University of Catania

Università degli Studi di Catania: Archivia
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    Synthesis and use of new Porphyrin Derivatives

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    The Ph.D work was aimed to design, synthesize, and test capabilities of new spermine-porphyrin and BODIPY derivatives, and to study their interactions with various biological targets. The research period was focused on the synthesis of porphyrin derivatives with a different number of spermine pendants, in order to combine the hydrophobic and hydrophilic behaviour in a single molecule with the possibility to modulate the two properties, but meanwhile also to have biocompatible features. In particular, polyamine arms make these compounds quite soluble in aqueous solution and let them to interact with the anionic backbones of different DNA structures, displaying a different protonation degree depending on pH. The results obtained by CD-measurements, UV-Vis, fluorescence and RLS spectroscopy support the good ability of these derivatives (i.e. ZnTCPPSpm4) to act like inducer, probe and stabilizer towards the Z-form of DNA. Moreover, they show a good affinity with G-Quadruplex (i.e. H2TCPPSpm4) opening the way to several supramolecular structures. In addition, these porphyrins are able to self-assembly under hierarchical control, obtaining the desired aggregation state in solution, by choosing the appropriate pH value. The collected results do not allow to propose a definitive mechanism of interactions between porphyrin-porphyrin, and porphyrin-DNA and therefore further work is in progress in order to get a rationale which can help in designing ad hoc molecules to selectively interact with the target biomolecules

    Ruolo delle subpopolazioni leucocitarie valutate in citofluorimetria in modelli clinici di patologia infiammatoria cronica genitale maschile e femminile

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    Obiettivi. a) differenziare le subpopolazioni leucocitarie (utilizzando Ab monoclonali in citofluorimetria) nel liquido seminale e nel muco cervicale in 2 modelli clinici di patologia infiammatoria genitale rappresentati da uomini infertili con differente concentrazione di leucociti (L) nel liquido seminale (I parte) e da donne affette da HPV (II parte); b)analisi citofluorimetrica dei parametri spermatici non convenzionali. Casistica. I parte-105 uomini suddivisi in 3 gruppi sulla base della concentrazione iniziale dei L seminali (test colorimetrico perossidasi): gruppo di Controllo (0 mil/ml); gruppo I (0.2 - 0.9 mil/ml); gruppo II (¡Ý1mil/ml). II parte-22 donne sono state suddivise in: Controllo (n=9 soggetti HPV -) e Gruppo A (n=13 pazienti HPV+). Risultati. I parte-i pazienti del gruppo II mostrarono concentrazione, numero totale di spermatozoi, motilit¨¤ progressiva e forme normali significativamente (p<0.05) pi¨´ basse vs controlli, mentre quelli del gruppo I ebbero motilit¨¤ progressiva e forme normali significativamente pi¨´ basse (p<0.05) vs controlli. La concentrazione di cellule CD45+ era sia nei pazienti del gruppo I che del gruppo II significativamente (p<0.05) pi¨´ alta dei controlli. Nei due gruppi e nel controllo non vi erano differenze significative per quanto riguarda i granulociti e i monociti/ macrofagi. Inoltre il gruppo I rispetto ai controlli mostrarono un aumento significativo (p<0.05) dei linfociti T citotossici. Infine il gruppo II mostr¨° un aumento delle percentuali di cellule T helper e T citotossici vs controlli. Analizzando i parametri spermatici non convenzionali i pazienti del gruppo I mostrarono percentuali significativamente (p<0.05) pi¨´ alte di spermatozoi con: basso potenziale di membrana mitocondriale; cromatina decondensata e di DNA frammentato. I pazienti del gruppo II presentavano un quadro peggiore rispetto ai controlli. II parte-Nel muco cervicale delle donne HPV+(gruppo A) vs controlli furono trovati: un aumento significativo (p<0.05) nella concentrazione di: cellule CD45+(mil/ml) e dei linfociti T helper e dei T citotossici. Conclusioni anche il gruppo di pazienti con bassi livelli di L nel liquido seminale si associano a risposta infiammatoria cronica ed ad alterazioni dei parametri spermatici non convenzionali. D¡¯altra parte nel muco cervicale si confermano le concentrazioni delle sottopopolazioni leucocitarie trovate nel ¡°tessuto cervicale¡± di donne HPV- e per la prima volta nel muco cervicale di donne HPV+

    A Microbiological characterization of Bifidobacterium spp. strains and a chemical/biological analysis of a exopolysacccharide produc

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    Lo scopo della ricerca è stato quello di studiare le caratteristiche microbiologiche di ceppi di Bifidobacterium spp. isolati da feci umane e animali e da prodotti probiotici e quello di investigare le proprietà chimico-fisiche e alcune possibili attività biologiche dell esopolisaccaride (EPS) prodotto da un ceppo di Bifidobacterium longum . Gli studi sul profilo metabolico dei ceppi isolati, eseguiti utilizzando sistemi standardizzati, confermavano soltanto per 10 ceppi la probabile appartenenza al genere Bifidobacterium spp. I ceppi caratterizzati come probabili bifidobatteri erano saggiati per la capacità di resistere alle condizioni gastrointestinali e mostravano resistenza a pH 3 e alle differenti concentrazioni di sali biliari saggiate. Inoltre, i 10 ceppi esaminati per la loro sensibilità agli antibiotici mostravano delle MIC compatibili con i valori di cut-off riportati dall EFSA (2012) per il genere Bifidobacterium spp. I probabili bifidobatteri e i ceppi probiotici di Bifidobacterium spp. venivano studiati per la loro capacità di adesione, utilizzando le cellule HT-29, mediante metodo quantitativo colturale e osservazione mediante microscopio ottico ad immersione. I risultati mostravano differenti caratteristiche di adesione in relazione al ceppo saggiato, ma anche in relazione al tempo di incubazione. La capacità di adesione del ceppo Bifidobacterium longum W11 veniva ulteriormente indagata mediante microscopia elettronica a scansione che evidenziava la presenza di biopolimeri di probabile natura esopolisaccaridica, organizzati in una complessa struttura 3D e coinvolti nell adesione del ceppo. Le successive fasi della ricerca erano, quindi, focalizzate sullo studio approfondito di questo biopolimero di natura esopolisaccaridica. Dopo l estrazione, purificazione e idrolisi, utilizzando anche metodiche messe a punto da noi, l esopolisaccaride (EPS) veniva analizzato per la composizione chimica, mediante TLC, utilizzando piastre in silice e in cellulosa. Entrambi i tipi di piastre permettevano di identificare la presenza di glucosio e galattosio, che veniva confermata con una più accurata analisi cromatografica effettuata mediante HPLC. La ricerca dei determinanti genetici responsabili della sintesi dell EPS del ceppo B. longum W11 era effettuata mediante PCR e analisi bioinformatica dell intero genoma. I risultati ottenuti mostravano la presenza del gene cpsD , che codifica per la galactosil-transferasi e un cluster genico composto da 23 geni, (24,7 kb). L attività citotossica veniva saggiata in vitro su fibroblasti gengivali HF1 e tumorali Caco-2. Il saggio su fibroblasti non evidenziava alcun effetto citotossico, mentre quello su cellule tumorali Caco-2 mostrava una modesta diminuzione della vitalità cellulare sin dalla più bassa concentrazione saggiata. Tale decremento, tuttavia non era statisticamente significativo. L eventuale attività immunomodulante dell EPS era analizzata attraverso lo studio del pattern di citochine quali IL-1, IL-6, IL-10 e IFN-gamma, prodotte da cellule immunitarie isolate da PBMC di donatori volontari. I risultati hanno dimostrato per l EPS in esame un effetto di tipo immunomodulante. Inoltre, quando l EPS veniva saggiato in combinazione con ConA si evidenziava un incremento significativo dei livelli di IL-1, IL-6 e IFN-gamma e la riduzione significativa dei livelli di IL-10. I risultati della ricerca forniscono una buona base sperimentale per ulteriori indagini su altri aspetti non ancora investigati degli EPS ed in particolare dell EPS del ceppo B. longum W11, quali l effetto protettivo sul ceppo produttore dalle condizioni intestinali avverse e/o dall attività inibente degli antibiotici o altre eventuali proprietà biologiche

    Ottimizzazione di dighe marittime a gettata per l'estrazione di energia dal moto ondoso

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    Il presente elaborato di tesi mira allo sviluppo di metodologie per la stima delle prestazioni idrauliche di un innovativo dispositivo per l'estrazione dell'energia dal moto ondoso, detto DIga Marittima per la produzione di Energia dal Moto Ondoso (DIMEMO). Tale dispositivo prevede la sua realizzazione su dighe a gettata e sfrutta il fenomeno della tracimazione determinata dal moto ondoso. L'elaborato di tesi è stato suddiviso in due parti: la prima è dedicata all'analisi dei risultati delle indagini sperimentali condotte mediante modellazione fisica; la seconda è dedicata alla individuazione e definizione di una possibile metodologia da adottare per il dimensionamento di massima del dispositivo. Le prove mediante modellazione fisica sono state condotte sia presso il Laboratorio di Idraulica dell'Università di Aalborg (Danimarca) sia presso quello dell'Università degli Studi di Catania. I risultati delle due indagini sperimentali hanno consentito di valutare l'efficacia dei metodi di previsione delle prestazioni idrauliche presenti in letteratura e di svilupparne dei nuovi. Nella seconda parte dell'elaborato di tesi, preliminarmente è stato condotto uno studio dell'energia del moto ondoso lungo le coste della Sicilia. Tale studio ha consentito di individuare un possibile sito in cui prevedere la realizzazione del dispositivo DIMEMO. Successivamente, per il sito selezionato, è stato sviluppato un modello analitico che ha consentito di valutare le prestazioni idrauliche di varie configurazioni del dispositivo e di scegliere quella che garantisce un minore tempo di ritorno dell'investimento

    Methodologies and Technologies for Indoor Localization: a Computer Vision Based Approach

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    The massive diffusion of smartphones we are seeing in the last years, the growing interest for everything related to wearable devices and Internet of Things (IoT), the exponential rise of Location Based Services (LBS: services based on the position of the users and accessible through the device) has meant that technologies capable of determining the position of the user inside a specific context have taken a crucial role in the consumer sector. In outdoor environments, GPS (Global Positioning System) can be considered today as a standard de facto , while the localization and navigation in indoor environments still remains one of the technological challenges of the next years. Indoor Positioning Systems (IPS) have a remarkable importance in a lot of important market segments such as the retail sectors for con- textual advertising (commercial centers, supermarkets), touristic and transportation sectors (airports, museums), healthcare sectors (hospitals). Sometimes, in emergency situations they can make the difference between life and death. Even if actually doesn t exist a definitive solution as efficient and precise as GPS and with all its advantages, various approaches and methodologies has been proposed in the last years in scientific literature, and several technologies are appearing into the market. The researches have focused, rather than on realizing a general purpose IPS with high performances everywhere, on the development of a variety of solutions suitable for the specific place of deployment and which meet the specifics precision, security, invasiveness and cost requirements. In the first part of this doctoral dissertation, after an overview on the main methodologies used for locating a user in an indoor environment, we will analyze the state of the art and present some of the most interesting cases. We will focus particularly on approaches which utilize the smartphone s inertial sensors and 2D visual markers based computer vision techniques. In the second part of the dissertation we will propose our own solution to the indoor localization problem. Such solution consists in a visual markers system deployed onto the area of interest s floor and a step detection algorithm. We will compare the performances of three types of markers, taken from the scientific literature, from the point of view of the specifications required by the suggested solution, and choose the most better performing one. We will then propose a client - server architecture for managing the whole process of tracking the user inside a building, and present an implementation of the client, on the iOS platform. Finally in the last part of the dissertation, we will show the obtained results, and talk about the possible future works

    Sensori ed Attuatori come Servizio, un paradigma per l'IoT incentrato sui dispositivi: analisi, progettazione e casi di studio

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    The huge and steady growth in the number of distributed devices connected to the global network as a so-called Internet of Things (IoT) calls for infrastructure management techniques able to deal with this overwhelming complexity, especially in light of the growing impact of the sharing economy and the role played by the so-called "long tail". In this context, the as-a-Service approach provides well investigated mechanisms for infrastructure and service provisioning, and an interesting challenge lies in evaluating its application to the instantiation and lifecycle management of a dynamic, possibly virtualised, infrastructure of sensing (and actuation) resources. Apart from the flexibility of renting this kind of resources according to the utility model, by providing access at the lowest level where possible, the research path undertaken in this dissertation is meant to provide even bigger scope to the scenarios under consideration, from a platform for opportunistic and cooperative mobile crowd-sensing to a model for Software-Defined Smart Cities, where dynamic reconfiguration of the wiring among Things ultimately enables wide-area feedback control loops on demand. Yet none of these outcomes, and in particular shaping the surrounding environment, may be achievable without means to interact bidirectionally, and with the greatest control that may be exerted, with physical systems through remote sensors and actuators at one's own fingertips. The premise then lies in engaging the research from a "device-centric" perspective. The infrastructure and platform takes on IoT, the Stack4Things framework as well as other results are then outcomes of this approach. Analytical descriptions of the scenarios, details of the architectures and investigated case studies therefore are here provided, while also reporting and highlighting design choices

    Le operazioni con parti correlate

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    Il lavoro analizza la disciplina delle operazioni con parti correlate applicabile alle società quotate o con azioni diffuse ai sensi del Regolamento Consob n. 17221/2010 (tenendo conto della disciplina inglese da cui quella italiana trae spunto). Previa una generale analisi dei contenuti del citato Regolamento ed alcuni approfondimenti circa la compatibilità delle sue norme rispetto a quanto previsto dalla disciplina del codice civile e del TUF, ivi inclusa l analisi del fenomeno delle OPC infragruppo, viene approfondito il tema relativo al ruolo degli amministratori (esecutivi, non esecutivi e indipendenti) nel contesto di una OPC nonché quello delle OPC di competenza assembleare (c.d. whitewash). Il lavoro si conclude con una disamina delle sanzioni civili, penali ed amministrative applicate in recenti casi di OPC sia in Italia che in UK

    Exposure of honeybees (Apis mellifera L.) and other hymenoptera pollinators to different Bacillus thuringiensis based biopesticides in laboratory controlled trials

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    Apoidea play a fundamental and strategic role in the regulation of reproductive processes of many plants, including those of agricultural interest, due to their pollination activities. In Italy, Apoidea important for agriculture include: Apis mellifera Linnaeus 1758, known eusocial species with organization into castes Osmia cornuta, Latreille 1805 and O. rufa Linnaeus 1758, two species of solitary bees that nest in gregarious form, profitable and easy to use on different crops in semi-field and open field. However, populations of many species of Apoidea are in decline, and this phenomenon seems to be also related to the increase of the use of chemicals in agricultural practices. Biopesticides are a class of natural products used in agriculture to limit the damage caused by harmful organisms and include commercial formulations. They should be less harmful for the environment compared to traditional chemical pesticides, because they are effective at very low concentrations and have a rapid inactivation; furthermore, these products have a lower risk of non-specificity, acting mainly on the larval stages of some species of pests. Bacillus thuringiensis-based biopesticides are often used in IPM and they are dispersed in the environment. Bacillus thuringiensis (Bt) B. is one of the most common microorganisms which toxicity is due to the production of parasporal crystals exhibiting a highly specific insecticidal activity during sporulation of the bacterium. These toxic crystals (Cry), consist of different protein families (insecticidal crystal proteins or ICPs) not closely related, that are released into the environment and, once arrived in the gut of the organism by via trophic, act specifically on the epithelium of the midgut. Since insects epithelial cells of midgut are involved in multiple processes such as digestion, absorption, formation of peritrophic membrane, the alteration caused by the toxins of Bt would involve a functional impairment that could end with the death of the insect, according to the mechanisms of action. However, the natural compounds are not necessarily safer than synthetic ones because their biological properties and activity are in function of the structure rather than the origin, the applied dose in certain situations, and in relation to the safety of the product utilization. Bt-based products are considered harmless for species of Apoidea so far investigated, but it is believed that they could lead to sublethal effects, thus reducing pollinator populations in the field. Despite the importance of information on this issue, investigations, are still limited. Given the crucial role played by both honeybees and solitary bees, not only for an ecological standpoint, but also for an agro-economic aspect, I thought it was interesting to undertake investigations leading to evaluation the toxic effects associated with the administration of various concentrations of three Bt-based formulations. For this purpose, I have focused my research on the effects of products at different levels: assessing the mortality of O. cornuta, O. rufa and A. mellifera, and, for the latter species, it was observed a possible behavior modification related to histological and ultrastructural impairment of the midgut epithelium of workers. Moreover, any biochemical alteration and gene expression was assessed in midgut of workers after ingestion of one of biopesticides tested. Overall, results confirm such low toxicity of the tested Bt-based biopesticides on workers of A. mellifera and O. cornuta and O.rufa, at the concentrations presumably found in field-environment conditions, confirming that the biopesticides represent a category of commercial products certainly more convenient for the environment and the human health than the other agrochemicals, although any possible long-term and chronic effects should be taking into account

    Progettazione e sintesi di ligandi ibridi sigma-no light-activated a potenziale attività antiproliferativa. Nih 10495 e derivati: modulazione dell'attività oppioide, sigma-1 ed hdac nel dolore

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    Il radicale NO è una fra le biomolecole più studiate in quanto mediatore di numerosi processi fisiologici come: neurotrasmissione, vasodilatazione, secrezione ormonale e soprattutto come inibitore della crescita tumorale. Il suo ruolo multifattoriale ha ispirato la progettazione e sintesi di ligandi ibridi NO/sigma attivati dalla luce a potenziale attività antitumorale, sfruttando l'overespressione dei recettori sigma in molte linee cellulari tumorali umane. Dato il crescente interesse per i ligandi sigma come potenziali agenti chemioterapici e sulla base degli studi sul fotorilascio di NO, abbiamo concentrato l attività di ricerca sulla progettazione e sintesi di ligandi sigma (derivati piperidinici e piperazinici etc. opportunamente sostituiti) capaci di svolgere un azione antitumorale attraverso: elevata affinità e attività antagonista sigma1 e/o agonista sigma-2 e rilascio light-activated di NO. La duplice azione si presume che comporti un incremento sia dell attività antiproliferativa che un azione più selettiva verso cellule tumorali over-esprimenti i recettori sigma rispetto a quelle sane con ridotta espressione di tali recettori. Inoltre questo lavoro di tesi si occupa della modulazione dell'attività oppioide, sigma-1 e HDAC nel trattamento del dolore neuropatico. Studi condotti da Woods, Smith, Medzhiradsky e Winger sul ligando oppioide NIH10495, strutturalmente correlato all Aloperidolo, al fine di differenziarne l effetto sul sito di legame della Fenilciclidina con 3H-TCP come radioligando e con 3H-(+)SKF 10,047 per esaminare la loro affinità sul sistema recettoriale sigma1 hanno messo in evidenza che grazie alla presenza dell estere propilico in posizione 4 sulla piperidina il composto mostrava un tipico profilo analgesico oppioide. NIH10495 è un inusuale agonista oppioide nel MVD, in quanto la sua azione viene antagonizzata in maniera non competitiva dal Naltrexone. Infatti i saggi di binding mostrano un affinità recettoriale simile alla morfina per il sito di legame del recettore oppioide. Inoltre, in questi studi è stato evidenziato che NIH10495, in vivo, ha un inizio e durata d azione simile alla morfina ed è approssimativamente 30 volte più potente della morfina quando raggiuge l effetto massimo. L obiettivo di questa linea di ricerca è lo sviluppo di profarmaci utili nel trattamento del dolore neuropatico, sostanzialmente correlati all agonista oppioide ad attività analgesica e neurolettica NIH10495 in grado di modulare l attività oppioide interagendo da antagonista con il sistema recettoriale sigma-1 e inibendo alcune isoforme dell enzima HDAC (sottotipi I e IIa). A tale scopo si è pensato di progettare una serie di esteri dell acido butirrico capaci di interagire in modo sinergico come agonisti oppioidi ed antagonisti sigma-1, ma allo stesso tempo capaci di idrolizzarsi in vivo liberando acido butirrico, inibitore classico degli enzimi HDACs. Allo scopo di ridurre la componente neurolettica dopaminergica la funzione chetonica è stata ridotta a gruppo alcolico che è stato ulteriormente esterificato con acido butirrico per rafforzare l effetto inibitorio HDAC

    Approccio multidisciplinare nella diagnosi di laboratorio delle patologie gastrointestinali del soggetto trapiantato

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    Le complicanze nella fase post-trapianto riguardano vari ambiti: il rigetto, le infezioni, le patologie non infettive legate alla terapia immunosoppressiva. Le patologie gastrointestinali rientrano nel novero di queste complicanze; possono avere quadri patogenetici diversi con manifestazioni di tipo sindromico che spesso non consentono un'immediata definizione della causa dell'evento. La diversa eziologia può determinare differenti implicazioni cliniche che possono richiedere una diversa e talvolta controversa gestione terapeutica. Sarebbe, quindi, utile poter distinguere tra patologie gastro-intestinali da GVHD, da CMV, da MMF e da simil-IBD. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare un nuovo percorso diagnostico, che abbracci più ambiti disciplinari, in grado di contribuire alla diagnosi differenziale delle diverse forme morbose. In tal senso si è proceduto con la sperimentazione sull uso e sull innovazione di alcune metodiche sia anatomo-patologiche sia virologiche. MATERIALI E METODI Sono stati inclusi nello studio 17 soggetti trapiantati di rene che manifestavano una sintomatologia ascrivibile a patologie a carico del tratto gastrointestinale come alterazione dell alvo, presenza di sangue nelle feci, positività ai test di immunochimica per la ricerca di sangue occulto nelle feci e positività alla calprotectina fecale. Sono stati eseguiti l esame istologico, l immunoistochimica per la ricerca degli antigeni Ki-67 e cromogranina A, Early e Late antigen di CMV e la ricerca del DNA di CMV in Real-time PCR, su un totale di 25 biopsie del colon e del retto. RISULTATI Dei 17 pazienti arruolati nello studio, 4 (23%) manifestavano una colite da simil IBD, 2 (12%) da GVHD, 2 (12%) da CMV e 1 (6%) da MMF+CMV; inoltre 6 (35%) presentavano un adenoma (4 CMV+ e 2 CMV-) e 2 (12%) avevano polipi iperplastici. Un totale di 7/17 pazienti sono risultati positivi per CMV sia in molecolare sia in immunoistochimica. CONCLUSIONI I nostri risultati, seppur in una coorte ancora ridotta, mostrano una varietà di patologie che possono insorgere nel tratto gastrointestinale dei soggetti trapiantati. La prevalenza dei pazienti positivi al CMV è del 41,2%; il dato mette in evidenza come tale virus resti ancora, nonostante l avvento delle nuove terapie e le strategie di monitoraggio, un patogeno importante nel trapiantato di rene. La diagnosi di patologie gastrointestinali, nei soggetti trapiantati, appare complessa in quanto nessun parametro di laboratorio da solo è in grado di indirizzare verso una diagnosi certa. La valutazione delle biopsie endoscopiche ad ampio spettro, con l impiego dell'esame istologico, immunoistochimico e molecolare, risulta di estrema importanza per meglio chiarire il tipo di patologia ed evitare, così, interpretazioni e diagnosi errate orientando a una più mirato ed efficace gestione del paziente

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