Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia (Università degli Studi di Bari)
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    Il pregiudizio, la conoscenza e l’Altro. Esplorazioni sulla natura della mente

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    Riassunto - Il pregiudizio costituisce un tema di grande rilievo per la psicologia non solo per l’importanza sociale dell’argomento, ma anche perché rinvia ad una serie di questioni di carattere epistemologico, tramite le quali la psicologia si collega al dibattito, antico e tuttora molto vivo in ambito filosofico, sulle possibilità e modalità di conoscenza della realtà. Vengono infatti chiamati in causa nodi fondamentali quali il realismo, il relativismo, il ruolo del linguaggio nei processi di pensiero e di conoscenza, l’agentività e la responsabilità personale, con sullo sfondo il grande tema della natura della mente. Con riferimento a tali questioni generali, la riflessione della psicologia sul tema specifico del pregiudizio si può considerare una esemplificazione mol-to efficace del contrasto e delle possibili integrazioni fra l’approccio cognitivo e l’approccio socio-costruzio-nista. A questo dibattito gli studi sul pregiudizio possono concorrere in modo rilevante, dal momento che contribuiscono a chiarire il ruolo in qualche modo fondativo che relazione sociale e l’interazione con l’alterità possono svolgere nella stessa costituzione della mente umana.Parole chiave: Pregiudizio; Mente; Cultura; Realismo; Costruzionismo.  Prejudice, Knowledge, and the Other. Explorations of the Nature of MindAbstract - Prejudice is one of the most important topics in the history of psychological research, not only for the social relevance of the theme, but also because it implies a series of epistemological stances, much debated by philosophers, regarding the possibility of acquiring any knowledge of reality. It evokes interesting issues regarding realism and relativ-ism, the role of language in the processes of thinking and knowing, agency and personal responsibility, with – in the background – the “central question” of the nature of the human mind. With reference to these gen-eral topics, the discussion of prejudice in psychology is a good example of the contrasts between, as well as the possibility for integration of, cognitive and socio-constructionist approaches. Studies on prejudice may contribute considerably to this debate, since they highlight the crucial role of social relations, and in particu-lar of relations with the Other, in the shaping of the human mind.Keywords: Prejudice; Mind; Culture; Realism; Constructionism

    Weltanschauung e Wissenschaft in Edmund Husserl e Sigmund Freud

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    Riassunto - Paragonare l'approccio di Husserl e Freud al conflitto tra filosofia della visione del mondo e il metodo della ricerca scientifica non solo è possibile, ma anche espostemologicamente sensato. In questo studio saranno presi in considerazione soprattutto due testi: Filosofia come scienza rigorosa (1911) di Edmund Husserl e le ultime conferenze di Sigmund Freud dedicate alla Introduzione alla psicoanalisi (1932). Sia Husserl che Freud hanno sviluppato un approccio radicalmente negativo all'idea della “Weltanschauung”: in Freud questa concerne in primo luogo la sfera dell'ideologia religiosa mentre in Husserl investe ogni sorta di relativismo, scetticismo e storicismo. Nonostante il comune giudizio negativo, bisogna riscontrare una profonda differenza tra i due autori: mentre Husserl lavora allo sviluppo di una "scienza filosofica" sostenuta dall'idea dell'intuizione eidetica (la fenomenologia), l'idea freudiana di scienza è basata sull'elaborazione intellettuale di quei fatti che vengono resi oggetto di osservazione. Questo significa inoltre che l'idea di scienza di Husserl mira a un livello sovra-temporale, mentre quello freudiano descrive una ricerca che, con tutti i suoi sforzi, resta senza fine e costantemente aperta alla dimensione del futuro.Parole-chiave: Edmund Husserl; Sigmund Freud; Weltanschauung; Fenomenologia della ricerca scientifica; Epistemologia della psicoanalisi. Weltanschauung and Wissenschaft between Edmund Husserl and Sigmund FreudAbstract: Comparing Edmund Husserl’s and Sigmund Freud’s approach to the conflict between the philosophy of “Weltanschauung” and the scientific method is not only possible but also useful for epistemological reasons. Two main texts will be considered in this paper: Husserl’s Philosophie als strenge Wissenschaft (1911) and Freud’s last lessons on Einleitung in die Psychoanalyse (1932). Both Husserl and Freud have a radically negative approach to “Weltanschauung" Freud objecting primarily to religious ideology and Husserl to any kind of relativism, skepticism or historicism. But a very deep difference is also apparent in their common critical approach. While Husserl points to the philosophical science of phenomenology with its eidetic intuition, Freud’s idea of science is based on the intellectual elaboration of those facts which are made objects of observation. This also means that Husserl’s science aims for a supra-temporal level, while Freud’s proposes a pattern of ongoing research continuously extending into the future.Keywords: Edmund Husserl; Sigmund Freud; Weltanschauung; Phenomenology of Scientific Research; Epistemology of Psychoanalysis

    Recensione di T. Metzinger, Il tunnel dell'io

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    "Libertà" senza significato. Concetti astratti, cognizione e determinismo linguistico

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    Riassunto - Il concetto di "libertà" descrive uno dei valori fondamentali della società occidentale contemporanea. Tuttavia, sebbene tutti concordino circa la necessità di difendere la libertà, persone che incarnano convinzioni politiche, morali e sociali diverse interpretano la libertà in maniere differenti, se non perfino contrapposte. Nonostante queste evidenti divergenze, è opinione diffusa che questo concetto si caratterizzi alla sua base per una sorta di denominatore comune, a proposito del quale sussiste un’unanimità pervasiva e che delinea l’orizzonte di una comune battaglia. Questo studio investiga questa opinione da un punto di vista cognitivo allo scopo di determinare come sia costituito e di quale informazione si componga il concetto astratto di “libertà”. La ricerca – che si rifà in parte alla teoria di G. Lakoff – identifica un nucleo cognitivo comune concreto del concetto e chiarisce come questo si contamini ideologicamente nel corso del suo sviluppo da concetto concreto a concetto astratto. Le conclusioni di questo studio evidenziano tuttavia come il nucleo universale del concetto sia eccessivamente indeterminato per costituire un denominatore comune politicamente rilevante che fornisca una base di accordo a proposito di un valore condiviso ed evidenzia alcuni limiti dell'impostazione data da Lakoff al problema, avanzando delle ipotesi per futuri sviluppi della ricerca su questi temi.Parole chiave: Libertà; Concetti astratti; George Lakoff; Frame; Nucleo concettuale. "Freedom" Without Meaning? Abstract Concepts, Cognition, and Linguistic DeterminismAbstract - The concept of "freedom" describes one of the most fundamental values in contemporary western society. However, even though everyone agrees that we need to defend freedom at any cost, people of different moral, political and social opinions interpret this concept in very diverse, or even opposing ways. In spite of these clear differences, it is common opinion that this concept is characterized at its basis by a kind of common denominator, on which everybody agrees and that represents the goal of a shared battle. The study we propose here investigates this opinion from a cognitive point of view with the aim of determining how the abstract concept of freedom is formed and what information it is composed of. The analysis – that in some respects relates to Lakoff’s theory – identifies a common cognitive concrete core for the concept of freedom and explains how the development of this concept from its concrete to abstract form is influenced by the ideology individuals embrace. The conclusion shows that the cognitive core of the concept is too undetermined to serve as a common denominator in defining a shared value and points out some limits of Lakoff’s approach, delineating a possible future line of research on these topics.Keywords: Freedom; Abstract Concepts; George Lakoff; Frame; Conceptual Core

    Tempo e significato

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    Riassunto - Molte ossessioni individuali, arcaismi culturali, nichilismi teoretici hanno in comune il tentativo di negare il tempo. E invece dal tempo non è possibile uscire se non cessando di vivere. Vita significa esattamente tempo vissuto, tempo consapevole di sé, tempo che scorre nel corpo, che è il corpo. Ego, vita e mondo costituiscono una radicale unità ontologica intessuta di tempo, il quale non è dunque un concetto, tanto meno è una forma logica o una metafora. Il tempo è il corpo stesso che produce significati come il ragno fila la sua tela. La fenomenologia è il tempo che diventa consapevole di sé in una coscienza che lo sa. Il presente contributo articola tale unità di temporalità e semantica in un percorso che va dalla psicologia all’ontologia del tempo.Parole-chiave: Corpo; Fenomenologia; Mondo; Semantica; Temporalità.Time and MeaningAbstract - Many individual obsessions, cultural archaisms, and theoretical nihilism share an attempt to deny time. On the contrary, it is not possible to escape from time except by ceasing to live. Life means exactly lived time, self-conscious time, time elapsing in body, that is body itself. Ego, life and world form a radical ontological unity interwoven with time, which is, therefore, not a concept nor a logical form or metaphor. Time is body itself, producing meanings like the spider spins its web. Phenomenology is time becoming self-conscious in a knowing consciousness. This paper develops such a temporal and semantic unity, describing a path from psychology to the ontology of time.Keywords: Body; Phenomenology; World; Semantics; Temporality

    Una sintesi dialettica fra tradizioni differenti. Il caso Hegel

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    Riassunto - Il recente risveglio dell’interesse per l’opera di Hegel da parte di autori quali Robert Brandom e John Mc Dowell negli Stati uniti d’America come pure da parte di Pirmin Stekeler-Weithofer in Germania ha collocato la dialettica all’interno di una discussione di lunga data tra la tradizione analitica e quella continentale. Questo contributo mostra tanto il fatto che quanto il modo in cui la dialettica hegeliana possa fungere da ponte tra queste due tradizioni conflittuali. L’intento che anima il presente contributo, ad ogni modo, è quello di produrre un argomento, che risulti persuasivo nei confronti degli autori di entrambi gli schieramenti, secondo cui la dicitura “filosofia autentica” non è patrimonio esclusivo di nessuna delle due tradizioni. Piuttosto, considerata da un vertice dialettico, la filosofia è dialogo continuo e scambio critico tra le due tradizioni. Ciò che conta riguardo la tradizione analitica e di quella continentale, non è stabilire torti e ragioni in senso assoluto, ma che ciascuna sia partecipe di quel dialogo e scambio critico che costituisce la filosofia nella forma che oggi le appartiene.Parole-chiave: Hegel; Kant; Logica; Dialeteismo; Filosofia analitica. A Dialectical Synthesis Between Different Traditions. The Case HegelAbstract - The recent interest in Hegel by such thinkers as Robert Brandom and John McDowell in the United States and Pirmin Stekeler-Weithofer in Germany has inserted the dialectic into the long-standing debate between the analytic and continental traditions. This paper shows both that and how Hegel’s dialectic can function as a bridge between these conflicting traditions. The underlying intention of the paper, however, is to persuade those on both sides of the debate that the label of “genuine philosophy” belongs exclusively to neither the analytic nor the continental traditions. Rather, from the dialectical perspective, philosophy is the on-going dialogue and critical exchange between the two traditions. What is significant about the analytic and continental traditions is not that one is right and the other wrong, but that each participates in the dialogue and critical exchange that constitutes philosophy as it is today.Keywords: Hegel; Kant; Logic; Dialetheism; Analytic Phylosophy

    Momenti della filosofia arabo-islamica contemporanea

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    Razionalismo, politica e teoria della conoscenza. Un contributo alla filosofia arabo-islamica del presente

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    Riassunto - Questo testo, pubblicato con il titolo Razionalismo, politica e teoria della conoscenza. Un contributo alla contemporanea filosofia arabo-islamica, presenta uno stralcio significativo dell'intervista rilasciata nel 1981 dal filosofo marocchino Mohamed Abed Al-Jabri alla rivista al-thaquafa- al-djadida [La nuova cultura]. Il testo è stato poi rivisto dallo stesso Al-Jabri e pubblicato con il titolo li'anna al-aqlaniya darura [Perchè il razionalismo è necessario] nel 1991 in un volume dedicato al rapporto tra tradizione e modernità nella cultura arabo-islamica, At-turat wa-I-hadatha [Tradizione e Modernità]. Questa intervista affronta alcuni nodi centrali rispetto al dibattito contemporaneo circa il rinnovamento sociale, politico e culturale del mondo arabo. Al-Jabri tematizza il bisogno di filosofia – di discussione e di argomentazione razionale – all’interno del mondo arabo islamico e sostiene la necessità di avviare una critica costruttiva della cultura propria di questo mondo, capace di portare a un suo rinnovamento. Al-Jabri afferma come il mondo arabo abbia grande bisogno di razionalismo, il quale dovrebbe contribuire, fra l’altro, ad autonomizzare la politica e la scienza dal giogo del dogmatismo, della religione e della tradizione.Parole chiave: Razionalismo; Religione; Cultura arabo-islamica; Politica.Rationalism, Politics, and Theory of Knowledge. A Contribution to Contemporary Arab-Islamic PhilosophyAbstract - The present text is a significant excerpt from the interview released in 1981 by the Moroccan philosopher Mohamed Abed Al-Jabri in the journal al-thaquafa- al-djadida [The New Culture]. The text was later revisited by Al-Jabri himself and published in 1991 with the title li'anna al-aqlaniya darura [Why rationalism is necessary] in a book on the relationship between tradition and modernity in the Arab-Islamic culture, At-turat wa-I-hadatha [Tradition and Modernity]. The interview deals with some of the central points in the contemporary debate on the social, political and cultural renewal of the Arabic world. Al-Jabri thinks that a critical perspective on Arab-Islamic culture must be developed. He maintains that in the Arab-Islamic world there is an enormous need for philosophy – discussion and rational argumentation – and for rationalism. Rationalism would contribute, among other things, to freeing politics and science from the chains of dogmatism, religion and tradition.Keywords: Arab-Islamic Culture; Rationalism; Dogmatism; Religion; Politics

    Affetto e pensiero nel modello Klein-Bion

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    Riassunto - Il presente saggio approfondisce gli sviluppi della teoria psicoanalitica dell’affetto all’interno della scuola kleiniano/bioniana, con particolare attenzione al rapport tra affetto e pensiero che assume un’importanza strategica nel complesso scacchiere della psicoanalisi anglosassone post-bellica. Vengono discussi i contribute kleiniani in cui l’affetto viene di volta in volta messo a confront con gli altri protagonisti della vita psichica: rappresentazioni, pulsioni, oggetti e posizioni. Nella seconda parte del saggio viene esposta e discussa la teoria delle “esperienze emotive” di Bion, fondata sulla primordiale identità di pensiero e sentimento intesa come generatrice di ogni forma di conoscenza.Parole-chiave: Melanie Klein; Winfried Bion; Affetto; Pensiero; Psicoanalisi kleiniana. Affect and Thought in the Klein-Bion ModelAbstract - This paper investigates the development of the psychoanalytic theory of affect according to the Klein/Bion approach, with special regard to the relationship between affect and thought which has strategic importance in the complex picture in post-war Anglo-Saxon psychoanalysis. Klein’s contributions on affect are discussed and confronted with the other elements of the psychological world: representations, drives, objects and positions. The second part of the paper presents and discusses Bion’s theory of “emotional experiences”, in which a primordial identity between thought and feelings generates every form of knowledge.Keywords: Melanie Klein; Winfried Bion; Affect; Thought; Kleinian Psychoanalysi

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