University of Padua

Padua Thesis and Dissertation Archive
Not a member yet
    83189 research outputs found

    Behavioral tests of Brown bulls

    No full text
    reservedQuesta tesi nasce dall’esperienza svolta presso l’ANARB, dove, al termine del tirocinio, ho iniziato a lavorare all’interno del Libro Genealogico. Durante questo percorso, ho avuto modo di seguire da vicino le attività del Centro Genetico, in particolare l’ingresso dei torelli di razza Bruna e il percorso valutativo a cui vengono sottoposti. Il lavoro si concentra sul cosiddetto performance test, con particolare attenzione ai test comportamentali. Attraverso l’accesso agli archivi interni e l’osservazione diretta, ho raccolto e confrontato dati legati ai punteggi ottenuti dai soggetti, analizzando le variabili coinvolte e le correlazioni tra le diverse fasi della valutazione comportamentale. L’obiettivo è quello di offrire un contributo basato su dati reali e osservazioni concrete, all’interno di un contesto tecnico che ho potuto conoscere da vicino nel corso della mia esperienza.This thesis is the result of the experience I had at ANARB, where, after completing my internship, I began working officially in the Libro Genealogico department. During this time, I had the opportunity to closely follow the work carried out at the Genetic Center, particularly the entry of Brown Swiss young bulls and the evaluation process they undergo. The focus of this study is on the so-called performance test, with particular attention to behavioral assessments. By accessing internal archives and collecting data through direct observation, I was able to compare scores assigned to the animals and analyze the variables involved, especially the correlations between the different phases of behavioral scoring. The aim is to provide a contribution based on real data and practical experience, within a technical context I have come to know well through my daily work

    Design of a finite state machine for a gravitational energy storage system

    No full text
    openLa tesi presenta lo sviluppo in C++ di una macchina a stati finiti per la gestione logica di un sistema di accumulo di energia gravitazionale. La simulazione è stata realizzata su piattaforma Tinkercad, con codice sviluppato interamente da zero. Il modello controlla i cicli di carico, scarico e le condizioni di arresto di emergenza, integrando logiche di funzionamento ispirate a scenari reali. L’obiettivo è fornire una struttura modulare, facilmente estendibile a contesti embedded o industriali, concentrandosi sulla progettazione pulita ed efficiente della logica di controllo.This thesis presents the development of a finite state machine, implemented in C++, for the logical management of a gravitational energy storage system. The simulation was conducted using the Tinkercad platform, with all code developed entirely from scratch. The model governs the loading and unloading cycles, as well as emergency stop conditions, incorporating control logics inspired by real-world applications. The primary objective is to provide a modular and scalable structure, suitable for extension to embedded or industrial environments, with a strong focus on clean and efficient control logic design

    Advanced recycling processes towards a circular plastics economy

    No full text
    openLa produzione di plastica è in costante crescita, generando un grave problema di smaltimento. La maggior parte dei rifiuti plastici viene smaltita in discarica (79%) o per incenerimento (12%), causando notevole inquinamento del suolo e dell'aria, con emissioni di CO2 e sostanze nocive. Per contrastare l'inquinamento, è cruciale potenziare le tecniche di riciclo per arrivare ad una completa economia circolare della plastica. Le principali tipologie di riciclo sono meccanico e chimico/molecolare: il riciclo meccanico presenta limiti come la degradazione ma si tratta di un processo semplice e poco energivoro, invece il riciclo chimico trasforma le plastiche in molecole più piccole, ottenendo materie prime per la produzione delle materie plastiche oppure altri prodotti petrolchimici, ma necessita di molta energia. In particolare, il riciclo chimico include la ri-monomerizzazione (ad esempio mediante solvolisi nel caso di poliesteri come il PET), oltre alla pirolisi e alla gassificazione. La ri-monomerizzazione permette di recuperare direttamente i monomeri, potendo quindi sintetizzare plastica di qualità identica all’originale. Attualmente si sta investendo sempre più nella ricerca nell’ambito riciclo chimico delle plastiche, soprattutto allo scopo di sviluppare un processo di riciclo che sia sostenibile e potenzialmente adatto all’impiego industriale; un esempio di processo sostenibile è rappresentato dalla possibilità di utilizzare il NaCl come catalizzatore per la pirolisi delle poliolefine. Tecnologie industriali avanzate come il processo MoReTec di Lyondell-Basell e il ChemCycling di BASF mirano a riciclare plastiche di post-consumo in materiali di qualità identica a quelli ottenuti utilizzando materie prime fossili

    Emotional contagion and vicarious stress: a psychophysiological analysis of reactivity during the observation of a stress-inducing task

    No full text
    reservedIl presente studio si propone di approfondire e testare se, e in che modo, la semplice osservazione passiva di una situazione stressante possa determinare un fenomeno di contagio dello stress nell’osservatore. Più precisamente, l’eventuale sincronia nella risposta da stress è stata associata, da un punto di vista psicofisiologico, a un incremento dei parametri cardiovascolari, come la frequenza cardiaca (HR) e la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), con particolare riferimento all’indice sdRR. A tal fine, il disegno sperimentale ha previsto il coinvolgimento di una diade di partecipanti, i cui membri hanno ricoperto rispettivamente il ruolo di Target - esposto direttamente e attivamente allo stress - e di Observer - figura che assiste fornendo supporto sociale passivo, astenendosi da qualsiasi interazione con l’altro membro della diade - durante lo svolgimento di una procedura che induce stress acuto nei partecipanti: il Trier Social Stress Test (TSST). Hanno preso parte all’esperimento un totale di 40 partecipanti (24 maschi, età media = 24,5 anni), assegnati in modo casuale a due gruppi sperimentali: il gruppo (With Partner), in cui l’Observer partecipa con il proprio partner, e il gruppo (With Stranger), in cui l’Observer è coinvolto con uno sconosciuto. Il compito sperimentale ha previsto quattro fasi (Baseline, Anticipation, Speech, Recovery), della durata di 5 minuti ciascuna, durante le quali sono state rilevate sia misure fisiologiche (HR, HRV) sia dati self-report relativi allo stress percepito (STAI) e all’ansia (VAS), al fine di includere eventuali effetti di contagio sull’esperienza affettiva dei partecipanti. Le analisi post-hoc evidenziano una reattività cardiovascolare vicaria compatibile con il fenomeno di contagio da stress, in particolare, attraverso l’incremento della frequenza cardiaca e la concomitante diminuzione della variabilità della frequenza cardiaca negli Observers durante le fasi più stressanti del compito (Anticipation e Speech). Inoltre, livelli più elevati di empatia affettiva, misurati tramite l'Interpersonal Reactivity Index (IRI), si associano a una maggiore reattività fisiologica vicaria (HRV) nella fase di anticipazione. Tuttavia, le analisi dell’esperienza soggettiva non hanno rilevato un aumento parallelo nei livelli di ansia e stress auto-riportati, mostrando un effetto significativo esclusivamente nella fase del task. Il presente contributo amplia il dibattito e la letteratura sul contagio emotivo e sulle dinamiche psicofisiologiche implicate nell’osservazione passiva di situazioni socialmente stressanti, supportando l’esistenza di una dissociazione tra la risposta fisiologica (implicita) e la consapevolezza affettiva (esplicita) dello stato di stress all’interno del fenomeno di contagio da stress.This study aims to explore and assess whether, and to what extent, the mere passive observation of a stressful situation can trigger a phenomenon of stress contagion in the observer. More specifically, possible synchrony in the stress response was psychophysiologically assessed through increases in cardiovascular parameters, such as heart rate (HR) and heart rate variability (HRV), with a specific focus on the sdRR index. To this end, the experimental design involved pairs of participants (dyads), each composed of a Target - directly and actively exposed to stress - and an Observer - a figure providing passive social support, abstaining from any interaction with the other dyad member -.The stress-inducing protocol used was the Trier Social Stress Test (TSST), a well-established method for experimentally triggering acute stress. A total of 40 participants (24 males, mean age = 24.5 years) took part in the experiment and were randomly assigned to one of two experimental conditions: the With Partner group, in which the Observer participated with their own partner, and the With Stranger group, in which the Observer was paired with an unfamiliar individual. The experimental task included four phases (Baseline, Anticipation, Speech, Recovery), each lasting 5 minutes. During these phases, both physiological measures (HR, HRV) and self-reported data on perceived stress (STAI) and anxiety (VAS) were collected, in order to assess possible contagion effects on the participants' affective experience. Post-hoc analyses revealed vicarious cardiovascular reactivity consistent with the phenomenon of stress contagion, particularly through increased heart rate and concurrent decreases in heart rate variability in Observers during the more stressful phases of the task (Anticipation and Speech). Furthermore, higher levels of affective empathy, measured using the Interpersonal Reactivity Index (IRI), were associated with greater vicarious physiological reactivity (HRV) during the anticipation phase. However, analyses of subjective experience did not indicate a corresponding increase in self-reported levels of anxiety and stress, showing a significant effect only during the task phase. This contribution expands the current debate and literature on emotional contagion and the psychophysiological dynamics involved in the passive observation of socially stressful situations, supporting the existence of a dissociation between physiological (implicit) response and affective (explicit) awareness of stress within the phenomenon of stress contagion

    Development of a multi-sensor system for PPG acquisition validation

    No full text
    openLa tesi affronta lo sviluppo di un sistema di acquisizione simultanea di due sensori PPG MAX30102 identici tramite bus I2C sulla scheda Arduino Mega 2560, al fine di confrontare la traccia ottenuta dall'acquisizione di un sensore posto sulla pianta del piede con un segnale di riferimento, ossia quello ricevuto ponendo il sensore su un dito della mano, così da validarne la misura

    Plasma Cell Dyscrasias in Patients with Fragility Hip Fractures: Data from the Fracture Liaison Service of the University Hospital of Padua

    No full text
    reservedContesto: La gammopatia monoclonale di significato incerto (MGUS) è un disordine pre-maligno delle plasmacellule, comunemente diagnosticato negli anziani. Sebbene generalmente considerata asintomatica, studi recenti hanno ipotizzato un possibile contributo della MGUS alla fragilità scheletrica, incluso un aumento del rischio di fratture vertebrali e del femore. Tuttavia, la sua reale prevalenza nei pazienti ricoverati per fratture da fragilità del femore rimane poco definita. Obiettivi: Lo scopo di questo studio è stato indagare la frequenza della MGUS nei pazienti ricoverati per frattura da fragilità del femore e seguiti all'interno del servizio Hip-POS Fracture Liaison Service (FLS) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova. Un obiettivo secondario è stato confrontare tali risultati con un gruppo di controllo di pazienti internistici appaiati per età e sesso. Metodi: Questo studio retrospettivo ha incluso pazienti di età pari o superiore a 50 anni, ricoverati tra il 2023 e il 2024 per fratture dell’anca dovute a traumi a bassa energia. Ogni paziente è stato sottoposto a elettroforesi sierica delle proteine e a dosaggio delle catene leggere libere. La diagnosi di MGUS è stata effettuata secondo i criteri dell’International Myeloma Working Group. I dati del gruppo con frattura sono stati confrontati con quelli del gruppo di controllo. Risultati: La MGUS è stata rilevata in una minoranza di pazienti con frattura del femore, e la prevalenza non è risultata significativamente diversa da quella osservata nei pazienti internistici appaiati per età. Nella maggior parte dei casi, i livelli di proteina monoclonale erano bassi e non vi erano segni di danno d’organo. Durante il follow-up di un anno, non è stato osservato un aumento del rischio di nuove fratture o della mortalità nei pazienti con MGUS rispetto a quelli senza tale condizione. Conclusioni: In questa popolazione, la MGUS non è risultata significativamente associata a fratture da fragilità del femore. Tuttavia, considerando le possibili alterazioni subcliniche dell’osso legate alla MGUS, saranno necessari ulteriori studi prospettici per chiarire meglio il suo ruolo nella salute scheletrica e nel rischio di frattura.ABSTRACT Background: Monoclonal gammopathy of undetermined significance (MGUS) is a premalignant plasma cell disorder commonly diagnosed in older adults. Although generally considered asymptomatic, recent studies have raised the possibility that MGUS may contribute to skeletal fragility, including an increased risk of vertebral and hip fractures. However, its actual prevalence among patients hospitalized for fragility hip fractures remains poorly defined. Objectives: The aim of this study was to investigate how frequently MGUS occurs in patients admitted for fragility hip fractures and followed within the Hip-POS Fracture Liaison Service (FLS) at the University Hospital of Padua. A secondary objective was to compare these findings with a control group of internal medicine patients matched for age and sex. Methods: This retrospective study included patients aged 50 years or older who were hospitalized for low-energy hip fractures between 2023 and 2024. Each patient underwent serum protein electrophoresis and free light chain assays. MGUS was diagnosed based on the criteria set by the International Myeloma Working Group. Data from the fracture group were compared to those of the control group. Results: MGUS was detected in a minority of patients with hip fractures, and the prevalence was not different from that observed in age-matched patients hospitalized in internal medicine. In most cases, monoclonal protein levels were low, and there were no signs of end-organ damage. During the one-year follow-up, no increased risk of new fractures or mortality was observed in patients with MGUS compared to those without the condition. Conclusions: In this population, MGUS did not appear to be significantly linked to fragility-related hip fractures. Still, given what is known about the possible subclinical skeletal effects of MGUS, further prospective studies are needed to better understand its potential role in bone health and fracture risk

    The invisible risk: perception, awareness and response to climate change across the world.

    Full text link
    openLa crisi climatica è un argomento che coinvolge sempre di più la vita quotidiana delle persone, ma quante di queste sono veramente consapevoli delle sue implicazioni? Negli ultimi decenni sono stati fatti molteplici studi volti ad indagare la percezione di svariate popolazioni in merito alle attuali circostanze ambientali, i quali hanno fornito importanti informazioni e spunti che questo elaborato intende approfondire. Partendo dalle evidenze riportate in “The role of knowledge, learning and mental models in public perceptions of climate change related risks” (Jennifer Helgeson, Sander van der Linden and Ilan Chabay, 2012) sono stati esaminati alcuni dei principali aspetti psicologici illustrati dagli autori. In particolare, si è indagato in che misura la crisi climatica viene percepita come una minaccia nel mondo e quali sono i fattori che influenzano tali rappresentazioni mentali. Dunque lo scopo di questo elaborato è comprendere la correlazione tra i processi psicologici coinvolti nella percezione del rischio e le conseguenze sui comportamenti umani -individuali e collettivi- volti alla sostenibilità ambientale. Infine, l’attenzione è stata rivolta alle possibili strategie di comunicazione attuabili per favorire una maggiore consapevolezza dell’argomento in questione, considerando anche i rispettivi ruoli della comunità scientifica e dei media

    Public procurement reform and digitalisation: key changes under legislative decree no. 36/2023.

    No full text
    reservedLa tesi affronta il tema della riforma dei contratti pubblici operata dal d.lgs. n. 36/2023, ponendo in evidenza il profondo processo di digitalizzazione che investe l’intero ciclo di vita degli appalti. Attraverso una ricostruzione storica e normativa, viene delineato il percorso evolutivo della disciplina nazionale ed europea, dagli interventi degli anni ’90 fino alle direttive del 2014 e alla codificazione del 2016, evidenziando la portata innovativa della più recente riforma e dei suoi correttivi. L'analisi si concentra sui principi fondativi del nuovo codice, evidenziandone la funzione di indirizzo nomofilattico e il rinnovato rilievo attribuito ai diritti digitali, in un quadro che combina esigenze di continuità con spinte innovative. Particolare attenzione è dedicata alla transizione digitale del settore pubblico, alla digitalizzazione delle procedure contrattuali e alla riformulazione dei meccanismi di accesso, affidamento e gestione, nell'ottica di una maggiore efficienza, trasparenza e sostenibilità. Il lavoro approfondisce gli istituti digitalizzati e i nuovi strumenti introdotti, quali il responsabile unico del progetto, l’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale, il fascicolo virtuale dell’operatore economico e la gestione informativa digitale tramite BIM, analizzando altresì il rinnovato ruolo dell’ANAC come presidio di legalità e innovazione. L’elaborato si propone così di offrire una lettura organica della riforma, evidenziando come la digitalizzazione, oltre a rappresentare un obbligo normativo, costituisca oggi una scelta strategica per modernizzare l’azione amministrativa, rafforzare la competitività e accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche

    Expression of IL-17 and IL-31 in Genital Lichen Sclerosus

    No full text
    reservedBackground Il Lichen sclerosus et atrophicus (LSA) è una malattia dermatologica immuno-mediata che colpisce la cute e le mucose, in particolar modo le aree genitali di femmine e maschi. LSA anogenitale si presenta tipicamente con chiazze bianco avorio, atrofia cutanea e prurito intenso, elementi che possono compromettere significativamente la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, si può associare allo sviluppo di tumori nel 5% dei pazienti. La forma extragenitale (eLSA) può interessare diverse sedi, tra cui il collo, le spalle, il tronco superiore, le cosce e, più raramente, la cavità orale. È una malattia complessa e multifattoriale, con un'importante componente immunologica. La disfunzione del sistema immunitario porta ad un'infiammazione cronica e alla formazione di tessuto sclerotico nella cute. È stata osservata un'associazione con altre malattie autoimmuni, in particolare tiroiditi, il diabete di tipo 1, la vitiligine e l'alopecia areata. A livello istologico, le lesioni mostrano infiltrati infiammatori (soprattutto linfociti), alterazioni dell’epidermide e ispessimento della membrana basale. Nelle fasi iniziali, si notano danni allo strato basale, ipercheratosi e assottigliamento epidermico; nelle fasi avanzate, sclerosi del derma ed epidermide atrofica. Oltre ai linfociti, sono presenti anche macrofagi e mastociti, in particolare nelle forme genitali. Sono coinvolte citochine proinfiammatorie Th1 (come TNF-α, IL-1α, IL-2 e IFN-γ), mentre il ruolo di IL-17A e IL-31 non è ancora chiarito. Tuttavia, IL-17A è nota per il suo ruolo in altre malattie autoimmuni cutanee e contribuisce a mantenere l’infiammazione stimolando le cellule immunitarie e i cheratinociti. Inoltre, IL-17A risulta associata allo sviluppo di fibrosi in alcuni tessuti. IL-31, invece, risulta coinvolta in alcune delle vie fisiopatologiche che determinano prurito e in numerose malattie infiammatorie, sia cutanee che sistemiche. Scopo dello studio Lo scopo di questo studio è stato quindi di valutare l’espressione di IL-1A7 e IL-31 e dei loro recettori in 4 diversi tipi cellulari. Conclusione In questo studio, è stata mostrata una marcata espressione di IL-17A e IL-31 nei linfociti di pazienti con LSA rispetto ai controlli sani. Inoltre, il sesso femminile appare associato a valori più elevati di IL-17 nei fibroblasti, linfociti e endotelio rispetto al sesso maschile e del suo recettore nei cheratinociti, fibroblasti e linfociti. Nel caso di IL-31, la differenza di espressione tra maschi e femmine è stata osservata in tutti i tipi cellulari e per il suo recettore solo nei cheratinociti. Le marcate differenze di espressione di IL-17A e IL31 potrebbero essere associate alle manifestazioni cliniche della patologia. D’altra parte, i diversi livelli di espressione di IL-31 potrebbero essere correlati alla diversa prevalenza del sintomo prurito nei due sessi.Background Lichen sclerosus et atrophicus (LSA) is an immune-mediated dermatological disease affecting the skin and mucous membranes, especially the genital areas of females and males. Anogenital LSA typically presents with ivory-white patches, skin atrophy and intense itching, which can significantly impair patients' quality of life. In addition, it may be associated with the development of tumours in 5% of patients. The extragenital form (eLSA) can affect several sites, including the neck, shoulders, upper trunk, thighs and, more rarely, the oral cavity. It is a complex, multifactorial disease with an important immunological component. Dysfunction of the immune system leads to chronic inflammation and the formation of sclerotic tissue in the skin. An association has been observed with other autoimmune diseases, in particular thyroiditis, type 1 diabetes, vitiligo and alopecia areata. Histologically, the lesions show inflammatory infiltrates (mainly lymphocytes), changes in the epidermis and thickening of the basement membrane. In the early stages, basal layer damage, hyperkeratosis and epidermal thinning are noted; in the advanced stages, dermal sclerosis and atrophic epidermis are noted. In addition to lymphocytes, macrophages and mast cells are also present, particularly in the genital forms. Proinflammatory Th1 cytokines (such as TNF-α, IL-1α, IL-2 and IFN-γ) are involved, while the role of IL-17A and IL-31 is not yet clarified. However, IL-17A is known to play a role in other autoimmune skin diseases and contributes to maintaining inflammation by stimulating immune cells and keratinocytes. In addition, IL-17A appears to be associated with the development of fibrosis in certain tissues. IL-31, on the other hand, has been shown to be involved in some of the pathophysiological pathways leading to pruritus and in several inflammatory diseases, both cutaneous and systemic. Aim of the study The aim of our study was therefore to assess the expression of IL-17 and IL-31 and their receptors in four different cell types. Conclusion In this study, we demonstrated a marked expression of IL-17A and IL-31 in the lymphocytes of patients with LSA compared to healthy controls. Furthermore, female sex appears to be associated with higher values of IL-17A in fibroblasts, lymphocytes and endothelium than male sex and its receptor in keratinocytes, fibroblasts and lymphocytes. In the case of IL-31, the difference in expression between males and females was observed in all cell types and for its receptor only in keratinocytes. The marked differences in expression of IL-17A and IL31 could be associated with the clinical manifestations of the disease. On the other hand, the different expression levels of IL-31 could be related to the different prevalence of the itch symptom in the two sexes

    Sleep and emotional regulation: an exploratory multicenter study in eating disorders

    No full text
    reservedIntroduzione: Per comprendere e trattare efficacemente i disturbi alimentari è fondamentale chiarire i meccanismi che ne mantengono i sintomi. Studi precedenti hanno evidenziato relazioni tra sintomi alimentari, disregolazione emotiva e qualità del sonno, ma le evidenze che le considerano congiuntamente sono ancora scarse. Obiettivo e metodo: Con un disegno trasversale è stato indagato il ruolo di mediazione della regolazione emotiva nella relazione tra qualità del sonno percepita e sintomi alimentari. Il campione è composto da pazienti con disturbi alimentari afferiti ai relativi centri regionali di due città italiane. Sono state utilizzate la sottoscala Sonno della SCL-90-R, la DERS (punteggio totale e sottoscale) e le sottoscale centrali dell’EDI-3. Le analisi di mediazione sono state condotte con la PROCESS Macro (model 4). Risultati: La qualità del sonno è risultata significativamente correlata con il punteggio totale e tutte le sottoscale della DERS. La disregolazione emotiva generale - e in particolare la dimensione Mancanza di accettazione – si è associata con Insoddisfazione corporea e Spinta alla magrezza, ma non con Bulimia. La relazione tra qualità del sonno e i due sintomi alimentari cognitivi è risultata totalmente mediata dalla disregolazione emotiva generale, in particolare dalla dimensione Mancanza di accettazione. L’effetto totale del sonno è stato significativo solo per Spinta alla magrezza. Discussione: Il sonno potrebbe contribuire al mantenimento dei sintomi cognitivi dei disturbi alimentari esacerbando l’evitamento esperienziale, noto fattore di mantenimento dei sintomi. È importante condurre ulteriori studi ed includere sistematicamente l’area del sonno nella valutazione e trattamento di questi disturbi.Introduction: Understanding and effectively treating eating disorders requires clarifying the mechanisms that maintain their symptoms. Previous studies have highlighted associations between eating disorder symptoms, emotion dysregulation and sleep quality; however, evidence addressing these three variables jointly remains scarce. Aim and method: This cross-sectional study investigated the mediating role of emotion dysregulation in the relationship between perceived sleep quality and eating disorder symptoms. The sample consisted of patients with eating disorders receiving treatment at specialized regional centers in two Italian cities. The self-report measures included were the Sleep subscale of the SCL-90-R, the DERS (total score and subscales), and the core subscales of the EDI-3. Mediation analyses were conducted using PROCESS Macro (model 4). Results: Sleep quality was significantly correlated with the DERS total score and all its subscales. Global emotion dysregulation - particularly the Non-acceptance dimension - was associated with Body Dissatisfaction and Drive for Thinness, but not with Bulimia. The relationship between sleep quality and the two cognitive eating symptoms was fully mediated by global emotion dysregulation, specifically by the Non-acceptance dimension. The total effect of sleep was significant only for Drive for Thinness. Discussion: Sleep may contribute to the maintenance of cognitive symptoms of eating disorders by exacerbating experiential avoidance, a known maintaining factor of core symptoms. Further research is needed, and sleep-related issues should be systematically addressed in the assessment and treatment of eating disorders

    27,619

    full texts

    83,189

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Padua Thesis and Dissertation Archive
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇