Sapienza University of Rome

Pubblicazioni Aperte Digitali Interateneo Sapienza
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    Reinforcement Learning in Plan Space

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    Anion Recognition in Water: complexation by uranyl salophen derivatives and a glimpse of stochastic sensing

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    Università di Roma la Sapienza and IMC-CN

    Local structural studies of Fe-based superconductors

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    In the framework of high temperature superconductors, the Fe-based systems are the rst magnetic materials that exhibit a critical temperature above 50 K. These systems are characterized by strong interplay between electronic, spin and lattice degrees of freedom and the macroscopic functional properties arise from the competitions between them. All the theoretically and experimental results point out on the diff iculty to separate the effects of disorder, doping and magnetism on the superconducting properties. The presence of multiple bands crossing the Fermi level makes the electronic structure very sensitive to the structural details, particulary to the changes on the local atomic arrangement in the Fe-Pn/Ch slabs. The aim of this work is to study the local structure and discuss possible implications on the electronic properties in the Fe-based superconductors. This has important implications, both in theoretical and in practical terms: a close relationship between structure and superconductivity, direct or indirect, places constraints on both the theoretical understanding of the pairing interaction and the promise of superconductors with higher TC values. The proposed sensitivity of electronic structure and/or magnetic interactions to the details of the internal structure of the Fe-As layers is likely relevant to unraveling this puzzle

    L'efficacia soggettiva del contratto collettivo

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    Reinterpreting Sub-Saharan cities through the concept of “adaptive capacity” An analysis of “autonomous” adaptation practices to environmental changes in peri-urban areas.

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    La ricerca affronta il tema della pianificazione locale per l’adattamento dal cambiamento climatico nelle città dell’Africa sub-sahariana, come opportunità per sviluppare un’analisi critica dei paradigmi che hanno orientato e ancora prevalgono negli studi urbani di tali città e negli approcci di pianificazione ad essi associati. Il concetto di capacità di adattamento costituisce lo strumento attraverso il quale vengono messi in evidenza limiti e contraddizioni degli approcci interpretativi delle geografie urbane dominanti, un punto di partenza per esplorare elementi conoscitivi e metodologici utili a colmare la distanza tra i modelli interpretativi, categorie e dicotomie adottati nella pianificazione e realtà urbana delle pratiche “informali” di gestione ambientale. Attraverso l’indagine svolta a Dar es Salaam si vuole comprendere se e come una rilettura della città sub-sahariana attraverso il concetto di capacità di adattamento possa colmare tale distanza e contribuire ad una nuova interpretazione della città contemporanea giungendo a due risultati principali del percorso di ricerca: uno è rappresentato dalla conoscenza prodotta sulla pianificazione, sulle dinamiche di sviluppo e di gestione ambientale nella aree peri-urbane delle città dell’Africa sub-sahariana e nello specifico di Dar es Salaam, dalla quale emergono i limiti di alcune generalizzazioni diffuse sui caratteri delle aree peri-urbane. L’altro è un contributo di tipo metodologico derivato dalla riflessione su limiti e punti di forza di strumenti e metodi di indagine della capacità di adattamento e di gestione ambientale, applicati nella città di Dar es Salaam, come riferimento per l’analisi di contesti simili. Infine l’adozione di una prospettiva post-coloniale consente di evidenziare le tensioni e i possibili percorsi di ricerca che sorgono nella relazione tra capacità di adattamento e pianificazione. In particolare emerge come vi sia la necessità di esplorare e ricercare una via di uscita dal dualismo, in cui lo stato dell’arte della pianificazione urbana sembra intrappolato, tra la necessità di sovvertire un modello neo-liberista di sviluppo urbano che porta al moltiplicarsi delle pratiche di auto-sfruttamento da parte dei subalterni e l’esaltazione delle pratiche locali autonome e informali come unica a proficua soluzione per la pianificazione nel Sud del mondo

    Studio dell’efficacia dell’approccio qualitativo applicato all’analisi dell’utenza reale e potenziale dei servizi bibliotecari attraverso ricerca empirica

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    Il lavoro è finalizzato a verificare l'efficacia delle tecniche della ricerca qualitativa - mutuate dalla metodologia della ricerca sociale - nelle indagini sull'utenza reale e potenziale dei servizi bibliotecari. La ricerca si è avvalsa di due diverse forme di approfondimento fortemente interrelate: una prettamente teorica sulla metodologia e le tecniche della ricerca sociale e l’altra di carattere pratico che, attraverso il metodo del caso di studio, ha previsto l’applicazione di tali strumenti in un’indagine empirica condotta sull’utenza di quattro biblioteche del Sistema Bibliotecario Comunale di Perugia

    I RECETTORI METABOTROPICI PER IL GLUTAMMATO NEL SISTEMA IMMUNITARIO

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    Sebbene normalmente siano anatomicamente indipendenti, il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario danno vita ad una varietà di risposte coordinate al pericolo attraverso comuni messaggeri chimici. Ad esempio, il sistema nervoso simpatico può alterare l’equilibrio Th1\Th2 attraverso la stimolazione dei recettori β adrenergici, mentre l’istamina può essere modulata dalla produzione di citochine Th1 e Th2 attraverso una differente espressione di recettori H1 e H2. La recente scoperta di cellule T CD4+ caratterizzate dalla secrezione di interleuchina 17 (Th17) e di cellule T CD4+ CD25+ Foxp3 (Treg) ha avuto un notevole impatto sulla conoscenza dei processi immuni non spiegati, in un primo momento, dal paradigma Th1\Th2. Le cellule Th17 e Treg sono state implicate nella patogenesi di varie malattie umane autoimmuni, comprese le neuro infiammazioni. Nessuna evidenza ha provato finora una possibile interferenza nell’equilibrio tra Th17 e Treg dovuto a neurotrasmettitori. Il glutammato rappresenta in messaggero chimico comune sia alle cellule nervose che alle cellule immunitarie e per questo potrebbe essere implicato in un tale contesto. Recenti evidenze suggeriscono che il glutammato, il maggior neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale, possa essere implicato nella cosiddetta “sinapsi immunologica”. Nella sinapsi immunologica, le informazioni che si hanno sui recettori metabotropici del glutammato riguardano le cellule T. I linfociti T umani, infatti, esprimono costitutivamente il recettore mGlu5, il quale sembra mediare un effetto soppressivo sulla proliferazione delle cellule T, contrariamente al recettore mGluR1, la cui espressione è inducibile e media effetti costimolatori (Franco R. 2007). I recettori mGlu del guppo I e del gruppo II nel topo sono presenti nel timo e sono differentemente espressi nei timociti e nelle cellule stromali timiche (Storto 2000). Nessuna informazione è al momento disponibile sull’espressione dei recettori mGlu nelle cellule dentritiche (DCs) anche se queste cellule possono rilasciare alti livelli di glutammato attraverso il sistema di antiporto cisteina\glutammato (Franco 2007). Tuttavia, ad oggi, manca un quadro più ampio sul profilo d’espressione, sulle vie di segnalazione e sull’effetto risultante da un’attivazione di tali recettori nelle cellule del sistema immunitario. Nell’immunoterapia sperimentale è stato dimostrato che la somministrazione dell’agonista specifico per i recettori mGlu del gruppo III (mGluR4, mGluR6, mGluR7, mGluR8) L-2amino-4-phono-butanoate (L-AP-4), è in grado di abbreviare i tempi di guarigione nell’encefalomielite autoimmune sperimentale (EAE) in ratti Lewis (Bensong 2002). La disponibilità di topi knockout (Grm4-\-) per il recettore mGlu4 e il possibile utilizzo di N-phenyl-7-(hydroxyimino)ciclopropano[b]chromen-1a-carboxamide (PHCCC), un modulatore allosterico positivo (PAM) per mGluR4, ci ha spinto ad investigare il possibile coinvolgimento dei recettori metabotropici del gruppo III nell’ encefalomielite autoimmune sperimentale ed una la loro funzione nella neuroinfiammazione in genere.La tesi è data dall'unione di tre distinti lavori che hanno come denominatore comune i recettori metabotropici ed il sistema immunitario nel contesto della Sclerosi Multipla. Un più generale coinvolgimento della via delle chinurenine nei processi infiammatori è inoltr etrattato partendo dall'evidenza che alcuni suoi metaboliti sono in grado di attivare i recettori metabotropici del glutammato (recettori mGlu). La dimostrazione della presenza di recettori mGlu in cellule del sistema immunitario viene trattata nell'ambito di un modello animale di sclerosi multipla

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