Sapienza University of Rome

Pubblicazioni Aperte Digitali Interateneo Sapienza
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    2176 research outputs found

    La comunicazione dell'architettura: nuove forme di rappresentazione, nuove modalità di fruizione.

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    This research is part of the debate on architectural representation and it has been developed in order to bring out the issue of evolution of communication forms in relation to the continuing transformation of the digital world. The theme of communication and, more generally, of architectural representation seems currently less investigated: it is difficult to critically analyze, to understand the theoretical principles, to organize in consistent forms and techniques of application, probably due to its highly volatile nature, constantly changing and often elusive. First of all, the purpose of this research, which stands in opposition to this trend, is to define the theoretical framework within which lie the produced scientific reflections and, above all, to explain as fully as possible the level reached by the forms of communication applied to the architecture and the tools through which the new communication processes are implemented. Ultimately we seek to apply one of the new identified forms of communication, the hypertext, to a study-case, Trentino fortresses of the Great War; these are not very well known architectures and difficult to access and characterized by a clear symbolic value and therefore their historical value, relation with the territory and typological nature, allow a mediated communication and a virtual use. The final outcome will show how the communication process that is to say the structure of communication and the choice of digital techniques and operational tools, is not the result of random choices, but it depends necessarily on the represented object that more or less implicitly directs the path

    Valutazione della configurazione di perdita di una rete idraulica in pressione mediante tecniche di analisi probabilistica

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    Ricerca della configurazione di perdita in una rete idraulica in pressione, mediante tecniche di analisi probabilistica, di tipo bayesian

    La position du droit international dans l'ordre juridique congolais et l'application de ses normes

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    Aux termes de l’article 215 de la Constitution congolaise les traités et accords internationaux régulièrement conclus ont une autorité supérieure à celle des lois sous réserve pour chaque traité ou accord international de son application par l’autre partie. L’article 153, alinéa 4 renchérit en plaçant les traités et accords internationaux parmi les sources de droit applicables par les juridictions congolaises, tant civiles que militaires. Ces deux dispositions, surtout l’article 215 repris dans un style presque identique depuis la Constitution de 1964, fondent l’approche moniste congolaise de droit international avec primauté de ce dernier selon l’unanimité de la doctrine et jurisprudence congolaises. Une telle approche s’inspirerait du droit français dont se rapproche le droit congolais en matière de conclusion des traités et de leur rapport avec le droit interne. Après une analyse approfondie de la question tant du point de vue théorique que pratique, l’auteur de ces lignes aboutit à cette conclusion : l’approche congolaise du droit international s’inscrit dans le dualisme et que la primauté du droit international n’est pas constitutive d’un rapport hiérarchique, mais se traduit par une préférence, pas absolue, de la norme internationale au détriment de la norme interne. Cette approche dualiste ne se réduit pas uniquement au droit conventionnel, mais s’étend également à d’autres sources de droit international, principalement aux actes normatifs des organisations internationales. Au moment où le juge congolais « s’internationalise » notamment par le biais de l’application du Statut de Rome de la Cour pénale internationale et devant l’imminence de l’entrée en vigueur du droit découlant de l’OHADA dans le droit interne congolais, une réflexion approfondie sur les rapports entre le droit international et le droit congolais s’est avérée indispensable.La présente thèse constitue ainsi une précieuse contribution destinée non seulement aux praticiens du droit, mais aussi aux pouvoirs publics. Mots clés : applicabilité directe, accords et traités internationaux, crimes internationaux, primauté, droit dérivé, organisations internationales, droit international général, constitution congolaise, treaty making-power, autorisation parlementaire, conclusion régulière, jurisprudence congolaise

    Dall'Utopia all'Eterotopia. Viaggio nell'immaginario utopico tra Hippie e Virtual World

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    Lo scopo di questa tesi di dottorato è quello di analizzare e descrivere la trasformazione all’interno dell’immaginario utopico che si è prodotto con lo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione, partendo dai mass-media quali la radio e la televisione per arrivare ai new-media quali internet e la realtà virtuale. All’interno di questo viaggio utopico si è tentato di dimostrare come i nuovi mezzi di comunicazione abbiamo influenzato e determinato una trasformazione categoriale dell’immaginario utopico, una trasformazione che ha dato vita ad una traslazione categoriale dalla dimensione temporale a quella spaziale, che noi abbiamo definito, riprendendo una definizione foucaultiana, eterotopia. Ricordiamo che con questo termine intendiamo una particolare forma utopica per cui la Società Perfetta non nascerà o prenderà vita nel futuro, quindi mettendo in primo piano la dimensione temporale, ma al contrario la dimensione privilegiata diviene lo spazio, quindi l’utopia prende possesso di uno spazio alternativo e contemporaneo alla società “dominante”. Come primo esempio di questa trasformazione assiologica abbiamo preso la Comune hippie degli anni ‘60, l’espressione più importante dell’utopia della Controcultura di quegli anni; abbiamo analizzato, quindi, l’influenza del medium televisivo su questa nuova espressione utopica. In seguito abbiamo studiato quella che dal nostro punto di vista è l’espressione più interessante di questo nuovo immaginario utopico: il Cyberspazio e la cybercultura degli anni ’90 che da questo nuovo ambiente virtuale prende il via e al contempo ne definisce le caratteristiche peculiari. Il cyberspazio rappresenta dal nostro punto di vista l’esempio più fulgido di eterotopia, ancor più perché virtuale interessa il nostro studio tra le interconnessioni tra nuovi mezzi di comunicazione e immaginario utopico. Del resto l’enfasi utopica che negli anni ’90 ha rivestito le nuove tecnologie quali internet e la realtà virtuale sono da collegare direttamente con le caratteristiche tecniche di questi nuovi media, rivestiti di un’anima utopica di diretta discendenza controculturale come abbiamo tentato di dimostrare nella nostra ricerca. Dopo l’analisi delle eterotopie virtuali ci siamo interessati a quei fenomeni che possiamo far rientrare in espressioni reali dell’eterotopia, come le T.A.Z. teorizzate da Hakin Bey e il fenomeno rave, che si svilupparono esattamente nello stesso periodo della cybercultura. In fine la ricerca ha indagato quella che sembra una perdita della spinta utopistica delle nuove tecnologie, in particolar modo della carenza di connotazioni utopiche nei nuovi mondi sintetici disponibili in rete, dei quali sicuramente il più famoso è Second Life. In questo mondo virtuale sembra mancare del tutto uno spirito utopista poiché la vita sembra regolata esattamente come quella “reale” ad eccezione di qualche elemento. Per indagare questa perdita utopica delle nuove tecnologie e delle sue cause, si è deciso di procedere con delle interviste in profondità con gli utenti della piattaforma citata; si è anche deciso di estendere le ricerca ad altre piattaforme, quali World of Warcraft e League of Legend, poiché si è notata una connotazione ludica di questi nuovi mondi virtuali, connotazione ludica che confermerebbe la perdita di spirito utopico all’interno delle nuove tecnologie

    La prospettiva nel Novecento

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    La letteratura scientifica che tratta l’evoluzione del metodo di rappresentazione prospettica prende in considerazione un ampio periodo che va dai trattatisti del Rinascimento sino alla prima metà del XIX secolo, trascurando però completamente gli avvenimenti degli ultimi centocinquant’anni. Osservando gli attuali testi di geometria descrittiva si può notare come il metodo della prospettiva abbia subìto consistenti e importanti trasformazioni, nei procedimenti, nel lessico e nelle finalità, rispetto ai trattati dei passato, ed è proprio di questa evoluzione, relativamente recente, che il presente studio si è occupato, prendendo in considerazione un consistente numero di contributi, circa duecento pubblicazioni, che hanno segnato la storia della prospettiva degli ultimi centocinquant’anni. L’analisi dei testi esaminati ha messo in evidenza la permanenza, sino a tutta la prima metà del Novecento, della distinzione netta tra due diversi modi di teorizzare e praticare la prospettiva, uno riferito all’opera dei matematici, che la svilupparono come metodo delle proiezioni centrali, l’altro connesso alla pratica artistica. Negli anni Cinquanta, con la perdita improvvisa di interesse da parte dei matematici verso i problemi della geometria descrittiva, l'insegnamento della materia venne affidato agli architetti, che, aspirando al rigore scientifico del loro predecessori e rivendicando le origini artistiche della disciplina, diedero alla prospettiva un nuovo aspetto, trasformandola nel metodo di rappresentazione autonomo, così come oggi lo si concepisce, che consente il passaggio dalla rappresentazione piana al modello tridimensionale restituendo la realtà in forma e dimensione. Lo studio delle fonti ha permesso di individuare in Orseolo Fasolo uno dei principali, probabilmente il primo, promotore di questo consistente rinnovamento della materia. E’ proprio Orseolo Fasolo infatti, come si legge nel testo del 1961 “Il disegno prospettico”, a porre in luce la questione della scissione delle “due maniere di esposizione che la materia ha assunto”, che egli ricompone illustrando i diversi procedimenti indiretti nella loro successione cronologica e traendo dalle trattazioni scientifiche “i mezzi necessari per conferire al metodo classico della prospettiva il carattere di diretto, indipendente, mezzo di disegno prospettico autonomo” come oggi lo si conosce e lo si insegna

    DINAMICHE DOMINANTI - LA PRIMA CONGETTURA

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    Risultati della ricerca - Estratt

    COMPLEX RESISTIVITY AND SPECTRAL INDUCED POLARIZATION TECHNIQUES FOR ENVIRONMENTAL APPLICATIONS

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    The potential and limits of the complex resistivity and the Spectral Induced Polarization techniques for environmental applications are investigated starting from the controlled laboratory conditions. The solution of the 2D forward problem for the complex resistivity is achieved on cylindrical-shaped models by a transformed formulation and using the Complete Electrode Model to define boundary conditions. The finite element algorithm, implemented in Matlab to solve numerically these equations, has proven to be accurate and stable through a comparison with the 3D full formulation and synthetic simulations. Accordingly, this formulation can be used to produce 2D reconstruction on cylindrical laboratory devices provided with one horizontal mid-section of electrodes (e.g. lysimeters). The whole geophysical process (data processing, forward modelling and inversion) has been included within EIDORS through an interactive Matlab algorithm with numerous new function added. Simulations with Gaussian noise, performed on heterogeneous models with anomalies included, provide low-error inverted models whereas anomalies are well-detected both for shape and position. EIDORS software could act as a base code for tomographic inversion of time-domain and frequency-domain data, both for laboratory and for in field investigations, because of its high-flexibility and reliability now reached by forward and inversion routines, with the primary aim of to share data and promote collaboration between groups working these fields. A new experimental device was presented to perform 2D and 3D measurement on cylindrical physical models in order to simulate typical subsoil configurations. The cylindrical symmetry avoids to have boundary effects of prismatic tanks and allows us to provide horizontal cross-section within the different layers. Preliminary water and sand models have highlighted the main problems due to saturation, electrodes, array and frequency range. The experimental AC instrument, after the calibration, provides reliable amplitude and phase dataset with stable and repeatable measurements. Measurements are not affected by the inductive coupling for frequency up to 5-10 Hz. Physical models built up in the laboratory have concerned the preparation of a typical sand-clay-sand multilayer model, simulating a shallow aquifer by saturation of the top layer. The HFE 7100, having physical properties similar to the chlorinated solvents, was spilled from the top to simulate a point source spilling, that is for example a failure of a little storage tank. Laboratory experiments have confirmed the reliability of the algorithm proposed. After HFE spilling, impedance amplitude increases progressively as expected, taking into account the percentage ratio between the global volume of HFE spilled and the sand volume. On the other hand the phase increases less evidently, since they are probably more sensible to the particular working conditions. Evidences from SIP phase spectra seems to be also convincing as we detect a single peak for frequency of about 1-2 Hz. These results confirm that complex resistivity tomography can play an important for contaminant detection, stressing once more the importance to define codified criteria for acquiring CR ad SIP in field data

    INTERAZIONE FRA CARDIOLOGO E CARDIOCHIRURGO NELLA PRATICA CLINICA DELLA CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA MITRALICA

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    PREMESSE E SCOPO DELLO STUDIO. Numerosi studi clinici hanno dimostrato i vantaggi della ricostruzione della valvola mitrale (RVM) rispetto alla sostituzione della valvola (SVM), ma sia in Europa che negli Stati Uniti il tasso di ricostruzione si mantiene intorno al 50 %. L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’impatto dell’interazione fra il cardiologo e il cardiochirurgo, derivante dalla formazione di un “Team mitralico”, sulla incidenza della RVM con l’obiettivo finale rappresentato dall’aumento delle procedure di ricostruzione. METODOLOGIA. Abbiamo analizzato i dati di 323 pazienti sottoposti consecutivamente a chirurgia della valvola mitrale, isolata o associata ad altre procedure, nel periodo di sei anni. A partire da gennaio 2009 è stato costituito un “Team mitralico” formato da un cardiologo (F. T.), sempre la stessa, e da un chirurgo nella persona del responsabile della UOC Cardiochirurgia. I risultati dei 176 pazienti operati nel triennio 2006-2008 precedente alla costituzione del team (Gruppo I) sono stati messi a confronto con i 147 pazienti sottoposti ad intervento nel triennio 2009-2011 (Gruppo II). RISULTATI. La percentuale di riparazione in tutti i 323 pazienti sottoposti a chirurgia della mitrale da un gruppo di 6 chirurghi con esperienza diversa è stata del 39 % (69 di 176) nel gruppo I e del 46 % (67 di 147) nel gruppo II, un miglioramento modesto e non significativo. La percentuale di riparazione è aumentata significativamente nei pazienti trattati dal Team mitralico passando dal 44% (47 di 107) del primo periodo al 66% (38 di 58; p< 0,001) del secondo periodo. Nel gruppo I la percentuale di riparazione del Team mitralico rispetto agli altri operatori non ha evidenziato differenze significative (media 44% contro il 33% rispettivamente), mentre è stata significativamente più elevata nel gruppo II (media 66 % contro il 33% ; p< 0,002). Nel gruppo II dei pazienti trattati dal Team mitralico le percentuali dei tentativi di ricostruzione e dei successi di ricostruzione sono state significativamente più alte rispetto al gruppo I (p< a 0,002 e 0,05 rispettivamente). Nei pazienti del gruppo II del Team mitralico il tasso di ricostruzione è stato significativamente più elevato in tutti i tipi di disfunzione valvolare. La nuova metodica di ecocardiografia tridimensionale facilita l’analisi segmentaria della valvola in quanto fornisce immagini simili a quelle osservate dal chirurgo al tavolo operatorio, ma deve essere ancora utilizzata come indagine complementare alla ecocardiografia 2D. CONCLUSIONI. L’applicazione delle immagini ecocardiografiche 2D e 3D nella chirurgia della valvola mitrale richiede un rapporto di collaborazione e una interazione ottimale fra cardiologo e cardiochirurgo. Questa interazione può determinare, come si è verificato nel nostro studio, un aumento significativo del tasso di ricostruzione della valvola

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