AIB studi (E-Journal - Associazione italiana bibliotech)
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Il master internazionale italo-egiziano Conservation of antique photographs and paper heritage
The aim of this paper is to offer an overview and some reflections about the first edition of the international master on Conservation of antique photographs and paper heritage, held in Cairo and Catania, managed by Catania University and Helwan University with the collaboration of Italian Embassy in Egypt and Italian-Egyptian Center for the conservation of ancient photographs and paper heritage (Centro italo egiziano per la conservazione delle fotografie antiche e del patrimonio cartaceo – EICAP). Twenty two Egyptian students and a huge number of Italian and Egyptian professors took part at the master during four semesters, giving a contribution in terms of sharing knowledge on conservation issues, especially regarding paper and photographs heritage. The collaboration with internationally renowned librarian institutions was of great value and interest as, for instance, the Bibliotheca Alexandrina.Il contributo intende offrire un resoconto e alcune riflessioni intorno alla prima edizione del master biennale internazionale Conservation of antique photographs and paper heritage, svoltosi tra Il Cairo e Catania, promosso dall’Università di Catania, dall’Università di Helwan (Il Cairo), dall’Ambasciata italiana in Egitto e dal Centro italo egiziano per la conservazione delle fotografie antiche e del patrimonio cartaceo (EICAP). Il master ha visto la presenza di 22 studenti egiziani e di numerosi docenti, sia italiani sia egiziani, che si sono alternati nei quattro semestri offrendo un contributo di rilievo all’approfondimento in chiave internazionale delle tematiche inerenti la gestione e la conservazione del patrimonio documentario, in modo specifico, di quello cartaceo e fotografico. Di grande valore e interesse la collaborazione, in margine al master, con istituzioni bibliotecarie di rilievo internazionale quali, ad esempio, la Bibliotheca Alexandrina
Lost voices: un’iniziativa bibliotecaria a basso costo per sostenere la dementia strategy
Sefton Library Service goes out into homes and care homes to record the life stories of local people in the first stages of memory loss, to provide a reminiscence tool for the patient’s care and a valuable primary history. The work is delivered in partnership with the Alzheimer’s Society, Age Concern, Age UK and care homes in the Sefton Area, who refer people recently diagnosed with memory loss. Residential care workers are using the material to establish a rapport with their residents and find topics of conversation. Reminiscing to rekindle forgotten memories (cognitive stimulation therapy) has been shown to slow the progression of the condition. Memories recorded include wartime experiences, accounts of childhood times, and family and working lives spent in what is now the Sefton district of Merseyside. The recordings are accessible to the public via the local history archive at Crosby Library. The low cost project has raised the profile of the library service to community groups and decision makers. It has demonstrated the value of libraries in improving the health and wellbeing of the community and their ability to evolve to meet community need.Il servizio bibliotecario di Sefton entra nelle case e nei centri di cura per registrare le storie di vita delle persone del luogo che si trovano in una prima fase della perdita della memoria, con l’obiettivo di fornire sia uno strumento di reminiscenza da utilizzare per la cura del paziente sia una preziosa e diretta fonte storica primaria. Il lavoro è svolto in collaborazione con l’Alzheimer’s Society, l’Age Concern, l’Age UK e le case di cura situate nel territorio di Sefton, che mettono la biblioteca in contatto con le persone alle quali è stata di recente diagnosticata una perdita di memoria. Gli operatori delle case di cura utilizzano le registrazioni per iniziare a rapportarsi con i pazienti e trovare argomenti di conversazione. È stato dimostrato che far riemergere i ricordi dimenticati (tramite la cosiddetta terapia di stimolazione cognitiva) consente di rallentare la progressione della malattia. I ricordi registrati includono esperienze di guerra, memorie dei tempi d’infanzia, della vita familiare e lavorativa trascorsa in quello che oggi è il distretto di Sefton nel Merseyside. Le registrazioni sono accessibili al pubblico tramite l’archivio storico locale presso la Crosby Library. Il progetto a basso costo ha innalzato il profilo del servizio bibliotecario, migliorando la sua visibilità agli occhi di gruppi della comunità e dei decisori locali. Inoltre, ha dimostrato il valore delle biblioteche nel migliorare la salute e il benessere della comunità e la loro capacità di evolvere i propri servizi per soddisfare le mutevoli necessità della comunità
Il catalogo storico di un editore di fronte al digitale
A publisher’s historical catalogue is an important document for many reasons. Above all, it represents a source for studies in the history of culture. Today a publisher’s catalogue, whether historical or contemporary, must inevitably make use of electronic format so that it can still be consulted by users or readers. All publishers have their own websites, and some of the most famous names manage the historical part of their companies directly. The digital environment, in brief, has made a publisher’s titles immediately available as a real-time ‘list’, as exemplified by the OPACs of libraries for the preservation and use of precious bibliographical collections. These developments have led to a reflection on how the historical catalogues of former times are still useful and how their compilation methods may be helpful for electronic databases.Il catalogo storico di un’azienda, quale è una casa editrice, è una testimonianza importante sotto vari aspetti. Può servire, ad esempio, a formulare la strategia editoriale in vista di un passaggio di proprietà oppure può costituire un collettore di fonti per gli studi sulla storia della cultura e delle idee. Ma oggi, per motivi di spesa, i cataloghi editoriali (sia storici che correnti), vengono sempre più spesso prodotti, invece che sul tradizionale supporto cartaceo, in formato elettronico, su database locali (CD-ROM) o in linea (per lo più il sito web dell’editore). Ciò rende i cataloghi accessibili in qualunque momento da parte degli utenti e offre anche una maggiore efficacia di ricerca. Alcuni grandi nomi dell’editoria nostrana (tra cui Laterza, Olschki, Mondadori) curano direttamente sul proprio sito o tramite fondazioni la parte storica del loro marchio, con relativo catalogo. L’ambiente digitale ha reso il pubblicato di un editore subito disponibile come ‘lista’ filtrabile con una ricerca avanzata, permettendo anche il salvataggio esportabile dei risultati. Riflettere sull’evoluzione e sulle peculiarità degli antichi cataloghi storici degli editori può risultare molto utile nell’allestimento degli strumenti all’interno dei nuovi scenari dei repositories digitali
La convergenza al digitale degli istituti culturali: riflessioni a margine di Progressi dell’informazione e progresso delle conoscenze
This paper draws a balance – starting from the detailed analysis of the book edited by Roberto Raieli, Advances in information and progress in knowledge: granularity, interoperability and data integration – of the state of the art and of the practical experience of cultural institutions of different nature and provenance around the use of linked open data (LOD) and of the semantic web, and tries to identify the lines of future development.Questo contributo traccia un bilancio – a partire dall’analisi dettagliata del libro curato da Roberto Raieli, Progressi dell’informazione e progresso delle conoscenze: granularità, interoperabilità e integrazione dei dati – dello stato dell’arte degli studi e delle esperienze pratiche degli istituti culturali di diversa natura e provenienza intorno all’utilizzo degli strumenti dei linked open data (LOD) e del semantic web, e prova a individuarne le linee di sviluppo futuro
Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo. La comunicazione del patrimonio culturale in ambiente digitale
This essay discusses the communication of cultural heritage in the digital environment adopting a broad perspective and highlighting the need to understand the deep meaning of the shift from the traditional to the digital environment. Adapting to the digital environment requires more than selecting a format, a procedure or a piece of software: it is a complex process that involves many different elements and changes our cognitive structures. Therefore, this essay explores the psychological, ethical, political and social dimension of communication before focusing on the technical aspects, on the basis of a fundamental assumption: communication of cultural heritage in the digital environment fails if it avoids asking philosophical questions. We need to deal with standards, formats and technologies, but first of all we need models and theories – rather, a multidimensional vision – if we want to succeed in communicating the cultural heritage.Il saggio indaga il tema della comunicazione del patrimonio culturale in ambiente digitale secondo una prospettiva di ampio respiro, evidenziando la necessità di comprendere il significato profondo dello spostamento dall’ambiente tradizionale a quello digitale. Infatti, l’adattamento al digitale non consiste soltanto nella scelta di un formato, di una procedura o di un software: è un processo complesso che coinvolge molti elementi e che muta perfino le nostre strutture cognitive. Per questo motivo, il saggio propone una lettura della dimensione psicologica, etica, politica e sociale – prima ancora che tecnica o di dominio – del tema della comunicazione, sulla base di un assunto fondamentale: la comunicazione del patrimonio culturale in ambiente digitale fallisce il suo obiettivo se evita di porsi domande di natura latamente filosofica. È necessario confrontarsi con standard, formati e tecnologie, ma prima di tutto c’è bisogno di modelli e di teorie – meglio ancora, di una visione multidimensionale – per affrontare con successo la comunicazione del patrimonio culturale
Non solo giacimenti: la cultura del servizio nelle biblioteche musicali
Music libraries are public or private institutions that collect a multiplicity of musical sources and materials of musical interest. They are special libraries with a strategic role for the institution, with wide and specialized collections and specialist music librarians that have to satisfy the needs of their own user communities. The article examines and discusses functions, services, requirements of music libraries and music librarians to underline that the interest of professional literature is confined almost exclusive to the collections, mainly to cataloging and conservation, without a solid analysis of the organization and management of library services. This applies to all music libraries and especially for Italian conservatoires and music schools libraries, whose data about service quality are poor.A music library is not just a storage of musical materials; especially in the field of music education, it has at least three functions: the conservation and the enhancement of music materials, the support for teaching and research and, last but not least, the cultural and social function for students, music teachers, researchers, musicians and for all citizens. Through the collection of data and evidences, service assessment then becomes an essential means to prove and increase these functions.Le biblioteche musicali sono istituzioni, pubbliche o private, che conservano una molteplicità di fonti musicali e materiali di interesse musicale. Si tratta di biblioteche speciali data l’ampiezza e la specificità delle raccolte, la specializzazione del personale, il ruolo strategico nella vita dell’istituzione di cui fanno parte, la varietà dei bisogni e delle aspettative delle diverse categorie di utenti. L’articolo definisce le funzioni, i servizi, i requisiti delle biblioteche musicali e dei bibliotecari specializzati nell’informazione musicale per sottolineare quanto l’interesse si riduca, troppo spesso, alle sole collezioni, e quindi principalmente alle attività di catalogazione e conservazione, senza una reale esplorazione del versante organizzativo, gestionale e di servizio di queste biblioteche. Ciò vale anche, a maggior ragione nel nostro paese, per le biblioteche dei conservatori e degli istituti superiori di musica, per le quali scarseggiano i dati sulle attività, i servizi offerti, i risultati raggiunti.Una biblioteca musicale non è soltanto un giacimento di beni musicali; essa, soprattutto nel caso degli istituti preposti alla formazione musicale, ha almeno tre funzioni: la conservazione e la valorizzazione del materiale musicale; il supporto alla didattica, alla ricerca e all’alta formazione e, non ultima, la funzione culturale e sociale per la comunità di studio e di ricerca e per tutta la comunità territoriale. La valutazione dei servizi, attraverso la raccolta di dati, percezioni, evidenze, diventa, quindi, strumento indispensabile per consolidare e testimoniare queste funzioni
Tra autonomia e centralismo: Renato Papò e le biblioteche popolari in Sardegna (1947-1954)
The article focuses on some unknown aspects of Sardinia’s library history and in particular on the realization of the public reading system in the aftermath of the Second World War. The activity of Renato Papò and his commitment to the popular libraries are examined, at a time when they were strongly criticized by the librarian community because they were far from the modern idea of public library ‘for everyone’. His initiatives must however be interpreted taking into account the political, economic and social situation of the island: the many popular libraries present in Sardinia, although weak and poor, were considered by Papò as an expression of the needs of the territory against solutions imposed from above. This local connotation attenuates the opposition of the popular libraries with the ‘modern’ public libraries. To facilitate their development, Papò promoted a regional law that entrusted to the coordination of the Region both the municipal and the popular libraries scattered throughout the territory. The failure of this legislative initiative also marked the failure of the project by Papò that left Sardinia for the Superintendency of Veneto.L’articolo è incentrato su alcuni aspetti poco noti della storia bibliotecaria della Sardegna e in particolare sull’avvio del sistema di pubblica lettura all’indomani del secondo conflitto mondiale. Vengono esaminati l’attività e l’impegno di Renato Papò a favore delle biblioteche popolari, proprio in un momento in cui esse erano fortemente criticate dalla comunità bibliotecaria perchè lontane dall’idea moderna di biblioteca ‘per tutti’. Le iniziative di cui egli fu protagonista devono tuttavia essere interpretate tenendo conto della peculiare situazione politica, economica e sociale dell’isola: le numerose biblioteche popolari presenti in Sardegna, sebbene fragili e di modesta entità, furono valorizzate da Papò in quanto espressione delle istanze del territorio e dei suoi bisogni contro soluzioni astratte e imposte dall’alto. Questa connotazione locale attenua la netta contrapposizione delle biblioteche popolari con quelle pubbliche ‘moderne’. Per agevolarne il radicamento Papò promosse una proposta di legge regionale che affidava al coordinamento della Regione sia le biblioteche di ente locale sia le biblioteche popolari sparse sul territorio. Il fallimento di tale iniziativa legislativa segnò anche il fallimento del progetto di Papò che lasciò la Sardegna per la Soprintendenza del Veneto
Origini e prospettive del progetto SBN
The thirty-year anniversary of the Italian library service SBN (Servizio bibliotecario nazionale) was celebrated in 2016.The present contribution traces its origins and construction, highlighting its strengths and weaknesses, and evaluating how much of the original objectives have been disregarded or realized and to what extent of development.It was a useful opportunity to introduce some reflections on the Italian library system, on the SBN catalogue and on the services offered by libraries to users, suggesting the need to transform the catalogue and related library services (especially the bibliographic type ones) in step with changes in users’ needs and information practices.Nel 2016 sono stati celebrati i trent’anni di vita del Servizio bibliotecario nazionale. Il presente contributo ne ripercorre le origini e la costruzione, evidenziandone i punti di forza e di debolezza, e valutando quanto di quelli che furono gli obiettivi originari siano stati disattesi oppure realizzati e con che grado di sviluppo.L'occasione si presenta poi utile per introdurre alcune riflessioni sul sistema bibliotecario italiano, sul catalogo SBN, e sui servizi offerti dalle biblioteche agli utenti, suggerendo la necessità di una trasformazione del catalogo e dei servizi bibliotecari collegati (soprattutto quelli di tipo bibliografico) al passo con il mutamento delle esigenze e delle pratiche informative degli utenti
Biblioteche per apprendere
David Lankes in his paper presented to the International seminar “Biblioteche per apprendere” (held on October 23, 2017, at the Ministry of Education, University and Research in Rome) states that the core of librarianship is the creation of knowledge and, therefore, the libraries should help a community to learn. More in detail, speaking about school libraries, the author depicts the teacher-librarian, an educator trained in pedagogy with a curriculum in information problem solving, being able to engage students around information literacy and problem solving.David Lankes nel suo intervento al Seminario internazionale “Biblioteche per apprendere” (tenuto il 23 ottobre 2017 presso il MIUR) parte dal presupposto che il fulcro della biblioteconomia sia la creazione di conoscenza e che, di conseguenza, le biblioteche abbiano l’obiettivo di aiutare una comunità ad apprendere. In particolare, nel contesto delle biblioteche scolastiche, delinea la figura dell'insegnante/bibliotecario che unisce un curriculum in pedagogia alla capacità di risolvere problemi di natura informativa, riuscendo così a coinvolgere gli studenti nell’information literacy e nel problem solving.