Archivio Istituzionale della Ricerca - Università degli Studi di Pavia
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La ricognizione del fatto nell’istruttoria procedimentale e l’influsso processuale sulla funzione conoscitiva della pubblica amministrazione
Il lavoro di ricerca affronta il tema della funzione cognitiva della pubblica amministrazione, indagando i soggetti e le regole della ricognizione del fatto, momento che si colloca all’interno della più complessa istruttoria procedimentale, la quale, a sua volta, nonostante l’indubbia centralità, non è oggetto di una disciplina legislativa compiuta e sistematica.
Da qui si è voluto analizzare il mutamento cui è andato incontro il sindacato giudiziale sui fatti complessi in ragione della fisionomia più recentemente assunta dall’istruttoria procedimentale, nella consapevolezza che sfera procedimentale e processuale sono soggette a continue influenze reciproche.My research focuses on the cognitive moment of fact ascertainment, investigating the subjects and the rules governing the administrative process of acquiring facts, a moment which is placed within the more complex investigative activity undertaken by public administration, which, in turn, despite the undoubted centrality, is not regulated in a complete and systematic way.
Given that, it was analysed the change that judicial review on complex facts has undergone due to the recent appearance assumed by the procedural investigation, in the awareness that mutual influences continue to characterize the procedural and the processal spheres
Italian teachers and TPACK-G: An exploratory study of its relationship with attitudes toward DGBL and digital self-efficacy. In Advances in Technology Enhanced Learning and teaching
"Novel Control Approaches for Bilinear and Nonlinear Systems: Applications to DC Microgrids and Heat Exchangers"
I sistemi energetici e di potenza stanno evolvendo rapidamente verso configurazioni su larga scala, caratterizzate da unità di generazione distribuita, che facilitano l'integrazione delle fonti rinnovabili per affrontare le sfide ambientali globali. Tuttavia, questa transizione comporta ostacoli rilevanti. La presente ricerca esplora alcune di queste sfide nel contesto delle micro-reti in corrente continua (CC) e dei sistemi di teleriscaldamento, in cui i convertitori boost e gli scambiatori di calore rappresentano componenti fondamentali. I metodi proposti vengono inoltre estesi a sistemi non lineari e bilineari.
In particolare, questa tesi affronta le difficoltà nella progettazione di controllori decentralizzati per la regolazione della tensione nelle micro-reti in CC, con particolare attenzione al rispetto dei vincoli fisici, come la saturazione delle variabili di controllo e di stato, nonché alla facilitazione della loro implementazione. Sfide simili si presentano anche nel contesto degli scambiatori di calore a flusso controcorrente, dove l’obiettivo principale è la regolazione della temperatura. In tale ambito, inizialmente viene proposto un controllore statico basato sulla teoria di Lyapunov per le micro-reti in CC. Successivamente, vengono progettati controllori dinamici decentralizzati, sfruttando la proprietà di passività differenziale del sistema. I vincoli fisici vengono garantiti attraverso una stima adeguata della regione di attrazione. Il controllore dinamico viene quindi esteso a sistemi non lineari generici con uscite passive differenziali integrabili. I controllori proposti sono applicati anche agli scambiatori di calore a flusso controcorrente, con successo nella regolazione della temperatura.
Inoltre, questa tesi sviluppa un controllore per sistemi bilineari multi-ingresso multi-uscita, caratterizzati da termini additivi e moltiplicativi, applicabile tanto alle micro-reti in CC con convertitori boost quanto agli scambiatori di calore a flusso controcorrente. Il controllore garantisce stabilità asintotica e una regolazione ingresso/uscita robusta, anche in presenza di incertezze nel modello. Viene fornita, inoltre, una stima della regione di attrazione in cui i vincoli fisici sono rispettati. Per dimostrarne la versatilità, il controllore viene applicato a uno scambiatore di calore a flusso controcorrente, ottenendo la regolazione dell'uscita in conformità ai vincoli fisici.
Tutte le tecniche sviluppate sono validate attraverso simulazioni MATLAB/Simulink, che confermano l'efficacia delle soluzioni proposte. Inoltre, il controllore decentralizzato basato sulla passività differenziale per le micro-reti in CC è stato implementato su una micro-rete reale, utilizzando un’interfaccia dSPACE. I risultati sperimentali ottenuti mostrano l'efficacia pratica della soluzione proposta.Power and energy systems are increasingly evolving toward large-scale networked systems with distributed generation units that enable the integration of renewable energy sources, aiming to address environmental and performance-related challenges. However, this transition presents significant obstacles. This research addresses some of these challenges within the context of boost converter-based DC microgrids and counter-current heat exchangers, key components of district heating systems. The proposed methods are further generalized to nonlinear and bilinear systems under specific conditions. This thesis addresses the challenges of designing decentralized controllers for voltage regulation in DC microgrids, ensuring the satisfaction of physical constraints, such as the boundedness of control inputs and state variables, while also enabling ease of implementation. Similar challenges arise in the context of counter-current heat exchangers, where the main objective is temperature regulation. In this thesis, a Lyapunov-based static controller is first proposed for islanded DC microgrids. Decentralized dynamic controllers are then designed for DC microgrids by leveraging the system’s differential passivity property. Physical constraints are satisfied by estimating a feasible region of attraction. The dynamic controller is further extended to generic nonlinear systems with integrable differential passive outputs. The proposed controllers are also applied to counter-current heat exchangers, achieving temperature regulation. Additionally, this thesis develops a unified controller for general multi-input, multi-output bilinear systems with additive and multiplicative terms, encompassing both boost converter-based DC microgrids and counter-current heat exchangers. The proposed controller ensures asymptotic stability and input/output regulation under model uncertainties. Additionally, we also provide an estimation of the feasible region of attraction. To demonstrate its versatility, it is applied to a counter-current heat exchanger, achieving output regulation while meeting physical constraints. All the techniques proposed in this thesis are validated through MATLAB/Simulink simulations, which confirm their effectiveness. Additionally, the decentralized differential passivity-based controller for DC microgrids is implemented on a real-time system using dSPACE interfaces, with experimental results demonstrating its practical efficacy
Canzone d'autore
«Canzone d’autore» rimanda a una categoria estetica non facilmente definibile in termini assoluti, in quanto implicitamente legata alla necessità di formulare un giudizio di valore. A partire dalla fine degli anni Sessanta, infatti, l’aggettivo qualificativo ‘d’autore’ è stato e continua ad essere variamente impiegato, in Italia più che altrove, per distinguere un genere poetico-musicale di più alta qualità rispetto ad altre tipologie di ‘canzone’ non ritenute degne di tale titolo. In questa voce introduttiva la vastità del concetto e dei repertori di riferimento è delimitata da un essenziale inquadramento storico, seguito da considerazioni di ordine critico-estetico e metodologico-analitico. Da una rassegna dei primi usi della locuzione, e corrispondenti definizioni del concetto (anzitutto da parte del critico musicale Enrico de Angelis, e poi soprattutto in seno al Club Tenco), si passa a un inquadramento dei vari modelli tipologici e ambiti repertoriali, italiani e internazionali, fino alla proposta di nuove possibili definizioni, prospettive interdisciplinari, metodologie di analisi e interpretazione poetico-musicale
La biblioteca tra complessità e transdisciplinarità
La complessità è una qualità intrinseca della biblioteca contemporanea ed è una caratteristica che emerge per ragioni epistemologiche e metodologiche, ma anche derivanti dagli inevitabili rispettivi cambiamenti del contesto storico-culturale, etico, sociale ed economico nei quali opera. Anche in quanto organismo, la biblioteca è di tipo complesso, così come lo sono l’insieme articolato ed esteso degli altri ‘organismi’ che le sono esterni e contigui e con i quali essa fonda relazioni. Questi costituiscono a loro volta l’habitat e il biota della biblioteca – intesi come le condizioni ambientali in cui la biblioteca si sviluppa e l’ecosistema degli altri organismi che con la biblioteca interagiscono a più livelli e in modo qualitativamente differente. Lo studio ecologico della biblioteca, ovvero delle condizioni ambientali e dell’ecosistema esterno alla biblioteca richiede metodi di indagine differenti da quelli applicati di norma alla biblioteca. Per questo motivo, per poter offrire servizi rilevanti, accessibili e incentrati sugli utenti, la complessità della biblioteca e delle sue relazioni deve essere studiata, analizzata e interpretata necessariamente attraverso un approccio transdisciplinare
Modelli avanzati dei dati di risonanza magnetica per studiare le basi biofisiche dei sintomi neurologici del long COVID.
L'importanza della risonanza magnetica (MRI) per lo studio in vivo delle alterazioni cerebrali legate a nuove patologie è emersa chiaramente sin dall'inizio della pandemia di COVID-19, grazie alla sua capacità di essere sensibile ad alterazioni strutturali e microstrutturali, alla presenza di infiammazione e ai cambiamenti nel contenuto di mielina e ferro. Inizialmente, la risonanza magnetica cerebrale è stata utilizzata solo nel contesto dei pazienti ospedalizzati, mediante sequenze qualitative per indagare ictus e risposte infiammatorie nei casi più gravi. Per quanto riguarda l’anosmia, mentre i primi studi di caso si sono concentrati sull’imaging di specifiche strutture cerebrali, ad esempio i bulbi olfattivi o altre regioni correlate all’olfatto, utilizzando solo alcune delle tecniche MRI disponibili, è presto emersa la necessità di un approccio multimodale alla MRI per studiare tutti i cambiamenti che potessero spiegare i sintomi prolungati del COVID-19. La combinazione di sintomi oltre all’anosmia, come affaticamento, nebbia mentale e compromissione cognitiva, che persistono oltre la fase acuta della malattia e non possono essere spiegati dalla storia clinica pre-COVID, viene classificata come sintomatologia da “long COVID”, i cui meccanismi sono ancora sconosciuti. La nostra ipotesi era che l'infiammazione causata da SARS-CoV-2 fosse ancora in atto, causando i sintomi del long COVID, e che i cambiamenti nell’omeostasi del ferro potessero essere i mediatori di questa infiammazione persistente.
Alla luce di questo contesto, è sembrato necessario:
i) condurre una ricerca sull’omeostasi del ferro utilizzando tecniche MRI sensibili, come la mappatura quantitativa della suscettibilità magnetica (QSM), e implementare nuovi metodi per distinguere il contributo del ferro e della mielina nel segnale, come i metodi di separazione della suscettibilità (χ-separation);
ii) analizzare un numero maggiore di parametri MRI, insieme, per ottenere un quadro più completo delle alterazioni fisiopatologiche che avvengono nel cervello dopo l’infezione da SARS-CoV-2.
Il primo obiettivo di questa tesi è stato fornire una valutazione approfondita del valore di un parametro chiave del modello χ-separation, la costante rilassometrica Dr, nel contesto di soggetti sani, e proporre un modello fisiologicamente più plausibile. Questo nuovo modello ha mostrato una migliore correlazione con le metriche sensibili alla mielina rispetto al modello standard di χ-separation.
Il secondo obiettivo di questa tesi è stato fornire un quadro completo per studiare i cambiamenti fisiopatologici che si verificano nel cervello dopo l’infezione da SARS-CoV-2 utilizzando un ampio numero di metriche MRI. Abbiamo riscontrato che alterazioni microstrutturali e di suscettibilità in diverse reti cerebrali — in particolare quelle visive, attentive, limbiche e somatomotorie — sono correlate ai punteggi clinici, mettendo in evidenza la complessità dei sintomi e la possibile natura non selettiva della fisiopatologia del long COVID.
Nel complesso, questo lavoro di tesi fa luce sull’unicità della risonanza magnetica nello studio delle basi biologiche del long COVID, evidenziando contributi finora poco considerati nella gestione clinica dei sintomi, come quelli legati alla mielina e all’omeostasi del ferro. Inoltre, dal punto di vista tecnico, la tesi dimostra l’importanza di indagare le assunzioni dei modelli di separazione della suscettibilità per ottenere una rappresentazione fisiologicamente più plausibile delle fonti di suscettibilità coinvolte nelle alterazioni cerebrali.The importance of magnetic resonance imaging (MRI) for the research of in vivo brain alterations of new pathologies was clear since the rising of the COVID-19 pandemic, due to its capability to be sensitive to structural and microstructural alterations, the presence of inflammation, and changes in myelin and iron content. Initially, brain MRI was used in the context of hospitalised patients only, using qualitative sequences to address stroke and inflammatory repose in severe cases. Regarding anosmia, while the first case-studies focused on imaging specific struc- tures of the brain, e.g. the olfactory bulbs or other olfactory-related regions, using only few of the MRI techniques available, the need for a multimodal MRI approach soon emerged to study all changes that could explain COVID-19 prolonged symp- toms. The mixture of symptoms beyond anosmia, such as fatigue, brain fog and cognitive impairment, that persist beyond the acute phase of COVID-19 and cannot be explained by pre-COVID clinical history, are classified as “long COVID” symptoms, whose mechanisms are still unknown. Our hypothesis was that SARS-CoV-2 inflammation was still ongoing causing long COVID symptoms and changes in iron homeostasis being the possible mediators of this persistent inflammation. Given this background, it seemed necessary to i) lead a research on iron homeostasis using sensitive MRI techniques, i.e., quantitative susceptibility mapping (QSM), and implementing novel methods to disentangle the contribution of iron and myelin from the signal, i.e., χ-separation methods and ii) analyse a larger number of MRI metrics, together, to have a more comprehensive framework of the pathophysiological changes that occur in the brain after SARS-CoV-2 infection.
The first objective of this thesis was to provide a comprehensive assessment of the value of a key parameter of the χ-separation model, the relaxometric constant Dr, in the context of healthy subjects and propose a more physiologically plausible model. This new model showed a better correlation with myelin sensitive metrics respect to the standard χ-separation.
The second aim of this thesis was to provide a comprehensive framework to study the pathophysiological changes that occur in the brain after SARS-CoV-2 infection using a large number of MRI metrics. We found that microstructural and susceptibility alterations of several networks, in particular visual, attentive, limbic and somatomotor, are linked to clinical scores highlighting the complexity of the symptoms and the possibly non-selective nature of long COVID pathophysiology.
This thesis work, overall, sheds light on the unique power of magnetic resonance imaging to study the biological underpinnings of long COVID, highlighting possible contributions not yet considered for clinical management of symptoms such as myelin and iron homeostasis. Moreover, from a technical point of view, this thesis demonstrates the importance of investigating model assumptions of susceptibility separation methods to gain a more physiologically plausible picture of the susceptibility sources of brain alterations
Unique Continuation from Conical Boundary Points for Fractional Equations
We provide fine asymptotics of solutions of fractional elliptic equations at boundary points where the domain is locally conical; that is, corner type singularities appear. Our method relies on a suitable smoothing of the corner singularity and an approximation scheme, which allow us to provide a Pohozaev-type inequality. Then the asymptotics of solutions at the conical point follow by an Almgren-type monotonicity formula, blow-up analysis, and Fourier decomposition on eigenspaces of a spherical eigenvalue problem. A strong unique continuation principle follows as a corollar