AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Il nuovo modello concettuale dell’universo bibliografico: FRBR Library Reference Model
This discussion of the FRBR library reference model is based on the text issued for world-wide review in 2016. It highlights some of the areas in which FRBR-LRM innovates with respect to the previous models in the FRBR family and provides some of the considerations that led the Consolidation editorial group to the solutions adopted. FRBR-LRM adds hierarchical structure among entities which permits the streamlining of relationships and attributes. The model can be expanded for implementation through the addition of attributes and relationships and by sub-typing entities or relationships. The definitions of the four WEMI entities were reworked so as to stand independently, without reference to each other, still covering the same essential meanings and roles in the model. FRBR-LRM prefers relationships to attributes when possible, which considerably reduces the number of attributes.Il dibattito su FRBR library reference model qui esposto è basato sul testo 2016 destinato alla worldwide review. Si mettono in evidenza alcuni aspetti innovativi di FRBR-LRM rispetto ai precedenti modelli della famiglia FRBR e si espongono alcune considerazioni che hanno condotto il Consolidation Editorial Group ad adottare proprio queste soluzioni. FRBR-LRM aggiunge una struttura gerarchica tra le entità che permette l’ottimizzazione di relazioni e attributi. In fase di implementazione, il modello può essere ampliato con l’aggiunta di attributi e relazioni, elaborando sottotipi di entità e relazioni. Le definizioni delle quattro entità ‘opera’, ‘espressione’, ‘manifestazione’ e ‘item’ sono state riformulate in modo da farle rimanere indipendenti, senza riferimenti reciproci, anche se rimangono immutati i loro significati e ruoli nel modello. Ove possibile, FRBR-LRM preferisce le relazioni agli attributi e, in questo modo, riduce considerevolmente il numero di questi ultimi
Conoscersi per riconoscersi: la partecipazione come specchio del bibliotecario
The paper revolves around the key issues of ‘multiplicity’ and ‘exchange’. Multiple are the training courses to become a librarian, and multiple are the disciplines involved, but the traditional skills of cataloguing, classifying and organizing resources are improved by historical and philological approaches: cataloging can thus become an opportunity for study and discovery. Multiple are the library resources, as well as the international library and cultural institutions networks connecting people who deal with cultural heritage. Several huge metadata sharing projects (HPB, CERL Thesaurus, Europeana) meet different librarians’ information needs, and some of them are dedicated to specific resources, such as incunabula (ISTC, GW, Text-Inc). Finally, the recent interest of libraries in Wikipedia (GLAM projects, #1Lib1Ref) proves that libraries are more and more interested in collaborating in non-traditional frameworks too.Thanks to the case study of the BEIC digital library, the authors show how participation in networks fosters perspective thinking: when the daily routine involves discussion and cooperation, it’s easier to get acknowledgment and visibility.Molteplicità e confronto sono i concetti da cui muove questo contributo. Molteplici sono i percorsi di formazione per diventare bibliotecario e diverse le discipline coinvolte, ma le competenze tradizionali per il trattamento delle risorse bibliografiche si integrano con gli approcci derivanti dalla ricerca storica e filologica, e la catalogazione può diventare un’opportunità di studio e di scoperta. Molteplici sono anche le risorse da gestire e valorizzare nel catalogo, così come lo sono le reti fra biblioteche e istituti culturali che collegano a livello internazionale chi si occupa del patrimonio culturale: le diverse esigenze informative dei bibliotecari trovano risposta in grandi progetti di condivisione dei metadati (HPB, CERL Thesaurus, Europeana), alcuni dei quali dedicati a risorse peculiari, come gli incunaboli (ISTC, GW, Text-Inc). Infine, la recente apertura delle biblioteche a Wikipedia esprime la volontà crescente di collaborare anche in contesti non tradizionali (progetti GLAM, #1Lib1Ref).Grazie al case study della biblioteca digitale BEIC, si dimostra quanto contribuire a una rete insegni a pensare in prospettiva: la routine quotidiana si svolge in un’ottica di confronto e cooperazione, al fine di ottenere risultati più autorevoli e visibili
Per un sistema bibliotecario nazionale: le biblioteche nei lavori della Commissione Franceschini
The proceedings released by the Commissione Franceschini – Per la salvezza dei beni culturali in Italia (Franceschini Committee, Concerning the safety of Italian cultural heritage) – represent a milestone in the history of Italian libraries.The Committee suggested a revision of the laws for the safeguarding of cultural heritage, introducing a new concept of cultural good: no longer just precious and valuable artwoks, but any evidence of a civilization’s material culture – including books – had to be considered a cultural good. This rather revolutionary concept produced a passionate debate among the members of the Group for Archives and Libraries, and for the first time since the end of World War II the need for a national library system became a crucial issue for the Country: the topic of libraries wasn’t a specialists’ topic anymore.I lavori della Commissione Franceschini – istituita nel 1964 – sono uno strumento utilissimo per capire qual era la realtà delle biblioteche italiane intorno alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso, e a che punto era la riflessione sulla loro funzione culturale.Negli atti pubblicati con il titolo Per la salvezza dei beni culturali in Italia, la Commissione avanzò alcune proposte in merito alla revisione delle leggi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, la più rilevante delle quali è l’introduzione di un nuovo concetto di ‘bene culturale’ non più identificato con gli oggetti di pregio e valore artistico, ma ricondotto alla nozione di testimonianza della storia materiale di una civiltà. Secondo questo approccio, anche i libri e i documenti archivistici rientravano tra i beni culturali.All’interno del Gruppo per gli archivi e le biblioteche vi fu un acceso dibattito, e per la prima volta nel secondo dopoguerra la necessità di organizzare un sistema bibliotecario nazionale venne considerata una questione cruciale per la crescita del Paese: finalmente si parlava di biblioteche al di fuori dei circoli ristretti dei professionisti del settore. Per questa e per molte altre ragioni i lavori della Commissione Franceschini sono state a lungo – e sono tuttora – un punto di riferimento per il dibattito bibliotecario
I sistemi per la gestione delle risorse elettroniche (PRIMA PARTE). Gli electronic resources management systems (ERMS)
The paper describes the road that – at the beginning of the 2000s – led to the implementation of ERMS, management systems specifically designed for electronic resources. An ERMS is a software that enables libraries to control and manage every step of the complex e-resources life cycle, in order to rationalize the entire management process. The paper analyzes ERMS features, technical characteristics, advantages and weaknesses, as well as the main products – both proprietary and open source – available on the market. This study will be completed by a second paper focusing on library services platforms (LSP).(NB: this is the first part of a more extensive study. The second part will be published in AIB studi 2/2016)Il contributo delinea il percorso che ha portato, durante i primi anni Duemila, all’implementazione dei sistemi pensati esclusivamente per la gestione delle risorse elettroniche, i cosiddetti ERMS. Un ERMS è un software che permette alle biblioteche di controllare e gestire in modo centralizzato tutte le fasi che compongono il complesso ciclo di vita delle e-resource, al fine di razionalizzare e rendere più efficiente il processo di gestione. Esso va inoltre ad affiancarsi agli ormai consolidati ILS, ancora necessari per gestire le risorse cartacee. L’articolo analizza funzionalità, caratteristiche tecniche, vantaggi e punti critici degli ERMS e descrive i principali prodotti disponibili sul mercato, sia proprietari che open source. Lo studio relativo ai sistemi per la gestione delle risorse elettroniche sarà completato da un secondo articolo che si soffermerà sulle library services platform (LSP).(Questo articolo è la prima parte di un contributo più esteso. La seconda parte sarà pubblicata sul numero 2/2016 della rivista)
Perché non ci sarà una nuova edizione ridotta della DDC in italiano e perché passare alla WebDewey
The reason why there won’t be an Italian translation of the Dewey Decimal Classification 23rd print edition is that the Italian publisher – the Italian Library Association – chose to publish the Italian translation of the WebDewey instead. The DDC abridged edition is very popular in Italian public libraries, yet its translation implies a long and demanding job, and its use isn’t recommended for collections exceeding 20.000 items. On the other hand, WebDewey provides for each number a segmentation mark: thus the DDC complete notation can be used in the catalog while the shorter notation can be used for call numbers. After a costs/benefits evaluation, the Italian editorial board of DDC decided to make an investment to update WebDewey, encouraging Italian public libraries to use it in place of the DDC abridged edition.La disponibilità della WebDewey in lingua italiana ha determinato la decisione – da parte dell’Associazione italiana biblioteche – di non pubblicare un’edizione cartacea della 23a edizione. La WebDewey italiana infatti copre per intero la 23a edizione e tutte le modifiche successive. Quella che attualmente rimane scoperta è la 15a edizione ridotta, molto usata nelle biblioteche civiche italiane: il processo di derivazione dell’edizione ridotta da quella integrale, infatti, è oneroso e complesso, e non sono pochi gli svantaggi dell’utilizzo dell'edizione ridotta per cataloghi di collezioni superiori ai 20.000 documenti. La WebDewey mette a disposizione, per ciascun numero, la segnalazione del punto di segmentazione, in modo da agevolare la scelta di numeri più brevi – specie per la collocazione – senza tuttavia perdere la possibilità di dare all’utente un’informazione approfondita sul soggetto dell’opera. Viste le limitate risorse disponibili, il calcolo dei costi/benefici va sicuramente a favore di un investimento per mantenere aggiornata la WebDewey italiana, rinunciando alla traduzione della 15a edizione ridotta e dei suoi aggiornamenti
I processi cognitivi nell'analisi concettuale dei documenti: una postilla tra biblioteconomia e linguistica
The article describes the main cognitive processes involved in document analysis by illustrating their nature and practical implications. These processes consist of a number of inferences based on text-context interaction, and aimed at the interpretation of words (as well as of relationships between words), at understanding the relevant topics within a text, and at identifying their significance in relation to specific information needs. The conceptual analysis model can be described as an interactive model which involves two components: a) a bottom-up – or perceptual – process, which examines the information within the document; b) a top-down – or cognitive – process, which turns on different kinds of contextual knowledge (linguistic, extra-linguistic, intertextual etc.) essential for understanding words and sentences, for selecting concepts, and choosing indexing terms. The article also investigates the notions of 'meaning', 'concept', 'frame', and 'summarization', and their corresponding significance in subject indexing, with some references to linguistics.L’articolo descrive i principali processi cognitivi che operano nell’ambito dell’analisi concettuale dei documenti, illustrandone la natura e le implicazioni operative. I processi cognitivi descritti consistono in alcuni processi inferenziali basati sull’interazione testo-contesto, e finalizzati all’interpretazione delle parole e delle loro relazioni, all’individuazione della rilevanza dei temi all’interno di un testo, alla valutazione della pertinenza dei temi individuati rispetto a determinati bisogni informativi. Il modello di analisi concettuale che ne consegue è un modello interattivo, che implica due componenti: a) un processo dal basso (bottom-up) o percettivo, che consiste nell’esame dell’informazione contenuta nel documento; b) un processo dall’alto (top-down) o cognitivo, che consiste nell’attivazione di vari tipi di conoscenze contestuali (linguistiche, extralinguistiche, intertestuali ecc.) che svolgono una funzione euristica nell’interpretazione delle parole e degli enunciati, nella selezione dei concetti e nella scelta dei termini di indicizzazione. L’articolo propone anche una riflessione sulle nozioni di 'significato', 'concetto', 'schema', 'sommarizzazione' e sulla loro valenza nell’ambito dell’indicizzazione per soggetto, avvalendosi di riferimenti relativi sia agli strumenti di indicizzazione per soggetto sia alla linguistica
I sistemi per la gestione delle risorse elettroniche (SECONDA PARTE). Le library service platforms (LSP)
The paper completes the study on systems for managing electronic resources and examines the library services platforms (LSP), next-generation systems that allow to manage within a single platform the entire life cycle of all resources (print, electronic or digital), regardless of granularity and of acquisition mode. In this way the library services platform integrates various functions first guaranteed by the use of separate instruments, in particular ILS, ERMS and link resolver, resulting in numerous and significant advantages in terms of efficiency. The paper describes functionalities and technical features of these new products and offers an overview of the main library services platforms, proprietary and open source, available on the market. The paper concludes with the results’ presentation of a survey about the use of library services platforms at italian academic libraries.(NB: this is the second part of a more extensive study. The first part has been published in AIB studi 1/2016)L’articolo costituisce la seconda parte dello studio sui sistemi per la gestione delle risorse elettroniche e prende in esame le library service platforms (LSP), sistemi di nuova generazione che consentono di gestire l’intero ciclo di vita di tutte le risorse (a stampa, elettroniche o digitali), indipendentemente dalla granularità e dalla modalità di acquisizione. In questo modo sono, dunque, integrate le varie funzionalità prima garantite dall’impiego di strumenti separati, in particolare ILS, ERMS e link resolver, comportando numerosi e significativi vantaggi in termini di efficienza. Alla descrizione delle funzionalità e delle caratteristiche tecniche di questi nuovi prodotti segue una panoramica sulle principali library service platforms, proprietarie e open source, disponibili sul mercato. Il contributo si conclude con la presentazione dei risultati di un’indagine relativa all’utilizzo delle library service platforms da parte delle biblioteche accademiche italiane.(Questo articolo è la seconda parte di un contributo più esteso. La prima parte è stata pubblicata sul numero 1/2016 della rivista