Archivi delle emozioni (E-Journal)
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The language of affects in Johann Elias Schlegel's "Dido"
La teoria drammatica di Johann Elias Schlegel si trova al crocevia tra il classicismo di Gottsched e l’interesse per gli affetti tragici che dominerà il dibattito nella generazione di Lessing. L’ammirazione è sottoposta a un graduale processo di decostruzione, sì da conservare solo formalmente la sua importanza. Durante i suoi studi a Schulpforta, Schlegel scrisse la tragedia su Didone, pubblicata nel 1744 nella “Deutsche Schaubühne” di Gottsched. Nel testo di Schlegel, il linguaggio delle emozioni agisce sui caratteri come catalizzatore dell’auto-riflessione. Tale lessico è un indicatore fedele dei motivi che innescano l’azione drammatica. La familiarità di Didone con il codice degli affetti le permettono di smascherare le intenzioni di Enea, di andare oltre la sua impassibilità, che è usualmente associata con l’affetto tragico dell’ammirazione.Johann Elias Schlegel’s dramatic theory lies at a crossroads between Gottsched’s Classicism and the interest for tragic affects that will dominate the debate for Lessing’s generation. Admiration undergoes a gradual process of deconstruction, thus only retaining its importance formally. During his studies in Schulpforta, Schlegel writes his tragedy on Dido, published in 1744 on Gottsched’s “Deutsche Schaubühne”. In Schlegel’s text, the language of emotions works on the characters as a catalyst for self-reflection. This lexicon is a trust-worthy indicator of the actual motives that spark the dramatic action. Dido’s familiarity with the code of affects lets her unmask Aeneas’ intentions, hidden behind his impassibility, which is usually associated with the tragic affect of admiration
Il superamento della vergogna negli "Appunti di un giovane medico" di Michail Bulgakov
In questo saggio studiamo il ciclo di racconti di Michail Bulgakov Appunti di un giovane medico (1925-1926) dal punto di vista del rapporto del protagonista con le varie accezioni del sentimento della vergogna. Il giovane protagonista è delineato sulla scorta delle esperienze autobiografiche dello scrittore russo, e le sue prime esperienze lavorative come medico di campagna nella arretrata provincia russa lo portano ad evidenziare in modo imbarazzante le sue carenze professionali ed insicurezze psicologiche. Soprattutto nei primi racconti il dottore affronta dunque la vergogna riflettendo sulla propria inadeguatezza e provando a nascondersi da coloro che lo circondano, ma nell’arco della narrazione egli addiviene ad una maggiore coscienza dei propri mezzi, imparando a gestire la vergogna e la paura in modo funzionale e costruttivo.This paper focuses on Michail Bulgakov’s autobiographical short stories A Young Doctor’s Notebook (1925-1926), taking primarily into account the protagonist’s self-reflection about the feelings of shame and professional inadequacy he has to face during his first assign- ment in a hospital located in the deep and backward Russian province. In the first stories of the cycle we mostly witness the doctor’s lack of confidence and his fear of being discovered by his co-workers and patients (which results in a combination of two different Russian concepts: “styd” and “pozor”), whereas in the following texts, as he gradually gains new experiences and self-confidence, the young doctor acquires a new insight into his own mission, which in the end leads him to a new self-balance. Through a better understanding of his own limits and the concurrent refusal of unjustified hubris he learns how to take advantage of his weakness and uncertainty to overcome the negative aspects of shame and its hindering psychological burden
When shame becomes a disease: Katabasis in Dostoevskij’s rebels
In questo studio si propone una rilettura di due grandi protagonisti dostoevskiani basata sulla “vergogna”, intesa come emozione secondaria dell’autoconsapevolezza e dell’autovalutazione. L’analisi si concentra su Jakov Petrovič Goljadkin, infelice eroe del Sosia, e sull’anonimo protagonista delle Memorie del sottosuolo. Il primo, come esempio mal riuscito (per ammissione dello stesso autore) di un tentativo di dar forma materiale a un'emozione (la vergogna si trasforma in malattia psichica), il secondo, come apoteosi della medesima emozione, articolata nelle sue deviazioni dell'ira e del narcisismo. L'pproccio di tipo ermeneutico, basato sugli studi di Vjač. Ivanov (“Es ergo sum”, solo se tu sei io sono), permette di analizzare il rapporto io-altro in un quadro culturale strettamente slavo e si collega anche con l'interpretazione bachtiniana del testo, nella sua variante dialogica.This paper proposes a re-interpretation of two of Dostoevskij’s great main characters based on “shame”. This is meant as a secondary emotion of self-awareness and self-evaluation. The analysis focusses on Jakov Petrovič Goljadkin, the unhappy hero of The Double, and the anonymous main character of Notes from Underground. The former, as an unsuccessful (by admission of the very same author) example of an attempt to give material shape to an emotion (shame is transformed into psychiatric disease), the latter, as an exaltation of the same emotion, is articulated in its deviations from anger and narcissism. The approach, which is of a hermeneutic type, based on Vjač. Ivanov’s studies (“Es ergo sum”, only if you are I am), permits the analysis of the I-other relationship in a strictly Slavic framework, and is also linked with a Bakhtinian interpretation of the text in its dialogic variant
Door of the soul or bitter nourishment: the heart and signs of shame in American culture
Il saggio si concentra sul cuore come significante controverso della vergogna nella letteratura americana. La prima sezione include la rilettura di alcuni brani di Thomas Hooker, pastore puritano, ipotizzando che il puritanesimo americano avesse individuato nel cuore uno dei simboli più convincenti, pure se meno facilmente decifrabili, della vergogna. Il saggio poi procede con la lettura de La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne (testo emblematico sullo stigma, non solo nella letteratura americana), allo scopo di sottolineare che, in questo caso, il cuore diventa una catacresi, un significante privo di un chiaro riferimento letterale. Infine, l’ultimo testo preso in esame è una poesia di Stephen Crane, nella quale il cuore, più che semplicemente rappresentare la vergogna come stato emotivo individuale e privato, ha la funzione di rovesciare il punto di vista del testo stesso e restituire al poeta/osservatore il senso della vergogna dell’altro.The essay focuses on the heart as complex signifier for shame in American literature. It starts off by reading some passages from Thomas Hooker’s texts, arguing that the heart is here to be understood as one of the symbols that most convincingly convey what shame meant for Puritans. Then it reads Nathaniel Hawthorne’s The Scarlet Letter, probably the most canonical book about shame of American (and not only) literature, in order to pinpoint the novel’s numerous references to the heart that is, however, emptied of any clear symbolic value, and reduced to a cathacresis, a metaphor deprived of any actual reference. Finally, it lingers on a poem by Stephen Crane, in which the heart, rather than standing for or referring to shame, returns the gaze of the poet/viewer who has identified the savage “Other” described in the poem as the embodiment of shame