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Photoswitchable isomers to improve grain boundary resilience and perovskite solar cells stability under light cycling
Realizing stable and scalable perovskite solar cells (PSCs) under real-world outdoor conditions remains a challenge for deployment. Here we report a strategy to improve the resilience of the grain boundary, achieving simultaneous improvement in the power conversion efficiency and long-term operational durability under realistic light cycling and ultraviolet exposure of PSCs. By integrating photoswitchable isomers at grain boundaries, we suppress lattice bond rupture and defect accumulation during repeated light cycling through light-triggered dynamic damage release. This approach stabilizes the triple-cation lead-based perovskite lattice against photoinduced distortions and degradation pathways. As a result, the PSCs retain over 95% of their initial performance after 2,000 h of ultraviolet-containing light cycling at 65 °C and 500 thermal cycles between –40 °C and 85 °C, and deliver a power conversion efficiency of 27.2% (certified as 26.9%). Our strategy improves the operational stability and commercial viability of triple-cation perovskite photovoltaics
L’accertamento dei fatti al tempo dell’IA generativa
La relazione indaga il problema dell'accertamento della genuinità della prova documentale al tempo dei deepfakes, già oggetto di interesse all'estero e, in Italia, da parte della dottrina processualpenalistica, ma non ancora affrontato da quella processualcivilistic
La responsabilità sanitaria e le nuove sfide dell'era digitale
Al fine di tracciare un quadro sulle possibili responsabilità alle quali si può andare incontro nell’utilizzo delle Intelligenze Artificiali in ambito sanitario, allo stato, sembra opportuno superare una pur affermata concezione unitaria e distinguere le diverse forme di Intelligenza Artificiale sulla base delle loro specifiche caratteristiche e delle peculiari attività e funzioni svolte in ausilio o, addirittura, soprattutto in un prossimo futuro, in sostituzione dell’attività svolta dagli operatori sanitari. Alla responsabilità medico-sanitaria, infatti, non sembra possibile applicare automaticamente le soluzioni escogitate in generale per qualsiasi forma di Intelligenza Artificiale. Se è vero che, pur in presenza di alcuni fattori comuni, anche all’interno di questo ampio e variegato àmbito sia necessario distinguere, caso per caso, ciascun fenomeno dall’altro, a maggior ragione la materia medico-sanitaria rappresenta un settore nel quale hanno operato e, tutt’oggi, operano peculiari modelli di imputazione, che involgono parallelamente sia il diritto civile, sia il diritto penale, sia la responsabilità contrattuale, sia quella extracontrattuale.
Esposte le intricate vicende che hanno interessato e che tutt’oggi interessano il settore della responsabilità medico-sanitaria, si esaminano le ipotesi, sempre più numerose, nelle quali l’attività sanitaria è esercitata con l’ausilio di congegni di Intelligenza Artificiale. Allorché questi operano sotto il controllo e la direzione dei sanitari, il paziente danneggiato non potrà non agire ai sensi dei regimi di responsabilità civile prescritti in ciascun ordinamento giuridico. Anzi, l’impiego di modelli di Intelligenza Artificiale sempre più complessi ed “autonomi” tende ad estendere la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria o, meglio, del suo assicuratore (art. 12 l. n. 24 del 2017), per clinical risk management, mentre tende a ridimensionare la responsabilità extracontrattuale del singolo operatore. Quanto più una macchina sempre più performante interagisce con l’attività dal medico (fino a sostituirla del tutto), tanto più aumenta l’ottimizzazione della prestazione standard, con conseguente riduzione del suo margine di responsabilità.
Man mano che l’attività medico-sanitaria sarà sempre più “sostituita” dall’utilizzo delle Intelligenze Artificiali, se tende progressivamente a decrescere la responsabilità extracontrattuale dei singoli operatori sanitari, permane una generale responsabilità contrattuale della struttura sanitaria nei riguardi del paziente. Per effetto del c.d. contratto di spedalità, concluso a seguito dell’”accettazione” di un paziente anche in stato di coma e, quindi, privo della capacità di prestare il proprio consenso, la prestazione sanitaria non si limita al solo intervento chirurgico o alla mera somministrazione delle cure, ma comprende molteplici obblighi sia di prestazione, sia di protezione, che riguardano, ad esempio, le prestazioni diagnostiche preventive e terapeutiche, la sicurezza e la custodia degli impianti e delle attrezzature presenti presso la struttura, le prestazioni infermieristiche e il costante monitoraggio dello stato di salute dei ricoverati, perfino le prestazioni di vitto e di alloggio legate alla degenza del paziente. In presenza di un ordinamento che ammette il concorso tra le due specie della responsabilità civile, la struttura sanitaria, oltre che a titolo contrattuale, potrà rispondere anche nella qualità di “custode” (art. 2051 c.c.) dei robot e delle ulteriori macchine e meccanismi che operano sotto la sua direzione, il suo governo e il suo controllo. Quindi, se l’accelerato progresso tecnologico rende sempre più difficile, quanto meno nel settore medico-sanitario interessato dalle innovazioni riconducibili all’utilizzo di Intelligenze Artificiali, l’applicazione di discipline che si fondano sul requisito della “pericolosità” dell’attività posta in essere (art. 2050 c.c.) , per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, l’imputare la responsabilità a chi si trovi nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa rappresenta, altresì, una “perfetta applicazione dei criteri dell’analisi economica del diritto”. L’uso sempre più accelerato della tecnologia, tuttavia, introduce altri attori sulla scena della responsabilità medico-sanitaria. Il paziente eventualmente danneggiato potrà agire pur sempre, a titolo contrattuale, nei riguardi dell’assicuratore della struttura, e/o della struttura stessa (là dove operi in c.d. auto-assicurazione), ma quest’ultima, là dove il danno sia stato causato dal malfunzionamento della macchina dotata (o no) di Intelligenza Artificiale, potrà a sua volta agire nei riguardi del produttore del robot, provando il suo “difetto” (ai sensi della recente direttiva UE sul danno da prodotto). Questi, a sua volta, potrà chiamare in causa i soggetti “responsabili” che hanno partecipato alla complessa catena di produzione: l’ideatore degli algoritmi, il produttore del software, l’operatore che ha selezionato e somministrato i dati, l’addestratore della macchina che, eventualmente, operi in autonomia, ecc. In tal senso non può non applicarsi il generale principio di responsabilità solidale che consente, a colui che ha risarcito il danno, di agire in regresso avverso gli altri responsabili «nella misura determinata dalle dimensioni del rischio riferibile a ciascuno», oltre che «dalla gravità delle eventuali colpe e dalla entità delle conseguenze che ne sono derivate». Nel dubbio la ripartizione deve avvenire in parti eguali.
Quindi, bisogna distinguere, da un lato, la responsabilità nei riguardi del paziente danneggiato, che, in Italia, è di tipo contrattuale nei riguardi (dell’assicuratore) della struttura, mentre è fondata sulla colpa, nei confronti del singolo operatore sanitario; dall’altro la responsabilità dei “produttori” della macchina che incorpora l’Intelligenza Artificiale, anche nei riguardi della struttura sanitaria che l’abbia impiegata, là dove la stessa abbia manifestato anomalie nel suo funzionamento dovuto ad un difetto di costruzione o ad una cattiva gestione del suo successivo processo evolutivo. Ai sensi della Direttiva n. 2853 del 23 ottobre 2024 che «stabilisce norme comuni in materia di responsabilità degli operatori economici per il danno causato da prodotti difettosi», e che va ad abrogare la precedente Direttiva 85/374, soprattutto nei casi più complessi dal punto di vista tecnico o scientifico, come quelli caratterizzati dall’impiego di Intelligenze Artificiali animate da algoritmi di machine learning, il soggetto danneggiato dal prodotto difettoso può chiedere agli organi giurisdizionali l’accesso agli elementi di prova, sempre che tale accesso «sia limitato a quanto necessario e proporzionato», anche al fine di evitare la divulgazione di informazioni non rilevanti per il procedimento e di proteggere le informazioni riservate (Considerando n. 42). Se il convenuto non ottempera all’ordine di divulgazione delle informazioni, se il danneggiato riesce a dimostrare che il prodotto non rispetta i requisiti obbligatori di sicurezza che sono previsti, o se l’attore riesce a provare che il danno è stato causato da un malfunzionamento evidente del prodotto durante l’uso ragionevolmente prevedibile o in circostanze ordinarie, si presume il carattere difettoso del prodotto (art. 10, comma 2), con conseguente inversione dell’onere della prova. Si presume la sussistenza del nesso di causa qualora si accerti la difettosità del prodotto e si ritenga che la natura del danno cagionato sia generalmente compatibile con il difetto riscontrato (comma 3). Anche là dove il convenuto abbia divulgato le informazioni pertinenti, le Corti potrebbero comunque presumere il carattere difettoso del prodotto o il nesso di causalità tra difetto e danno, o entrambi, qualora l’attore, a causa della complessità tecnica e scientifica, incontri difficoltà eccessive nel provare il difetto, il nesso causale o entrambi; ovvero dimostri che “è probabile” che il prodotto sia difettoso o che esista il nesso causale (art 1°, comma 4). Si tratta di presunzioni relative, che ammettono la prova contraria (comma 5), la quale, però, in questi casi, va a gravare per intero sul convenuto. Si tratta, inoltre, di presunzioni legali, che sono considerate in dottrina vere e proprie regole di prova, nella misura in cui impongono al giudice una determinata decisione per tutti i casi a cui astrattamente si riferiscono. E ciò, a differenza delle presunzioni semplici, che sono considerate semplici “mezzi di prova”, rimessi al prudente apprezzamento del giudice, che operano soltanto in via eventuale e con riferimento al caso deciso in concreto.
Un problema giuridico ulteriore si pone allorché il danno causato al paziente dalla macchina prescinda da un “difetto” della A.I. In questi casi, anche nel settore della robotica medica sembra necessario trascorrere dall’idea di una “responsabilità” fondata sulla prova della colpa o del “difetto”, a modelli di imputazione dei danni a titolo di strict o di absolute liability, “garantiti” dall’assicurazione obbligatoria, da fondi di garanzia e/o da piani di social security
L'istruzione probatoria
La relazione si concentra sulle previsioni "di sistema" contenute nelle Rules con riferimento all'istruzione probatoria che risultano maggiormente interessanti nella prospettiva domestica (effettività, prova illecita, standard di prova), evidenziandone l'opportunità nell'an (sebbene non sempre nella concreta declinazione)
Il sorteggio nella riforma costituzionale della giustizia: analisi e implicazioni costituzionali
L’intervento esamina il ruolo del sorteggio nella riforma costituzionale della magistratura, considerandone sia la versione temperata prevista per la componente laica, sia quella secca destinata alla componente togata, e analizzandone i principi ispiratori, le finalità e le possibili criticità
The Main Phases of an Early Medieval Church: Virtual Reconstructions for Cultural Heritage Promotion
In recent years there has been growing interest in the use of information technology in scientific fields related to the humanities and cultural heritage, both for research purposes and for the promotion of artifacts and monuments, such as ancient edifices of archeological interest. In fact, such buildings usually have complicated stratigraphies, especially when used continuously for long periods of time. Therefore, understanding their evolution, both in terms of appearance and structure, can become challenging for experts and even impossible for the general public. Such drawbacks can be overcome by taking advantage of virtual reconstructions: these make it possible to analyze in depth not only the geometry of the current configuration, but also to study and verify reconstructive hypotheses of damaged or lost artifacts, or parts of them. As an added value, virtual models allow both local and remote fruition of the monument they reproduce and regardless of the fact that it may be physically inaccessible for some reason. This paper focuses on the methodology followed to obtain adequate virtual reconstructions of the configurations that the church of Santa Sofia in Benevento, a small town in southern Italy, has assumed from the time of its foundation to the present day. The research has necessarily blended approaches and methods from the humanities and mathematical engineering and the reconstruction of lost or deeply modified parts required the study of different sources, with the integration of geometric and architectural data with archeological and archival findings. The resulting 3D models are an example of virtual heritage in which both spatial and temporal data cannot be separated to understand the evolution of the building under analysis
High-Resolution Coastal Vulnerability Assessment: Integrating Ecosystem Services Mapping for Sustainable Urban Management in the Naples Coastline
Environmental stresses of coastal zones becoming more intense due to natural processes and anthropogenic pressures are increasing. Now more than ever, the need for robust environmental management is crucial in urban areas where critical interplay of economic development, infrastructure growth, and environmental protection have to be struck at the right balance. Also using low-resolution data in a great many coastal vulnerability assessment models impairs their skill to identify fine-scale risk hotspots within high-density regions. This study presents a methodology supported by InVEST model for identifying high-risk and highly vulnerable coastal areas by integrating spatial analysis with ecosystem services mapping. The approach is applied to the city of Naples as a case study, utilizing high-resolution data to assess the protective role of coastal ecosystems, particularly Posidonia oceanica, in mitigating flood risks and stabilizing the shoreline. The findings indicate that highly urbanized areas exhibit the greatest vulnerability, whereas regions with well-preserved natural features provide enhanced coastal protection. By using this approach the decision makers will set a priority list of recommended management strategies that will both inform tradeoffs in regional planning between urbanization and environmental sustainability. Given the continued magnification of coastal fringe risks with climate change, advanced analysis tools play an even greater role. The method described here is a reusable framework that can be applied to other urban coastal areas to implement data-driven decision-making and resilience planning. Additionally, the peri-urban urban area on and around the central region is already fulfilling an ecological function thus highlighting the necessity of balancing and including nature-based solutions in coastal management
Dinamiche interculturali, dialogo interreligioso e tutela del pluralismo
Diritto e religioni nelle dinamiche intercultural
Exploring motivational readiness for adapted physical activity in older adults with chronic illness: patterns of self-care behaviors, engagement, and psychological distress
Introduction: In clinical settings, adapted physical activity (APA) is increasingly prescribed to older adults with chronic conditions, yet adherence remains low and motivational readiness varies widely at the time of prescription. While the Transtheoretical Model (TTM) describes stages of change for health behaviors, less is known about how motivational stage relates to broader psychological dimensions relevant to healthy aging, such as self-care behaviors, engagement in healthy aging promotion, and psychological distress. Methods: A cross-sectional study within the Age.it Project was conducted with 74 older adults (mean age ≈ 70.82 years) attending outpatient clinics at the University Hospital Federico II and prescribed APA. Motivational stage was assessed through the MAC2-R AF. Self-care behaviors were measured with the Self-Care Inventory; Engagement in healthy aging promotion with the EHAPS; Psychological distress with the K10. Group differences across motivational stages were tested using Kruskal–Wallis analyses with Dunn–Bonferroni posthoc comparisons and epsilon squared effect sizes. Results: Most participants were classified in Contemplation (59.5%), followed by Determination (23%) and Precontemplation (17.6%). No participants were in Action or Maintenance stages. Motivational stage was significantly associated
with self-care monitoring, engagement, and distress, with large effects. Contemplation showed higher self-care monitoring and higher distress, alongside lower engagement. Engagement was higher in Precontemplation and
Determination compared to Contemplation, whereas distress increased progressively from Precontemplation to Determination. Discussion: Findings suggest distinct, non-linear psychological configurations within the motivational stages at the time of APA prescription. Contemplation emerges as a vulnerable phase characterized by symptom surveillance and emotional burden without engagement in healthy aging promotion; Determination
combines higher engagement with heightened distress; Precontemplation may reflect stable self-care routines and low distress but potential resistance to integrating exercise into self-care identity. Integrating motivational stage assessment with psychological–clinical indicators may support more personalized, motivated, and sustainable APA prescriptions for older adults