UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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    Copertina e testi introduttivi per singolo contributo

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    You can use this cover with index to compose your own individual contribution using special online tools or PDF file editing programmes.È possibile usare questa copertina con indice per comporre il proprio singolo contributo tramite appositi tools online o programmi di editing dei files pdf

    Dal Pra Mario

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    Dopo un primo approccio ispirato al realismo trascendente cattolico, Mario Dal Pra si orientò su una posizione filosofica che si appuntava soprattutto nella critica verso ambizioni conoscitive assolute, dogmatiche e volte a giustificare circolarmente la propria situazione attuale, senza aprirsi verso una reale alterità rispetto a ciò che già si è. Nella sua lunga e influente opera di storico della filosofia Dal Pra tende così, rispetto alle interpretazioni delle questioni religiose, ad apprezzare quelle non di chi vi voglia trovare certezze da spendere per rafforzare le proprie posizioni acquisite, quanto di chi, invece, in esse sottolinei maggiormente gli elementi di dubbio e ricerca. Successe a A. Banfi nella cattedra di storia della filosofia all’Università di Milano, co-fondò e diresse per molti decenni la “Rivista di storia della filosofia” e fu promotore di varie iniziative editoriali, tra cui un’ampia “Storia della filosofia” in 10 volumi Parole chiave: Mario Dal Pra, critica del dogmatismo, storica critica della filosofia della religione, dubbio, ricerca   After an initial approach inspired by Catholic transcendent realism, Mario Dal Pra oriented himself towards a philosophical position that focused primarily on critiquing absolute, dogmatic knowledge ambitions aimed at circularly justifying one’s current situation, without opening up to a real otherness compared to what one already is. Even in his long and influential work as a historian of philosophy, Dal Pra tends to appreciate, regarding interpretations of religious issues, not those who seek certainties to reinforce their established positions, but rather those who emphasize the elements of doubt and inquiry. He succeeded A. Banfi in the chair of the history of philosophy at the University of Milan, co-founded and directed for many decades the “Rivista di storia della filosofia,” and was a promoter of various editorial initiatives, including a comprehensive “History of Philosophy” in 10 volumes. Keywords: Mario Dal Pra, critique of dogmatism, critical history of the philosophy of religion, doubt, inquir

    Gangale Giuseppe

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    Giuseppe Tommaso Gangale ha svolto un ruolo chiave sullo sviluppo del protestantesimo italiano del Novecento. La storia è per Gangale «teofania», «teostoria» che viene a coincidere con la vita stessa di Dio ed è perciò storia sacra. Peculiare nel teocentrismo di Gangale è il riferimento a Calvino, che è a suo avviso il modello di Hegel: è quello che spiega l’idealismo di questo, il Dio predestinatario funge da modello all’Idea (una interpretazione del pensiero di Hegel che porta Gangale a polemizzare sia con il neo-hegelismo immanentistico di B. Croce e di G. Gentile, sia con l’anti-hegelismo di E. Buonaiuti). Più avanti, nella impostazione di Gangale, che mantiene al centro Calvino e Hegel, entrano anche elementi più specificamente luterani, con un confronto serrato con autori come S. Kierkegaard e K. Barth. Dal 1934, Gangale non si occupò più in maniera specifica di filosofia, dedicandosi soprattutto allo studio delle lingue e delle culture minoritarie. Parole chiave: Giuseppe Tommaso Gangale, protestantesimo italiano, teocentrismo, filosofia della storia, dialettica   Giuseppe Tommaso Gangale played a key role in the development of Italian Protestantism in the 20th century. For Gangale, history is a “theophany” and “theo-history,” which coincides with the very life of God, making it sacred history. A distinctive aspect of Gangale’s theocentrism is his reference to Calvin, whom he sees as a model for Hegel. He argues, in fact, that Calvin’s predestining God serves as a model for Hegel’s Idea, and he is very critical both of the immanentistic neo-Hegelianism of B. Croce and G. Gentile, and of the anti-Hegelianism of E. Buonaiuti. Later in his work, while still centering on Calvin and Hegel, Gangale incorporates more specifically Lutheran elements, engaging with authors like S. Kierkegaard and K. Barth. Since 1934, Gangale no longer specifically dealt with philosophy, but instead dedicated himself primarily to the study of languages and cultures of minorities. Keywords: Giuseppe Tommaso Gangale, Italian Protestantism, Theocentrism, Philosophy of history, Dialecti

    Maresca Mariano

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    Mariano Maresca si formò a Napoli con il neokantiano F. Masci e fu a lungo docente universitario a Pavia, in pedagogia, filosofia morale e filosofia teoretica. Per Maresca la filosofia si esprime selettivamente in forma concettuale, mentre la religione costituisce «una sintesi» unitaria, non solo di conoscenza, ma anche di «affetti» e di «pratica», «di condotta e di fede». La filosofia mira a chiarire, dunque, gli aspetti più propriamente cognitivi della religione, ma quest’ultima vive da un lato nell’esperienza come un tutto, e dall’altro lato nei limiti stessi di tale tutto esperienziale, aspetti che la filosofia può osservare riflessivamente dall’esterno ma non sostituire. Maresca intende dunque mantenere tra filosofia e religione una costruttiva tensione polare, mentre vede nell’idealismo neo-hegeliano, da un lato, e nella neo-scolastica, dall’altro, uno schiacciamento rispettivamente o della religione nella filosofia o viceversa. Parole chiave: Mariano Maresca; filosofia della religione; razionalismo critico; esperienza religiosa; modernismo   Educated at the University of Naples under the Neo-Kantian F. Masci, Mariano Maresca Mariano Maresca was a long-time professor of pedagogy and philosophy at the University of Pavia. For Maresca, philosophy expresses itself selectively in conceptual form, while religion constitutes a unitary “synthesis,” not only of knowledge but also of “affections” and “practice,” “conduct and faith.” Philosophy aims to clarify the more cognitive aspects of religion; however, the latter exists on one hand in experience as a whole, and on the other hand within the very limits of that experiential whole—aspects that philosophy can observe reflectively but cannot replace. Maresca thus intends to maintain a constructive polar tension between philosophy and religion, while he sees in neo-Hegelian idealism, on one side, and in neo-scholasticism, on the other, a flattening either of religion into philosophy or vice versa. Keywords: Mariano Maresca; philosophy of religion; critical rationalism; religious experience; modernis

    Martinetti Piero

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    Figura di rilievo nel panorama filosofico italiano della prima metà del XX secolo, Piero Martinetti propone un’originale interpretazione in senso religioso-metafisico del criticismo. In Kant, infatti - egli sottolinea-, la morale ha un fondamentale ruolo metafisico, perché impone sull’esperienza sensibile e naturale un che di assolutamente trascendente. Parallelamente, in Gesù Cristo e il cristianesimo, Martinetti rileva soprattutto, della figura di Gesù, l’indicazione di un Regno etico-religioso superiore alla dimensione fenomenica, nella prospettiva di una fede puramente razionale, che svaluta come ‘mitici’ elementi quali i miracoli, i dogmi, il culto. L’impostazione di Martinetti, alternativa al neo-hegelismo crociano e gentiliano, agì in numerosi filosofi del dopoguerra, stimolando riflessioni sia in ambito laico che cattolico. Oggi, il suo contributo alla filosofia della religione è oggetto di una crescente attenzione critica. Parole chiave: Piero Martinetti; filosofia della religione; idealismo trascendente; idealismo critico; fede razionale   A notable figure in the Italian philosophical landscape of the first half of the 20th century, Piero Martinetti offers an original interpretation of criticism in a religious-metaphysical sense. In Kant, he emphasizes that morality has a fundamental metaphysical role because it imposes an absolutely transcendent dimension on sensitive and natural experience. Parallelly, in Gesù Cristo e il cristianesimo, Martinetti particularly highlights the figure of Jesus as indicating an ethical-religious Kingdom that transcends the phenomenal dimension, from the perspective of a purely rational faith that devalues elements such as miracles, dogmas, and worship as ‘mythical.’ Martinetti’s approach, which stands in contrast to B. Croce’s and G. Gentile’s neo-Hegelianism, influenced many post-war philosophers, stimulating reflections in both secular and Catholic contexts. Today, his contribution to the philosophy of religion is the subject of increasing critical attention. Keywords: Piero Martinetti; philosophy of religion; transcendent idealism; critical idealism; rational fait

    Momigliano Felice

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    Ispirandosi ai modelli europei dell’ebraismo riformato, Felice Momigliano percorse una sua autonoma terza via fra fede e modernità e, al pari dei modernisti cristiani, si trovò schiacciato fra il rifiuto dell’ebraismo ortodosso e l’opposto rifiuto dell’idealismo crociano-gentiliano. Vicino ai socialisti umanitari e anti-materialisti, apprezzò G. Mazzini e L. Tolstoj e sviluppò, come propri principi, un’autonoma riflessione sulla figura di Gesù come ultimo dei profeti ebraici e l’idea spirituale di emancipazione dei reietti. Collaborò con riviste come La Voce e Coenobium, fu vicino a E. Buonaiuti e contribuì alla diffusione della cultura yiddish in Italia. Il suo testamento spirituale riflette un’esistenza dedicata alla libertà dello spirito e all’impegno civile. Parole chiave: Felice Momigliano, ebraismo riformato, mazzinianesimo, socialismo umanitario, modernismo   Inspired by the European models of Reform Judaism, Felice Momigliano followed his own independent third way between faith and modernity and, like Christian modernists, found himself caught between the rejection of Orthodox Judaism and the opposite rejection of Crocean-Gentilian idealism. Close to humanitarian and anti-materialist socialists, he appreciated G. Mazzini and L. Tolstoy and developed, as his own principles, an independent reflection on the figure of Jesus as the last of the Jewish prophets and the spiritual idea of the emancipation of the outcasts. He collaborated with magazines such as La Voce and Coenobium, was close to E. Buonaiuti, and contributed to the spread of Yiddish culture in Italy. His spiritual testament reflects a life dedicated to the freedom of the spirit and civic commitment. Keywords: Felice Momigliano, Reform Udas, Mazzinianism, humanitarian socialism, modernis

    Rizzi Armido

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    La ricerca di Armido Rizzi ha spaziato dall’ermeneutica teologica alla cristologia, dalla fenomenologia della religione al dialogo tra cristianesimo e altre religioni, interrogando e lasciandosi orientare dalla peculiare prospettiva etico-religiosa della Bibbia. Il suo percorso complessivo è segnato dal congedo dalla teologia ascensionale e speculativa, che nel sistema tomistico aveva raggiunto la sua formulazione più matura, per aprirsi a una teologia dell’alterità - o teologia alternativa - di matrice biblica, sottolineando la novità della gratuità non dell’amore di desiderio ma dell’amore di servizio o, in termini biblici, dell’amore-agape. Parole chiave: Armido Rizzi, ermeneutica teologica, fenomenologia della religione, rivelazione ebraico-cristiana, agape   The research of Armido Rizzi has spanned from theological hermeneutics to Christology, from the phenomenology of religion to the dialogue between Christianity and other religions, questioning and allowing himself to be guided by the peculiar ethical-religious perspective of the Bible. His overall journey is marked by a departure from ascensional and speculative theology, which had reached its most mature formulation in the Thomistic system, to open up to a theology of otherness - or alternative theology - of biblical origin, emphasizing the novelty of the gratuity not of desire love but of service love or, in biblical terms, agape. Keywords: Armido Rizzi, theological hermeneutics, phenomenology of religion, Jewish-Christian revelation, agap

    Sciacca Michele Federico

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    Attratto inizialmente dall’attualismo di G. Gentile, Michele Federico Sciacca ne prese però presto le distanze, contrapponendogli uno spiritualismo cristiano di matrice agostiniana, rimodulato secondo categorie rosminiane. Sciacca sottolinea come ogni atto umano si mostri precario, bisognoso di integrazione, e perciò non possa esaurire l’Essere, bensì aprirsi ad esso, incontrarlo, invocarlo. Indagando la precarietà ontologica dell’essere umano, il suo essere “problema a sé stesso”, si apre la via alla trascendenza divina. Si riconnettono qui i motivi agostiniani dell’interiorità con quelli esistenzialistici contemporanei: nella sua finitezza l’uomo porta dentro di sé l’Idea di un Essere Infinito, e lo coglie concettualmente quando sente, pensa, vuole. La metafisica della verità è dunque anche una metafisica dell’interiorità, e perciò, in ultima istanza, un’antropologia. Sciacca giunge così a una “filosofia dell’integralità” aperta su orizzonte teistico. Parole chiave: Michele Federico Sciacca, spiritualismo cristiano, esistenzialismo cristiano, metafisica dell’interiorità, filosofia dell’integralità, linea di pensiero agostiniano-rosminiana Initially attracted by the actualism of G. Gentile, Michele Federico Sciacca soon distanced himself from it, countering with a Christian spiritualism rooted in Augustinian thought, restructured according to Rosminian categories. Sciacca emphasizes how every human act is precarious, in need of integration, and therefore cannot exhaust Being, but must open up to it, encounter it, and invoke it. By investigating the ontological precariousness of human existence, its being a "problem to itself," the path to divine transcendence is opened. Here, the Augustinian themes of interiority are reconnected with contemporary existentialist motifs: in its finiteness, man carries within himself the Idea of an Infinite Being, and he conceptually grasps it when he feels, thinks, and wills. The metaphysics of truth is thus also a metaphysics of interiority, and therefore, ultimately, an anthropology. Sciacca arrives at a "philosophy of integrality" open to a theistic horizon. Keywords: Michele Federico Sciacca, Christian spiritualism, Christian existentialism, metaphysics of interiority, philosophy of integrality, Augustinian-Rosminian line of though

    Untersteiner Mario

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    Nei suoi innovativi lavori sulla cultura greca, Mario Untersteiner applicò un ampio metodo interdisciplinare, con un non secondario interesse anche per gli aspetti storico-religiosi. Nell’elaborazione greca del mito, egli sottolineò, fin dalle epoche più antiche, l’emergere di una religione poco sensibile ad una sfera trascendente rispetto all’esperienza contradditoria del cosmo e della vita umana. Su questa linea, in Eschilo egli evidenziò «un’interiore dialettica del divino»: anche nella stessa dimensione immortale, cioè, è intensamente avvertita la medesima contraddittorietà della generale esperienza mortale umana. Tale interiore dialettica tragica del divino già prelude così al dibattito radicale a cui, poco dopo, i sofisti sottoporranno tutto l’ambito religioso, un dibattito a cui né Socrate, né Platone potranno sottrarsi. La lunga storia del mito non si contrappone così all’emergere della spassionata ricerca razionale, ma ne costituisce un fondamentale alveo di sviluppo. Parole chiave: Mario Untersteiner, mito, tragedia greca, dialettica del divino, sofisti   In his innovative works on Greek culture, Mario Untersteiner applied a broad interdisciplinary method, with a significant interest in historical-religious aspects as well. In the Greek elaboration of myth, he emphasized, from the earliest times, the emergence of a religion that was little sensitive to a transcendent sphere in relation to the contradictory experience of the cosmos and human life. Along this line, in Aeschylus, he highlighted “an inner dialectic of the divine”: even in the immortal dimension itself, the same contradiction of the general mortal human experience is intensely felt. This inner tragic dialectic of the divine thus already foreshadows the radical debate to which the sophists will soon subject the entire religious sphere, a debate from which neither Socrates nor Plato can escape. Therefore, the long history of myth does not stand in opposition to the emergence of dispassionate rational inquiry, but rather constitutes a fundamental background for its development. Keywords: Mario Untersteiner, myth, Greek tragedy, dialectic of the divine, sophist

    Volpi Franco

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    Franco Volpi è stato professore all’Università di Padova e docente in diverse università straniere. Ha mostrato la presenza pervasiva dell’interpretazione di Aristotele in M. Heidegger, evidenziando come quest’ultimo, attraverso tale interpretazione, intenda rimettere in gioco i capisaldi della filosofia occidentale. Volpi ha altresì approfondito il problema del nichilismo, cercando anche di delineare possibili vie per una sua terapia e per una prospettiva del suo oltrepassamento. Nella sua analisi, il nichilismo corrode le verità e indebolisce le religioni, ma apre anche spazi per una filosofia pratica prudente e aperta al divenire. Interessi per la filosofia della religione emergono anche nelle sue riflessioni sul volontarismo teologico oltre che su autori come N. Gómez Dávila, di cui sottolinea la fede in Dio, “verità di tutte le illusioni”, non dimostrato ma “postulato senza ambagi”. Parole chiave: Franco Volpi, nichilismo, oltrepassamento del nichilismo, volontarismo teologico, ermeneutica.   Franco Volpi was a professor at the University of Padua and taught at various foreign universities. He demonstrated the pervasive presence of Aristotle’s interpretation in M. Heidegger, highlighting how the latter, through this interpretation, aims to re-examine the foundations of Western philosophy. Volpi also delved into the problem of nihilism, seeking to outline possible paths for its therapy and for a perspective on its overcoming. In his analysis, nihilism corrodes truths and weakens religions, but it also opens up spaces for a prudent and open practical philosophy. Interests in the philosophy of religion also emerge in his reflections on theological voluntarism, as well as on authors like N. Gómez Dávila, whose faith in God he emphasizes as the “truth of all illusions,” not proven but “postulated without ambiguity.” Keywords: Franco Volpi, nihilism, overcoming of nihilism, theological voluntarism, hermeneutic

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