Università del Salento: ESE - Salento University Publishing
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    La pesca nel Salento fra antichità e presente: Evidenze archeologiche ed etnoarcheologiche

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    EnFishing industrialisation has now erased almost everywhere the ancient traditions; however, in Salento someone still practises artisanal fishing. Direct observation and interviews to traditional fishermen, not only allowed to record knowledge that otherwise would disappear, but it was also a stimulus for the understanding of archaeological material. Various types of traditional fishing, practised until recent times in Salento peninsula with nets, hooks, spear guns or fish traps, were analysed in depth, thanks to the analysis of the instruments used and the way they were made. At the same time, archaeological evidences linked to fishing activities were examined. The comparison between old and modern artefacts provides starting points for debates to establish the use, and therefore the real meaning of evidences, that are usually interpreted superficially or uncritically. This is the case, sometimes, of spindle whorls, that could be used both in weaving and as weights for fishing nets, or of netting needles, that could be used both in embroidering and in the manufacturing and repairing of fishing nets. A re-examination of archaeological evidences from this point of view leads to a better understanding of the role of fishing in ancient communities in Salento.ItL'industrializzazione della pesca ha ormai cancellato quasi dappertutto le antiche tradizioni; nel Salento tuttavia resta ancora qualcuno che pratica la pesca artigianale. L'osservazione diretta e le interviste realizzate con i pescatori tradizionali non ha solo consentito di registrare conoscenze altrimenti destinate alla scomparsa, ma ha anche fornito uno stimolo per la comprensione del materiale archeologico. Sono stati esaminati in dettaglio vari tipi di pesca tradizionalmente praticati sino a tempi recenti nella penisola Salentina, sia con le reti, sia con l'amo, la fiocina e le nasse, analizzando gli strumenti utilizzati e il modo di realizzarli. Parallelamente sono state prese in esame le evidenze archeologiche legate alle attività di pesca. Il confronto fra manufatti antichi e moderni fornisce utili spunti di discussione per determinare l'uso, e quindi il reale significato, di reperti che vengono spesso interpretati in modo superficiale e acritico. È questo talvolta il caso delle fusaiole, che possono essere state utilizzate sia nella tessitura, sia come pesi da rete, o dei modani, che potevano trovare impiego nel ricamo come nella fabbricazione e riparazione delle reti da pesca. Un riesame delle evidenze archeologiche in questa luce contribuisce a meglio comprendere il ruolo della pesca presso le antiche comunità del Salento

    Fra Messapi e Sallentini... c'è di mezzo il mare

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    EnThe purpose of this paper is to pay homage to Cosimo Pagliara by highlighting his 'prophetic' intuition regarding the importance of the sites and, in particular, the coastal sanctuaries of the lower Salento. An attempt will be made to focus on how the garrisoning of the salient areas of the coastline may have represented not only a flywheel of development, but also a historical factor that acted on the creation of an identity profile of the populations of this territory. An analytical excursus on the basis of documentary elements of various kinds will make it possible to observe, in a historical phase that coincides with the intensification of traffic in the Otranto Channel and indeed with the new configuration of this geographical space, phenomena that accompany the political-identitary and territorial definition of the communities known as Sallentini in the key of ethnicity, whose criteria insist on a coastal/marine dimension that distinguishes them from the so-called "Messapic" world.ItQuesto contributo intende rendere omaggio a Cosimo Pagliara mettendo in luce la sua intuizione "profetica" dell'importanza dei siti e in particolare dei santuari costieri del basso Salento. Si cercherà di mettere a fuoco come il presidio delle aree salienti del litorale possa aver rappresentato non solo un volano di sviluppo ma un fattore storico tale da agire sulla creazione di un profilo identitario delle popolazioni di questo territorio. Un excursus analitico di elementi documentari di varia natura consentirà di osservare, in una fase storica che coincide con l'intensificazione dei traffici nel Canale d'Otranto e anzi con la nuova configurazione di questo spazio geografico, fenomeni che accompagnano la definizione politico-identitaria e territoriale delle comunità dette dei Sallentini nella chiave dell'ethnicity, i cui criteri insistono su una dimensione costiera/marina che li distingue dal mondo cosiddetto "messapico"

    Il calco in gesso della colonna di Patù. Elementi per una rilettura delle iscrizioni del manufatto veretino

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    EnThe finding of an old high-quality plaster cast and a series of equally old photographs of the Column from Patù, probably made in the late nineties, led me to re-examine, in the light of these new materials, the drawings and inscriptions traced on the monument. The brief work presented here shows the results of this operation.ItIl ritrovamento di un vecchio calco in gesso di ottima qualità e di una serie di altrettanto vecchie fotografie della colonna di Patù, probabilmente realizzate alla fine degli anni Novanta, mi ha indotto a riesaminare, alla luce di questi nuovi materiali, i disegni e le iscrizioni che figurano sul monumento. Il breve lavoro qui proposto presenta i risultati di tale operazione

    Roca nell'età del Bronzo al Museo Storico-Archeologico dell'Università del Salento

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    EnCommunicating the long experience of study and research in the archaeological site of Roca in a small museum was not easy. When the Historical-Archaeological Museum of the University of Salento (MUSA) was set up in 2007, a reproduction of a unique context was exposed for the first time: it is about the postern C of the Roca's fortification walls dating back to the Middle Bronze Age, which has a strong narrative value for the history of the protohistoric phase of the settlement. Nowadays, after many years, the accurate cast of the seven individuals found in this area, effectively exposed in Room 2, keeps on being one of the strong points of the MUSA exhibition path, arousing the interest and the attention of the visitors.ItComunicare la lunga esperienza di studio e di ricerca nel sito archeologico di Roca in un piccolo museo non è stato facile. Quando nel 2007 fu istituito il Museo Storico-Archeologico dell'Università del Salento (MUSA), fu esposta per la prima volta la riproduzione della postierla C delle mura di fortificazione della media età del Bronzo, un contesto unico che ha un forte valore narrativo per la storia della fase protostorica dell'insediamento. Oggi, dopo molti anni, l'accurata riproduzione dei sette individui trovati in questo contesto, collocata nella Sala 2, continua a essere uno dei punti di forza del percorso espositivo del MUSA, suscitando l'interesse e l'attenzione dei visitatori

    Colonizzazione greca, popolazioni epicorie e 'frontiera' nella Puglia antica: qualche osservazione

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    EnThe paper draws inspiration from the reflections of M.I. Finley and E. Lepore on frontier history, as a methodologically 'adequate' tool for the study of the interaction processes triggered by archaic 'colonisation', and from those of M. Bats and J.-P. Morel on 'frontier spaces' in the various areas affected by it and on the 'gaps' identifiable in the geographical distribution of the latter, with particular reference to the central-western Mediterranean. Starting from these, some observations are proposed regarding the marked peculiarities presented, within the regional horizon of Magna Graecia and Sicily, by the Apulian area, and by Salento in particular, characterized by the presence of only one archaic colonial settlement, that of Taras, moreover located on the (south-)western margins of the region. After some reflections on the Spartan foundation and on the subsequent history of the City of the Gulf, the suggestion is made to read those peculiarities in a strong connection with the settlement, organizational and cultural structures of the 'native' populations of the region, the Iapyghes Messapioi, to whom Cosimo Pagliara has dedicated so much innovative research, with so many important discoveries.ItIl lavoro trae spunto dalle riflessioni di M.I. Finley e di E. Lepore sulla frontier history, quale strumento metodologicamente 'adeguato' per lo studio dei processi di interazione innescati dalla colonizzazione arcaica, e da quelle di M. Bats e J.-P. Morel sugli 'spazi della frontiera' nelle diverse aree da essa investite e sulle 'lacune' individuabili nella distribuzione geografica di queste ultime, con particolare riferimento al Mediterraneo centro-occidentale. Partendo da qui, si propongono alcune osservazioni a proposito delle marcate peculiarità che presenta, entro l'orizzonte regionale della Magna Grecia e della Sicilia, l'area pugliese, e salentina in particolare, caratterizzata dalla presenza di un solo insediamento coloniale arcaico, quello di Taranto, per di più ubicato ai margini (sud-)occidentali della regione. Dopo alcune riflessioni sulla fondazione spartana e sulla vicenda storica successiva della Città del Golfo, si avanza la proposta di leggere quelle peculiarità in un forte nesso con le strutture insediative, organizzative e culturali delle popolazioni epicorie della regione, gli Iapigi Messapi, ai quali Cosimo Pagliara ha dedicato tante e così originali ricerche, con tante importanti scoperte

    La crisi climatica come fattore di necessaria rimodulazione identitaria

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    Il Gioco e l’analogia nei processi di apprendimento: teorie ed evidenze scientifiche

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    Il gioco in ámbito motorio-corporeo è un argomento di grande interesse peddagogico ed educativo, che abbraccia diversi ambiti disciplinari e di ricerca come denominatore comune e trasversale. Il gioco può essere considerato un fattore di mediazione per lo sviluppo dell'area motoria, cognitiva, emotiva, sociale del bambino, un fattore determinante per lo sviluppo sociale e l'inclusione. Il seguente contributo si propone di evidenziare la relazione tra il gioco e l’apprendimento attraverso l’analogia, descrivendo, altresì, possibili implicazioni didattiche e metodologiche per proporre proposte lúdico-motorie orientate allo sviluppo di processi e funzioni proprie del pensiero analógico

    Il gioco come veicolo di inclusione e trasformazione: il Progetto Micropolis

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    Il presente contributo esamina il ruolo del gioco come catalizzatore di cambiamento nei contesti educativi, focalizzandosi su una ricerca svolta dall'Università di Enna “Kore” nell’ambito del Progetto Micropolis. Quest’ultimo, attuato in aree della Sicilia caratterizzate da profonde disuguaglianze sociali, mira a contrastare la povertà educativa attraverso la creazione di micro-spazi dedicati all'infanzia. Adottando un approccio partecipativo, la ricerca esplora come le pratiche ludiche innovative possano favorire l'inclusione sociale e l’empowerment individuale. I risultati preliminari confermano il ruolo centrale del gioco nel promuovere lo sviluppo globale del bambino, potenziando competenze cognitive, emotive e relazionali, e contribuendo a generare cambiamenti educativi e sociali significativi nelle comunità coinvolte

    Il gioco: dall’aspetto corporeo-motorio agli apprendimenti e stili di insegnamento pedagogico, educativo e sociale. “Mettersi in gioco” come sfida educativa

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    Riassunto:Il gioco senso-motorio è considerato un movimento ed un’azione atta a mettere in campo il corpo del soggetto al fine di favorire un passaggio dall’aspetto affettivo all’aspetto cognitivo, dall’attività libera a quella strutturata, dalle capacità senso-motorie alla corporeità come accezione più ampia. Attraverso il movimento e il gioco, il bambino scopre il mondo esterno, entra in relazione con se stesso, con gli altri, con l’ambiente, approdando ad una nuova consapevolezza, a nuove abilità, a migliorare stili di vita che divengono corretti, sani e attivi. Considerare il gioco senso-motorio in tale ambito educativo e sociale, significa prendere in esame stili di insegnamento, apprendimento motorio e interazione tra l’insegnamento e l'apprendimento in modalità educativa e formativa. Il “mettersi in gioco”, del bambino, dell’adolescente, dell’adulto costituiscono una sfida educativa e sociale alla quale la pedagogia generale e sociale ed il dibattito pedagogico sono tenuti a interrogarsi e a dare risposte come soluzioni in itinere e sempre secondo una programmazione asimmetrica, graduale, rispettosa di età, bisogni e potenzialità, secondo un’ottica di sviluppo del “capitale umano”.Abstract: Sensory-motor play is considered a movement and an action aimed at putting the subject's body into play in order to promote a transition from the affective aspect to the cognitive aspect, from free activity to structured activity, from sensory-motor skills to corporeality as a broader meaning. Through movement and play, the child discovers the outside world, enters into a relationship with himself, with others, with the environment, arriving at a new awareness, new skills, to improve lifestyles that become correct, healthy and active. Considering sensory-motor play in this educational and social context means examining teaching styles, motor learning and interaction between teaching and learning in an educational and formative way. The “getting involved” of the child, the adolescent, the adult constitutes an educational and social challenge to which general and social pedagogy and the pedagogical debate are required to question themselves and give answers as ongoing solutions and always according to an asymmetric, gradual planning, respectful of age, needs and potentials, according to a perspective of development of "human capital"

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