Università Mediterranea di Reggio Calabria: OJS Unirc
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    Abandonment/Reuse. Some Reflections on the Reactivation Potentiality of Abandoned Heritage in Inner Areas

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    Il movimento e lo spostamento sono sempre stati una caratteristica della condizione umana. Quando gli eventi naturali costringono all’abbandono, oltre alla distruzione del patrimonio costruito le persone sperimentano lo sradicamento e la perdita di identità. In Calabria, questi fenomeni sono evidenti nella costellazione di “doppi” nati negli ultimi decenni. Una volta trasferiti gli abitanti, i vecchi centri sono lasciati al loro destino di oblio e condanna alla marginalità. Quale possibile futuro per questi luoghi? Il contributo vuole riflettere sul potenziale di riattivazione del patrimonio abbandonato nelle aree interne. Partendo dalla premessa che è impossibile ripopolare tutte le aree marginali, discutere intorno al riuso o abbandono di questi luoghi implica riflettere su diversi livelli. Molti fattori influenzano quello che Mioni ha definito “l’indice di vitalità dei luoghi”, e la loro considerazione è essenziale per comprendere le reali possibilità di rigenerazione. La costruzione di un modello metodologico di valutazione di questa potenzialità, che considera l’apporto di risorse endogene ed esogene, potrebbe essere uno strumento efficace per aiutare i professionisti e le amministrazioni ad indirizzare gli interventi e a orientare correttamente i finanziamenti.Movement and displacement have always been a feature of the human condition. When natural events force abandonment, in addition to the built heritage destruction, people experiment with eradication and loss of identity. In Calabria, these phenomena are evident by the constellation of “doubles” born in the last decades. Once the inhabitants have moved, the old centers are left to their fate of inevitable oblivion and condemnation to marginality. What possible future for these places? The contribution reflects on the reactivation potentiality of abandoned heritage in inner areas. Starting from the premise that it is impossible to repopulate all the marginal areas, questioning the reuse or abandonment of these places implies reflecting on different levels. Many factors influence, as Mioni stated, the “vitality index” of places, and their consideration is essential to understanding the real possibilities of regeneration. The methodological construction of an assessment model of this potentiality, which considers endogenous and exogenous resources, could be an effective tool to help professionals and administrations target the interventions and correctly orient funding

    Il disegno di architettura per la storia dell’architettura: un approccio al tema tra possibili orientamenti e prospettive di ricerca

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    Interest in architectural design is at the heart of architectural history, and those working in the field cultivate it because of the multiple points of reflection and interpretation it offers, from ideation to realisation. In this contribution, with the awareness of an impossible exhaustiveness considering the vastness of the theme and the different declinations with which it can be approached, an attempt has been made to identify some possible research perspectives. The reading of the design document that goes beyond an outdated aesthetic approach or that considers it prevalently a tool for narrating the design process of the factory, opens up to broader analyses. These analyses take into due consideration the personalities that produced the documents, the contexts in which they were produced, and the social dynamics of legitimisation and self-representation. Complex relationships are woven between professionalism, workers, and clients in these contexts. This approach nurtures new avenues for investigation, often in less well-known and peripheral areas, and promotes an interdisciplinary approach and comparison with other sectors. The most recent studies, which have advanced new or less frequented proposals for this.L’interesse per il disegno di architettura è al centro dello studio della Storia dell’architettura e coltivato da chi si occupa di Storia dell’architettura, per i molteplici spunti di riflessione e interpretazione che esso può offrire dalla fase ideativa a quella realizzativa. In questo contributo, con la cosciente consapevolezza di una impossibile esaustività in considerazione della vastità del tema e delle diverse inclinazioni con i quali può essere affrontato, si è cercato di individuare possibili prospettive di ricerca, che attraverso una lettura del documento disegno che vada oltre un ormai superato approccio estetico, o che lo consideri prevalentemente strumento di narrazione dell'iter progettuale della fabbrica, apra ad analisi più ampie, che tengano nella giusta considerazione le personalità che li hanno prodotti, i condizionamenti dei contesti di riferimento, rivelando dinamiche sociali di legittimazione e di autorappresentazione nelle quali si intessono le complesse relazioni tra professionalità, maestranze, committenza. Si alimentano in questo modo nuovi percorsi da indagare, che nel perlustrare anche ambiti meno battuti, poco conosciuti, spesso periferici, promuovano anche un approccio interdisciplinare e di confronto con altri settori. In tale senso si è fatto riferimento agli studi che hanno avanzato nuove o meno frequentate proposte di analisi sul tema, con l’auspicio di offrire un approccio agli orientamenti che la ricerca degli ultimi anni ha promosso sullo studio del disegno di architettura

    Disegni di architettura in Puglia e Basilicata tra XVI e XVIII secolo

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    Architectural drawings are documents, evidence of a specific moment in the history of a monument, providing information about the architects and clients. They are material evidence both of the representation of what exists and of the definition of the author’s design. Interest in architectural drawings runs deep and has developed in recent decades thanks to specific studies, exhibitions and catalogues. In recent decades, there has been a growing interest in Southern Italy in modern drawings. The graphic collection shows a varied panorama that reflects the peculiarities of a complex and diverse territory and, for these reasons, testifies the identifying characteristics of different territorial areas. On this occasion, some illustrative examples from Basilicata and Salento were considered, regarded as models of a heritage that still appears discontinuous and uneven. The research starts from the identification of drawings as records of pre-existing structures, transformations of buildings and new designs, but also architectural and furnishing details that may be part of contracts, in which the drawing (where still extant) is often a fundamental part of the notarial document. Documents and drawings show the scope and timing of the project but, at the same time, reveal the specific characteristics of the client’s requests and the author of the drawing: their training, the geographical area and relationship with the client.Il disegno di architettura è documento, testimonianza di un momento preciso della storia della fabbrica o di un monumento e fornisce indicazioni precise riguardo l’architetto, il rapporto con la committenza all’interno del contesto territoriale: pertanto è strumento necessario e, ai posteri, testimonianza materiale sia della rappresentazione dell’esistente che della definizione del progetto dell’autore. L’interesse per i disegni di architettura ha una importante tradizione che negli ultimi decenni si è ulteriormente incrementata grazie a studi specifici e importanti mostre e cataloghi di eloquenti testimonianze tematiche. Il meridione d’Italia negli ultimi decenni ha dimostrato grande interesse nell’ individuare disegni di età moderna, malgrado i risultati delle ricerche sono spesso caratterizzati dal divario con altri territori della Penisola e il contesto europeo. Il patrimonio grafico mostra un panorama molto variegato che rispecchia le peculiarità di un territorio complesso e diversificato e, proprio per queste ragioni, è testimone di caratteri identitari nei differenti ambiti territoriali del meridione. In questa occasione si è ritenuto di soffermarsi su alcuni esempi esplicativi della Basilicata e del territorio salentino da considerare come modelli di un patrimonio che appare ancora discontinuo e disomogeneo. La ricerca muove dalla individuazione di disegni come rilievi di preesistenze, trasformazioni del costruito e nuove progettazioni ma anche dettagli architettonici e di arredo che possono far parte di contratti, in cui il disegno (ove ancora superstite) spesso è parte fondamentale del documento notarile. Documento e disegno mostrano gli ambiti e i tempi del progetto ma, al contempo, svelano i caratteri peculiari delle richieste della committenza e dell’autore del disegno: la sua formazione, l’ambito territoriale e i rapporti con la committenza

    Studi sugli studi: storia e storiografia della didattica accademica dell’architettura nel Sei-Settecento tra Roma e Parigi

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    This contribution focuses on the evolution and the principal aspects of the interconnectedness of architectural academic training models in Rome and in Paris from the end of the seventeenth to the end of the eighteenth century. A broad but heterogeneous historiographical picture of this evolution emerges by way of a detailed comparative analysis of the studies over the last two decades of the twenty-first century of the Accademia di San Luca and the Académie Royale d’Architecture and their mutual relationships. This study reveals a vision of academic training that can be interpreted according to three essential critical guidelines: the close relationship of both institutions to their respective professional contexts – little considered contemporaneously; the significance of competition drawings in the second half of the eighteenth century related to the rediscovery of antiquity; and the continuity in the organizational arrangements of both academies, the corporative Roman institution, the Accademia di San Luca and the state-run Parisian Académie Royale d’Architecture. Finally, the function played by the Académie de France à Rome as an intermediary between a French institutional approach and a Roman collective one will be scrutinised in the greater context of identifying a common thread that defines the academic didactics of architecture on the Rome-Paris axis in the seventeenth and eighteenth centuries. This research serves for an understanding of the transformation that occurred in the European schools of architecture over the two defining centuries under examination. Questo contributo intende focalizzare gli aspetti salienti dell’evoluzione dei modelli di formazione accademica a Roma e a Parigi e le relative interconnessioni dalla fine del diciassettesimo alla fine del diciottesimo secolo attraverso l’analisi comparata degli studi che si sono susseguiti negli ultimi due decenni del ventunesimo secolo intorno all’Académie royale d’architecture, all’Accademia di San Luca e ai loro rapporti reciproci, determinando un quadro storiografico molto articolato, seppure disomogeneo e scarsamente interrelato. Un quadro che può essere interpretato secondo tre essenziali direttrici critiche: lo stretto rapporto di entrambe le istituzioni con i rispettivi contesti professionali, allora poco considerati, il valore dei disegni di concorso nel secondo Settecento come ricezione di influenze esterne legate alla riscoperta dell’antico, la continuità negli assetti organizzativi delle due accademie, statale quella parigina, corporativa quella romana; la funzione svolta dall’Académie de France come mediazione tra l’approccio istituzionale francese e quello corporativo romano. Il tutto alla ricerca del filo comune delle nuove ricerche che nel loro insieme definisce la didattica accademica dell’architettura sull’asse Roma-Parigi nel Sei-Settecento come ineludibile premessa alla comprensione della sua evoluzione e della sua trasformazione nelle scuole di architettura europee dei due secoli successivi

    Abandonment in Perspective. Interpretations and New openings

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    Il saggio sintetizza e fa il quadro dei i temi aperti dalla ricerca Lost and Found, partendo da una riflessione su quanto, in generale, la narrazione degli eventi che hanno generato l’abbandono abbia influenzato il senso di appartenenza delle comunità che hanno subito la perdita e come ciò possa influenzare le possibili strategie di recupero del patrimonio costruito. Si tratta di delineare le premesse per la definizione di quell’”indicatore di vitalità” per il quale la ricerca ha posto le basi e che sarà oggetto di approfondimento in un prossimo futuro. Questo aspetto è poi strettamente legato a uno dei principali temi di ricerca: la propensione alla cura del patrimonio culturale e naturale che queste comunità sviluppano o mancano di sviluppare e la loro capacità di sostenerlo nel tempo. Le pratiche di cura di questi luoghi sono infatti il punto di partenza di qualsiasi strategia di riutilizzo che si possa immaginare. Nella cornice dei risultati raccolti, il saggio infine segnala le questioni aperte dalla ricerca che riguardano la necessità di trovare, in alcuni casi, una via di alternativa al riuso dei patrimoni abbandonati o al loro completo abbandono. Tempi della ricerca, linguaggi e modalità di comunicazione tra i soggetti coinvolti e definizione di strumenti di “misura” dei risultati che si intende ottenere sono nodi sostanziali nella strutturazione di un modello interpretativo per la definizione di strategie a lungo termine.  The essay summarizes and outlines the critical themes opened by the Lost and Found research, starting with a reflection on how, in general, the narrative of the events that led to abandonment has influenced the sense of belonging of the communities that experienced the loss, and how this may affect the possible strategies for the recovery of the built heritage. The aim is to outline the premises for defining that "vitality indicator," for which the research laid the groundwork and will be the subject of further investigation. This aspect is closely linked to one of the leading research topics: the propensity to care for cultural and natural heritage that these communities develop or fail to develop and their ability to sustain it over time. Caretaking practices of these places are, in fact, the starting point of any reuse strategy one can imagine. Within the framework of the results collected, the essay also highlights the issues raised by the research regarding the need, in some cases, to find an alternative to the reuse of abandoned heritage or its complete abandonment. The timing of the research, the languages and communication methods between the involved parties, and the definition of tools to "measure" the intended results are substantial issues in structuring an interpretive model for defining long-term strategies

    Fragment of a Sociology of Abandonment: the Ghost of the Village between Ruin and Imaginary

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    La sociologia italiana, tranne pochi casi, ha a lungo trascurato la questione dell’abbandono dei villaggi rurali, salvo riscoprirla tardivamente solo negli ultimi anni. Le ragioni sono molte, da un lato una tradizione sociologica che era interessata principalmente agli aspetti industriali e urbani delle trasformazioni in corso nel paese, dall’altro una maggiore propensione della nostra sociologia a indagare gli aspetti economico-sociali della dissoluzione dello spazio contadino a scapito di quelli culturali, lasciati per lo più agli storici e agli antropologi. Di qui la scelta di analizzare alcuni di questi specifici aspetti a lungo trascurati cogliendoli nei paesi interessati dalla ricerca: la continuità delle memorie e il fantasma del passato, mettendo in luce le tracce e i simboli  della de-contadinizzazione per dirla con Bourdieu, così come li raccontano gli eredi. L’immaginario della campagna sparisce lentamente e si manifesta ancora in una persistenza della visione e nella costruzione collettiva di veri e propri monumenti involontari, che possono rappresentare le basi tanto per una turistificazione quanto per un ripopolamento.Italian sociology, with few exceptions, has long neglected the abandonment issue of rural villages, only to rediscover it belatedly in recent years. The reasons are manifold: on the one hand, a sociological tradition primarily interested in the industrial and urban aspects of the country's transformations; on the other, a greater inclination of our sociology to investigate the economic and social aspects of the dissolution of rural spaces at the expense of the cultural ones, left mainly to historians and anthropologists. Hence the choice to analyze some of these specific long-neglected aspects, capturing them in the studied villages: the continuity of memories and the ghost of the past, highlighting the traces and symbols of “de-peasantization”, to use Bourdieu's terminology, as recounted by the heirs. The imagery of the countryside is slowly fading away. Still, it manifests itself in persistence of vision and in the collective construction of true unintentional monuments, which can serve as the basis for touristic exploitation (“turistification”) and repopulation efforts

    Digital Mapping for the Neglected Built Heritage: the Case of Ferruzzano Superiore. Methodology and Outcomes

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    A seguito di alcune premesse riguardanti le potenzialità e i possibili utilizzi della cartografia digitale nei processi di conoscenza dei piccoli centri storici, il presente contributo propone un metodo speditivo per valutare le principali caratteristiche e lo stato di conservazione del patrimonio costruito di piccoli insediamenti siti in aree marginali. Verranno illustrati nello specifico l'approccio selezionato per la raccolta dei dati, la metodologia utilizzata per elaborarli e i risultati ottenuti. Questa parte della ricerca RIBA ha l’obiettivo di definire possibili modalità per comprendere le problematiche peculiari dei piccoli centri storici a rischio di abbandono, sperimentando questo approccio attraverso un caso studio, l'antico insediamento di Ferruzzano Superiore (Reggio Calabria), per testimoniarne la flessibilità e la possibilità di applicazione ad altri contesti simili. I dati raccolti attraverso rilievi speditivi sul campo, che hanno riguardato le caratteristiche urbane e architettoniche del patrimonio costruito e lo stato di conservazione delle strutture e dei materiali, sono stati raccolti in un database digitale e sintetizzati in mappe tematiche, evidenziando le criticità individuate. L’applicazione di questa metodologia mostra come tale approccio, seppur speditivo, possa fornire una base conoscitiva essenziale per supportare i processi decisionali che coinvolgono il riutilizzo e la valorizzazione del patrimonio architettonico dei piccoli centri storici.Following some premises regarding the potentialities and possible uses of digital mapping in the knowledge processes of small historical centres, this contribution proposes an expeditious method for assessing the main features and the state of conservation of the built heritage in small settlements located in marginalised areas, illustrating the approach for gathering data, their processing method and the obtained results. This part of the RIBA research aims to define possible ways to understand the peculiar issues of small historical centres at risk of abandonment through the application of the method on a case study, the old settlement of Ferruzzano Superiore (Reggio Calabria), to testify the flexibility of the tool and the possibility of applying it to other similar contexts. Specifically, the data collected through prompt field surveys refer to the urban and architectural features of the built heritage and the state of conservation of structures and materials. Consequently, these findings have been gathered in a digital database and synthesised in thematic maps, highlighting the critical issues identified in future uses or strategies. The application of this methodology shows how an expeditious approach can provide an essential knowledge basis for supporting decision-making processes that involve the reuse and valorisation of the architectural heritage of such small historical centres

    “The Result of the Experiment”. The Case of Africo and its Territory as an Example of Environmental Transformation in Post-War Italy

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    Il saggio analizza i processi di trasformazione ambientale e sociale nelle aree rurali dell’Italia del dopoguerra, attraverso il caso di studio del trasferimento del centro urbano di Africo, in Calabria, a seguito delle alluvioni degli anni 1950. Osservando le conseguenze ambientali, sociali e politiche prodotte dall’impatto dei due cicloni mediterranei del 1951 e del 1953 sul contesto già precario dei centri rurali dell’Aspromonte, la ricerca mostra come i modelli di sviluppo sociale ed economico opposti, quello agro-silvo-pastorale montano e quello agricolo urbano costiero, abbiano sviluppato un ampio dibattito nella politica e nell’opinione pubblica nazionale e locale, determinando schieramenti trasversali ai consolidati schieramenti politici. Il trasferimento della popolazione e la ricostruzione del nuovo centro di Africo sulla costa determinarono processi di resistenza alle decisioni imposte dall’alto. I movimenti politici popolari e i gruppi di azione collettiva, organizzati in varie forme, cercarono di affermare le loro istanze per il ripristino identitario, istituzionale, territoriale, sociale ed economico della loro comunità politica “dal basso”, contro una trasformazione ambientale imposta che non teneva conto della loro vocazione territoriale e che non produsse gli effetti di sviluppo desiderati.The essay analyzes the processes of environmental and social transformation in the rural areas of post-war Italy through the case study of the relocation of the urban centre of Africo, in Calabria, following the floods of the 1950s. Observing the environmental, social and political consequences produced by the impact of the two Mediterranean cyclones of 1951 and 1953 on the already precarious environment of the rural towns of Aspromonte, the research shows how the opposite models of social and economic development, the agro-sylvo-pastoral of the mountain and the urban agricultural of the coasts developed a wide debate in politics and public opinion at national and local level, determining cross-party sides beyond the established political lines. The relocation of the population and the reconstruction of the new town of Africo on the coast determined processes of resistance to decisions imposed from above. Popular political movements and collective action groups organized in various forms tried to affirm their demands for the institutional, territorial, social and economic restoration of their political community “from below”, against an imposed environmental transformation which did not take account of their territorial vocation and which did not produce the desired development effects.

    Rebuilding Identities. A Territory-based Approach to Face Abandonment in Drino Valley (Albania)

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    Dalla caduta del regime comunista, l'Albania ha affrontato processi di trasformazione che hanno profondamente segnato sia i centri urbani che i territori rurali. Le aree rurali hanno subito un progressivo abbandono, in gran parte a causa dei radicali cambiamenti nel sistema economico e nello status della proprietà terriera agricola, con conseguente prolungata crisi nel settore. Basato sui concetti di paesaggio culturale e governance di rete, questo articolo conduce un'analisi dei potenziali storici, culturali, economici e territoriali delle aree rurali. La comprensione del territorio, della sua morfologia, della struttura degli insediamenti rurali e della loro evoluzione nel tempo, ha costituito la base per la ricerca finalizzata alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile. Le identità locali, le catene economiche storiche e la morfologia del territorio sono state identificate come i pilastri di una potenziale strategia di sviluppo mirata a ripristinare le vocazioni naturali del territorio. Lo studio si concentra sulla valle del fiume Drino nel sud dell'Albania, una regione complessa che ben esemplifica i processi demografici e le dinamiche di trasformazione degli ultimi decenni. Questo lavoro è iniziato con il progetto "100 Villaggi", supportato dal governo albanese e dall'Agenzia Nazionale per la Pianificazione Territoriale e ulteriormente ampliato grazie a una collaborazione con il Politecnico di Torino e l'ETH di Zurigo. Più recentemente, con un focus sullo spopolamento e l'abbandono, la ricerca è stata supportata dal progetto RIBA Lost and Found, promosso dal Politecnico di Milano.Since the fall of the communist regime, Albania has faced transformation processes that have profoundly affected both urban centers and rural territories. Rural areas have undergone progressive abandonment, largely due to radical changes in the economic system and the status of agricultural land ownership, resulting in a prolonged crisis in the sector. Based on the concepts of cultural landscape and network governance, this article conducts an analysis of the historical, cultural, economic and territorial potentials of rural areas. Understanding the territory, its morphology, the structure of rural settlements and their evolution over time, has formed the basis for research aimed at building a sustainable development model. Local identities, historical economic chains and the morphology of the territory have been identified as the pillars of a potential development strategy aimed at restoring the natural vocations of the territory. The study focuses on the Drino River Valley in southern Albania, a complex region that well exemplifies the demographic processes and transformation dynamics of recent decades. This work started with the project "100 Villages", supported by the Albanian government and the National Agency for Spatial Planning and further expanded through a collaboration with the Polytechnic University of Turin and ETH Zurich. More recently, with a focus on depopulation and abandonment, the research was supported by the RIBA Lost and Found project, promoted by the Polytechnic University of Milan

    Documentary Appendix and Digital Data Inventory Methodologies: the GIS as Supporting Tool for Knowledge Processes of Historical Settlements

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    Il contributo presenta la modalità con cui sono stati raccolti, inventariati e messi in relazione i dati raccolti nel corso della ricerca. Uno degli obiettivi, infatti, è stato di raccogliere e far dialogare la quantità di dati di natura molto diversa collezionati durante le diverse fasi della ricerca. Il sistema Gis qui utilizzato ha incluso la raccolta di dati a diverse scale (architettonica, territoriale, sovralocale) e provenienti da diverse fonti (archivistiche, cartografiche, documentarie, demografiche), che sono stati interconnessi e georeferenziati con l'obiettivo di organizzare e presentare le informazioni riguardanti ogni comune o sito. In particolare, la piattaforma GIS sviluppata nel contesto della ricerca Lost and  Found (RIBA 2021) mette in relazione la dimensione territoriale, con approfondimenti su scala comunale di alcuni casi studio identificati e li combina con una scala architettonica che si focalizza sul caso di Ferruzzano (Reggio Calabria), con approfondimenti sullo stato di conservazione del patrimonio edilizio. Questa piattaforma consente da un lato di elaborare dati georeferenziati a supporto delle riflessioni proposte e dall'altro di costruire uno strumento accessibile e fruibile, rivolto non solo ad altri ricercatori ma anche ad attori locali.The contribution presents the methods used to collect, inventory, and relate the data gathered during the research. One of the goals was to collect and facilitate dialogue among the diverse data types collected throughout the various phases of the study. The GIS system used here included data collection at different scales (architectural, territorial, sub-local) and from various sources (archival, cartographic, documentary, demographic), which were interconnected and georeferenced to organize and present information regarding each municipality or site. In particular, the GIS platform developed in the context of the Lost and Found research (RIBA 2021) relates the territorial dimension to detailed analyses at the municipal scale of some identified case studies and combines this with an architectural scale focused on the case of Ferruzzano (Reggio Calabria), with insights into the conservation status of the building heritage. This platform allows for the processing of georeferenced data to support the proposed reflections and, on the other hand, to create an accessible and usable tool aimed not only at other researchers but also at local stakeholders

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