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La sostenibilità dei processi di rigenerazione fisica della città consolidata
This paper was first published onAA.VV. (2015). Abitare insieme. Living Together. Napoli:CLEAN Cite as:Sgobbo, A. (2015). La sostenibilità dei processi di rigenerazione fisica della città consolidata. In AA.VV. Abitare insieme. Living Together (pp. 77-85). Napoli:CLEAN. AbstractLa crisi economica comincia a manifestare i propri effetti anche sulla struttura fisica della città consolidata. Seguendo un postulato dell’economia moderna le realtà più deboli sono state le prime a risentirne e saranno, probabilmente, le ultime a beneficiare della ripresa. A Napoli il crollo di un frammento da un edificio del centro storico, in ragione delle drammatiche conseguenze che ha determinato, ha richiamato l’attenzione mediatica sulla condizione del patrimonio edilizio esistente. Da quel momento, con cadenza ormai quotidiana, la cronaca locale racconta di crolli di intonaci e cornicioni che si succedono ovunque nella città.Le settimane seguenti all’episodio sono state caratterizzate da un altro curioso fenomeno, molto partenopeo. Un po’ ovunque, infatti, gli amministratori terrorizzati ed i condomini non più tanto sicuri della loro impunità, hanno commissionato azioni protettive dei propri fabbricati. I casi più gravi hanno richiesto interventi di rimozione delle parti pericolanti. I più oculati hanno provveduto al montaggio di strutture provvisionali, cosiddette mantovane, a protezione delle aree sottostanti aperte al pubblico. I più furbi o, potremmo dire, i più ingenui, hanno optato per economici interventi di rivestimento degli sporti e cornicioni degli edifici mediante l’impiego di quei teli normalmente destinati a schermare i ponteggi rispetto al pericolo di proiezione di frammenti di lavorazione. Questi, nella loro più economica forma, sono le reti verdi.Pochissimi hanno iniziato gli indispensabili interventi di manutenzione che, a mente dell’art. 3 del D.P.R. 380/2001 ben potrebbero definirsi di tipo ordinario, quindi fisiologici, ripetitivi e non solo prevedibili ma previsti, sia nella tipologia che nella tempistica, dalla letteratura scientifica e tecnica in materia.Il risultato è in una città che, nonostante un regime di vincoli e tutele particolarmente stringente, vede nella presenza di queste schermature sommariamente applicate agli edifici e, spesso, ondeggianti al vento, il tratto più caratteristico e ricorrente del suo immenso centro storico.
Reti infrastrutturali ecologiche / Ecological infrastructure networks
This paper was first published on AA.VV. (2012). Abitare il Nuovo/Abitare di nuovo ai tempi della crisi-Inhabiting the new/inhabiting again in times of crisis. Napoli: CLEAN. Cite as:Sgobbo, A. (2012). Reti infrastrutturali ecologiche/Ecological infrastructure networks. In Abitare il Nuovo/Abitare di nuovo ai tempi della crisi-Inhabiting the new/inhabiting again in times of crisis (pp. 532-540). Napoli: CLEAN.AbstractLa promulgazione del decreto legislativo n.28 del 2011, quale attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, pone seri interrogativi circa le conseguenze urbanistiche di un approccio alla progettazione dei nuovi quartieri in cui le costruzioni siano in grado di soddisfare, mediante il ricorso a fonti rinnovabili, almeno il 50% del fabbisogno complessivo dell’energia necessaria alla produzione di acqua calda sanitaria, al riscaldamento ed al raffrescamento. Tale risultato, che dal 2017 costituirà condizione necessaria al rilascio del titolo abilitativo alla costruzione o ingente ristrutturazione di ogni edificio, è, infatti, spesso perseguito mediante soluzioni tecnico-edilizie che guardano all’immobile nella sua specificità e poco alle relazioni con gli altri elementi della città ed alle infrastrutture urbane in generale. Eppure è proprio il testo del decreto in parola che, inibendo il ricorso esclusivo a soluzioni di tipo fotovoltaico e stabilendo un regime derogatorio in favore degli immobili serviti da reti di teleriscaldamento, suggerisce la strada dell’approccio urbanistico quale percorso privilegiato al perseguimento razionale di tali ambiziosi obbiettivi. Orbene il percorso di adeguamento della rete infrastrutturale urbana della città consolidata alle nuove esigenze ecologiche si presenta complesso in relazione agli alti costi da affrontare che, conseguentemente, ne rendono consigliabile l’implementazione solo in sinergia con altri interventi (realizzazione di reti urbane di trasporto su ferro, rifacimento integrale di strade, etc.). D’altra parte la mancata implementazione di siffatte soluzioni risulta non scusabile nel caso della programmazione di un’espansione urbana in quanto il costo aggiunto costituisce un’aliquota trascurabile rispetto ai benefici conseguibili ed ampiamente ammortizzato dalla maggiore economicità della costruzione e gestione dell’edificio. Ne deriva che il moderno progetto urbanistico, sia generale che attuativo, comprende necessariamente un accurato studio impiantistico a scala urbana in grado di integrare l’esigenza della dotazione tecnologica in chiave ecologica nel concept stesso del quartiere
Città in disfacimento
This paper was first published in Urbansitica Informazioni, 257. Cite as: Sgobbo, A. (2014). Città in disfacimento. Urbanistica Informazioni, 257, 63-67.ABSTRACTLa crisi economica che, con inusitata continuità, ha colpito il paese manifesta i propri effetti anche sulla struttura fisica della città consolidata. Seguendo un postulato dell’economia moderna le realtà più deboli sono state le prime a risentirne e saranno, probabilmente, le ultime a beneficiare della ripresa. A Napoli il crollo di un frammento da un edificio del centro storico, in ragione delle drammatiche conseguenze che ha determinato, ha richiamato l’attenzione mediatica sulla condizione del patrimonio edilizio esistente. Da quel momento, con cadenza ormai quotidiana, la cronaca locale racconta di crolli di intonaci e cornicioni che si succedono ovunque nella città.In questo articolo sono illustrati i risultati della ricerca, commissionata dalla più rappresentativa delle associazioni locali di amministratori di immobili, per sviluppare un’accurata indagine sulle cause del fenomeno ed individuare, senza pretese di esaustività, politiche e possibili strategie finalizzate a mitigarne i rischi
Planning with water: from end of pipe investment to operating on needs
This paper was first published on UNISCAPE EN-Route, 1(3), 2016. Cite as:Sgobbo, A, & Abbamonte, F. (2016). Planning with water: from end of pipe investment to operating on needs. UNISCAPE EN-Route, 1(3), 191-196. The article is an account of research in progress at Naples University Federico II, whit the aim is to confirm the thesis that end of pipes approach, meant to improve the resilience of river basins, is often less efficient than common actions based solutions designed to have a positive impact on the reduction of urban run off.The research produced a list of solutions potentially replicable on a larger scale. Such solutions have been tested on: the impact on the hydraulic load acting on the watershed; administrative and technological viability; the possibility of further improvement of side positive effects
The tourist development of Pompei
This paper was first published on UNISCAPE En-Route, 1(3), 2016. Cite as:Coppola, E., & Sgobbo, A. (2015). The tourist development of Pompeii: resilient solutions to rebuild a dialogue between fluvial landscape and urban spaces. UNISCAPE En-Route, 1(3), 252-258. The paper is framed in the preamble of the strategic masterplan developed by the Neapolitans Association of Builders and Industrial Union of Naples for extra-moenia redevelopment of Pompeii as a cultural tourist district in the area between the ancients ruins and the sea.Authors present a critical analysis of the various project proposals advanced for this territory and they focus on some resilient designs finalized to rebuild the broken dialogue between fluvial spaces and urban spaces and re-shape the natural landscape in which to frame an efficient cultural and tourist offer for Pompeii
INTENSSS PA: pianificazione territoriale integrata alla sostenibilità energetica e socio-economica
This paper was first published on Urbanistica Informazioni, 272(S.I.), 2017. Cite as:Tira, M., Sgobbo, A., Cervigni, C., & Carollo, L. (2017).INTENSSS PA: pianificazione territoriale integrata alla sostenibilità energetica e socio-economica. Urbanistica Informazioni, 272(S.I.), 327-331. The INTENSSS PA project, funded by Horizon 2020, the Framework Programme for Research and Innovation of the European Union, aims to support the local authorities involved and their stakeholders to develop an innovative integrated socio-economically and energy sustainable spatial planning concept through a participatory, interdisciplinary and multilevel process. By building individual and institutional capacity of the actors involved, using the Regional Living Lab approach, the concept will be applied in order to develop seven sustainable integrated energy plans, one for each of the seven European countries involved in the project. An important target to achieve is to communicate the project results outside the group of countries where the 17 partners are based. In this article the project activities and the results achieved so far are described anticipating a more extensive and detailed publication already planned for the second semester of 2018 on some relevant international journals. Furthermore, in April 20th the research project results will be presented and discussed within the international conference “Research, Technics & Planning” that CeNSU organized in Turin on the topic of Water Sensitive Urban Planning
La polarizzazione metropolitana.
This monography was first pubished by Liguori, Napoli Cite as:Moccia, F.D. & Sgobbo, A. (2013), La polarizzazione metropolitana. L'evoluzione della rete della grande distribuzione verso un sistema policentrico sostenibile. Napoli, IT: Liguori. ABSTRACTLo sviluppo policentrico delle aree metropolitane è trattato in relazione all'esigenza di rigenerazione delle estese superfici urbanizzate ma sottoutilizzate che, anche in Italia, caratterizzano i complessi produttivi dedicati alla grande distribuzione commerciale al dettaglio. I segnali di crisi registrati nel settore inducono ad una riflessione sulla reale efficienza del tipico modello isolato periurbano. L'esame di numerose esperienze, sia internazionali che locali, ha accompagnato la ricerca condotta mediante indagini sul territorio, approfonditi studi socio-economici sui bacini di utenza e la costruzione di scenari alternativi. I principali fattori di crisi, incrociandosi con i temi della sostenibilità e qualità urbana delle città, sfociano in un modello di rigenerazione in cui il tradizionale contenitore commerciale è potenzialità di un efficiente sviluppo policentrico, dando luogo a quartieri densi, con ampia dotazione di servizi per il cittadino che garantiscono risparmio nel consumo di suolo ed intrinseca efficienza energetica. Ciò si coniuga con un'oggettiva convenienza economica e finanziaria per i soggetti coinvolti riducendosi, altresì, il rischio di crisi dei centri commerciali e di conseguente formazione di zone di degrado urban
Il parco delle paludi di Napoli
This paper was first published on Urbanistica Informazioni, 252, novembre-dicembre 2013. Cite as:Sgobbo, A (2013). Il parco delle paludi di Napoli. Ubanistica informazioni, 252, 14-15. ABSTRACTL'imminente istituzione delle Città Metropolitane costituisce un'occasione per ripensare l'approccio degli Enti territoriali sovracomunali al tema dell'infrastrutturazione del territorio.L'articolo illustra il progetto pilota proposto nell'ambito della redazione del Piano Urbanistico Comunale di una cittadina ai margini della metropoli finalizzato alla creazione di un'infrastruttura verde in grado di coniugare l'efficienza idraulica alla riqualificazione del paesaggio urbano
Aree agricole periurbane: dall’approccio vincolistico alle politiche di integrazione.
oai:ojs.pkp.sfu.ca:article/57This article was first published on Urbanistica Informazioni, n. 255, Maggio-Giugno 2014. Cite as:Sgobbo, A. (2014). Aree agricole periurbane: dall’approccio vincolistico alle politiche di integrazione. Urbanistica Informazione, 255, 44-45. AbstractL’articolo, dopo un breve excursus sull’approccio con cui sono tradizionalmente trattate, nella pianificazione territoriale, le aree agricole periurbane, illustra, sinteticamente, alcune recenti esperienze virtuose e buone pratiche finalizzate ad offrire a tali spazi un ruolo principale e non più residuale e transitorio nel sistema città.In particolare si esamina l’evoluzione riscontrata, nel corso del lungo processo di approvazione del redigendo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Napoli, dalla proposta del 1999 fino alla revisione del 2013, nel trattamento riservato alle aree agricole di cintura, sia in termini di perimetrazione che di disciplina dei suoli immediatamente cogente ed indirizzi alla pianificazione comunale.Quale caso virtuoso sono trattati i criteri seguiti nella pianificazione comunale di un’area agricola “sospesa” tra i comuni di Volla e Cercola finalizzato alla creazione di un centro commerciale naturale per soli prodotti agricoli.
L’occasione ecologica: dall’end-of-pipe alla resilienza rigenerativa
This paper was first published in Urbanistica Informazioni, 263 s.i. Cite as:Sgobbo, A. (2015). L’occasione ecologica: dall’end-of-pipe alla resilienza rigenerativa. Urbanistica Informazioni, 263, 119-122. ABSTRACTMentre l’edificio è stato oggetto dell’introduzione di molteplici innovazioni e buone pratiche che si sono dimostrate effettivamente in grado di abbattere sensibilmente gli impatti dallo stesso generati sull’ambiente in relazione allo svolgimento delle funzioni ivi esercitate e che, soprattutto, hanno avuto una reale e cospicua applicazione, non altrettanta attenzione è stata posta sull’oggetto “città”, nonostante gli apporti direttamente connessi al suo funzionamento siano particolarmente rilevanti. Il ruolo giocato dalle aree urbane nelle emissioni climalteranti, la crescente sensibilità alla questione dei cambiamenti climatici, l’esigenza di incrementare le qualità resilienti degli insediamenti umani laddove assistiamo con sempre maggiore frequenza ad eventi meteorici estremi, potrebbero presto evidenziare l’esigenza di abbandonare un approccio esclusivamente conservativo in favore di un modello urbano diverso, caratterizzato da un sistema infrastrutturale verde, interagente ed interattivo.In questo articolo sono brevemente presentati i risultati intermedi di una ricerca in corso presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli focalizzata su un particolare tipo di periferia urbana, profondamente diversa dai sobborghi che caratterizzano gli insediamenti metropolitani della tradizione europea e prevalentemente costituita da un susseguirsi informe di abitazioni a basso costo privo dei principali servizi pubblici e che, in ragione di un’origine prevalentemente estemporanea, risulta, nonostante la relativa modernità, fortemente degradata anche nella sua struttura fisica. Per tale luogo si sperimenta un modello di rigenerazione basato sull'uso esteso di infrastrutture verdi e blu interagenti