University of Palermo

Archivio istituzionale della ricerca - Università di Palermo
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    Sandwich-structured bimodal polymeric fiber/waste wool fiber bio-composite membrane for high-performance and eco-friendly air filtration

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    Air pollution due to fine airborne particles remains a pressing environmental challenge. To reduce the environmental footprint of air filtration technologies, it is crucial to develop sustainable, efficient, durable, and reusable solutions. In this work, sandwich-structured membranes based on waste wool fibers (WWF) were produced by combining a central layer of hot-pressed wool fibers with two layers of fibrous membrane based on polylactic acid (PLA) and waste wool powder (WWP) obtained by solution blow spinning (SBS) technique. The sandwich-structured waste wool based membrane (S-WWM) was tested for air filtration applications using different flow rates and environmental conditions. The addition of 10 wt% of WWP to PLA led to a modification in the solution viscosity, improving the morphology of the fibers. Thanks to the combination of small pores and low packing density S-WWM exhibited excellent PM1 removal efficiencies of 99.5 % and pressure drops of 70 Pa at flow rate of 32 L/min. Moreover, the membrane maintained filtration stability up to 5 reuse cycles and durability under high humidity conditions. These membranes are characterized by the unique properties of wool fibers, such as excellent breathability and mechanical strength combined with high filtration efficiency achieved by PLA composite fibers. The findings showed that combining waste wool fibers with biodegradable polymers results in efficient air filtration devices while supporting environmental sustainability through waste valorization

    Narrare la temporalità delle architetture sospese. Paesaggi analoghi di rovine contemporanee e opere incompiute d'autore

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    La ricerca indaga il patrimonio architettonico incompiuto d’autore del Novecento italiano, una categoria ancora priva di un inquadramento teorico e metodologico sistematico, assumendo l’analogia con la rovina come chiave interpretativa progettuale. Rovina e incompiuto, pur appartenendo a temporalità concettualmente distinte – il ‘non è più’ e il ‘non è ancora’ – condividono una condizione di sospensione temporale (qualità latente) che si manifesta attraverso la mancanza e trova nel paesaggio la propria dimensione espressiva. Le due direttrici principali su cui si fonda la costruzione metodologica sono temporalità e paesaggio, intesi come strumenti di lettura capaci di restituire valore a queste architetture sospese, per un riconoscimento come parte del patrimonio contemporaneo. In questa prospettiva, l’incompiuto d’autore è considerato come sineddoche di una concatenazione di scelte progettuali che superano la sola qualità formale e assumono una valenza morfologica (spaziale e temporale) determinante nel dialogo con il contesto. L’autorialità diventa così elemento discriminante, capace di attribuire senso e qualità all’incompletezza, analogamente a quanto avviene nel riconoscimento culturale della rovina. La metodologia di ricerca è definita da una raccolta tassonomica di casi di studio selezionati, analizzati e messi a confronto (analogico), utilizzando il ridisegno interpretativo come strumento per una lettura morfologica. I progetti di Francesco Venezia, Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Costantino Dardi sono scelti per il loro confronto esplicito con il tema della temporalità e per il ruolo attribuito alla rovina e all’incompiuto nel processo progettuale. Il quadro tassonomico che ne deriva rielabora il concetto di rovina attraverso regole sistematiche (rapporto architettura-storia, rapporto spazio-natura, principio interpretativo) generando modelli teorici e operativi. I modelli in questione diventano strumenti di ricerca progettuale applicati sperimentalmente al caso di studio di villa La Favorita a Valdagno (VI), architettura incompiuta di Gio Ponti. Attraverso il progetto temporaneo ed effimero, inteso come dispositivo per narrare la temporalità, la tesi propone una modalità di intervento progettuale capace di attivare nuove forme di riabitare e di valorizzare la qualità temporale dei paesaggi incompiuti d’autore

    Inclusione come principio epistemico dell’università del futuro: prospettive di responsabilità e trasformazione pedagogica.

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    Il contributo propone una riflessione pedagogico-epistemologica sull’inclusione come principio fondante per la costruzione dell’università del futuro, intesa come ecosistema dell’apprendimento orientato alla promozione della pace, della non violenza e del dialogo. L’ipotesi di fondo è che l’inclusione non rappresenti soltanto una dimensione operativa o organizzativa della didattica, ma costituisca una vera e propria categoria epistemica attraverso cui ripensare il ruolo dell’università come spazio generativo di conoscenza, giustizia e responsabilità sociale. In un tempo segnato da tensioni culturali, crisi dei legami comunitari e nuove forme di esclusione — simboliche, digitali, socio-economiche — l’università è chiamata a interrogarsi sulla propria funzione pubblica e formativa, superando logiche selettive e competitive per promuovere un sapere dialogico, solidale e democratico. Muovendo dal paradigma della pedagogia speciale e dal suo potenziale inclusivo e trasformativo, il paper analizza tre nuclei di senso: la necessità di una revisione epistemologica dell’inclusione, che da dispositivo compensativo diventa principio regolativo dell’agire educativo e scientifico; le ricadute sistemico-educative, che implicano la costruzione di ambienti universitari capaci di valorizzare la diversità come risorsa epistemica e non come anomalia da correggere; le ricadute didattiche e sociali, attraverso la promozione di pratiche di insegnamento e apprendimento partecipate, fondate su corresponsabilità, riflessività e dialogo interculturale. In questa prospettiva, l’università inclusiva assume i tratti di un laboratorio di democrazia educativa, in cui la formazione si configura come processo di costruzione collettiva del sapere, in equilibrio tra rigore disciplinare, apertura interdisciplinare e cura delle relazioni. L’autonomia universitaria viene reinterpretata non come semplice esercizio di autogoverno istituzionale, ma come espressione di responsabilità sociale, orientata alla realizzazione di una cittadinanza critica e globale. L’inclusione diventa così categoria di senso che attraversa i saperi, le pratiche e le strutture dell’università, restituendo all’istituzione accademica la sua vocazione etico-pedagogica e la sua capacità di generare futuro. Il contributo propone infine un modello interpretativo per lo sviluppo di una “epistemologia dell’accoglienza”, intesa come paradigma relazionale e conoscitivo capace di fondare una nuova cultura universitaria: aperta alla complessità, attenta alla persona e alle comunità, capace di costruire ponti tra differenze e di orientare la conoscenza verso la pace e la sostenibilità integrale. In questa prospettiva, la pedagogia speciale offre una lente privilegiata per leggere la trasformazione dell’università come luogo di giustizia epistemica e di pace educativa, in cui l’inclusione diviene principio generativo di innovazione e di umanizzazione del sapere

    Sustainable and Efficient Supplier Selection: A Decision-Making Framework

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    The selection of an appropriate supplier is essential in supply chain management, as it directly impacts operational efficiency and production continuity. Consequently, a well-structured selection procedure may offer multiple advantages, including enhanced supply chain performance and improved organizational outcomes. In recent years, the integration of sustainability concepts into supplier selection process is becoming increasingly critical, driven by the growing demand for eco-friendly and responsible practices. In this paper, a supplier selection model is presented that enables the simultaneous consideration of often conflicting factors, including economic, environmental, operational aspects. Specifically, due to the multi-criteria nature of the problem, the VIKOR method is applied. A real-world case study is incluted to illustrate practical feasibility and operational efficiency of the proposed model for a manufacturing company in Italy. The proposed model provides companies a strategic tool to balance sustainability and operational goals, thereby improving supplier performance and contributing to more resilient and efficient supply chains

    An ANP-BOCR model for the evaluation of urban forestation projects in the Bonagia district of Palermo (Italy)

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    Thousands of trees will be planted in Italian towns over the coming years as part of the Urban Forestation Plan launched by the Italian Ministry of Environment in 2021. This initiative aims to mitigate global warming, improve urban health, satisfy the increasing desire for nature, and build fairer cities. Traditionally, urban public spaces were found in historic squares, but they are now also emerging in open, originally agricultural, areas and near natural geographical features. This evolving trend inspired “The Right Tree in the Right Town. Urban Forestry for People in Naples and Palermo” research, financed by MUR PRIN PNRR - funds in 2022. The research focuses on architectural projects that generate ecological infrastructures and enhance the spatial quality of new trees, examining the northern slope of Monte Grifone in the city of Palermo (Italy). Based on the exploration of relationships between the mountain and the Oreto Valley, a project proposes a complex of public areas and buildings in the Bonagia district aiming to reestablish an ancient connection between residual rural areas and envision a new urban forestry. This paper presents the development of an Analytic Network Process - Benefits Opportunities Costs Risks (ANP-BOCR) model for the evaluation of urban forestry alternatives in terms of certain and immediate, potential and deferred effects at both the district and urban scales from the perspective of environmental, economic and social sustainability. This model can support public decision-making, even when representatives of local communities, who have their own system of values, are involved in the decision. The diversity of the results obtained from its application demonstrates the need for greater direct involvement of residents in the development of urban forestry projects, as well as dissemination of environmental culture on which to base social cohesion and new identity values

    Some Reflections on Fuzzy Set Theory as an Experimental Science

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    The development of fuzzy set theory has been always constellated by dichotomies and contrapositions; something, perhaps, which can be considered very natural in every young field which propounds new ideas. It seems, however, that the contrapositions in such field have been particularly frequent and violent in style. A measure—in our view—of the fact that the intrinsic innovativeness of the basic ideas was so strong that a normal assimilation was not possible is given by the emergence of a few epistemological problems, which should be carefully studied and understood. We should, perhaps, summarize in a simplified way the situation through the following remark: in the first years of the development of fuzzy set theory, it was not completely clear the range of the proposed innovation

    Le stragi del 1992. Politica, istituzioni e memoria

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    Nel 1992 le uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono state il momento culminante di una stagione di contrapposizione frontale tra la mafia e le istituzioni statali. Da circa un quindicennio, per la prima volta nella sua storia, il fenomeno mafioso aveva assunto esplicitamente un carattere eversivo. Ciò determinò non soltanto un’inedita risposta da parte dello Stato ma anche la nascita del movimento antimafia. Il rilievo che assunsero quei drammatici avvenimenti non fu limitato alla sola Sicilia: divennero parte di uno dei più complessi passaggi della storia dell’Italia contemporanea. Il volume rappresenta uno dei primi tentativi di approfondire quelle vicende e il contesto nel quale si inseriscono, provando ad andare oltre al piano – pure importante, ma che non può restare l’unico – della celebrazione e della memoria

    DEVELOPMENT OF ELECTROSPUN MEMBRANES AND HYDROGELS FOR IN VITRO MODELS AND TISSUE ENGINEERING APPLICATIONS

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    This doctoral research focuses on the fabrication and characterization of polymer-based biomaterials for tissue engineering (TE) and 3D in vitro models, aiming to create multifunctional systems that replicate key features of native extracellular matrices (ECM). The study combines electrospinning, hydrogel formulation, and Organ-on-a-Chip (OoC) devices to develop biomimetic scaffolds suitable for TE applications and drug screening platforms.Electrospinning was employed to produce nanofibrous scaffolds mimicking ECM architecture, with poly(lactic acid) (PLA) as the main polymer and collagen to enhance bioactivity. Functionalization with drugs or bioactive molecules enabled the development of multifunctional scaffolds. Aligned PLA/collagen membranes loaded with Rolipram were designed as tendon-mimetic scaffolds. PLA membranes incorporating Cannabis-derived essential oils (THC/CBD) demonstrated modified thermal and mechanical properties, cytocompatibility, and potential for treating inflammatory bronchial mucosa. Preliminary studies on PVDF-TrFE/magnetite electrospun nanocomposites explored responsive systems for chondral tissue regeneration.Hydrogel systems were also investigated due to their high-water content and ECM-mimicking properties. Chitosan/nanohydroxyapatite hydrogels supported osteogenic differentiation of mesenchymal stem cells, while alginate hydrogels reinforced with carbon nanotubes enabled electrically conductive 3D in vitro neural models. Different hydrogel morphologies were evaluated for breast cancer research, highlighting the importance of structure on cell behavior and drug screening.Integration of electrospun scaffolds and hydrogels into microfluidic devices allowed the development of liver-on-a-chip and tumor-mimicking platforms. Custom PMMA microfluidic devices supported multiple hydrogel crosslinking strategies, offering a versatile and cost-effective OoC solution.In conclusion, this PhD project demonstrates the potential of polymeric scaffolds and hydrogels to create biomimetic systems that support cell activity, deliver bioactive molecules, and emulate the ECM. The integration within OoC platforms provides a promising strategy for reproducing tissue complexity in controlled, dynamic environments, highlighting the translational potential of these engineered systems

    Design, optimization, and integration of passively-insulated liquid hydrogen tanks for sustainable aviation

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    A framework for the optimization of hydrogen pressure vessels is developed based on a passively insulated sandwich-composite architecture, aiming to combine high gravimetric efficiency and low boil-off rate for aircraft applications. The proposed computational tool integrates multiphysics finite-element modelling with nonlinear constraint-based multidisciplinary optimization, accounting for realistic features such as standardized safety factors, airframe integration, non-spherical domes, refuelling cutouts, and anti-sloshing baffles. The optimal design space of such storage systems is explored, showing that all-metal constructions strongly penalize performance, yielding gravimetric efficiencies below 30%. Conversely, composite-based tanks achieve up to 50% efficiency with mass reductions of 57% even when realistic features are included. Scaling effects are assessed, integrating the optimized system into a sustainable aircraft concept and identifying directions to mitigate the performance gap with conventional kerosene-fuelled aviation

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