AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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    501 research outputs found

    Storie di autonomia "speciale": le biblioteche specializzate del Ministero per i beni e le attività culturali

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    During the 80s the Italian debate on specialized libraries – nowadays gone out of fashion – was strongly influenced by American studies, and tackled subtle theoretical subjects as well as cultural and professional policy issues.Actually, the problem of libraries' specialization was a main topic in the parliamentary agenda right after Italian Unification. Personalities such as Ruggero Bonghi, Ferdinando Martini and Guido Baccelli were culturally and politically opponents on this theme, but none of them was able to devise an organic national library system in which each institution would have a well defined role.In the 20s, the issue of specialized libraries came once again to the fore thanks to a new conception of education, to the increasing specialization, and to a stronger attention to contemporary history and culture.The three specialized libraries belonging to the administration of State public libraries – i.e. the Library of Archaeology and History of Art, the Library of Modern and Contemporary History and the Medical Library – were institutionalized in those years, and in the course of time they succeeded in keeping pace with the scholars' changing needs by developing new tools and creating new services.Despite the shortage of financial and human resources of the last decades, the specialized libraries of the Ministry for Cultural Heritage and Activities have pursued – and will need to pursue more and more in the future – a cultural policy aimed at the creation of original databases, at the multiplication of public access to digital resources in specific disciplines or subject fields, and at the cooperation with universities and other research institutions.Il dibattito sulle biblioteche specializzate, oggi non più di moda, in Italia si è sviluppato soprattutto negli anni Ottanta, affrontando complesse discussioni teoriche in ambito biblioteconomico – fortemente influenzate dalla contemporanea letteratura statunitense – oltre che questioni di politica culturale e professionale.Tuttavia il problema della specializzazione delle biblioteche aveva occupato un posto di rilievo nelle discussioni politico-parlamentari già all’indomani dell’Unità d’Italia, quando personalità come Ruggiero Bonghi, Ferdinando Martini e Guido Baccelli si erano contrapposte culturalmente e politicamente proprio su tale tema, senza però arrivare a formulare l’ipotesi di un sistema bibliotecario organico per il nuovo Regno, ma assegnando a ciascun istituto un ruolo ben definito all'interno di una organizzazione complessiva.A partire dagli anni Venti l’idea di dotare il paese di biblioteche specializzate tornò prepotentemente in primo piano grazie a una nuova concezione degli studi che prevedeva una maggiore specializzazione delle singole discipline e una rinnovata apertura al contemporaneo – com'è testimoniato anche dalla nascita, in quegli stessi anni, di numerosi istituti culturali.È in questo periodo che nacquero – o meglio: furono “istituzionalizzate” – le tre biblioteche statali specializzate: la Biblioteca di Archeologia e storia dell’arte, la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea e la Biblioteca medica, che nel tempo sono riuscite a tenere il passo con le mutate esigenze della ricerca creando servizi e utilizzando strumenti e metodi in sintonia con i sempre nuovi bisogni espressi dagli studiosi.Nonostante la mancanza di risorse – economiche e di personale – che da molti anni investe il mondo delle biblioteche, le biblioteche specializzate del Ministero per i beni e le attività culturali hanno recentemente sviluppato (e dovranno continuare a sviluppare sempre di più in futuro) una politica culturale mirata alla creazione di banche dati originali, consentendo l’accesso a un sempre maggior numero di risorse digitali organizzate per singole discipline o settori di indagine, e integrandosi con università ed enti di ricerca scientifica

    Biblioteche e città: la funzione “civica” delle biblioteche del MiBAC

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    The libraries affiliated to the Ministry for cultural heritage and activities are an uncommonly heterogeneous set. However, within their territory and cities they serve a number of functions similar to those performed by civic and municipal libraries (i.e. the public libraries as defined in the ISO 2789 standard).The article identifies a series of statistical data and service indicators useful for determining which libraries, within this group, are actually performing those tasks. The variability of these data and indicators depends on historical and geographical factors, as well as institutional ones. A few libraries that best match the profile of the public library are identified, and for each one is provided a brief ID gathered from existing literature as well as from evidence provided by directors in charge, describing their history and services. Thus, it is highlighted the relevance of the libraries located in medium and small-sized urban centres, bringing out the common features that enable the Mibac's libraries to serve specific functions closely related to their territory.Le biblioteche pubbliche statali afferenti al Ministero per i beni e le attività culturali sono un insieme di biblioteche eterogeneo come pochi. Tuttavia esse svolgono una serie di funzioni in rapporto al territorio e alla città che possono essere considerate affini a quelle delle biblioteche civiche e comunali, ovvero delle “biblioteche pubbliche” secondo la definizione dello standard ISO 2789.L’articolo individua i dati statistici e gli indicatori di servizio utili a determinare quali biblioteche, all’interno di tale gruppo, svolgono effettivamente tali funzioni, e ne documenta la variabilità che dipende da situazioni storiche e geografiche oltre che istituzionali. Una volta individuate alcune biblioteche che più di altre corrispondono al profilo della biblioteca pubblica, ne viene fornita una breve carta d’identità – desunta dalle pubblicazioni esistenti e dalle testimonianze dei rispettivi direttori – che ne descrive la storia e i servizi offerti. Emerge così la rilevanza delle biblioteche ubicate in centri urbani di dimensioni medio-piccole, e vengono evidenziati i tratti comuni che consentono a tutte le biblioteche del Ministero di svolgere funzioni spiccatamente legate al territorio

    Letteratura professionale italiana, a cura di Vittorio Ponzani

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    Recensioni e segnalazioni, a cura di Silvana de Capua

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    A dieci anni dalle linee di politica bibliotecaria per le autonomie: il sistema che non c’è

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    The recent popular initiative arisen in order to promote a new national law about reading reminds us that since the late Seventies nothing has been done at a national level on the subject of “library systems”. Thus, for Italian public libraries the moment is come to take advantage of the present government's technical neutrality in order to achieve an institutional organization that will provide them with a stronger voice at both a political and national level.La recente proposta di una legge d’iniziativa popolare per la lettura ci ricorda che dalla fine degli anni Settanta ad oggi nulla si è concluso a livello nazionale in materia di "sistematica bibliotecaria". Per le biblioteche di ente locale è quindi forse giunto il momento di approfittare della presunta neutralità tecnica dell'attuale governo per trovare una forma di organizzazione istituzionale che consenta loro di avere una voce più forte a livello politico e nazionale

    Il fondo Natalino Sapegno: un "patrimonio di umanità e di cultura"

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    The books and archive of the famous literary critic Natalino Sapegno (1901–1990) have been recently acquired by the Natalino Sapegno Foundation and are now positioned in the “Tour de l’Archet” of Morgex, Aosta Valley. The financial contribution of San Paolo’s Bank allowed the Foundation to catalogue nearly 18.000 volumes that can now be consulted on the website www.sapegno.it. The software BookMarkWeb made it possible to enhance the peculiarities of the fund and to give prominence to the notes related to the copy, reporting inscriptions, interleaved materials, references to Sapegno's extensive bibliography and various information that allow the books to dialogue with the archive – in addition to attachments as scans, transcriptions of letters addressed to Natalino Sapegno, his own reviews of the library's books etc. Several initiatives are scheduled in order to enhance the fund – donated in 1990 by Sapegno to his native region and now accessible to scholars: it will be connected to other XX century's archives, and a number of exhibitions and didactic projects will be organized in order to promote book and reading and to sensitize public awareness of the relationship between contents and tangible materials.Il fondo librario e archivistico appartenuto a Natalino Sapegno (1901–1990) è stato recentemente acquisito dalla Fondazione omonima, e collocato nella Tour de l’Archet di Morgex (Valle d’Aosta). Il contributo della Compagnia di San Paolo ha reso possibile la catalogazione dei circa 18.000 volumi presenti nella biblioteca, che sono ora consultabili sul sito www.sapegno.it. L’adozione del software BookMarkWeb ha permesso di valorizzare gli elementi caratteristici del fondo e di dare particolare rilievo alle note d’esemplare. Le note contengono infatti la trascrizione integrale delle dediche, la segnalazione dei materiali presenti nei numerosi libri interfoliati, svariati allegati (scansioni o trascrizioni di lettere indirizzate a Sapegno o di sue recensioni a testi presenti in biblioteca ecc.), riferimenti alla vasta bibliografia sapegnana e indicazioni di vario tipo che consentono il dialogo tra i libri e le carte dell’archivio. Diversi i progetti per la valorizzazione del fondo – donato nel 1990 dal critico alla sua regione natale e ora finalmente accessibile agli studiosi previo appuntamento: dal collegamento con altri Archivi del Novecento a esposizioni e mostre, a percorsi didattici finalizzati a sensibilizzare il pubblico sul rapporto tra contenuti del sapere e veicolo materiale, nonchè a valorizzare il libro e a promuovere la lettura

    Letteratura professionale italiana, a cura di Vittorio Ponzani

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    Nasce «AIB Studi»

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    oai:ojs.riviste.aib.it:article/628

    Che ne sarà dell'impero bibliotecario?

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    The article intends to critically discuss the opinions expressed by Steve Coffman in The decline and fall of the library empire, published in the April 2012 issue of the online magazine «Searcher». Coffman's paper examines the numerous attempts libraries have undertaken to assume a role in the digital revolution which has completely changed the information and knowledge environment: web directories, Library 2.0, virtual reference, intermediate searching, Internet public access and ebooks.Coffman concludes that libraries, which were the starters of many ideas now in place to access knowledge on the Web, cannot compete with private companies – richer in resources and organisational skills – in managing and implementing the digital library.Consequently, the author wonders if libraries shouldn't rather bet on their physical assets: collections, buildings and people, as this offer has no comparable service on the market.L’articolo si propone di discutere criticamente il contributo di Steve Coffman dal titolo The decline and fall of the library empire comparso sul numero di aprile 2012 della rivista online «Searcher». Tale contributo passa in rassegna i numerosi tentativi fatti dalle biblioteche per svolgere un ruolo chiave nel processo di rivoluzione digitale che ha trasformato il mondo dell’informazione e della conoscenza: le web directories, la Biblioteca 2.0, il virtual reference, la ricerca mediata nelle banche dati, l’accesso pubblico ai computer e a Internet e, infine, gli ebook.Coffman ne conclude che le biblioteche, pur essendo alle origini di molte delle specificità che caratterizzano oggi l’accesso alla conoscenza nel Web, hanno dovuto inevitabilmente cedere il passo nella gestione ed implementazione della biblioteca digitale a soggetti presenti sul mercato con ben altre risorse e capacità organizzative.Di fronte a questo, Coffman ipotizza che le biblioteche debbano forse puntare sulla loro materialità: collezioni, edifici e persone, il cui mix non è riprodotto con la stessa efficacia da nessun altro soggetto fornitore di servizi

    La lettura in Italia: sempre più una “missione impossibile”

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    The article examines the results of the latest ISTAT report on reading in Italy in 2010 and 2011, analyzes the data relating to the e-book market provided in June 2012 by the Italian Publishers Association, and reflects on the predominance of women among books' purchasers and consumers. Taking into consideration the transformations occurred in the way people plan their lives and leisure time, in the conclusion a few strategic suggestions are made to Italian public libraries.L’articolo analizza i risultati del recente rapporto ISTAT sulla lettura in Italia nel 2010 e 2011; commenta i dati sugli e-book forniti dall’Associazione italiana editori nel giugno 2012; propone alcune riflessioni sulla prevalenza femminile nell’acquisto e nel consumo di libri.Nella parte conclusiva si propongono alcuni suggerimenti strategici alle biblioteche pubbliche, in considerazione dei cambiamenti registrati anche in Italia nell’organizzazione dei tempi di vita delle persone e nell’impiego del tempo libero

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