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Approcci multipli per investigare la variabilità nella biodisponibilità e nel metabolismo dei (poli)fenoli
Crescenti evidenze scientifiche suggeriscono che consumi moderati e a lungo termine di cibi ricchi in (poli)fenoli possono ridurre il rischio di malattie croniche. I (poli)fenoli rappresentano la più grande categoria di fitocomposti e costituiscono una famiglia eterogenea di più di 8000 molecole. Le loro attività citoprotettive derivano da una modulazione indiretta di vie di segnalazione cellulare che controllano processi rilevanti per la progressione di patologie legate all’invecchiamento. Il principale ostacolo allo sfruttamento del loro potenziale per la prevenzione delle malattie croniche è l’eterogeneità nella risposta fisiologica al loro consumo, che origina principalmente da differenze interindividuali nella loro biodisponibilità e metabolismo. Un tentativo di scoprire i metabotipi (anche detti fenotipi metabolici) è stato effettuato per gestire questa variabilità, basandosi su criteri qualitativi, quantitativi o quali-quantitativi. È cruciale considerare the gli effetti sulla salute attribuiti al consumo dei (poli)fenoli possono derivare da un’azione sinergica esercitata dai (poli)fenoli ingeriti lungo il tratto gastrointestinale, dai loro metaboliti e cataboliti che agiscono in modo sistemico, e dall’ecologia microbica intestinale associata alla loro bioconversione. In questo senso, la relazione tra il microbiota intestinale e i (poli)fenoli è bidirezionale: il primo è coinvolto nel catabolismo dei (poli)fenoli, mentre questi ultimi possono modulare positivamente la composizione e la funzione microbica intestinale. Lo scopo di questa Tesi di Dottorato è stato quello di investigare la variabilità nella biodisponibilità e nel metabolismo dei (poli)fenoli applicando approcci multipli. Sono stati analizzati due diversi fattori che contribuiscono a tale variazione: fattori endogeni/dipendenti dall’ospite, inclusi l’assetto genetico e il microbiota intestinale, e proprietà chimiche/strutturali, ovvero la struttura nativa dei composti. Quattro diversi approcci sono stati applicati per raggiungere questo obiettivo: (1) uno studio in vitro usando un modello di fermentazione umano, (2) uno studio di intervento sull’uomo in acuto, (3) uno studio di intervento sull’uomo in cronico, (4) una revisione sistematica di studi sull’uomo. I primi tre approcci sono basati su analisi metabolomiche targeted, mentre il quarto è basato su una revisione critica della letteratura. Nel primo studio, un protocollo di fermentazione colonica in vitro è stato ottimizzato utilizzando composti puri di flavan-3-oli con una diversa struttura ((−)epicatechina e dimeri di procianidina B2 e A2). L’ottimizzazione del protocollo è stata ottenuta estendendo il tempo di incubazione e monitorando le condizioni di fermentazione. L’analisi del pH e della composizione del microbiota ha confermato la stabilità e le caratteristiche simil-coloniche dell’ambiente di incubazione, mentre l’estensione del tempo di fermentazione fino a 48 ore e il monitoraggio di 5 diversi tempi di incubazione hanno permesso di quantificare cataboliti addizionali a basso peso molecolare. I risultati suggeriscono che la struttura dei flavan-3-oli influenza il catabolismo microbico da un punto di vista quantitativo, qualitativo e cinetico: la polimerizzazione e l’aggiunta di un legame etere nelle procianidine di tipo A aumentano l’ingombro sterico e la rigidità della molecola, con una riduzione della bioaccessibilità, che risulta in un catabolismo rallentato e ridotto. L’impatto della struttura dei flavan-3-oli sulla produzione di metaboliti fenolici è stata ulteriormente investigata in uno studio di intervento cross-over in acuto. Diversi estratti vegetali ricchi in flavan-3-oli sono stati consumati da soggetti sani: un estratto di tè verde, un estratto di semi d’uva con un alto contenuto di monomeri, e un estratto di semi d’uva con un alto contenuto di procianidine. Tre proprietà chimiche/strutturali sono state considerate: la polimerizzazione, il grado di idrossilazione dell’anello B e la presenza di unità di gallato. È stato anche valutato il contributo dei metaboliti endogeni (principalmente composti fenolici a basso peso molecolare) al pool di metaboliti urinari dei flavan-3-oli per evitare errori nelle stime della biodisponibilità. Sono state rilevate differenze tra i trattamenti nell’escrezione urinaria dei metaboliti fenolici in 24 e 48 ore, da cui si deduce che la struttura nativa dei flavan-3-oli influenza la biodisponibilità e il metabolismo di questa classe di (poli)fenoli. I risultati confermano che le procianidine sono resistenti al catabolismo microbico, mentre la peculiare composizione dei flavan-3-oli del tè verde dà origine al profilo metabolico più ricco. Il terzo studio ha previsto l’analisi di campioni di plasma e urina provenienti da uno studio di intervento di 12 settimane, controllato e in parallelo. L’intervento è consistito nell’assunzione di polvere liofilizzata di mirtillo rosso americano da parte di soggetti anziani in salute. Il consumo di mirtillo rosso americano ha determinato cambiamenti nei metaboliti plasmatici ma non ha influenzato il profilo metabolico urinario. È stato applicato un approccio di metabotipizzazione per maneggiare la variabilità interindividuale nel metabolismo dei (poli)fenoli in condizioni non controllate. Tre metaboliti fenolici caratterizzati da differenze quali-quantitative nell’escrezione urinaria di alcuni metaboliti microbici sono stati identificati e ulteriormente confermati applicando un modello basato solo sui metaboliti colonici dei flavan-3-oli. I risultati suggeriscono che il metabolismo colonico è il principale determinante del raggruppamento dei soggetti, e i metaboliti dei flavan-3-oli possono essere cruciali nel determinare i metabotipi dei (poli)fenoli, essendo i metabotipi dei flavan-3-oli altamente predittivi dei metabotipi dei (poli)fenoli. Nel quarto studio, è stata condotta una revisione sistematica e critica di studi sull’uomo per investigare l’impatto delle variazioni genetiche sulla biodisponibilità e il metabolismo dei (poli)fenoli. In particolare, è stata esplorata l’associazione tra polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) in geni coinvolti nell’assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione (ADME) dei (poli)fenoli e la variabilità interindividuale nei livelli plasmatici o urinari dei metaboliti dei (poli)fenoli. Sono stati selezionati dodici studi che indagano diverse fonti e classi di (poli)fenoli: flavan-3-oli del tè verde, flavanoni dell’arancia, isoflavoni della soia, lignani dei semi di lino, e composti fenolici da dieta libera. In totale, sono stati analizzati 88 SNP in 33 geni, più della metà dei quali relativi al metabolismo di farmaci/xenobiotici. Il metabolismo di fase II è stato il più investigato, confermando il ruolo cruciale della coniugazione nel metabolismo dei (poli)fenoli. I metaboliti influenzati dalla variabilità genetica comprendevano metaboliti strutturalmente correlati ai flavonoidi, principalmente coniugati di fase II, e metaboliti di origine microbica. Non è stato trovato alcun consenso tra gli studi che ha permesso di associare una particolare variante genetica ad un cambiamento nei livelli di un metabolita specifico nelle urine o nel plasma, suggerendo il bisogno di ricerca di maggiore qualità nel campo e di nuove metodologie come studi di associazione genome-wide. I risultati di questa Tesi di Dottorato rappresentano un punto di partenza per migliorare la conoscenza disponibile sulla variabilità nella biodisponibilità e nel metabolismo dei (poli)fenoli, che rappresenta un fattore chiave per svelare l’attività protettiva dei metaboliti fenolici associata al consumo di cibi ricchi in (poli)fenoli. Questa informazione aiuterà nello sviluppo di nuovi concetti e metodologie e nella costruzione di un nuovo scenario basato su strategie nutrizionali preventive, basate sull’evidenza e personalizzate con questi importanti composti bioattivi vegetali.Increasing evidence suggests that modest, long-term intakes of (poly)phenol-rich foods can reduce the risk of chronic diseases. (Poly)phenols are the most abundant category of phytochemicals and constitute a heterogeneous family of more than 8000 molecules. Their cytoprotective activities derive from an indirect modulation of cellular signaling pathways controlling processes relevant to age-related disease progression. The main hindrance to exploiting their potential for the prevention of chronic diseases is the heterogeneity in the physiological response to their consumption, which mainly originates from inter-individual differences in their bioavailability and metabolism. An attempt to unravel metabotypes (aka metabolic phenotypes) has been made to manage this variability, based on qualitative, quantitative or quali-quantitative criteria. It is crucial to consider that the health effects attributed to (poly)phenol consumption may derive from a synergistic action exerted by the ingested (poly)phenols along the gastrointestinal tract, by their metabolites and catabolites acting systemically, and by the gut microbial ecology associated with their bioconversion. In this sense, the relationship between gut microbiota and (poly)phenols is bidirectional: gut microbiota is involved in (poly)phenol catabolism, while phenolic compounds can positively modulate the colonic microbial composition and function. The aim of this Doctoral Thesis was to investigate the variability in (poly)phenol bioavailability and metabolism by applying multiple approaches. Two distinct factors contributing to the variation in (poly)phenol bioavailability and metabolism were analyzed: endogenous/host-related factors, including genetic background and gut microbiota, and chemical/structural properties, namely the native compound structure. Four different approaches were applied to achieve this objective: (1) an in vitro study using a human fermentation model, (2) an acute human intervention study, (3) a chronic human intervention study, (4) a systematic review of human studies. The first three approaches are based on targeted metabolomics analyses, while the fourth is based on a critical literature review. In the first study, a protocol of in vitro colonic fermentation was optimized using pure flavan-3-ol compounds with a different structure ((−)-epicatechin and procyanidin dimers B2 and A2). The protocol optimization was achieved by extending the incubation time and monitoring fermentation conditions. The analysis of pH and faecal microbiota composition confirmed the stability and the colon-like features of the incubation environment, while the extension of the fermentation time until 48 h and the monitoring of 5 different incubation times allowed to quantify additional low molecular weight catabolites. Results suggest that the flavan-3-ol structure influences microbial catabolism from a quantitative, qualitative and kinetic point of view: flavan-3-ol polymerization and the addition of an ether linkage in A-type procyanidins increase the steric hindrance and stiffness of the molecule, with a reduction in bioaccessibility resulting in delayed and reduced catabolism. The impact of the flavan-3-ol structure on the production of phenolic metabolites was further investigated in an acute, cross-over intervention trial. Different plant extracts rich in flavan-3-ols were consumed by healthy subjects: a green tea extract, a grape seed extract with high monomeric content, and a grape seed extract with high procyanidin content. Three chemical/structural properties were considered: polymerization, B-ring hydroxylation extent, and presence of galloyl moieties. The contribution of endogenous metabolites (mainly low molecular weight phenolics) to the pool of urinary flavan-3-ol metabolites was evaluated to avoid biases in the bioavailability estimates. Differences between treatments in the 24 h and 48 h urinary excretion of phenolic metabolites were assessed, indicating that the native flavan-3-ol structure influences the bioavailability and metabolism of this (poly)phenol class. Results confirmed that procyanidins are resistant to microbial catabolism, while the peculiar composition of green tea flavan-3-ols results in the richest metabolic profile. The third study consisted of the analysis of plasma and spot urine samples from a 12-week, placebo-controlled parallel intervention trial. The intervention involved the intake of freeze-dried cranberry powder in healthy older adults. Cranberry consumption led to changes in plasma metabolites but did not influence the urinary phenolic profile. A metabotyping approach was applied to handle inter-individual variability in (poly)phenol metabolism in free-living conditions. Three phenolic metabotypes characterized by quali-quantitative differences in the urinary excretion of some gut microbial metabolites were identified and further confirmed when applying a model focused only on flavan-3-ol colonic metabolites. Results suggest that colonic metabolism is the main driver for subject clustering, and flavan-3-ol metabolites may be key in determining (poly)phenol metabotypes, being flavan-3-ol metabotypes highly predictive of (poly)phenol metabotypes. In the fourth study, a critical systematic review of human studies was performed to investigate the impact of genetic variations on (poly)phenol bioavailability and metabolism. In particular, the association between single nucleotide polymorphisms (SNPs) in genes involved in (poly)phenol absorption, distribution, metabolism, and excretion (ADME) and the inter-individual variability in the plasma or urinary levels of (poly)phenol metabolites was explored. A total of twelve studies were selected, investigating different (poly)phenol sources and classes: green tea flavan-3-ols, orange flavanones, soy isoflavones, flaxseed lignans, and phenolic compounds from free diet. In total, 88 SNPs in 33 genes were analyzed, more than half of which were related to drug/xenobiotic metabolism. Phase II metabolism was the most investigated, confirming the crucial role of conjugation in (poly)phenol metabolism. The metabolites influenced by genetic variability were structurally-related flavonoid metabolites, mainly phase II conjugates, and gut microbiota metabolites. There was no consensus among studies allowing to associate a particular genetic variant with a change in the levels of a specific metabolite in urine or plasma, suggesting the need for more high-quality research in the field and new methodologies such as genome-wide association studies. The findings of this Doctoral Thesis represent a starting point for improving the available knowledge on the variability in (poly)phenol bioavailability and metabolism, which is key to unveiling the health-promoting activity of phenolic metabolites associated with the consumption of (poly)phenol-rich foods. This information would help develop new concepts and methodologies and build a new scenario based on preventive, evidence-based, personalized nutrition strategies with these major dietary plant bioactives
Effectiveness of laparoscopic nephrosplenic space closure in preventing recurrent colic in horses
Lo spazio nefrosplenico è una struttura anatomica situata tra il rene sinistro e la milza che
può diventare un punto critico per lo sviluppo di coliche. In particolare, il colon può
scivolare e rimanere intrappolato in questo spazio, causando ostruzione e dolore acuto.
La chiusura dello spazio nefrosplenico è un intervento chirurgico volto quindi a prevenire
questa complicanza, creando una barriera fisica al fine di impedire al colon di accedere
a questa regione. Questa procedura è sempre più adottata come misura preventiva per
ridurre il rischio di recidive di colica nei soggetti predisposti.
Questa tesi si propone di valutare l'efficacia dell'intervento nel ridurre sia il numero che la
gravità delle recidive di colica, nonché di analizzare l'impatto della procedura sulla ripresa
delle performance atletiche dei cavalli trattati. La ricerca si è basata sull'analisi
retrospettiva delle cartelle cliniche di un campione di pazienti sottoposti alla chiusura dello
spazio nefrosplenico presso l’Università degli Studi di Perugia e sul follow-up ottenuto
tramite interviste telefoniche con i proprietari.
I risultati suggeriscono che l'intervento non solo riduce le recidive di colica, ma
contribuisce anche a una rapida e completa ripresa delle capacità atletiche. Questi dati
supportano quindi l'adozione della chiusura dello spazio nefrosplenico come opzione
terapeutica valida per migliorare la qualità di vita dei cavalli soggetti a coliche ricorrenti.The nephrosplenic space is an anatomical structure located between the left kidney and
the spleen, which can become a critical point for colic development. Specifically, the colon
can slip and become trapped in this space, leading to obstruction and acute pain. The
closure of the nephrosplenic space is a surgical procedure aimed at preventing this
complication that inhibits the colon from accessing this region. This procedure is
increasingly adopted as a preventive measure to reduce the risk of colic recurrence in
predisposed horses.
This thesis aims to evaluate the effectiveness of the procedure in reducing both the
frequency and severity of colic recurrences, as well as to assess its impact on the post
operative performance of treated horses. The study is based on a retrospective analysis
of medical records from a sample of patients who underwent nephrosplenic space closure
at the University of Perugia, followed by a follow-up conducted through telephone
interviews with owners.
The results suggest that the procedure reduces the recurrence of colic but also
contributes to a faster and more complete recovery of athletic capabilities. These findings
support the adoption of nephrosplenic space closure as a viable therapeutic option to
improve the quality of life for horses prone to recurrent colic
Cox rings of blow-ups of multiprojective spaces
This thesis deals with birational geometry, which is a subfield of algebraic geometry. In particular, we study Mori dream spaces, which are varieties that are strictly
related to the theory of Mori’s minimal model program. Mori dream spaces were
introduced by Y. Hu and S. Keel in the beginning of the 21th century. Roughly
speaking, a Mori dream space is a projective variety, whose cone of effective divisors admits a well-behaved decomposition into convex sets, called Mori chambers.
These chambers are the nef cones of the birational models of X. Several geometric
objects are of fundamental importance if we want to proceed in the study of the
birational geometry of a normal projective variety. In particular its cones of curves
and of divisors. Another notion of great importance to establish whether a variety
is a Mori dream space or not is the property of being weak or log Fano. Weak Fano
varieties are log Fano and log Fano varieties are Mori dream spaces. In 2021, T.
Grange, E. Postinghel and A. Prendergast-Smith focussed on blow-ups of P
1 × P
2
and of P
1 × P
3
in sets of up to six points in very general position. Their main
result is the explicit descriptions of the cones of effective divisors on these varieties
and the description of the geometry of the generating classes. More explicitly, they
proved that the blow-up of P
1×P
2
is weak Fano if and only if the number of blown
up points is less or equal than six and that if the number of blown up points is
less or equal than six, the variety P
1 × P
3 blown-up in those points is log Fano.
Hence, these varieties are also Mori dream spaces.
In chapter 2 of this thesis we give an overview on the theory of Cox rings, Mori
dream spaces and log Fano varieties. In the first sections we give the definitions of
the various cones inside N1(X) and inside N1
(X) and their inclusion relations. We
then give a description of the Cox ring of a variety equipped with an algebraic torus
action. We conclude the chapter with the result that permits to find generators
for the moving cone of a variety from the generators of its Cox ring. It will follow
an explanation on the main results concerning Mori dream spaces and log Fano
varieties, and many examples. Finally, we introduce the main object of study of
this thesis: the variety X1,n
r
, which is the blow-up of P
1 ×P
n
in r points in general
position. In particular, we focus on X
1,n
n+1, X
1,n
n+2 and on X
1,n
n+3 when n ≤ 4. In
chapter 3 we compute the cone of effective curves of X1,n
r
for r = n + 1, n + 2 and r = n + 3 when n ≤ 4. We then prove that X1,n
r
is log Fano for r ≤ n + 1.
In chapter 4, we compute generators and relations of the Cox ring of X
1,n
n+1. We
then use these generators to compute generators of the moving cone of X
1,n
n+1. In
order to do the computation, we wrote some scripts on Maple and Magma, some
of which are provided in chapter 6. At the end if chapter 4 we compute the nef
cones of X1,n
r
for r = n + 1, n + 2 and for r = n + 3 when n ≤ 4. Then, in chapter
5 we also give a Mori chamber decomposition of X
1,n
n+1 in Magma and we display
the case n = 2
Structural investigation of nanocrystalline reticular materials through 3D electron diffraction
The research presented in the following thesis focuses on the synthesis and characterisation of novel nanocrystalline reticular materials. Various organic and metal-organic, porous 2D and 3D crystalline compounds are reported and discussed, including Metal-Organic Frameworks (MOFs), comprising metal ions or clusters held together by organic linkers, and Supramolecular Organic Frameworks (SOFs), which derive from the self-assembly of organic tectons through non-covalent interactions. These materials have been obtained employing a variety of synthetic methods, ranging from solvothermal to mechanochemical synthesis. The crucial role of 3D electron diffraction (3D ED) analysis in the structural investigation of the reported compounds is demonstrated throughout each chapter. Diverse data collection protocols and instrumental setups dedicated to this emerging crystallographic technique are herein reported, as well as the use of a novel electron diffractometer.
In particular, Chapter 4 gives a significative example of the 3D ED potential by introducing a novel approach for the structural investigation of mechanochemically-synthesized reticular materials. Chapter 5 elucidates the dynamic behaviour of SOFs based on the rigid organic tecton tetra-4-(4-pyridyl)phenylmethane (TPPM). Chapter 6 describes how TPPM and paddle-wheel complexes of Copper(II) can be combined to yield a series of highly interpenetrated MOFs that exhibit diamond-like networks. The functionalisation of these networks by the introduction of fluorinated secondary building units (SBUs) is also discussed, along with the effect this can have on the properties of the materials. Lastly, Chapter 7 discusses the synthesis and characterization of 2D and 3D bismuth-based reticular materials. This part of the work has been carried out at Stockholm University, under the supervision of Prof. Andrew Kentaro Inge
The calabrian arc wedge and its interaction with the adria plate and the mediterranean ridge
La convergenza tra placche tettoniche inizia con la subduzione oceanica, che consiste nella progressiva chiusura dell'oceano e nel trasferimento di sedimenti appartenenti alla placca inferiore alla placca superiore, portando alla formazione del cuneo d’accrezione. A ciò segue segue il processo di subduzione continentale, contraddistinto dalla completa chiusura del bacino oceanico e conseguente formazione di catene montuose. La transizione da subduzione oceanica a continentale, nota come fase di collisione incipiente, rimane tuttavia poco conosciuta, principalmente a causa della scarsità di esempi naturali e del fatto che le principali zone di subduzione note hanno già rimodellato e incorporato al loro interno gli elementi pre-orogenici. Tra le aree attuali di collisione incipiente, si può trovare il margine SE Asiatico (zone di subduzione di Cotabato e Sulawesi, l’arcipelago indonesiano, e vicino allo stretto di Bashi, a sud di Taiwan), e il Mar Ionio. Quest'ultimo potrebbe contribuire a fornire nuovi vincoli riguardanti la transizione subduzione oceanica-continentale, in quanto rappresenta un raro esempio di collisione incipiente continentale associato a crosta oceanica reidua, formatesi dalla divergenza Permo-Triassica avvenuta tra le place tettoniche Africa-Eurasia. La successiva convergenza tra le medesime, iniziata nel Cretaceo superiore, fa si che il cuneo d’accrezione Calabro, vergente verso est, e il Mediterranean Ridge, vergente verso ovest e attualmente ubicato nella Piana Abissale Ionica nonchè considerato come il cuneo di accrezione dell’Arco Ellenico, interagiscano e collidano tra di loro. Utilizzando il Mar Ionio come laboratorio naturale, questa tesi si prefigge come obbiettivo lo studio degli aspetti stratigrafici e strutturali del Mar ionio avvalendosi di un approccio multidisciplinare, che associa l’analisi di profili sismici a riflessione con dati batimetrici ad alta risoluzione, al fine di offrire nuovi vincoli su come una catena orogenica si evolve dai suoi primi stadi di formazione. I risultati ottenuti in questo elaborato mostrano che l'architettura finale di una catena montuosa è determinata da vari fattori, i più importanti dei quali sono le caratteristiche strutturali e stratigrafiche pre-orogeniche, nonché l’interazione della catena collisionale di inizio formazione con gli elementi tettonici già presenti e consolidati come, ad esempio, orogeni o bacini oceanici residui, la cui loro interazione può innescare processi litosferici ed erosivi/deposizionali che rimodellano l’assetto strutturale-stratigrafico iniziale della catena collisionale incipiente stessa, controllando di conseguenza il successivo processo di orogenesi.Plate convergence is already established to begin with oceanic subduction, which consists of the progressive closure of the ocean and the transmission of lower plate sedimentary layers to the upper plate, followed by the complete closure of the oceanic basin and continent-continent collision via the continental subduction process, resulting in the formation of mountain ranges. However, the transition from oceanic to continental subduction, known as the incipient collisional stage, remains poorly understood, owing to a scarcity of natural examples and the fact that the major mature subduction zones have already reshaped and incorporated their structural pre-orogenic grains. An area that might contribute to providing some insights to this question is the Ionian Sea, which represents an almost unique worldwide example of incipient continental collision related to the Africa-Eurasia plate convergence that started in the Late Cretaceous. Here, the convergence between the Adria and the Eurasian Plates brings to interact the east-verging Calabrian Accretionary Wedge, passing to the Southern Apennines to the north, and the west-verging Mediterranean Ridge located in the Ionian Abyssal Plain, considered the accretionary wedge of the Hellenic chain. Using the Ionian Sea as a natural laboratory, this thesis will go through the stratigraphic and tectonic aspects of this complex area using a multidisciplinary approach that combines geophysical techniques of marine seismic reflection profiles with high-resolution bathymetric data in order to offer novel constraints on how a mountain chain evolved in its early evolutionary stage of growth, thus offering new insight into the transition from oceanic to continental subduction. Our findings show that the final architecture of mountain chains is determined by a variety of factors, the most important among which are the structural and stratigraphic pre-orogenic fabric as well as its interaction with previously established tectonic elements, for example, closer fold-and-thrust belts, which can cause tectonic processes that modify and reshape the early structural grain driving the orogenesis formation
Artists' careers, agents' networks in a cadet court of the Baroque age. Purchases and commissions of Alfonso II Gonzaga count of Novellara (1650-1678)
Obiettivo del presente elaborato è ricostruire l’intensa attività di mecenatismo e collezionismo del conte di Novellara Alfonso II Gonzaga (1616-1678), attraverso lo spoglio sistematico della corrispondenza esterna conservata presso l'Archivio Storico Comunale di Novellara. Oggetto di studio sono, pertanto, le commissioni agli artisti e il network degli agenti impiegati dal conte per acquisire opere d'arte, al fine di comprendere come il suo gusto abbia plasmato lo sviluppo della raccolta.The objective of this paper is to reconstruct the intense patronage and collecting activities of the Count of Novellara Alfonso II Gonzaga (1616-1678), through the systematic perusal of the external correspondence preserved in the Municipal Historical Archives of Novellara. Subject of study are, therefore, the commissions to artists and the network of agents employed by the count to acquire works of art, in order to understand how his taste shaped the development of the collection
Guidelines for sports nutrition: enhancing the value of protein products beyond packaging
La comunicazione dei prodotti proteici riveste un ruolo fondamentale nel settore della nutrizione sportiva e della salute, contribuendo alla loro attrattiva e riconoscibilità sul mercato. In un contesto altamente competitivo, un progetto efficace deve comunicare in modo immediato i benefici chiave del prodotto, come l’elevato contenuto proteico, l’assenza di zuccheri aggiunti e l’impiego di ingredienti naturali. Il progetto di tesi si propone di sviluppare una serie di linee guida progettuali per lo sviluppo della comunicazione dei prodotti proteici, rispondendo alle esigenze di un mercato in costante crescita e orientato a consumatori attenti alla salute e a uno stile di vita attivo. L’obiettivo è creare una base strutturata, utile ad informare i processi di design evidenziando l’uso strategico di elementi come colori, grafiche, font, toni di voce e forme del packaging, per rendere i prodotti immediatamente riconoscibili e capaci di catturare l’attenzione sullo scaffale e online. Il risultato è un sistema di indicazioni pratiche di supporto ai progettisti nella creazione di un’identitàCommunication of protein products plays a key role in the sports nutrition and health industry, contributing to their attractiveness and market recognition. In a highly competitive environment, an effective design must immediately communicate key product benefits, such as high protein content, no added sugars and the use of natural ingredients. This thesis project aims to develop a set of design guidelines for the development of protein product communication, responding to the needs of a growing market geared toward health-conscious and active lifestyle consumers. The goal is to create a structured, useful foundation to inform design processes by highlighting the strategic use of elements such as colors, graphics, fonts, tones of voice, and packaging shapes to make products instantly recognizable and attention-grabbing on the shelf and online. The result is a system of practical guidance to support designers in creating an identit
Crescita e caratterizzazione mediante spettroscopia Raman di film sottili di seleniuri e ossidi per applicazioni fotovoltaiche ed elettroniche
In this PhD thesis the growth and characterization of three kind of materials, deposited in form of thin-films, are reported. The materials are Antimony Selenide (Sb2Se3), Gallium Oxide (Ga2O3) and Barium Monoferrite (BaFe2O4), all promising materials for the realization of new devices in the field of photovoltaics and electronics. These materials have been mainly deposited by Low-Temperature Pulsed Electron Deposition (LT-PED) and Radio-Frequency Magnetron Sputtering (RF-MS) techniques. A systematic feed-back information from their characterization was fundamental to tune and define the optimal deposition conditions. Multiple techniques have been used to study the crystalline structure, composition, morphology, optical and electrical properties of deposited thin-films and devices: X-ray diffraction (XRD), Raman spectroscopy, Scanning Electron Microscope (SEM), Energy Dispersive X-Ray Spectroscopy (EDS/EDX), current-voltage measurements in dark and under Solar Simulator illumination, capacitance measurements and admittance spectroscopy. In particular, Raman spectroscopy turned out to be a fundamental complementary tool to finalize the structural characterization provided by XRD measurements and to reach the goal of depositing thin-films with the correct crystallographic phase or properties. Moreover, for the first time a preliminary study is presented on the application of Tip Enhanced Raman Spectroscopy (TERS) in the characterization at the nanoscale of interfaces, that in this case were those between these films and the neighboring layers.
In all the presented cases, the joint materials growth and characterization studies led to improved knowledge on the properties of these promising materials and to an optimization of the deposition process up to obtain good-quality thin-films that can be used for the production of new devices.In questa tesi di dottorato sono riportate la crescita e la caratterizzazione di tre diversi tipi di materiali, depositati in forma di film sottili. I materiali sono Seleniuro di Antimonio (Sb2Se3), Ossido di Gallio (Ga2O3) e Monoferrite di Bario (BaFe2O4), tutti materiali promettenti per la realizzazione di nuovi dispositivi nel campo del fotovoltaico e dell'elettronica. Questi materiali sono principalmente stati depositati con le tecniche Low-Temperature Pulsed Electron Deposition (LT-PED) e Radio-Frequency Magnetron Sputtering (RF-MS). Uno studio sistematico che fornisse un feed-back continuo sulla loro caratterizzazione è stato fondamentale per la definizione e la messa a punto delle condizioni di deposizione ottimali. Diverse tecniche sono state utilizzate per studiare la struttura cristallina, la composizione, la morfologia, pe proprietà ottiche ed elettriche dei film depositati e dei dispositivi da essi ottenuti: diffrazione a raggi X (XRD), spettroscopia Raman, Microscopio Elettronico a Scansione (SEM), spettroscopia a raggi X a dispersione di energia (EDS/EDX), misure di corrente-tensione in condizioni di buio o sotto illuminazione di un simulatore solare, misure di capacità e di spettroscopia di ammettenza. In particolare la spettroscopia Raman si è rivelata uno strumento fondamentale e complementare alle misure XRD per definire in modo corretto la caratterizzazione strutturale e per raggiungere l'obiettivo di depositare film sottili con la corretta fase cristallografica e le corrette proprietà. Inoltre, per la prima volta è stato presentato uno studio preliminare sull'applicabilità della tecnica Tip Enhanced Raman Spectroscopy (TERS) nella caratterizzazione alla nanoscala delle interfacce, in questo caso tra questi film e gli strati confinanti.
In tutti i casi presentati, gli studi congiunti di crescita e caratterizzazione dei materiali ha portato sia ad accrescere la conoscenza sulle proprietà di questi promettenti materiali, sia ad ottimizzare i processi di crescita per ottenere film sottili di buona qualità che possano essere impiegati nella produzione di dispositivi innovativi
Effectiveness of Action Observation Treatment combined with virtual reality in patients with chronic cerebral stroke
Il presente elaborato propone, in primis, una trattazione della letteratura sull’ictus celebrale e sulle tecniche neuroriabilitative per il recupero della funzionalità motoria e cognitiva in pazienti post-ictus, focalizzando l’attenzione sul sistema dei neuroni mirror (MNS) e sulla neuroplasticità associata all’apprendimento per imitazione. Si presenta quindi la tecnica di neuroriabilitazione nota come Action Observation Treatment (AOT), che sfrutta le proprietà del MNS e l’impiego della Realtà Virtuale (VR) per il recupero motorio delle funzioni degli arti superiori post ictus. Infine, vengono presentati dati preliminari di uno studio randomizzato controllato (RCT) con follow-up a 6 mesi, con l’obiettivo di analizzare l’efficacia dell’AOT integrato con la VR rispetto alla sola terapia riabilitativa con VR nel recupero della funzionalità motoria dell’arto superiore in pazienti con ictus in fase cronica. Vengono anche presentati dati preliminari di risonanza magnetica funzionale (fMRI) su un sottogruppo di pazienti che hanno seguito il trattamento riabilitativo per evidenziare i cambiamenti plastici dell’attivazione del MNS a seguito di tale intervento.This paper proposes, first of all, a discussion of the literature on cerebral stroke and
neurorehabilitation techniques for the recovery of motor and cognitive function i n post stroke
patients, focusing attention on the mirror neuron system (MNS) and the associated neuroplasticity to
learning by imitation. Then, the neurorehabilitation technique known as Action Observation
Treatment (AOT), which use the properties of the MNS and Virtual Reality (VR) are presented as
tools for the motor recovery of the functions of the upper limbs after stroke. Finally, preliminary data
from a randomized controlled trial (RCT) with 6 month follow up are presented , with the aim of
analyzing the effectiveness of AOT integrated with VR compared to VR rehabilitation therapy alone
in recovering motor function of the upper limb in patients with stroke in the chronic phase.
P reliminary data of functional magnetic re sonance imaging (fMRI) are also presented, concerning a
subgroup of patients who followed the rehabilitation treatment . The aim is to focus the attention on
the plastic changes in MNS activation following this intervention
Therapeutic approaches in dogs with Chronic Inflammatory Enteropathies
Le enteropatie infiammatorie croniche (CIE) nei cani rappresentano un gruppo eterogeneo di malattie gastrointestinali caratterizzate da infiammazione persistente e danno al tratto intestinale, con sintomi principali tra cui diarrea cronica, vomito e perdita di peso. La gestione di queste condizioni è complessa e in continua evoluzione, con l’obiettivo di migliorare il controllo della malattia e la qualità della vita dei pazienti.
Le CIE sono associate alla disbiosi, uno squilibrio nel microbiota intestinale che compromette la sintesi di metaboliti benefici. Gli approcci terapeutici tradizionali, come gli antibiotici, hanno mostrato delle limitazioni, sottolineando la necessità di strategie alternative poiché questi farmaci possono esacerbare lo squilibrio intestinale. Studi recenti suggeriscono che il trattamento dietetico, inclusa la prova di diversi tipi di diete, è cruciale e può portare a miglioramenti significativi. Inoltre, nuovi trattamenti come prebiotici, probiotici, sinbiotici e trapianto di microbiota fecale (FMT) stanno guadagnando attenzione, sebbene le prove rimangano limitate.
Scopo della presente tesi è di illustrare gli attuali approcci terapeutici per le CIE nei cani, ponendo particolare enfasi sulle modalità di attuazione, la loro capacità di modulare il microbiota intestinale e la prognosi associata a ciascuna terapia sulla scorta della più recente bibliografia disponibile.Chronic inflammatory enteropathies (CIE) in dogs represent a diverse group of gastrointestinal diseases characterized by persistent inflammation and damage to the intestinal tract, with primary symptoms including chronic diarrhea, vomiting, and weight loss. Managing these conditions is complex and continuously evolving, aiming to improve disease control and the quality of life for the patients.
CIE are associated with dysbiosis, an imbalance in the intestinal microbiota that impairs the synthesis of beneficial metabolites. Traditional therapeutic approaches, such as antibiotics, have shown limitations, highlighting the need for alternative strategies since these drugs can exacerbate intestinal imbalance. Recent studies suggest that dietary treatment, including testing various dietary types, is crucial and can lead to significant improvements. Additionally, new treatments such as prebiotics, probiotics, synbiotics, and fecal microbiota transplantation (FMT) are gaining attention, although evidence remains limited. The therapeutic approach to CIE has thus shifted towards managing the enteropathy by modulating the microbiota and diet, with prebiotics, probiotics, synbiotics, and FMT appearing to support this strategy.
This thesis work thoroughly explores current therapeutic approaches for CIE in dogs, examining the available types for each, their implementation methods, their ability to modulate the intestinal microbiota, and the prognosis associated with each therapy as reported in various studies