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Il bene comune tra scienza e senso comune. Linguaggi, concezioni ed esperienze
Il lavoro di tesi dottorale consiste in un'indagine teorica ed empirica volta ad offrire una definizione di "bene comune" che integri i costrutti teorici delle discipline che studiano la nozione da un punto di vista specialistico (Diritto, Economia, Scienze sociali e politiche) con le concezioni di senzo comune elaborate dagli attori sociali (cittadini romani) in occasione del referendum per l'"Acqua Bene Comune", tenutosi in Italia nel giugno del 2011. L'obiettivo principale cui questo lavoro mira è controllare empiricamente se e in che misura la partecipazione al referendum fosse associata ad un'idea di "bene comune", e se e quali aspetti della definizione tecnico-scientifica (elaborata a segueti di un'attenta ricognizione teorica sulla letteratura giuridica, economica, sociologica e politologica) fossero presenti nelle concezioni di senso comune rilevate
HUMAN Y CHROMOSOME VARIATION AND THE PEOPLING OF THE AFRICAN CONTINENT
The analysis, by Next Generation Sequencing, of 1.5 Mb of the Male-Specific region of the Y chromosome (MSY), in a sample carefully selected to represent a wide range of diversity and antiquity among MSY lineages, led to the identification of 2,386 variable positions, 80% of which were novel. Many aspects of this pool of variants resembled the pattern observed among genome- wide de novo events, suggesting that in the MSY a large proportion of newly arisen alleles have survived in the phylogeny. Some degree of purifying selection emerged in the form of an excess of private missense variants.
We used these markers to reconstruct a phylogenetic tree, which showed remarkable differences with the one known in literature, although recapitulating the previously known topology. The relative lengths of the tree branches have been notably altered, and the time estimates associated with the tree nodes have moved towards more ancient times. Keeping into account the present day distribution of patrilineages, and the fossil remains of Homo sapiens found to date, our data enabled us to draw hypotheses on the evolutionary events that involved the human species, since its origin, up to its migration out of the African continent
L'efficacia degli strumenti di promozione del commercio estero: un'analisi di impatto
Il presente lavoro propone un’analisi d’impatto causale dell’attività svolta dalle Agenzie di promozione del commercio estero (TPO). In particolare, si è proceduto alla ricognizione dei fondamenti teorici dell’intervento pubblico a sostegno del commercio estero e delle principali linee di policy adottate nel corso degli ultimi cinquant’anni, nonché all’adozione di appropriate tecniche di analisi empirica e di impatto causale controfattuale. Specificatamente, l’impatto delle TPO sulle esportazioni nazionali è stato analizzato adottando tre diversi approcci empirici (cfr. Lederman et al., 2010, Head et al., 2010, Hirano et al., 2004, Bergstrand et al., 2009). Tali stime sono state precedute da un’analisi cluster incentrata sulla multidimensionalità della mission delle TPO che ha permesso di pervenire ad una tassonomia delle Agenzie di promozione del commercio estero del tutto inedita in letteratura. Una volta controllato per l’endogeneità e la distorsione da selezione, le stime indicano un impatto delle TPO (specialmente quelle di nuova generazione con una discreta capacità di lobby) generalmente positivo sull’export. In particolare, le TPO sembrano risultare efficaci solo oltre una certa soglia di investimento promozionale, al di sotto della quale la loro influenza sull’export tende a non essere significativa
Materiali in ceramica e pietra ollare nel Vercellese tra tardoantico e altomedioevo. Caratteristiche produttive e distributive per uno studio integrato del territorio
Volontari al tempo dell'individualismo. Identikit, genere e motivazioni al comportamento prosociale dei giovani
La ricerca dottorale ha indagato l’evoluzione del comportamento prosociale in Italia, ovvero quelle forme di attivismo civico orientate all’altruismo e alla solidarietà, alla luce delle trasformazioni socio-culturali che hanno accompagnato il passaggio alla società postmoderna. Con il crollo delle certezze e la crisi di quei riferimenti tradizionali (scuola, istituzioni,politica, religione) che conferivano agli individui la possibilità di identificarsi (Fforde, 2005; Giddens, 1994; Harvey, 1989; Lyotard, 1997; Sennet, 1999), la cittadinanza sta diventando portatrice di nuovi modelli di socialità: forme di appartenenza solidali finalizzate alla rivendicazione di nuovi diritti o alla risoluzione di problematiche sociali emergenti (Bartoletti, Faccioli, 2013; Cirillo, 2010; Jenkins, 2008; Rodger, 2004). Il passaggio alla società postmoderna, infatti, ha coinvolto una radicale modificazione dei criteri attraverso cui si stabiliscono relazioni significative e lo stesso atteggiamento prosociale ha acquisito nuove valenze e nuovi significati. Lo scenario che sempre più caratterizza l’epoca contemporanea, del resto, appare dominato da valori che, per molte ragioni, sembrano opposti a quelli che dovrebbero orientare i comportamenti finalizzati al benessere collettivo e le accezioni di “cultura dell’egoismo e dell’individualismo” inquadrano bene questo nuovo spirito (Beck, 2000; Bauman, 2007; Bennet, 2004). Le domande guida da cui muove questo lavoro sono state allora le seguenti: cosa spinge l’individuo contemporaneo verso l’adozione di comportamenti prosociali? E, dunque, quali bisogni sono soddisfatti da questa scelta e dalla sua attualizzazione nel contesto moderno? Gli ambiti della ricerca sono stati le associazioni del Terzo Settore e i movimenti sociali, luoghi privilegiati per il riconoscimento, la consapevolezza e l’organizzazione di questi comportamenti. Attraverso la realizzazione di 21 interviste semistrutturate, sono state analizzate le motivazioni ai percorsi prosociali dei giovani compresi nella fascia di età 18-27 anni, partendo dal significato che i soggetti hanno attribuito alla loro esperienza. Lo scopo che si è cercato di raggiungere è delineare differenti tipologie di partecipazione prosociale sulla base del tipo di motivazione dichiarata, del settore in cui si è scelto di operare e delle modalità con cui gli attori sociali hanno definito il loro percorso
STUDY OF THE MOLECULAR ALTERATIONS AND TREATMENT OF HAILEY-HAILEY DISEASE
Hailey-Hailey Disease (HHD) is a chronic, recurrent blistering rare disorder, clinically
characterized by erosions occurring primarily in intertriginous regions and histologically
by suprabasal cutaneous cells separation (acantholysis). Despite a strong relationship
between mutations in ATP2C1 gene, encoding for hSPCA1 calcium pump,
manifestations of the disease occurs with high variability between patients. In our
previous studies we used primary keratinocytes derived from lesions or normal skin of
patients with HHD, reporting several molecular changes related to manifestation of the
disease. We reported that oxidative stress has a specific role in the pathogenesis of
HHD by regulating the expression of important factors, which play a crucial role in
keratinocyte homeostasis. In this study, we analyzed the miRNA expression profile of
keratinocytes derived from lesional skin of HHD-patients, and we found that miR-125b,
in particular, is upregulated. Furthermore, we identified both, Notch1 and p63, as direct
targets of mir-125b. In silico analysis of regulatory motifs in miR-125b promoter
revealed TF-binding sites of genes known to function in the oxidative-stress response,
such as ARNT, MARE or NF-KB. Additionally, we found that miR-125b expression is
increased by an oxidative stress-dependent mechanism. Moreover, we saw that Nrf2, a
transcription factor that plays a key role in cell response to oxidative stress, is
downregulated in keratinocytes derived from lesional skin. Furthermore, our results
show that Nrf2 is an important target of α-MSH-analogue, NIe4-D-phe7-α-MSH
(afamelanotide) and treatment of keratinocytes with NIe4-D-phe7-α-MSH restored the
proliferative capability of lesions-derived keratinocytes. Therefore, to assess the clinical
potential of this compound, we conducted a phase II open-label pilot study on two
patients with several long-standing skin lesions. Both patients treated had experienced
100% clearance of HHD lesions 60 days after the first injection, independently of the
lesion localization, demonstrating that NIe4-D-phe7-α-MSH may be effective and safe for
the treatment of Hailey-Hailey disease.Analysis of molecular alterations in keratinocytes of HHD patients and treatment with a α-MSH-analogue compound
IL PRINCIPIO DI COMPLEMENTARITÀ DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE E IL PROCESSO DI ADATTAMENTO DEGLI ORDINAMENTI INTERNI
La regolazione delle agenzie di rating e il funzionamento dei mercati finanziari: dall'over-reliance al downgrade dei loro giudizi
La recente crisi economico-finanziaria ha indiscutibilmente evidenziato scricchiolii e cedimenti di un sistema diffusamente riconosciuto come dotato di idoneità statica.
La struttura finanziaria globale, seppur imponente, ha mostrato numerose fenditure sintetizzabili in fallimenti macroeconomici, del mercato, della regolamentazione, della supervisione e della gestione delle crisi.
In questo articolato contesto, le agenzie di rating hanno contribuito a minare la credibilità del sistema e a indebolire la fiducia degli investitori reali o potenziali in totale contrasto con il ruolo di information intermediary a esse conferito.
La ricerca individua le problematiche insite nell’attività delle credit rating agencies e analizza l’evoluzione della regolazione del settore, prima e dopo l’ultima crisi economico-finanziaria, con l’obiettivo di verificare se le correzioni introdotte nel regime regolatorio costituiscono – o meno – una risposta efficace ed efficiente per superare le persistenti “nebulosità” e criticità riscontrabili nel settore del rating e per impedire il riaffiorare di distorsioni prodotte anche dai “giudizi” sulla struttura finanziaria globale.
L’esame delle disposizioni statunitensi ed europee mostra l’introduzione, a più riprese, di misure volte a risolvere le ricorrenti questioni in tema di concorrenza, conflitto di interesse, responsabilità e - oggi più che mai - attribuzione di valore regolatorio ai rating.
Seppur lodevole l’impegno del legislatore, soprattutto europeo, nel ridurre l’affidamento esclusivo e meccanico ai rating del credito, la lettura analitica dei dati raccolti dall’Esma, e qui rielaborati, evidenzia un percorso tortuoso avviato ma tutt’altro che concluso.
Lo studio anticipa la relazione sul mercato dei rating che la Commissione europea presenterà, nei prossimi mesi, al Parlamento europeo e al Consiglio. Ci si chiede se il rapporto sarà corredato di una nuova proposta regolatoria. Le conclusioni dello studio inducono a ipotizzare nuovi interventi di regolazione
L'EFFICIENZA DELLE BANCHE: QUALI DETERMINANTI? TEORIA ED EVIDENZE EMPIRICHE
The work analysis the several determinants of bank efficiency, through a huge literature review and two empirical application