di buone pratiche sulla disinformazione e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L'attenzione è posta sul sistema di classificazione basato sul rischio e sulle norme di trasparenza previste dall'AI Act, che possono rafforzare la resilienza democratica se accompagnate dalle necessarie garanzie
Luigi Einaudi tra storia e suggestioni pedagogiche. Dalle “Prediche inutili” (1959) al futuro dell’educazione
In 1955, Luigi Einaudi began publishing his Prediche as pamphlets, which in 1959 took the form of a volume titled Prediche inutili. The first essay, perhaps the one for which he is most remembered in the political-economic and cultural sphere, is titled “Knowing to Deliberate.” A scathing prose against the ignorant legislator and blind bureaucracy, in which Einaudi highlights the fact that one can certainly have different ideas, but not different facts; therefore, knowing them is essential for effective action. How, however, is this admonition reconciled with other “sermons,” such as, for example, the legal value of a degree, which he himself defined as “mere superstition and gloomy farce”? This paper will focus on this point and on the second essay, titled “School and Freedom,” re-reading them critically from a historical-educational perspective, considering the current socio-economic and cultural frameworks of our country. RIASSUNTOLuigi Einaudi cominciò a pubblicare come dispense le sue Prediche che, nel 1959, presero la forma di un volume dal titolo Prediche inutili. Il primo saggio, quello per cui probabilmente è più ricordato sul piano politico-economico e culturale, è intitolato “Conoscere per deliberare”. Una prosa sferzante contro il legislatore ignorante e la cieca burocrazia, in cui Einaudi evidenzia il fatto che si possono senz’altro avere delle idee diverse, ma non dati diversi; pertanto, conoscerli è essenziale per poter ben operare. Come si concilia, tuttavia, quel monito con altre “prediche” quali, ad esempio, il valore legale del titolo di studio, da lui stesso definito “mera superstizione e lugubre farsa”? Il contributo si focalizzerà su questo punto e sul secondo saggio, intitolato “Scuola e libertà”, rileggendoli criticamente secondo una prospettiva storico-educativa, alla luce degli attuali assetti socio-economici e culturali del nostro Paese
Sistemi di IA in ambiente di lavoro: traiettorie giuridiche tra privacy e strategia dei droni 2.0. | AI systems in the workplace: legal trajectories between privacy and drone strategy 2.0
Il contrbuto esamina le norme internazionali, europee e nazionali speciali, per tentare di comprendere se la normativa vigente, in punto di allocazione della responsabilità e non solo, derivante dall’impiego civile dei droni, sia coerente con le disposizioni di cui al Regolamento UE/2016/679 cd. GDPR, nonché con le esigenze del mercato che, prima dell’immissione in circolazione del prodotto, richiedono la conformità ad alcuni standard tecnici, di cui al Regolamento UE/2018/1139, uniformante la materia. I droni risultano, inoltre, interessati, ma solo in parte, dall’applicazione del Regolamento UE/2024/1689, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale. È tata persa un’occasione di tutela dei diritti fondamentali oppure gli strumenti di tutela giuridica, ivi inclusa la tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore, restano garantiti dagli istituti di tutela contenuti nel GDPR e nel Regolamento UE/2018/1139, che condividono rilevanti istituti tra cui privacy e security by design?The contribution examines international, European and special national regulations in an attempt to understand whether the current legislation, in terms of allocation of liability and more, arising from the civil use of drones, is consistent with the provisions set out in Regulation EU/2016/679 so called GDPR, as well as with the needs of the market that, before the product is put into circulation, require compliance with certain technical standards, referred to in Regulation EU/2018/1139, standardising the matter. Drones are also affected, but only partially, by the application of Regulation EU/2024/1689, which establishes harmonised rules on artificial intelligence. Has an opportunity for the protection of fundamental rights been missed, or do the instruments of legal protection, including the protection of the psycho-physical integrity of the worker, remain guaranteed by the protective institutions contained in the GDPR and Regulation EU/2018/1139, which share relevant institutions including privacy and security by design
Online sales and selective distribution in the luxury industry. Limits to private autonomy and protection of competition under the new VBER | Vendite online e distribuzione selettiva nel settore del lusso. Limiti all'autonomia privata e tutela della concorrenza nel nuovo VBER
The essay addresses the issue of online sales and selective distribution systems in the luxury sector, with a focus on limitations on private autonomy and protection of competition under the new Vertical Block Exemption Regulation (VBER), which consolidates a legislative and jurisprudential trend favorable to the selective distribution system. The main changes brought by the Regulation are analyzed, including the overcoming of the principle of equivalence, resulting in the possibility for the supplier to adopt different quality criteria for online and offline sales. Overall, the new VBER, recognizing the many benefits and pro-competitive effects of the selective distribution system, certainly offers more flexibility and more tools to protect the brand image, while nevertheless leaving some issues open. Il saggio affronta il tema delle vendite online e dei sistemi di distribuzione selettiva nel settore del lusso, con particolare attenzione alle limitazioni dell'autonomia privata e alla protezione della concorrenza ai sensi del nuovo Regolamento di esenzione per categoria relativo agli accordi verticali (VBER), il quale consolida una tendenza legislativa e giurisprudenziale favorevole al sistema di distribuzione selettiva. Si analizzano le principali novità apportate dal Regolamento, tra cui il superamento del principio di equivalenza, con la conseguente possibilità per il fornitore di adottare criteri qualitativi diversi per le vendite online e offline. Nel complesso, il nuovo VBER, riconoscendo i numerosi benefici e gli effetti pro-competitivi del sistema di distribuzione selettiva, offre sicuramente maggiore flessibilità e più strumenti per proteggere l'immagine del marchio, pur lasciando aperte tuttavia alcune questioni. The essay addresses the issue of online sales and selective distribution systems in the luxury sector, with a focus on limitations on private autonomy and protection of competition under the new Vertical Block Exemption Regulation (VBER), which consolidates a legislative and jurisprudential trend favorable to the selective distribution system. The main changes brought by the Regulation are analyzed, including the overcoming of the principle of equivalence, resulting in the possibility for the supplier to adopt different quality criteria for online and offline sales. Overall, the new VBER, recognizing the many benefits and pro-competitive effects of the selective distribution system, certainly offers more flexibility and more tools to protect the brand image, while nevertheless leaving some issues open. Il saggio affronta il tema delle vendite online e dei sistemi di distribuzione selettiva nel settore del lusso, con particolare attenzione alle limitazioni dell'autonomia privata e alla protezione della concorrenza ai sensi del nuovo Regolamento di esenzione per categoria relativo agli accordi verticali (VBER), il quale consolida una tendenza legislativa e giurisprudenziale favorevole al sistema di distribuzione selettiva. Si analizzano le principali novità apportate dal Regolamento, tra cui il superamento del principio di equivalenza, con la conseguente possibilità per il fornitore di adottare criteri qualitativi diversi per le vendite online e offline. Nel complesso, il nuovo VBER, riconoscendo i numerosi benefici e gli effetti pro-competitivi del sistema di distribuzione selettiva, offre sicuramente maggiore flessibilità e più strumenti per proteggere l'immagine del marchio, pur lasciando aperte tuttavia alcune questioni.
1 The ‘Consent Illusion’: Where is the Fallacy? | L’ “illusione del consenso”: dov’è l’equivoco?
The article explores the so-called “privacy fallacy” examined in Ignacio Cofone’s book, which concerns the unsuitability of contract rules to protect privacy values and to prevent privacy harms, and analyses the potential implications of the solutions proposed by the author within the framework of the European Union. After a brief outline of the general regulatory paradigms of data governance and the role of consent, the article examines the extent to which consent can be considered an illusion in light of divergent regulatory approaches, and, finally, addresses the challenges associated with entirely dispensing with consent.L'articolo analizza la cosiddetta "privacy fallacy" esaminata nel libro di Ignacio Cofone, riguardante l'inadeguatezza del consenso nel proteggere la privacy e prevenire i danni, e analizza le potenziali implicazioni delle soluzioni proposte dall'autore nel contesto dell'Unione Europea. Dopo una breve panoramica sui diversi modelli regolatori della governance dei dati e il ruolo del consenso, l'articolo esamina in quale misura il consenso possa essere considerato un'illusione alla luce di diversi approcci normativi, e, infine, affronta le sfide associate alla completa eliminazione del consenso come base legittimante il trattamento.The article explores the so-called “privacy fallacy” examined in Ignacio Cofone’s book, which concerns the unsuitability of contract rules to protect privacy values and to prevent privacy harms, and analyses the potential implications of the solutions proposed by the author within the framework of the European Union. After a brief outline of the general regulatory paradigms of data governance and the role of consent, the article examines the extent to which consent can be considered an illusion in light of divergent regulatory approaches, and, finally, addresses the challenges associated with entirely dispensing with consent.L'articolo analizza la cosiddetta "privacy fallacy" esaminata nel libro di Ignacio Cofone, riguardante l'inadeguatezza del consenso nel proteggere la privacy e prevenire i danni, e analizza le potenziali implicazioni delle soluzioni proposte dall'autore nel contesto dell'Unione Europea. Dopo una breve panoramica sui diversi modelli regolatori della governance dei dati e il ruolo del consenso, l'articolo esamina in quale misura il consenso possa essere considerato un'illusione alla luce di diversi approcci normativi, e, infine, affronta le sfide associate alla completa eliminazione del consenso come base legittimante il trattamento
Climate change: towards global law? | Cambiamento climatico: verso un diritto globale?
The paper deals with the delicate and ever more present theme of climate change. Comparative analysis of the main judicial experiences in this field shows a tendency towards bridging the difficulties associated with the inadequate scientific and technical knowledge available today by resorting to the transplants of judicial models. This, together with the global nature of the phenomenon of climate change, seems to favour the birth of common principles and rules, but establishing a global law is hindered by the peculiarities of the single judicial systems which have to be addressed in order to enact make such principles and rules. Nel saggio è affrontata la delicata e sempre attuale tematica del cambiamento climatico. Dall’analisi comparata delle principali esperienze è emersa la tendenza di colmare le difficoltà legate alle poche conoscenze scientifiche e tecniche oggi a disposizione con il trapianto di modelli giuridici. Questo, unitamente alla natura globale del fenomeno dei cambiamenti climatici sembra favorire la nascita di principi e regole comuni, ma l’affermarsi di un diritto globale è ostacolata dalle peculiarità dei singoli ordinamenti con cui si deve necessariamente fare i conti nel dare applicazione a queste norme e questi principi.
L’educazione popolare in Italia durante la Ricostruzione: il caso dell’Almanacco “Il Leonardo” (1952-1975)
After the end of the fascist dictatorship and the Second World War, Italy initially concentrated on the reconstruction process to arrive at the period of the “economic boom” between the 1950s and 1960s. In this decade, in fact, the population’s illiteracy rate went from 12.9% to 8.3% and therefore increasing the level of popular education was seen as a priority. From 1952 to 1975, the National Board of Popular and School Libraries published an Almanac of Popular Education called “Il Leonardo”. This was published every year and was configured as a tool for disseminating general culture to the Italian people. The intent was to spread, in a manner accessible to all, notions regarding various domains of knowledge and provide information on practical life. “Il Leonard” photographs Italy of the period, a poor and poorly educated country, but confident in the possibility of improving its economic-social situation through education, considered as a value and possibility of redemption. The paper will critically analyze the educational contents present – in particular – in the ‘Il Leonardo’ of 1968.RiassuntoDopo la fine della dittatura fascista e della Seconda guerra mondiale, l’Italia si era inizialmente concentrata sul processo di ricostruzione per arrivare tra gli anni ’50 e ’60 al periodo del “boom economico”. In questo decennio, infatti, il tasso di analfabetismo della popolazione passa dal 12.9% all’8.3% e quindi l’incremento del livello d’istruzione popolare era visto come una priorità. L’Ente Nazionale Biblioteche Popolari e Scolastiche dal 1952 al 1975 diffuse un Almanacco di Educazione Popolare chiamato “Il Leonardo”. Questo veniva pubblicato ogni anno e si configurava come uno strumento di diffusione della cultura generale al popolo italiano. L’intento era divulgare, in maniera accessibile a tutti, nozioni riguardanti vari domini del sapere e fornire informazioni di vita pratica. Il Leonardo fotografa l’Italia del periodo, un paese povero e poco istruito, ma fiducioso nella possibilità di migliorare la propria situazione economico-sociale mediante l’istruzione, considerata come valore e possibilità di riscatto. Il contributo analizzerà criticamente i contenuti educativi presenti – in particolare – ne “Il Leonardo” del 1968