5603 research outputs found
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Il festival come dispositivo culturale e laboratorio storiografico
Il dossier si colloca all’interno del progetto PRIN 2022 Il Teatro dei festival tra locale e globale e assume il festival non come semplice contenitore di eventi, ma come forma storica e dispositivo culturale. Attraverso i casi del Festival Internazionale del Teatro Universitario di Parma e del Festival dei Due Mondi di Spoleto, i contributi interrogano il festival come spazio di negoziazione tra pratiche artistiche, assetti istituzionali, immaginari politici e trasformazioni sociali nel secondo Novecento italiano. L’analisi attraversa le fasi della genesi, della durata e della trasformazione, mettendo in relazione dimensione locale e reti transnazionali. Il lavoro si fonda su una metodologia plurale, che integra fonti archivistiche, stampa e fonti orali, assumendo la memoria non come deposito stabile, ma come processo di sedimentazione e rielaborazione. In questa prospettiva, il festival emerge come laboratorio storiografico privilegiato per osservare le dinamiche di persistenza, conflitto e trasmissione delle culture teatrali e performative
Storia e teatro negli anni Cinquanta: una premessa
La sezione dedicata agli anni Cinquanta è introdotta da una premessa di contesto, che ricostruisce il quadro geopolitico, culturale e teatrale entro cui nascono il FITU e il Festival dei Due Mondi, mettendo a fuoco le condizioni storiche che rendono possibile l’emergere del festival come forma
The place of women: Construction of the female imagination in “La Cucina italiana”
La tesi indaga la rappresentazione della donna nella rivista La Cucina Italiana tra gli anni Cinquanta e Settanta, periodo di significative trasformazioni sociali e culturali. Attraverso un’analisi visiva e linguistica di contenuti editoriali, la ricerca esplora il ruolo del design nella costruzione dell’immaginario femminile legato al cibo e alla sfera domestica. La parte progettuale propone un archivio interattivo che restituisce e rilegge criticamente la ricerca.The thesis investigates the representation of women in La Cucina Italiana magazine between the 1950s and 1970s, a period of significant social and cultural change. Through a visual and linguistic analysis of editorial content, the research explores the role of design in constructing the female image linked to food and the domestic sphere. The project proposes an interactive archive that presents and critically reinterprets the research
Bierfest Platz: A strategic development project for the brewieng and gastronomic event of Piazza dei mestieri
Il seguente progetto vuole esaminare, analizzare e trasformare un evento brassicolo e gastronomico che si svolge ogni anno a fine estate a Torino, chiamato Bierfest Platz, nato dalla realtà torinese Piazza dei Mestieri, attiva nel terzo settore e nella formazione. Il nuovo Bierfest viene relizzato grazie ad un progetto di ampliamento che si pone tre obiettivi principali: aumentare il numero di visitatori, diversificare il target e genarare più introiti per il finanziamento della realtà madre. Iniziando dall’analisi della realtà Piazza dei Mestieri, la sua storia, le attività, i valori e la mission il progetto prosegue con l’analisi dell’evento Bierfest Platz, la sua origine, il suo ruolo all'interno di Piazza dei Mestieri e la sua evoluzione nel tempo, in particolare l’ultima edizione, avvenuta a Settembre 2025. Il lavoro prosegue con una panoramica generale sul concetto di evento enogastronomico e sul come può essere sfruttato per la valorizzazione di un prodotto tipico, del territorio in cui viene prodotto e delle realtà locali che ne rappresentano la filiera. Si passa all'analisi di un questionario, somministrato ai partecipanti di Bierfest Platz 2025 durante i tre giorni di svolgimento dell’evento il cui obiettivo è raccogliere informazioni sul suo apprezzamento e andamento. Quest’ultimo, assieme ad un’analisi di casi studio inerenti al mondo degli eventi food & beverage, è stato un passaggio fondamentale per la realizzazione del piano di ampliamento. Il progetto propone tre linee progettuali, ognuna delle quali porta una diversificazione delle attività svolte durante il festival e della sua attrattiva. Il nuovo Bierfest deve mantenersi coerente con i valori e l’identità della realtà madre; far trasparire il legame con il territorio in cui si svolge (Torino) e mantenere il cuore delle edizioni precedenti del festival. This project aims to examine, analyze, and transform Bierfest Platz, a brewing and culinary event held annually in Turin at the end of summer. The event was established by Piazza dei Mestieri, a Turin-based organization active in the third sector and vocational training. The reimagined Bierfest is developed through an expansion plan with three primary objectives: increasing visitor numbers, diversifying the target audience, and generating greater revenue to fund the parent organization. Beginning with an analysis of Piazza dei Mestieri—its history, activities, values, and mission—the project moves on to examine Bierfest Platz: its origins, its role within the organization, and its evolution over time, with a focus on the most recent edition held in September 2025. The study continues with a general overview of the concept of food and wine events and how they can be leveraged to promote local products, the surrounding territory, and the local businesses within the supply chain. It then analyzes a survey distributed to attendees during the three-day Bierfest Platz 2025 event, aimed at gathering data on public satisfaction and performance. This data, combined with an analysis of case studies from the food and beverage industry, served as a foundational step in developing the expansion plan. Finally, the project proposes three strategic pillars, each introducing a diversification of festival activities and enhancing its overall appeal. The new Bierfest must remain consistent with the values and identity of the parent organization, highlight its connection to the city of Turin, and preserve the core essence of previous editions.
Festival dei Due Mondi: la fondazione di un “mito” (1958-1960)
Il saggio analizza la nascita del “mito” del Festival dei Due Mondi di Spoleto (1958-1960) come costruzione culturale, politica e simbolica, oltre la semplice programmazione artistica. Attraverso cataloghi, documenti d’archivio dell’amministrazione comunale e fonti orali, emerge il ruolo di Gian Carlo Menotti nel creare una narrazione fondata su libertà artistica, mecenatismo e fascino del passato, rivolta soprattutto al pubblico e ai finanziatori americani nel clima della Guerra Fredda. Il Festival si lega al genius loci di Spoleto, alla “nostalgia delle corti” evocata da Alberto Moravia nell’editoriale del catalogo del Festival e a un’estetica della memoria capace di trasformare la città in esperienza immersiva. Evento non completamente calato dall’alto, ma innestato su un tessuto culturale provinciale già vitale, il Festival diventa volano di rinnovamento urbano, turistico e identitario, incarnando le tensioni tra provincia e modernità nell’Italia del miracolo economico
(Ri)plasmare l’”Old Scotland”: l’uso degli spolia ad Abbotsford House
La spoliazione dell’architettura è un fenomeno antichissimo ed estremamente variegato. Nel contesto britannico del primo Ottocento, quello di Abbotsford House - dimora di Sir Walter Scott - appare un caso emblematico nel conciliare il diffuso antiquarian taste e l’espressione storica, artistica e letteraria di stampo romantico del suo committente anche al bene immobile, celando significati più profondi.
Grafene indotto da laser per applicazioni di sensoristica e stoccaggio energetico
In recent years, novel methods for graphene synthesis, such as laser-induced graphene (LIG), have attracted substantial attention. Since its discovery in 2014, research on LIG has expanded into various fields, from sensing devices to energy storage applications. LIG presents a straightforward and economical synthetic approach, promising to fill the gap between laboratory-scale studies and industrial production. Its synthesis involves the laser irradiation of a polymeric substrate, typically polyimide, under specific laser settings. The resulting material is a conductive, porous carbon structure composed of few-layer graphene sheets.
In this research project, LIG is explored as an electrode material for electrochemical glucose sensing and as an anode for both lithium-ion batteries (LIBs) and sodium-ion batteries (NIBs). The focus lies on developing a single-step method to decorate LIG with metallic nanostructures, simplifying synthesis while exploring light-matter interactions. The LIG composite materials were prepared by combining polyamic acid (PAA), the precursor of polyimide, with metal salt precursors and subsequently irradiating the mixture with a diode laser. This approach primarily induces a carbothermal reduction process, producing metallic nanoparticles (NPs) embedded in the LIG matrix.
For electrochemical glucose sensing, LIG-Cu composites were developed, leveraging the catalytic activity of copper nanoparticles (Cu-NPs) towards glucose oxidation. The resulting LIG-Cu material consists of Cu-NPs encapsulated within a few graphene layers, forming a metallic core with a thin oxidized shell. Among the tested composites with varying copper concentrations, the optimal sample exhibited high sensitivity and reproducibility in glucose oxidation, suggesting strong potential as a biosensing material.
Similarly, LIG composites with tin (Sn), antimony (Sb), and tin-antimony alloys (SnSb) were synthesized for battery applications. The structural analysis confirmed that the LIG matrix efficiently hosts Sn and Sb metallic NPs, as well as alloyed SnSb particles, all encapsulated by graphene layers. These composites were fabricated by casting the PAA and metal salt mixture directly onto copper current collectors, followed by laser treatment. When tested in half-cell configurations, both LIBs and NIBs demonstrated enhanced cycling stability and improved electrochemical performance, underscoring the versatility of LIG-metal composites as effective anode materials.
Furthermore, the synthesis process was adapted to create tin sulfide (SnS) chalcogenides by modifying the starting polymer to polyether sulfone (PES) and adding a tin precursor salt. Structural characterization of LIG-SnS confirmed the successful formation of the desired SnS phase, with minor secondary phases present. Electrochemical testing of the LIG-SnS electrode in NIBs revealed promising stability and potential for energy storage applications.
This study provides insights into the synthesis of LIG-metal composites using simple, scalable methods, demonstrating the adaptability of LIG in forming versatile composites suitable for both sensing and energy storage applications
Assistive robotics and empathy : towards human-robot emotional interaction
Negli ultimi anni, la robotica assistiva ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’ambito dell’assistenza e della riabilitazione, in particolare per le persone con Mild Cognitive Impairment (MCI) e altre forme di declino cognitivo. Tra le soluzioni emergenti, i Socially Assistive Robots (SARs) si distinguono per la loro capacità di offrire supporto emotivo e cognitivo, promuovendo il benessere psicologico e sociale degli utenti. Questa tesi esplora il concetto di robotica assistiva emotiva, con particolare attenzione al ruolo dell’empatia artificiale nei robot umanoidi e alle sue implicazioni neuroscientifiche.
Il primo capitolo introduce la robotica assistiva, delineandone l’evoluzione storica, le applicazioni e le attuali sfide tecnologiche ed etiche. Il secondo capitolo approfondisce il concetto di empatia dal punto di vista neuroscientifico, analizzando i meccanismi neurobiologici sottostanti e il loro potenziale impatto sull’interazione uomo-robot. Inoltre, viene esaminata la necessità di un design umanoide per favorire interazioni naturali ed efficaci. Il terzo capitolo si focalizza sull'analisi approfondita di NAO, un robot umanoide ampiamente utilizzato in contesti di riabilitazione neuropsicologica, e sulle sue applicazioni per il supporto ai pazienti con MCI. Viene esaminata la sua composizione ingegneristica e informatica, le capacità di rilevazione delle emozioni e i benefici dell'interazione con NAO in contesti terapeutici, evidenziando il suo impatto sulla qualità della vita e sulle capacità relazionali dei soggetti.
Attraverso un'analisi della bibliografia e una discussione delle prospettive future, questa ricerca mette in luce come l'integrazione di modelli avanzati di intelligenza artificiale possa migliorare le capacità empatiche dei SARs, rendendoli strumenti sempre più efficaci nella riabilitazione cognitiva e sociale. Tuttavia, permangono diverse sfide, tra cui la necessità di regolamentazioni etiche più stringenti e lo sviluppo di sistemi di apprendimento più adattivi.
Questa tesi si propone di contribuire alla comprensione del potenziale della robotica assistiva emotiva, sottolineando il suo impatto sulla qualità della vita degli utenti e delineando le direzioni future per la ricerca e lo sviluppo nel campo della Human-Robot Interaction (HRI).Assistive robotics has increasingly taken on a central role in the field of care and rehabilitation in recent years, particularly for individuals with Mild Cognitive Impairment (MCI) and other forms of cognitive decline. Among emerging solutions, Socially Assistive Robots (SARs) stand out for their ability to provide emotional and cognitive support, promoting users' psychological and social well-being. This thesis explores the concept of emotional assistive robotics, with a particular focus on the role of artificial empathy in humanoid robots and its neuroscientific implications.
The first chapter introduces assistive robotics, outlining its historical evolution, applications, and current technological and ethical challenges. The second chapter delves into the concept of empathy from a neuroscientific perspective, analyzing the underlying neurobiological mechanisms and their potential impact on human-robot interaction. Additionally, it examines the necessity of a humanoid design to foster natural and effective interactions. The third chapter focuses on an in-depth analysis of NAO, a humanoid robot widely used in neuropsychological rehabilitation, and its applications in supporting patients with MCI. It explores NAO’s engineering and computational structure, its emotion recognition capabilities, and the benefits of its interaction in therapeutic settings, highlighting its impact on patients' quality of life and relational skills.
Through an analysis of the literature and a discussion of future perspectives, this research highlights how integrating advanced artificial intelligence models can enhance the empathetic capabilities of SARs, making them increasingly effective tools in cognitive and social rehabilitation. However, several challenges remain, including the need for stricter ethical regulations and the development of more adaptive learning systems.
This thesis aims to contribute to the understanding of the potential of emotional assistive robotics, emphasizing its impact on users’ quality of life and outlining future directions for research and development in the field of Human-Robot Interaction (HRI)
Visible - light - promoted dearomative cyclizations: new routes to complex polycycles
Visible - light - promoted dearomative cyclizations are an extremely useful tool for increasing the molecular complexity of a product, starting from cheap, abundant, and commercially available aromatic reagents. However, the reluctance of the arene to break its aromaticity limits the applicability of these transformations. Indeed, harsh conditions are often necessary, resulting in low yields and selectivity. In this thesis, 4 examples of dearomatizing cyclizations will be reported. They are all characterized by the use of very mild conditions, resulting in broad tolerance towards functional groups and excellent selectivity. We were able to achieve the 1,4-para-cycloaddition on simple aromatics in an intramolecular fashion and, with naphthalenes, intramolecularly. We also successfully dearomatized simple- and benzoheteroaromatics with two strategies: a [2+2] cycloaddition with cinnamyls, and a skeletal rearrangement that bring to a fused polycycle starting from enallenes. All these transformations have complete atom economy and employ a cheap setup, that can be adopted in every synthetic laboratory
Bioactive and antimicrobial matrices for the treatment of infected tissues: administering local and personalized therapies and promoting tissue regeneration
Negli ultimi anni, le infezioni batteriche sono tornate a rappresentare una minaccia critica per la salute umana, principalmente a causa della resistenza agli antibiotici derivante dall’abuso e dall’uso improprio di questi farmaci. Con poche nuove classi di antibiotici scoperte dagli anni ’90, è necessario sviluppare soluzioni antimicrobiche alternative per evitare un ritorno alla mortalità da infezione dell’era pre-antibiotica. Per affrontare questa sfida, l’ingegneria tissutale (Tissue engineering) offre molte promettenti opportunità, tra cui la possibilità di combinare nuovi farmaci antimicrobici che hanno meno probabilità di sviluppare resistenza, con biomateriali bioattivi, in grado di offrire una somministrazione localizzata e controllata di farmaci e un supporto per la rigenerazione dei tessuti. In questo contesto, questa tesi esplora lo sviluppo di biomateriali antimicrobici per il trattamento di infezioni cutanee e ossee, in particolare delle ferite croniche e dell’osteomielite. Con previsioni di aumento dei casi nei prossimi anni, queste patologie sono associate con una riduzione della qualità della vita e un aumento dei rischi di mortalità. L’obiettivo è superare le limitazioni dei trattamenti attualmente disponibili, sfruttando la coniugazione delle capacità rigenerative dei biomateriali con antibatterici di nuova generazione. Prima di tutto, per sviluppare una soluzione avanzata per la guarigione delle ferite croniche, abbiamo creato un patch polimerico a tre strati caricato con il peptide antimicrobico LTX-109. Ogni strato è stato progettato per mantenere l’efficacia di LTX-109 e per garantire un rilascio graduale sul sito della ferita, facilitando sia la disinfezione che la guarigione dei tessuti. Una seconda strategia, anch’essa rivolta alla guarigione delle ferite croniche, ma con un focus più dettagliato sulla rigenerazione dei tessuti, si concentra sullo sviluppo di un patch bioibrido contenente idrossiapatite dopata con magnesio (GelMgHA) assemblato in una struttura bilayer. Ispirata alla struttura naturale della pelle, questo patch presenta uno strato esterno protettivo e uno strato interno, bio- riassorbibile, che favorisce l’adesione cellulare e la rigenerazione tissutale. Inoltre, è stata studiata la possibilità di caricare il bi-layer con antibiotici, subito prima dell’applicazione del patch sulla ferita, permettendo una cura personalizzata e specifica per ogni paziente e garantendo un rilascio controllato direttamente nel sito d’infezione. Infine, scaffolds composti da nanocristalli di idrossiapatite cresciuti su fibre di collagene, biomimetici del tessuto osseo, sono stati sviluppati e dopati con ioni rame per il trattamento delle osteomieliti. L'attività antibatterica degli scaffold è assicurata dagli ioni rame, ma la loro citotossicità deve essere accuratamente bilanciata per preservare la citocompatibilità e favorire la rigenerazione dei tessuti. Questo studio ha evidenziato sia il potenziale rigenerativo degli scaffolds sia la loro efficacia antibatterica, valutando diverse strategie per controllare il rilascio antimicrobico e permettere la rigenerazione del tessuto osseo.In recent years, bacterial infections have again become a critical threat to human health, largely due to antibiotic resistance stemming from overuse and misuse of antibiotics. With few new antibiotics discovered since the 1990s, there is an urgent need for innovative antimicrobial solutions to prevent a return to pre-antibiotic era infection mortality. Tissue engineering offers promising pathways to address this challenge by combining new antimicrobial drugs that are less likely to develop resistance with bioactive biomaterials, able to offer a localized, controlled drug delivery and a support for tissue regeneration. Whitin this context, his thesis explores the development of antimicrobial biomaterials for the treatment of skin and bone infections, particularly chronic wounds and osteomyelitis. With more cases predicted in the upcoming years, these conditions are known to lower life quality and increase mortality risks. The objective is to overcome the shortcomings of existing treatments by utilising the regenerative qualities of biomaterials in conjunction with modern antibacterial techniques. In order to develop and advanced solution for chronic wounds healing, we first created a three-layer polymeric patch loaded with the antimicrobial peptide LTX-109. Each layer was designed to maintain the effectiveness of LTX-109 and offer a slow release on-site, facilitating tissue healing and disinfection. A second strategy, aimed at chronic wounds as well, focused on enhancing tissue regeneration through a biohybrid patch containing magnesium-doped hydroxyapatite (GelMgHA) in a bilayer structure. Inspired by skin’s natural layers, the patch includes an external barrier for protection and an inner, bioresorbable layer that supports cell adhesion and tissue growth. Antibiotics can also be added to this patch right before application and being released directly on the site of the infections in a controlled manner, enabling customised, patient-specific care. Lastly, we address osteomyelitis treatment by developing a copper-doped, bone-like scaffold made of hydroxyapatite nanocrystals grown on collagen. Strong antibacterial activity is provided by the copper ions, but in order to preserve cytocompatibility and promote tissue regeneration, their cytotoxicity must be carefully balanced. This study highlighted the scaffold's regeneration potential alongside its antibacterial effectiveness by examining many strategies to control antimicrobial release and promote bone tissue regeneration