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Il Lascito Spinola, eredità di un cardinale
L’articolo intende analizzare la volontà del cardinale genovese Giovanni Battista Spinola III (1681-1752), in possesso di un patrimonio di 100.000 scudi – inclusa una quadreria a Roma di almeno 348 dipinti – volutamente liquidato e donato in eredità al Magistrato di Misericordia di Genova. Il ricavato ha costituito il “Lascito Spinola” in favore dei poveri, attivo fino allo scadere del XIX secolo.
The attentional capture of natural scenes depicting different semantic contents
In questo studio si è indagata la cattura attentiva da parte scene naturali con contenuti semantici differenti. Sono state presentate immagini emozionali come distrattori alla periferia dello schermo, mentre i partecipanti erano impegnati nell’esecuzione di un compito principale, ossia rilevare il corretto orientamento di un gabor, premendo il tasto“v” quando questo era orientato a 0° e il tasto “g” quando era orientato a 90°. I risultati hanno mostrato un effetto significativo delle 26 categorie sui tempi di reazione, dimostrando che questi variano significativamente in base alle differenti categorie semantiche. Tuttavia, tra le 26 categorie di stimoli presentati, le uniche a mostrare un effetto significativo sui tempi di reazione e quindi a interferire sulla performance dei soggetti sono: coppie erotiche, nudo femminile e nudo maschile. Inoltre, non è stata riscontrata una differenza significativa nei tempi di reazione tra maschi e femmine in relazione alle 26 categorie di stimoli.The present study investigated the attentional capture by natural scenes with different semantic
contents varying in emotional intensity and pleasantness. 30 participants took part to the study.
Emotional images were presented as distractors at the periphery of the screen, while the participants
were engaged in performing a main task, namely detecting the correct orientation of a gabor. Results
showed a significant effect of picture content on reaction times, demonstrating that there are specific
categories that are more effective in capturing attention, with both pleasant and unpleasant valence.
However, among the 26 categories of stimuli presented, the only ones to show a significant effect on
reaction times and therefore to interfere with the subjects' performance are: erotic couples, female
nude and male nude. Furthermore, no significant difference was found in reaction times between
males and females across the 26 stimulus categories
New formulation approaches for reducing the environmental impact of artificial insemination in swine farming
Lo sviluppo dell’industria suinicola mondiale è basato sull’inseminazione artificiale. Questa tecnica è applicata nella maggioranza delle industrie suine mondiali al fine di ottimizzare e controllare la qualità del prodotto suinicolo e si basa sulla diluizione del liquido seminale in una soluzione acquosa contenente diverse sostanze con la funzione di aumentare il volume e il numero delle dosi seminali e di mantenere vitali le cellule spermatiche. Per controllare la crescita batterica e la formulazione viene arricchita con antibiotici. Tuttavia, l’utilizzo di cocktails di molecole antibiotiche all’interno del diluitore seminale può accentuare il pericolo di insorgenza di antibiotico resistenza per ceppi batterici che potrebbero avere un grosso impatto sulla salute umana. Data questa premessa, la prima parte di questa tesi ha riguardato lo sviluppo di una formulazione eco sostenibile di un diluitore seminale senza antibiotici. Al fine di sviluppare il prodotto sono state selezionate due sostanze ecosostenibili di origine naturale una proteina e un polipeptide. Queste sostanze sono state inserite a diverse concentrazioni all’interno di una formulazione base senza antibiotici. Sono state condotte e analisi di motilità degli spermatozoi e la valutazione della carica batterica totale di campioni seminali diluiti nelle formulazioni. La concentrazione finale per entrambe le biomolecole che positivamente hanno superato le prove di motilità e di contenimento della crescita batterica sono state testate mediante esperimenti di citotossicità direttamente su spermatozoi di verro e su cellule uterine mediante saggio MTT, risultando in una non tossicità delle biomolecole alle concentrazioni selezionate. La formulazione è stata quindi nominata Eco01. Al fine di valutare anche la loro incidenza sulla membrana plasmatica degli spermatozoi sono stati effettuate scansioni mediante microscopia a forza atomica durante tutta la durata della conservazione, con in risultato che la formulazione Eco01, diversamente da altre formulazioni in commercio, non alterava significativamente la struttura della membrana plasmatica degli spermatozoi. Infine, esperimenti condotti in vivo, hanno dimostrato che formulazione Eco01 non modificava la capacità fecondante degli spermatozoi rispetto ad una formulazione commerciale contenente antibiotici.
Nelle industrie di produzione suina il benessere animale rappresenta un altro fattore di grande importanza. In particolare, la castrazione chirurgica dei suinetti è una pratica comune nelle industrie di produzione suina, finalizzata a non alterare l’accettabilità della carne suina al consumatore abbassando il livello di ormoni sessuali presenti in essa; spesso, la castrazione chirurgica viene condotta senza l’utilizzo di analgesia ed anestesia a causa dell’elevato costo di queste pratiche per gli allevamenti. A questo proposito, la seconda parte di questo progetto prevedeva di testare in via preliminare l’effetto di molecole in grado indurre stress nelle cellule spermatiche al fine di sbilanciare l’equilibrio della popolazione spermatica favorendo la sub-popolazione delle cellule con il cromosoma X rispetto a quelle con il cromosoma Y. Come molecole modello sono state testate il bisfenolo A, lipopolisaccaride, tassolo e sodionitroprussiato. Sono stati analizzati i parametri cinetici di motilità delle cellule spermatica all’interno di un diluitore seminale suino. Inoltre, è stato valutato anche l’effetto della variazione del pH della soluzione del diluitore. I dati ottenuti rivelano che alle più alte concentrazioni tutte le sostanze inibiscono significativamente i parametri cinetici come diretta conseguenza dell’inibizione del moto cellulare mediante agglutinazioni testa-testa e di inibizione delle attività metaboliche cellulari, dati che sono stati riscontrati anche nei saggi di attività metabolica (saggio MTT). L’effetto di queste sostanze potrebbe essere usato come strategia di depotenziamento selettiva per le cellule aventi il cromosoma Y per lo sviluppo futuro di un diluitore seminale suino in grado di determinare il sessaggio delle cellule.
Inoltre, è stato condotto un periodo di ricerca industriale di sei mesi. Durante la prima fase di questo periodo è stato sviluppato un metodo per migliorare la distribuzione dei componenti nella formulazione in polvere rendendo più omogenee le dosi delle unità di dispensazione del diluitore Con questo obiettivo, è stata studiata la possibilità di disperdere, la proteina presente nella formulazione Eco01 spruzzandone una soluzione acquosa direttamente sulla polvere del componente presente in maggior quantità nella formulazione stessa (saccarosio cristallino). Per valutare la fattibilità del metodo dapprima è stata studiata la distribuzione di un colorante alimentare sulla stessa polvere ed una volta ottimizzate le condizioni sperimentali sono state effettuate le prove con la sostanza d’interesse. Il grado di omogeneità della miscela in polvere così ottenuta si attestava all’83 ± 3%.
La seconda fase del periodo di ricerca industriale ha riguardato l’omogenizzazione di miscele contenenti una bassa dose di antibiotici rispetto ai diluitori seminali attualmente in uso nell’inseminazione artificiale suina. Infatti, il problema riscontrato dall’azienda nella riduzione del contenuto degli antibiotici riguardava la loro distribuzione nelle formulazioni su scala industriale, che portava ad un’aggregazione dei singoli componenti. Preliminarmente, un nuovo metodo di quantificazione basato sulla derivatizzazione della gentamicina e la sua successiva lettura in UV/Vis è stato progettato e validato. Successivamente sono state condotte prove di miscelazione binaria con l’obiettivo di costruire miscele ordinate (adesive) sfruttando l’interazione fra le particelle anche basata sulla loro distribuzione dimensionale. Queste prove hanno permesso di ottimizzare le procedure di ingresso delle materie prime all’interno del miscelatore utilizzato per la produzione su scala industriale. Ciò ha consentito di portare la distribuzione della gentamicina nella unità di vendita all’interno dell’intervallo ottimale di produzione (± 20 % del valore nominale di gentamicina).The development of the global pig farming industry relies on artificial insemination. This technique is applied in most pig production industries worldwide to optimize and control the quality of swine products. It is based on the dilution of seminal fluid in an aqueous solution containing various substances that increase the volume and number of semen doses while maintaining sperm cell viability. To control bacterial growth, the formulation is enriched with antibiotics. However, the use of antibiotic cocktails within semen extenders may increase the risk of antibiotic resistance in bacterial strains, which could significantly impact human health. Given this premise, the first part of this thesis focused on developing an eco-sustainable, antibiotic-free semen extender formulation. To create the product, two natural eco-sustainable substances a protein and a polypeptide were selected. These substances were incorporated at different concentrations into a base antibiotic-free formulation. Analyses were performed on sperm motility and the total bacterial load of semen samples diluted in these formulations. The final concentrations of both biomolecules that positively passed motility tests and bacterial growth containment were tested for cytotoxicity directly on boar spermatozoa and uterine cells using the MTT assay, showing no toxicity at the selected concentrations. The formulation was thus named Eco01. To evaluate its effect on the sperm plasma membrane, atomic force microscopy (AFM) scans were performed throughout the storage period. Results indicated that, unlike other commercial formulations, Eco01 did not significantly alter the structure of the sperm plasma membrane. Finally, in vivo experiments demonstrated that the Eco01 formulation did not affect the fertilizing capacity of spermatozoa compared to a commercial formulation containing antibiotics.
Animal welfare is another crucial factor in the pig production industry. Surgical castration of piglets is a common practice aimed at maintaining pork acceptability for consumers by lowering the level of sex hormones present in the meat. Often, this procedure is performed without analgesia or anaesthesia due to the high costs for farms. To address this issue, the second part of this project aimed to preliminarily test the effect of molecules capable of inducing stress in sperm cells to disrupt the equilibrium of the sperm population, favouring X chromosome-bearing cells over Y chromosome-bearing cells. The molecules tested as a model included bisphenol A, lipopolysaccharide, taxol, and sodium nitroprusside.
Sperm motility kinetic parameters were analysed within a boar semen extender. Additionally, the effect of pH variation in the extender solution was evaluated. The data revealed that at higher concentrations, all substances significantly inhibited the kinetic parameters, primarily due to head-to-head agglutination and inhibition of cellular metabolic activities, as confirmed by MTT metabolic activity assays. The effects of these substances could potentially be used as a selective depowering strategy for Y chromosome-bearing cells, supporting the future development of a boar semen extender capable of sperm sex-sorting.
A six-month industrial research period was also conducted. During the first phase, a method was developed to improve component distribution in the powder formulation, ensuring a more homogeneous dosage in the semen extender dispensing units. To achieve this, an aqueous solution of the protein in Eco01 was sprayed directly onto the formulation's major powder component (crystalline sucrose). To evaluate the method’s feasibility, a food-grade dye's distribution on the same powder was studied first. Once experimental conditions were optimized, tests were conducted with the target substance. The homogeneity of the resulting powder mixture reached 83 ± 3%.
The second phase of the industrial research period focused on homogenizing mixtures containing a low dose of antibiotics compared to semen extenders currently used in artificial insemination. The company had encountered challenges in reducing antibiotic content due to uneven distribution during industrial-scale formulation, leading to component aggregation.
Initially, a new quantification method based on gentamicin derivatization and subsequent UV/Vis analysis was designed and validated. Binary mixing trials were then conducted to create ordered (adhesive) mixtures by leveraging particle interactions, including their size distribution. These trials optimized procedures for introducing raw materials into the industrial mixer, ensuring that gentamicin distribution in commercial units fell within the optimal production range (±20% of the nominal gentamicin value)
Le spoliazioni sabaude (1861-1869). Gli itinerari delle collezioni ducali parmensi in epoca postunitaria
Il presente saggio intende ripercorrere, tramite le fonti d’archivio, le vicende legate alle spoliazioni operate dai Savoia tra il 1861 e il 1869 nei territori dell’ex Ducato di Parma e Piacenza, cercando di evidenziare come i beni mobili, in particolare quelli d’interesse artistico, siano stati prelevati dalla loro collocazione originale e distribuiti tra le molteplici residenze sabaude
Sustainable diets within a sustainable food systems perspective
For over 12,000 years, humanity has thrived under stable climatic conditions that sustain Earth's balance. However, the Planetary Boundaries (PB) framework posits that exceeding certain environmental limits could disrupt this stability, potentially jeopardizing human survival. Agriculture and food systems significantly contribute to PB transgressions, with four already breached—climate change, biodiversity loss, land system change, and nutrient cycles. Sustainable Development Goals (SDGs) are at risk, as nearly half of current food production relies on practices that exceed PB limits, underscoring the urgent necessity for transformative action in food systems and climate policies.
Despite global commitments, such as the COP28 roadmap, current efforts are insufficient to achieve the 1.5 °C climate target or attain the SDGs by 2030. Suboptimal diets contribute to 22% of global mortality, and food security remains a significant concern as 30% of the population experiences food insecurity. Sustainable diets are contingent upon resilient food systems, which are influenced by environmental, economic, sociocultural, and political factors. While frameworks such as the Planetary Health Diet and food-based dietary guidelines offer potential solutions, challenges persist in aligning diets with cultural and economic realities, as well as creating supportive food environments.
To address these challenges, this doctoral thesis will focus on developing evidence-based recommendations for policymakers. The research will assess food systems comprehensively from a dietary perspective, considering health, environmental, economic, and socio-cultural dimensions, to inform structural policy changes that promote sustainable diets for all. Achieving this balance is critical to mitigate environmental impacts, enhancing public health, and ensuring global food security.
This Doctoral Thesis comprises five studies conducted with the objective of estimating and promoting sustainable diets. The initial study proposed a mathematical optimization model for transforming current diets into four-dimensional sustainable diets and determining their feasibility. Furthermore, this study compared various data sources to estimate their differences at the result level, and different optimization models were implemented for national and sub-national population groups. Subsequently, two global reviews were conducted to ascertain the promotion of sustainable diets at a national public policy level. The first review examined food-based dietary guidelines' iconographies to assess the extent to which dietary guidelines depict sustainability dimensions and messages within their graphics. The second review analyzed the evidence of food eco-labeling to understand its impact and propose recommendations for decision-makers when implementing eco-labels. Finally, two additional studies were conducted to evaluate food environments and nudge interventions in different work settings. The first study involved the development of an ICT application to educate, communicate, and nudge workers to choose healthier options in the work canteen. The second study investigated the differences in food-at-work conditions among various types of workers, focusing on office and remote work food environments, eating habits, and overall dietary conditions.
Our findings demonstrated that a multi-objective mathematical model can incorporate four dimensions of sustainability to evaluate and propose these types of diets. Four-dimensional sustainable diets are feasible under all constraints considered, for the national and sub-national population groups in Chile. This methodology could be applied to any population group. However, attention should be directed to data sources for estimating these diets. Subsequently, we determined that Food-Based Dietary Guidelines (FBDGs) and other national dietary guidelines iconographies fail to depict four-dimensional sustainable diets. Only 8 guidelines at the global level incorporated the four dimensions, and although sustainability is increasingly being considered over time, the economic and socio-cultural dimensions are typically underrepresented. When examining food environments in greater depth, we found that eco-labels are effective tools to communicate sustainability aspects of foods at the point of purchase; however, the policy design and its implementation must be carefully developed. Furthermore, when assessing food environments in workplaces, we found that ICT applications and nudges are effective in motivating and guiding consumers toward more sustainable and healthier choices; however, improved outcomes could potentially be achieved if the canteen food offers are also modified. Lastly, the study conducted to understand workers' food conditions and the comparison made between working from home and at work revealed that food benefits vary significantly among different types of workers deepening inequity, and that working from home appears to be a protective factor for healthier diets, as workers reported cooking healthier meals at home and noted that fewer healthy options were available at the office, where they were more susceptible to unhealthy food choices.
This doctoral thesis elucidates the viability of four-dimensional sustainable diets, which balance health, planetary boundaries, economic accessibility, and alignment with current dietary patterns. Through the utilization of an optimization model, it facilitates the adaptation of sustainable dietary options for diverse populations based on regional requirements. However, the study underscores the influence of data sources and methodological choices, such as the use of national versus international dietary data form FAO, thresholds for affordability, and food waste considerations, which can significantly impact the results. Additionally, FBDGs have demonstrated a gradual trend towards integrating sustainability, although aspects such as affordability, personal preferences, and gender roles still necessitate further attention.
Furthermore, the thesis indicates the potential of food eco-labels and ICTs as efficacious tools to guide consumer choices, particularly in workplace settings where dietary quality tends to decline. However, the effectiveness of these tools is largely contingent upon the visibility and clarity of their messages. A workplace-focused intervention utilizing ICTs could promote healthier choices, although the benefits would be amplified with a more comprehensive food environment redesign.
In conclusion, the thesis posits that sustainable diets, implemented across various levels from national policies to workplace canteens, support both human and planetary health. Economic and cultural considerations must remain central to these interventions for their successful implementation in diverse food systems
Respirable powder embedding levothyroxine nanoparticles for the treatment of pulmonary fibrosis
La fibrosi polmonare idiopatica è definita come una condizione cronica in cui la normale anatomia polmonare è alterata da un meccanismo di rimodellamento attivo, deposizione di matrice extracellulare e cambiamenti nei fenotipi cellulari. Questi cambiamenti nell'architettura polmonare causano una riduzione irreversibile della diffusione dell'ossigeno e della funzionalità polmonare, che porta rapidamente alla morte. Dal punto di vista patologico, la IPF è una malattia complessa che deriva da un'interazione tra diversi fattori. Sono state osservate diverse anomalie correlate all'invecchiamento, come l'anomalia della morfologia mitocondriale, la riduzione del processo di fusione e la mitofagia. L'attività dell'ormone tiroideo nella regolazione della biogenesi mitocondriale è stata dimostrata sperimentalmente e uno studio recente ha proposto la possibilità di invertire lo stato fibrotico nel modello di topi fibrotici indotti da bleomicina mediante aerosolizzazione dell'ormone tiroideo.
La somministrazione locale di farmaci può essere vantaggiosa in alcune malattie polmonari, poiché consente di mirare al polmone, somministrare la giusta quantità di farmaco e ridurre gli effetti collaterali. A questo proposito, le polveri secche offrono vantaggi rispetto alle formulazioni liquide in relazione alla possibile modifica della superficie e all'ingegneria delle particelle, nonché alla possibilità di stabilizzare il farmaco in una matrice solida, riducendo così i fenomeni di degradazione a lungo termine e la proliferazione microbica. Inoltre, la scarsa solubilità in acqua della levotiroxina rende difficile o addirittura inadatto l'uso di una soluzione per nebulizzazione. L'obiettivo di questa tesi era lo sviluppo di una polvere secca per la somministrazione polmonare di levotiroxina (LT4) basata su microparticelle nano-incorporate di levotiroxina come nuovo
trattamento per la fibrosi polmonare idiopatica. Per raggiungere l'obiettivo desiderato, è stato selezionato un polimero come l'alcol polivinilico (PVA) in due pesi molecolari come agente formante la struttura delle particelle. Il PVA è un polimero sintetico biocompatibile e biodegradabile ampiamente utilizzato in biomedicina. I PVA hanno aumentato significativamente la solubilità apparente di LT4 in acqua, consentendo la formazione di sistemi colloidali che sono stati trasformati in polveri inalabili mediante essiccazione a spruzzo. Queste polveri presentavano una distribuzione delle dimensioni delle particelle con un diametro mediano compreso tra 5 e 9 µm, senza alcun effetto significativo sul rapporto farmaco/polimero né sul peso molecolare del polimero. La valutazione aerodinamica, eseguita dall'impattore di nuova generazione, ha fornito un MMAD di 3,5 e 4,57 µm (rispettivamente per la polvere preparata con il peso molecolare basso e alto del PVA), mentre la frazione di particelle fini era vicina al 70% in entrambi i casi.Le osservazioni mediante microscopia elettronica a scansione hanno evidenziato particelle cave sferiche, giustificando così la differenza osservata tra diametro geometrico e aerodinamico. È interessante notare che la nanostruttura di levotiroxina (con una dimensione media tra 180 e 200 nm) era presente sulla superficie delle microparticelle, indicando che il polimero fungeva da trasportatore per le nanoparticelle del principio attivo. Le nanoparticelle di levotiroxina venivano facilmente rilasciate dalle microparticelle, dando origine alla nanosospensione madre al contatto con un mezzo acquoso. La tossicità, l'internalizzazione e gli effetti metabolici delle polveri secche sono stati studiati in vitro sulla linea cellulare A549. La vitalità cellulare era vicina al 95% in tutti i punti temporali misurati, indicando una buona tollerabilità. Per quanto riguarda la modulazione metabolica, le cellule esposte alle sospensioni hanno mostrato una riduzione della produzione di specie reattive dell'ossigeno (ROS) e una variazione del potenziale di membrana mitocondriale (MMP). Entrambi questi parametri indicano che la formulazione ha fornito una modulazione metabolica; in particolare, la riduzione della produzione di ROS è legata alla riduzione dello stress ossidativo cellulare che gioca un ruolo nello sviluppo della fibrosi mentre l'MMP è correlato allo stato di polarizzazione dei mitocondri e di conseguenza alla loro integrità e funzionalità. La formulazione è stata internalizzata in misura significativamente maggiore rispetto alla soluzione LT4, probabilmente non solo per un effetto diretto dei componenti della formulazione ma anche per la grande differenza nella concentrazione del farmaco nella fase liquida che può essere ottenuta con la nanosospensione polimerica contenente LT4. In conclusione, il presente lavoro di tesi dimostra la fattibilità di una polvere per somministrazione polmonare di levotiroxina in grado di raggiungere il polmone profondo e il compartimento intracellulare in modo efficace ed efficiente, fornendo così un primo elemento solido e scientificamente fondato per lo sviluppo di un medicinale in grado di offrire una valida risposta terapeutica ai pazienti con IPF.Idiopathic pulmonary fibrosis is defined as a chronic condition in which the normal lung
anatomy is altered by a mechanism of active remodeling, extracellular matrix deposition, and
changes in cellular phenotypes. These changes in lung architecture cause an irreversible
decrease in oxygen diffusion and lung function, rapidly leading to death. From the pathological
point of view, IPF is a complex disease that results from an interplay between different factors.
Different aging-related abnormalities, such as mitochondrial morphology abnormality,
reduction of the fusion process, and mitophagy, have been observed. The activity of thyroid
hormone in mitochondrial biogenesis regulation has been experimentally demonstrated and a
recent study has proposed the possibility of reversing the fibrotic state in bleomycin-induced
fibrotic mice model by thyroid hormone aerosolization.
Local delivery of medications can be advantageous in some pulmonary diseases, as it allows
for targeting the lung, delivering the right amount of drug, and reducing the side effects.
In this respect dry powders offer advantages compared to liquid formulations related to the
possible surface modification and particle engineering, as well as the possibility of stabilizing
the drug in a solid matrix, thus reducing the long-term degradation phenomena and microbial
proliferation. In addition, the poor solubility in water of levothyroxine makes challenging or
even unsuitable the use of a solution for nebulization.
The aim of this thesis was the development of a dry powder for the lung administration of
levothyroxine (LT4) based on levothyroxine nano-embedded microparticle as a novel
treatment for idiopathic lung fibrosis.
To achieve the desired goal a polymer such as polyvinyl alcohol (PVA) in two molecular
weights, was selected as particle structure-forming agent. PVA is a synthetic biocompatible
and biodegradable polymer widely used in biomedicine. PVAs significantly increased LT4
apparent solubility in water affording the formation of a colloidal systems that were
transformed in inhalable powders by spray drying. These powders presented a particle size
distribution with a median diameter ranging between 5 to 9 µm, with no significative effect of
drug/polymer ratio nor of the polymer molecular weight. The aerodynamic assessment,
performed by the next-generation impactor, afforded an MMAD of 3.5 and 4.57 µm
(respectively for the powder prepared with the low and high PVA molecular weight), while the
fine particle fraction was near 70 % in both cases.
Observations by scanning electron microscopy, evidenced spherical hollow particles, thus
justifying the difference observed between geometric and aerodynamic diameter. Interestingly,
levothyroxine nanostructure (with an average size between 180 and 200 nm) was present on
the microparticle surface, indicating that the polymer acted as a carrier for the active ingredient
nanoparticles.
Levothyroxine nanoparticles were easily released from the microparticles, giving rise to the
parent nanosuspension upon contact with aqueous media.
Toxicity, internalization and metabolic effects of the dry powders were investigated in vitro on
A549 cell line. Cell vitality was close to 95 % at all the measured time points indicating good
tolerability.
As for the metabolic modulation, the cells exposed to the suspensions showed a reduction of
reactive oxygen species (ROS) production and a variation of the mitochondrial membrane
potential (MMP).Both these parameters indicate that the formulation afforded a metabolic
modulation; in particular, the reduction in the ROS production is linked to the reduction of the
cellular oxidative stress that play a role in the fibrosis development while MMP is related to
the polarization state of the mitochondria and consequently to their integrity and functionality.
The formulation was internalized to a significantly higher extent compared to the LT4 solution,
likely not only for a direct effect of the formulation components but also for the great different
in drug concentration in the liquid phase that can be achieved with the polymeric LT4-containg
nanosuspension.
In conclusion, the present thesis work demonstrates the feasibility of a powder for pulmonary
administration of levothyroxine able to reach the deep lung as well as the intracellular
compartment in an effective and efficient manner, thus providing a first solid and scientifically
grounded element for the development of a medicinal product capable of offering a valid
therapeutic response to IPF patients
The role of Design in the plant-based transition in Italy
L'alimentazione vegana è sempre più diffusa e accettata in Italia, ma continua a generare accesi dibatti culturali e sociali, sia tavola che sui social. Una dieta plant-based è considerata il modello alimentare più efficace per la riduzione delle emissioni, dell’utilizzo di suolo e terra, oltre a prevenire numerose patologie quali malattie cardiache, infarti, cancro e diabete di tipo 2. È dunque necessario favorire una transizione verso la riduzione dei prodotti di origine animale, e il design gioca un ruolo chiave in questa transizione, influenzando la percezione e l’adozione di nuovi modelli alimentari. Attraverso un’analisi di mercato, una comparazione tra case studies e un questionario, questa tesi arriva a proporre delle linee guida per i prodotti plant-based in Italia. Veganism is gaining increasing traction and acceptance in Italy, yet it continues to ignite lively cultural and social debates, both around the dining table and across social media. A plant-based diet is widely regarded as the most effective dietary model for reducing greenhouse gas emissions, land and soil use, and for preventing numerous diseases, including heart disease, strokes, cancer, and type 2 diabetes. Promoting a transition towards a reduced reliance on animal-based products is therefore essential, with design playing a pivotal role in shaping perceptions and fostering the adoption of new dietary models. Drawing on market analysis, case studies, and a survey, this thesi wants to offer a framework for plant-based products in the Italian context
Tradurre dall'italiano nell'Edad de Plata: il caso di Enrique Díez-Canedo
La tesi si configura come uno studio descrittivo di traduzione che indaga la pratica traduttiva tra lingue affini come spagnolo e italiano nella Edad de Plata analizzando il caso di un traduttore spagnolo estremamente prolifico.
Enrique Díez-Canedo è una delle personalità più interessanti della prima metà del XX secolo e dedica l’intera vita al lavoro di traduzione − a partire da numerose lingue, tra cui l’italiano − contribuendo alla professionalizzazione della figura del traduttore.
Durante l’Edad de Plata in Spagna i traduttori dall’italiano, che si riconoscono come tali per regolarità e qualità del lavoro, sono un numero molto ristretto e tra di loro assume una posizione particolarmente rilevante Díez-Canedo per il volume delle traduzioni. L’importanza della sua intensa ed estesa attività di traduzione non si esprime solo nella pratica traduttiva bensì anche nelle formulazioni teoriche e metodologiche che lascia disperse in numerosi scritti.
Lo studio delle sue traduzioni dall’italiano ha portato alla ricostruzione di un corpus che consta di quaranta quattro poeti e sessanta sette poesie tradotte. Della maggior parte degli autori Díez-Canedo traduce allo spagnolo uno o due testi.
Con le sue traduzioni attraversa otto secoli della letteratura italiana: dalla scuola poetica siciliana del XII secolo, ai marinisti dell’epoca barocca, ai romantici e i simbolisti, fino ai futuristi e ad alcune figure centrali del panorama letterario dei primi decenni del XX secolo.
La presente tesi parte dall’ipotesi generale che il lavoro di traduzione di Díez-Canedo costituisce un caso esemplificativo e precursore della moderna concezione della traduzione nell’Edad de Plata
Development of a Deep Learning algorithm to recognize abnormal findings at routine second trimester fetal brain ultrasound
Background
Mid-trimester transabdominal ultrasound is the standard method for routine prenatal screening of brain anomalies. However, ultrasound is highly operator-dependent, leading to variability in detection rates. Deep learning (DL) models hold potential for improving the detection rates of fetal brain anomalies in mid-trimester ultrasounds.
Objectives
The primary objective of this research is to develop a DL-based model to classify fetal brain images from mid-trimester ultrasounds as either normal or pathological.
Material and Methods
Retrospective multicenter cohort study involving eight fetal medicine centers worldwide, which provided fetal brain images in a 2:1 ratio of normal to abnormal cases. We included 319 cases from patients undergoing prenatal screening during the second trimester, with 218 normal cases and 101 pathological cases. Each case comprised one transventricular and one transcerebellar image. Abnormal cases were confirmed by neonatal ultrasound, follow-up examination, or autopsy. All images underwent preprocessing and data augmentation before training. We developed two DL models: 1) a “Full Image Model”, developed to analyse the entire brain image and 2) a “6 Regions Model”, that focuses on six manually annotated regions. Both models were trained and validated using two approaches: a hold-out validation with 65% of data for training, 20% for validation, and 15% for testing, and a 3-fold cross-validation approach using 85% for training/validation and 15% for testing. Performance was evaluated with accuracy, sensitivity, specificity, F1-score, and AUC.
Results
In the hold-out validation, the “Full Image Model” failed to converge, with unstable performance metrics despite more than 100 training cycles. Consequently, we discarded this model before the testing phase. The “6 Regions Model” achieved an AUC of 0.983 (95% CI 0.944 – 1.000), an accuracy of 93.6 (95% CI 87.2 – 100.0), a sensitivity of 93.3% (95% CI 78.6 – 100.0), a specificity of 93.8% (95% CI 84.4 – 100.0), and a F1-score of 0.903 (95% CI 0.765 – 1.000) on the test dataset. The average classification time for the “6 Regions Model” was approximately 50 milliseconds per image.
Conclusion
This thesis presents a novel DL model for classifying fetal brain images from routine mid-trimester ultrasound scans as normal or pathological. The model demonstrated excellent performance metrics, highlighting its potential as a valuable tool in clinical and educational settings. Future advancements in model complexity and clinical workflows are necessary to understand the model’s full potential in global prenatal screening, aiming to improve maternal-fetal health outcomes worldwide
Simplified Extraprostatic Extension grade (sEPE grade): a new predictive score for MRI assessment of extraprostatic tumor extension
Objectives: (i) to assess the reproducibility and predictive value of a simplified score for evaluating extraprostatic tumor extension (sEPE grade). (ii) To test the predictive value of the simplified score on site specific tumor location namely anterior or posterior zone.
Methods: Sixty-five patients (mean age ± SD, 67 years±6.3) with prostate cancer treated by radical prostatectomy, who underwent 1.5 Tesla multiparametric magnetic resonance imaging (mpMRI) within six months before surgery, were included. Concerning tumor location: in 18 patients’ prostate cancer was in the anterior zone and in 42 patients was in the posterior zone. sEPE grade was derived from mpMRI metrics: curvilinear contact length >15 mm (CCL), and capsular bulging/irregularity. The diameter of the index lesion (dIL) was also measured. Evaluations were independently performed by seven radiologists, and inter-reader agreement was tested by weighted Cohen K coefficient. A nested (two levels) Monte Carlo cross-validation was used. The best cut-off value for dIL was selected by means of the Youden J index to classify values into a binary variable termed dIL*. Logistic regression models based on sEPE grade, dIL* and clinical scores were used to predict pathologic EPE. Results on validation set were assessed by the main metrics of the Receiver Operating Characteristics Curve (ROC). Decision curve analysis (DCA) was performed. Based on our findings we defined and tested an alternative sEPE grade formulation.
Afterwards, the diagnostic performance of the alternative sEPE grade formulation was assessed on site specific tumor location.
Results: Pathologic EPE was identified in 31/65 (48%) patients. The average weighted kappa coefficient was 0.65 (95%C.I. 0.51-0.79), 0.66 (95%C.I. 0.48-0.84), 0. 67 (95%C.I. 0.50-0.84), and 0.43 (95%C.I. 0.22-0.63) for sEPE grading, CLL ≥15 mm, dIL* and capsular bulging/irregularity, respectively. The highest diagnostic yield in predicting EPE was obtained by combining both sEPE grade and dIL*(ROC-AUC 0.81). sEPE showed the highest AUC of 88% for depicting EPE of the anterior zone lesions.
Conclusions: The sEPE grade is reproducible and, when combined with dIL*, effectively predicts extraprostatic tumor extension, especially for anterior zone lesions