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Lo scavo dell’area di stoccaggio del casale arcivescovile ravennate presso Monte Giove di Fano, primi dati.
The Role of Consumers in Circular Supply Chains: A Multi-Sector Case Study
The transition from a linear to a circular economic model is a critical response to growing environmental concerns and resource scarcity. The circular economy (CE) promotes sustainability by integrating reuse, recycling, and remanufacturing practices, with circular supply chains playing a fundamental role in ensuring continuous reintegration of materials. However, closing circularity loops remains a challenge, largely due to inconsistent consumer engagement. This paper investigates the role of consumers in CE across three industries - furniture (IKEA), cosmetics (Sephora), and fashion (Gruppo Calzedonia) - through a multiple case study approach. Findings reveal that while businesses have implemented various CE initiatives, consumer participation is inconsistent due to logistical, financial, and behavioral barriers. IKEA’s circular supply chain strategy includes take-back and resale programs to extend product lifecycles, yet convenience issues hinder full consumer adoption. Sephora’s circularity loop for cosmetic packaging faces limitations due to a lack of financial incentives, impacting consumer motivation. Gruppo Calzedonia’s closed-loop textile recycling system has demonstrated effectiveness in incentivizing customer participation through discount-based take-back schemes, though awareness remains a challenge. This study highlights the importance of financial incentives, convenience, and consumer education in fostering engagement with CE initiatives. Theoretical contributions include integrating behavioral economics into CE research and emphasizing the need for interdisciplinary approaches that connect consumer psychology, circular supply chain management, and sustainability studies. From a managerial perspective, businesses should streamline take-back programs, enhance incentive structures, and leverage digital tools to facilitate consumer participation in circularity loops. Additionally, regulatory frameworks must support consumer-centric policies, such as standardized labeling and tax incentives for sustainable purchasing behavior. By providing a comparative cross-sector analysis, this research offers valuable insights into improving consumer participation in circular supply chains and strengthening circularity loops. Future studies should explore cultural and regional differences in consumer engagement, the role of emerging technologies in supporting CE models, and strategies to overcome behavioral resistance to sustainability practices
Progresso morale e religione
Il saggio sostiene la tesi che la religione è servita e può servire al progresso morale dell’umanità, ma che quest’ultimo non serve necessariamente alla religione. Svolge la tesi in tre momenti: nel primo, definisce la nozione di progresso morale e solleva dei dubbi sul fatto che questa nozione, ancorché logicamente coerente, possieda un referente reale; nel secondo sostiene che la religione, e in specie la religione cristiana, ha giocato un ruolo cruciale nella giustificazione e nella motivazione di alcune credenze morali che, si ritiene, diano dimostrazione del progresso morale, come l’abolizione della schiavitù, e che essa è ancora oggi in grado di svolgere questo compito. Nel terzo e finale momento, sostiene che la nozione di progresso morale non è costitutiva di un’etica religiosa e segnatamente cristiana
Salute e sicurezza sul lavoro. Quali spazi per la contrattazione collettiva?
Dopo aver inquadrato il rapporto tra le fonti normative in materia di tutela della salute e della sciuerzza sul lavoro, il volume analizza i contenuti di una serie di contratti collettivi aziendali che riguardano la materia e che introducono livelli di tutela migliorativi rispetto a quelli inderogabili previsti per legge
Enhanced detection of low-expressed miRNAs in Leishmania-infected macrophages through RNA fractionation and RT-qPCR optimization
Indifferibile in re ipsa l'assunzione delle dichiarazioni della vittima di maltrattamenti in famiglia: una "presunta presunzione" poco persuasiva alla luce del dettato normativo
La sentenza n. 10869/2025 qualifica come abnorme il provvedimento che rigetta la richiesta di incidente probatorio per l’audizione di vittime vulnerabili, ai sensi dell’art. 392, comma 1-bis, c.p.p. sul presupposto della non sussistenza della vulnerabilità della persona offesa o della non rinviabilità della prova, poiché tali presupposti sono da considerarsi presunti per legge nei casi contemplati dalla norma. Accogliendo un orientamento finora minoritario, la pronuncia valorizza l’obiettivo di prevenire la vittimizzazione secondaria, restringendo il margine valutativo del giudice. Il commento evidenzia incongruenze sistematiche nella lettura offerta dalla Corte, sostenendo l’esigenza di un vaglio concreto della richiesta per evitare un sacrificio non giustificato del principio di immediatezza e garantire l'effettiva genuinità del contributo dichiarativo vulnerabile