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Exploring online patient-doctor interactions. An epistemic and pragmatic analysis of Q&A patterns in an Italian “Ask to the doctor” medical forum
The main objective of this research is to investigate the epistemic and pragmatic management of patient-doctor interactions in Italian online health communities. To achieve this goal, an advanced web scraping methodology was used to extract from an Italian Q&A service (within the healthcare platforms, Il Mio Dottore) 200 pairs of questions and answers concerning two pathological conditions: anxiety and hypothyroidism. We first tagged the two sub-corpora and analyzed them both quantitatively and qualitatively to establish (i) what types of questions were used by patients, and what epistemic attitude and pragmatic function they convey; (ii) whether doctors’ replies were aligned or not; (iii) whether there were differences between the two sub-corpora. The results revealed many similarities between the two sub-corpora, but also some differences, mainly concerning doctors’ response patterns, with a tendency towards misalignment more pronounced in the anxiety sub-corpus. The practical implications of this and similar research may be numerous. First, they can improve understanding of the epistemic and pragmatic dynamics at play in Q&A services. Secondly, such knowledge can be used to formulate practical recommendations to foster better alignment with patients, thereby improving their engagement. Finally, this knowledge can guide the development of chatbot design guidelines
Verso una nuova coscienza delle donne?
Il contributo riguarda una selezione di brani e articoli di Elena Gianini Belotti, ad iniziare dal suo testo di maggior successo, "Dalla parte delle bambine" pubblicato nel 1973, saggio tradotto in quindici lingue, ancora oggi di grande interesse per i temi trattati. Lo sguardo ha riguardato tuttavia l'intera opera della scrittrice, autrice di numerosissime pubblicazioni tra saggi, romanzi, produzione giornalistica. Una visione d'insieme che consente di comprendere l'esperienza del femminismo italiano degli anni settanta. un'opera che mette a fuoco temi centrali quali quelli relativi alle discriminazioni di genere e alla violenza maschile contro le donne svelando una dimensione più profonda e penetrante che avvolge e limita la realtà femminile, quella dettata da condizionamenti sociali e culturali tanto forti da giungere ad appropriarsi dell'esistenza e dell'identità delle persone
INSTITUTIONAL COMMUNICATION OF HEALTH AND CRISIS HEALTH EMERGENCIES BETWEEN CITIZENS AND PUBLIC SECTOR ORGANIZATIONS THROUGH SOCIAL MEDIA
Considerando che il campo della comunicazione istituzionale comprende diverse sottocategorie di campi di ricerca quali: comunicazione del settore pubblico, comunicazione sanitaria, comunicazione di emergenza e crisi sanitaria, comunicazione delle relazioni pubbliche, comunicazione politica, comunicazione dei social media, comunicazione di massa e nuovi media, sociologia della comunicazione ed etnografia digitale, verranno applicati metodi di ricerca sia qualitativi che quantitativi. Sebbene la legge 150 del 2000 avesse istituzionalizzato la comunicazione pubblica (esplicitamente riconosciuta dall'apparato normativo italiano), le istituzioni pubbliche hanno affrontato nuove importanti sfide comunicative. Con queste premesse, dopo aver analizzato ed esaminato la letteratura di riferimento sulla comunicazione pubblica istituzionale della salute e delle emergenze sanitarie di crisi tra cittadini e organizzazioni del settore pubblico attraverso i social media, l'attuale ricercatore è consapevole di una specifica lacuna di ricerca: anche in tempi di epidemie di virus precedenti la recente pandemia di COVID-19 (2020), come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) (1983), sindrome respiratoria acuta grave (SARS) (2003), Ebola (2014), Zika (2015) e sindrome respiratoria mediorientale (MERS) (2012), manca un piano di comunicazione comune e condiviso integrato con i social media. Nello specifico, la ricerca ha evidenziato come durante le pandemie le istituzioni sanitarie pubbliche non fossero pronte al dialogo con i cittadini, mancando di una fonte unica e certa di condivisione delle informazioni. Inoltre, lo stato di emergenza dovuto al coronavirus ha accentuato la questione dell'infodemia, generando anche una cacofonia comunicativa. L'incertezza, infatti, ha inciso in modo significativo sulle soluzioni da adottare (regole per garantire la sicurezza, comportamenti preventivi), sulle scoperte scientifiche sul Coronavirus e sulle sue forme di diffusione, nonché sulle conoscenze mediche riguardanti le modalità di cura e prevenzione come la vaccinazione, che sono procedute per acquisizioni graduali. Inoltre, le azioni tra gli Stati non sono state sulla stessa linea di intervento, all'interno di molti Stati europei c'è stato un forte decentramento sui canali di trasmissione delle informazioni, non sempre permettendo ai cittadini di prendere decisioni informate. Infine, i social media sono particolarmente utili in situazioni di crisi ed emergenza, poiché consentono di raggiungere i cittadini in maniera capillare in maniera molto rapida e di diffondere informazioni in modo virale, soddisfacendo tutta una serie di esigenze di comunicazione. Inoltre, è proprio nell'ecosistema dei nuovi media che i cittadini connessi cercano, generano e condividono informazioni ed esperienze riguardanti la salute e lo fanno con particolare intensità in situazioni di crisi ed emergenza, come avviene dall'inizio della pandemia da Covid-19. Ciononostante, il periodo pandemico ha evidenziato molti ostacoli all'utilizzo dei social media nella comunicazione pubblica istituzionale, come l'esposizione a critiche all'operato delle pubbliche amministrazioni, l'utilizzo di piattaforme private nella sfera pubblica e la possibile influenza delle logiche delle piattaforme nella comunicazione pubblica; Inoltre, le istituzioni hanno aumentato le disuguaglianze a causa del divario digitale e dell'ambigua veridicità delle informazioni condivise online. Il panorama della comunicazione del settore pubblico ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni, guidata dai progressi tecnologici, dal cambiamento delle aspettative della società e dall'emergere di nuove sfide nel campo della salute pubblica. Questo progetto di ricerca di dottorato mira a esplorare la natura evolutiva della comunicazione istituzionale in Italia, con particolare attenzione alle strategie di comunicazione sanitaria durante le situazioni di crisi, esemplificate dalla pandemia di COVID-19. L'avvento dei media digitali, in particolare delle piattaforme social, ha rivoluzionato il modo in cui le istituzioni pubbliche interagiscono con i cittadini. Questi nuovi canali hanno aperto opportunità senza precedenti per il coinvolgimento diretto, la rapida diffusione delle informazioni e il feedback in tempo reale. Tuttavia, hanno anche introdotto nuove complessità e sfide, tra cui la diffusione della disinformazione e la necessità per le organizzazioni del settore pubblico di adattarsi rapidamente a un ambiente digitale in continua evoluzione. Nel contesto della salute pubblica, una comunicazione efficace non è mai stata così critica. Le crisi sanitarie globali degli ultimi anni, culminate nella pandemia di COVID-19, hanno sottolineato il ruolo vitale che un'informazione chiara, tempestiva e affidabile svolge nel plasmare il comportamento pubblico e nella gestione delle emergenze sanitarie. L'Italia, uno dei primi paesi europei ad affrontare tutta la forza dell'epidemia di coronavirus, fornisce un caso di studio convincente per esaminare come le strategie di comunicazione del settore pubblico si evolvono e si adattano di fronte a sfide senza precedenti. Questo progetto di ricerca è strutturato per fornire un'analisi completa dello stato attuale della comunicazione del settore pubblico in Italia, con particolare attenzione alla comunicazione sanitaria. Si inizia stabilendo un quadro teorico per comprendere la comunicazione del settore pubblico, tracciandone le radici storiche ed esaminando i modelli e gli approcci contemporanei. Lo studio approfondisce poi le sfide specifiche poste dai social media e dalle piattaforme digitali, esplorando sia le opportunità che presentano sia le potenziali insidie che introducono. Una parte significativa della ricerca è dedicata al campo della comunicazione della salute pubblica. Questa sezione esamina il motivo per cui la comunicazione sanitaria è emersa come una disciplina distinta e cruciale e come i media digitali sono stati implementati in questo contesto. L'esperienza italiana viene analizzata nel dettaglio, includendo l'impatto di quadri legislativi come la Legge 150 e l'uso dei social media e dei mass media nelle campagne sanitarie. Per fornire una prospettiva più ampia, la ricerca include anche un'analisi comparativa dei quadri di comunicazione sanitaria in Spagna e nel Regno Unito 4, offrendo approfondimenti su diversi approcci in diversi contesti nazionali. Il progetto si concentra poi sullo sviluppo della comunicazione del settore pubblico durante le crisi di emergenza sanitaria, utilizzando le recenti epidemie come casi di studio. La pandemia di COVID-19 funge da punto centrale di analisi, esaminando come ha rimodellato le strategie di comunicazione pubblica e accelerato l'adozione di strumenti digitali. Questa sezione esplora anche l'applicazione dei media digitali alla comunicazione istituzionale durante le emergenze sanitarie e affronta il tema critico dell'"infodemia", la diffusione della disinformazione durante le crisi sanitarie. Il capitolo sulla metodologia delinea il disegno di ricerca impiegato in questo studio, descrivendo in dettaglio l'approccio con metodi misti che combina l'analisi quantitativa delle metriche dei social media con la valutazione qualitativa delle strategie di comunicazione attraverso interviste e casi di studio. Questo approccio consente una comprensione sfumata sia degli impatti misurabili della comunicazione digitale sia dei fattori contestuali che ne modellano l'implementazione. Le sezioni finali del progetto sono dedicate a una discussione dei dati raccolti, confrontando i risultati con ricerche precedenti e traendo conclusioni sullo stato attuale e sulle direzioni future della comunicazione del settore pubblico in Italia. Questa analisi mira a fornire preziose informazioni per i responsabili politici, i funzionari della sanità pubblica e i professionisti della comunicazione, offrendo raccomandazioni pratiche per migliorare l'efficacia della comunicazione del settore pubblico in un mondo sempre più digitale. Nel corso di questa ricerca, emergono diversi temi chiave: La rapida evoluzione delle tecnologie di comunicazione e il loro impatto sulle strategie del settore pubblico: il progetto esamina come le piattaforme digitali abbiano trasformato il panorama della comunicazione pubblica, offrendo nuove opportunità di coinvolgimento e presentando anche sfide in termini di gestione delle informazioni e frammentazione del pubblico. La crescente importanza della comunicazione sanitaria nel discorso pubblico: lo studio esplora come le questioni relative alla salute siano arrivate a occupare un posto centrale nella comunicazione pubblica, in particolare alla luce delle recenti crisi sanitarie globali. Le sfide per mantenere la fiducia del pubblico in un'epoca di sovraccarico di informazioni: la ricerca indaga le strategie per combattere la disinformazione e costruire credibilità in un ambiente digitale in cui le informazioni false possono diffondersi rapidamente. La necessità di strategie di comunicazione adattive e reattive: importanza di approcci flessibili in grado di adattarsi rapidamente alle mutevoli circostanze e alle minacce emergenti. Il ruolo della comunicazione del settore pubblico nel promuovere l'impegno civico e la coesione sociale: lo studio esamina come strategie di comunicazione efficaci possano contribuire a costruire comunità più resilienti e informate. Affrontando questi temi, questo progetto di ricerca mira a contribuire al crescente corpus di letteratura sulla comunicazione del settore pubblico nell'era digitale. Esso si propone di fornire un'analisi completa dell'esperienza italiana, offrendo anche spunti di riflessione applicabili ad altri contesti nazionali. La pandemia di COVID-19 è stata un momento critico nel campo della comunicazione del settore pubblico, accelerando le tendenze già in atto e costringendo a una rapida innovazione in risposta a una crisi globale senza precedenti. In quanto tale, offre un'opportunità unica per esaminare come le istituzioni pubbliche adattano le loro strategie di comunicazione in tempo reale per soddisfare le urgenti esigenze della società. Questa ricerca è particolarmente opportuna date le continue sfide poste dall'infodemia, la rapida diffusione di informazioni accurate e imprecise durante una crisi sanitaria. Comprendere in che modo le istituzioni pubbliche possono navigare efficacemente in questo complesso panorama informativo è fondamentale per sviluppare strategie di comunicazione più resilienti ed efficaci per le crisi future. Inoltre, poiché le tecnologie digitali continuano ad evolversi a un ritmo rapido, con strumenti emergenti come l'intelligenza artificiale e la realtà virtuale pronti a trasformare ulteriormente il panorama della comunicazione, è essenziale sviluppare una profonda comprensione delle pratiche e delle sfide attuali. Questa ricerca mira a fornire una base per studi futuri che esploreranno i potenziali impatti di queste nuove tecnologie sulla comunicazione del settore pubblico. Il progetto affronta anche le implicazioni sociali più ampie del cambiamento delle pratiche di comunicazione. Poiché le istituzioni pubbliche si affidano sempre più alle piattaforme digitali per l'engagement, sorgono interrogativi sull'inclusione digitale e sulla potenziale esacerbazione delle disuguaglianze sociali esistenti. Esaminando questi problemi, la ricerca contribuisce alle discussioni in corso sul ruolo della comunicazione pubblica nella promozione dell'equità sociale e della partecipazione democratica. Inoltre, questo studio cerca di colmare il divario tra la ricerca accademica e l'applicazione pratica. Combinando l'analisi teorica con casi di studio del mondo reale e interviste con professionisti della comunicazione, mira a fornire approfondimenti che siano sia accademicamente rigorosi che praticamente rilevanti per coloro che lavorano nella comunicazione del settore pubblico. 6 Gli elementi comparativi della ricerca, che esaminano le pratiche in Spagna e nel Regno Unito accanto al caso italiano, offrono preziose opportunità per l'apprendimento transnazionale. Identificando sfide comuni e approcci diversi, lo studio contribuisce a una comprensione più sfumata della comunicazione del settore pubblico in diversi contesti culturali e istituzionali. Nell'esaminare l'esperienza italiana, questa ricerca fornisce anche spunti su come un sistema sanitario decentralizzato influisce sulle strategie di comunicazione durante le crisi sanitarie. Le sfide legate al coordinamento dei messaggi tra i diversi livelli di governo e le diverse regioni offrono lezioni importanti per altri paesi con strutture istituzionali simili. L'attenzione del progetto sull'integrazione delle strategie dei media tradizionali e digitali riflette il complesso ecosistema dei media in cui opera ora la comunicazione del settore pubblico. Capire come combinare efficacemente diversi canali di comunicazione per raggiungere pubblici diversi è fondamentale per sviluppare strategie di comunicazione complete e inclusive. Infine, questa ricerca contribuisce ai dibattiti in corso sul ruolo delle istituzioni pubbliche in una società sempre più digitale. Poiché i confini tra pubblico e privato, online e offline continuano a sfumare, le organizzazioni del settore pubblico devono affrontare complesse sfide etiche e pratiche. Questo studio mira a far luce su questi problemi e a fornire un quadro di riferimento per pensare al futuro della comunicazione del settore pubblico in un mondo in rapida evoluzione. In conclusione, questo progetto di ricerca offre una disamina completa della comunicazione del settore pubblico in Italia, con particolare attenzione alla comunicazione sanitaria durante le crisi. Analizzando le sfide e le opportunità presentate dai media digitali, esplorando l'impatto delle recenti emergenze sanitarie ed esaminando le strategie per combattere la disinformazione, mira a fornire spunti preziosi sia per gli studiosi che per i professionisti nel campo della comunicazione pubblica. Mentre avanziamo verso un mondo sempre più interconnesso e mediato digitalmente, le lezioni apprese da questo studio saranno cruciali per sviluppare strategie di comunicazione pubblica più efficaci, inclusive e resilienti. I risultati e le raccomandazioni qui presentati hanno lo scopo di informare le decisioni politiche, guidare la pratica professionale e stimolare ulteriori ricerche in questo settore vitale della pubblica amministrazione e della gestione della salute.Considering that the field of institutional communication includes several subcategories of research fields such as: public sector communication, health communication, emergency and health crisis communication, public relations communication, political communication, social media communication, mass communication and new media, sociology of communication and digital ethnography, both qualitative and quantitative research methods will be applied. Although Law 150 of 2000 had institutionalized public communication (explicitly recognized by the Italian regulatory apparatus), public institutions have taken on new important communication challenges. With these premises, after having analyzed and examined the relevant literature on institutional public communication of health and health emergencies of crisis between citizens and public sector organizations through social media, the current researcher is aware of a specific research gap: even in times of virus epidemics before the recent COVID-19 pandemic (2020), such as the human immunodeficiency virus (HIV) (1983), severe acute respiratory syndrome (SARS) (2003), Ebola (2014), Zika (2015) and Middle East respiratory syndrome (MERS) (2012), a common and shared communication plan integrated with social media is lacking. Specifically, the research highlighted how during pandemics public health institutions were not ready to dialogue with citizens, lacking a single and certain source of information sharing. Moreover, the state of emergency due to coronavirus has accentuated the infodemic issue, also generating a communication cacophony. The uncertainty, in fact, has significantly affected the solutions to be adopted (rules to guarantee safety, preventive behaviors), scientific discoveries on Coronavirus and its forms of dissemination, as well as medical knowledge regarding treatment and prevention methods such as vaccination, which have proceeded through gradual acquisitions. Furthermore, the actions between the States have not been on the same line of intervention, within many European states there has been a strong decentralization on the channels of transmission of information, not always allowing citizens to make informed decisions. Finally, social media are particularly useful in crisis and emergency situations, since they allow citizens to be reached in a widespread manner very quickly and to spread information virally, satisfying a whole series of communication needs. Moreover, it is precisely in the new media ecosystem that connected citizens search for, generate and share information and experiences regarding health and do so with particular intensity in situations of crisis and emergency, as has happened since the beginning of the Covid-19 pandemic. Nonetheless, the pandemic period has highlighted many obstacles to the use of social media in institutional public communication, such as exposure to criticism of the work of public administrations, the use of private platforms in the public sphere and the possible influence of the logic of the platforms in public communication; furthermore, the institutions have increased inequalities due to the digital divide and the ambiguous veracity of the information shared online. The landscape of public sector communication has undergone a profound transformation in recent years, driven by technological advancements, changing societal expectations, and the emergence of new challenges in the realm of public health. This PhD research project aims to explore the evolving nature of institutional communication in Italy, with a particular focus on health communication strategies during crisis situations, exemplified by the COVID-19 pandemic. The advent of digital media, particularly social platforms, has revolutionized the way public institutions interact with citizens. These new channels have opened up unprecedented opportunities for direct engagement, rapid information dissemination, and real-time feedback. However, they have also introduced new complexities and challenges, including the spread of misinformation and the need for public sector organizations to adapt quickly to an ever-changing digital environment. In the context of public health, effective communication has never been more critical. The global health crises of recent years, culminating in the COVID-19 pandemic, have underscored the vital role that clear, timely, and trustworthy information plays in shaping public behavior and managing health emergencies. Italy, as one of the first European countries to face the full force of the coronavirus outbreak, provides a compelling case study for examining how public sector communication strategies evolve and adapt in the face of unprecedented challenges. This research project is structured to provide a comprehensive analysis of the current state of public sector communication in Italy, with a specific emphasis on health communication. It begins by establishing a theoretical framework for understanding public sector communication, tracing its historical roots and examining contemporary models and approaches. The study then delves into the specific challenges posed by social media and digital platforms, exploring both the opportunities they present and the potential pitfalls they introduce. A significant portion of the research is dedicated to the field of public health communication. This section examines why health communication has emerged as a distinct and crucial discipline, and how digital media has been implemented in this context. The Italian experience is analyzed in detail, including the impact of legislative frameworks such as Law 150 and the use of social and mass media in health campaigns. To provide a broader perspective, the research also includes a comparative analysis of health communication frameworks in Spain and the United 4 Kingdom, offering insights into diverse approaches across different national contexts. The project then focuses on the development of public sector communication during health emergency crises, using recent epidemics as case studies. The COVID-19 pandemic serves as a central point of analysis, examining how it has reshaped public communication strategies and accelerated the adoption of digital tools. This section also explores the application of digital media to institutional communication during health emergencies and addresses the critical issue of the "infodemic", the spread of misinformation during health crises. The methodology chapter outlines the research design employed in this study, detailing the mixed-methods approach that combines quantitative analysis of social media metrics with qualitative assessment of communication strategies through interviews and case studies. This approach allows for a nuanced understanding of both the measurable impacts of digital communication and the contextual factors shaping its implementation. The final sections of the project are dedicated to a discussion of the data collected, comparing the findings to previous research and drawing conclusions about the current state and future directions of public sector communication in Italy. This analysis aims to provide valuable insights for policymakers, public health officials, and communication
PRODUCTION AND INCOME: INPUT-OUTPUT AND SOCIAL ACCOUNTING MATRIX APPROACHES
The System of National Accounts (SNA) and the evolution of satellite accounts allowed the development
of increasingly realistic and disaggregated macroeconomic models for policy design. The
Social Accounting Matrix (SAM), the sophisticated tool within SNA, provides the integration of
non-economic and territorial elements into the circular flow of income. As economic policy objectives
are often broad and interact with social factors, such as household types and territorial characteristics,
the SAM represents a valuable database for the policy maker, being able to capture
the complexity of modern economies, both in aggregate and disaggregated terms. Extended multisectoral
models based on SAMs offer detailed insights, revealing the interrelationships among industries,
primary factors and institutional sectors. These models recently gained renewed attention
for analysing policy impacts, especially in contexts like environmental policies, natural disasters, and pandemics
Interpretare il mondo: l’impatto di Umberto Eco nella cultura italiana
Tradotto in sessantaquattro Paesi e in quarantacinque lingue, Umberto Eco è tra gli intellettuali italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama globale. La sua capacità di prevedere e analizzare le contaminazioni tra linguaggi diversi, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana. Al di là del suo straordinario intelletto, Eco era anche celebrato per la sua umanità: brillante narratore di aneddoti, ironico e sempre disponibile, incarnava un certo tipo di intellettualità mai ostentata. Questo intervento si propone di esplorare la ricezione internazionale di Eco, seguendo due percorsi distinti ma interconnessi: quello saggistico e quello narrativo. La prima parte indagherà la produzione globale delle sue opere accademiche, concentrandosi sui suoi contributi innovativi nel campo della semiotica, filosofia e teoria della comunicazione, e sul loro impatto nei contesti culturali più disparati. La seconda parte analizzerà il fenomeno de Il nome della rosa (1980) – il più grande best-seller italiano all’estero –, un romanzo che non solo ha ridefinito la narrativa postmoderna ma ha trasformato Eco in un’icona pop
internazionale, capace di avvicinare pubblico e critica superando i confini tra cultura “alta” e “popolare”. L’intervento si concluderà con una riflessione sul ruolo di Umberto Eco come ambasciatore della cultura italiana, mettendo in luce come l’interpretazione rappresenti il filo conduttore della sua opera. Né la semiotica, né il romanzo, né la linguistica, prese singolarmente, possono racchiudere pienamente la sua eredità: il vero amore di Eco risiedeva nell’atto stesso di interpretare e decifrare il mondo, cercando instancabilmente di coglierne il senso attraverso le sue opere
Pantaleoni at 100: An Assessment
The centenary of Maffeo Pantaleoni’s death offers an opportunity to reflect on the significance and enduring legacy of this influential economic thinker. To truly grasp the relevance of his contributions, we must begin by acknowledging that Pantaleoni played a pivotal role in enabling Italy’s academic context to break free from its peripherality and fully engage with the key economic debates of his time. His work in the late 19th and early 20th centuries was instrumental in placing Italian economists among the foremost thinkers in the emerging field of marginalist economics
The responsible use of Artificial Intelligence in archives through the use of paradata / L’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale negli archivi attraverso l’uso di paradati
Usare Intelligenza Artificiale responsabile, che documenti chiaramente perché, come, da chi e con quale risultato un certo sistema o strumento sia stato usato in un determinato contesto, richiede l’adozione consapevole dei paradati, necessari nell’intero ciclo di uso di uno strumento e non solo all’avvio o alla fine di una procedura. I paradati sono dati strutturati e formalizzati che documentano le metodologie, i processi (inclusi quelli tecnologici) e le persone (fisiche e giuridiche) asso-ciati alla produzione e alla gestione dei documenti. Il focus di questo contributo riguarda i paradati prodotti in connessione all’uso di sistemi o strumenti di Intelligenza Artificiale negli archivi per esercitare funzioni archivistiche. Il suo contenuto è principalmente il risultato parziale delle ricerche condotte nell’ambito del progetto internazionale InterPARES Trust AI.Using Artificial Inteligence in archives responsibly, clearly documenting why, how, by whom and with what results a specific system or tool was used in a given context, requires the conscious adoption of paradata throughout the entire period of use of such system or tool and not only at the start or end of a procedure. Paradata are structured and formalized data documenting the methodologies, processes (including technological ones) and persons (physical and juridical) associated with the production and management of records. This contribution focuses on paradata generated in connection with the use of AI systems or tools in archives to perform archival functions. Its content is primarily a result of the research conducted within the context of the international project InterPARES Trust AI
Laboratory medicine between technological innovation, rights safeguarding, and patient safety: A bioethical perspective
Introduction ‒ The evolution of Laboratory Medicine (LM) has expanded diagnostic and therapeutic horizons, yet ethical concerns pervade its advancements. This article explores the ethical challenges inherent in LM and advocates
for a personalist bioethical framework as a guiding principle. It addresses issues such as patient data privacy, healthcare equity, communication of complex analysis results, genetic information management, and conflicts of interest.
Objectives ‒ The proposed framework emphasizes principles such as the defense of life, freedom, responsibility, totality in therapy, and sociality and subsidiarity, with a focus on human dignity.
Results ‒ Various bioethical theories address complex ethical issues in medicine and health sciences, often combined
to guide clinical practice. This study focuses on personalist bioethics, prioritizing human dignity and intrinsic value, advocating for principles like defense of physical life, freedom, totality in therapy, and sociality. In LM, ethical analysis involves patient care, genetic testing, informed consent, and Artificial Intelligence integration, emphasizing transparency and patient autonomy.
Conclusion ‒ LM plays a crucial role in healthcare, necessitating ethical considerations amidst technological progress.
Upholding ethical frameworks, such as the ethics of good work, can ensure equitable and quality healthcare delivery
“Going to vending machines is an archetypal situation, as camera café”: an analysis of consumers’ behaviour, food choice and nutritional interventions.
Il panorama della vendita al dettaglio ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni, guidato principalmente da cambiamenti socioeconomici, progressi tecnologici e comportamenti dei consumatori in evoluzione. In passato, il consumo di cibo era prevalentemente un’attività familiare, svolta in casa. Tuttavia, con l’accelerazione dell’urbanizzazione e stili di vita sempre più frenetici, è emersa una crescente necessità di opzioni alimentari pratiche e immediate. Questo cambiamento nelle abitudini dei consumatori è stato ulteriormente amplificato dall’aumento dei redditi, soprattutto nelle aree urbane, che ha incrementato il reddito disponibile e la spesa per pasti consumati fuori casa. Parallelamente, la mobilità globale e l’allungamento delle ore lavorative hanno accresciuto la dipendenza da formati di vendita al dettaglio in grado di soddisfare le esigenze di individui impegnati e con poco tempo a disposizione. Formati come fast food, ristoranti e, in particolare, distributori automatici sono diventati soluzioni essenziali per rispondere a questa domanda crescente di praticità. La cultura della comodità, che privilegia il risparmio di tempo e l’accessibilità, ha alimentato la crescita di questi formati di vendita al dettaglio in tutto il mondo. Con la proliferazione di queste opzioni di vendita, la tecnologia ha svolto un ruolo cruciale nel ridefinire l’ambiente retail. Le innovazioni digitali hanno permesso ai rivenditori di offrire accesso continuo a cibi e bevande 24/7, consentendo ai consumatori di acquistare prodotti in qualsiasi momento e luogo. L’uso di distributori avanzati, sistemi di pagamento senza contanti e offerte personalizzate ha ulteriormente trasformato il modo in cui il cibo viene consumato al di fuori delle mura domestiche. Inoltre, le tendenze dell’urbanizzazione e il traffico pedonale elevato nei centri cittadini e nei luoghi di lavoro hanno reso i distributori automatici una soluzione particolarmente attraente sia per i consumatori che per le aziende. La natura automatizzata dei distributori consente di soddisfare la crescente domanda di praticità, riducendo al minimo l’interazione umana e offrendo cibo con un semplice tocco. In parallelo a questi cambiamenti nel contesto retail, i distributori automatici (Vending Machine, VM) sono emersi come un elemento chiave nel settore alimentare orientato alla praticità. Oggi i distributori automatici sono onnipresenti, situati in scuole, luoghi di lavoro, strutture sanitarie, snodi di trasporto pubblico e altre aree ad alto traffico. Questi dispositivi offrono accesso rapido e semplice a snack, bevande e persino pasti, rispondendo alle esigenze di persone sempre in movimento e che necessitano di opzioni alimentari a basso impegno. Diversamente dai negozi tradizionali, i distributori automatici offrono una selezione limitata di articoli a causa delle dimensioni ridotte e di un processo d’acquisto completamente automatizzato. L’assenza di un cassiere o di un’interazione umana può ridurre la percezione del giudizio sociale. Inoltre, gli acquisti effettuati tramite distributori automatici sono spesso non pianificati, le decisioni vengono prese rapidamente e il coinvolgimento del consumatore tende a essere basso. Il contesto dei VM è definito da decisioni rapide, mancanza di interazione umana e un’elevata necessità di praticità, aspetti meno rilevanti nei contesti retail tradizionali. Queste caratteristiche distintive suggeriscono che il comportamento del consumatore nei VM potrebbe essere influenzato in modo diverso rispetto ai contesti tradizionali. Pertanto, comprendere come questi fattori unici influenzino le scelte dei consumatori nel contesto dei VM evidenzia l’importanza e la rilevanza di questa ricerca. Allo stesso tempo, le scelte alimentari sono intrinsecamente complesse, multifattoriali, dipendenti dal contesto e dinamiche, e quindi suscettibili di cambiamenti nel tempo. Coinvolgono una complessa interazione di fattori, influenzati da variabili come le caratteristiche del cibo (es. prezzo, familiarità del marchio), gli obiettivi del consumatore (es. piacere immediato o obiettivi salutistici) e i contesti sociali (es. influenza dei pari durante i pasti). Inoltre, a livello globale, circa 2 miliardi di adulti sono in sovrappeso o obesi. L’eccesso di peso corporeo rappresenta un fattore di rischio critico per patologie come malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro, causando oltre 3 milioni di decessi ogni anno. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, diversi fattori ambientali e socioeconomici sono stati identificati come contributori all’epidemia di obesità, spostando i modelli alimentari verso comportamenti meno salutari. In questo contesto, i distributori automatici possono essere considerati uno degli elementi ambientali che aumentano la disponibilità di alimenti poveri di nutrienti e ad alta densità energetica, con opzioni salutari raramente offerte o assenti. Per controllare l’obesità a livello di popolazione e promuovere il benessere dei consumatori, i governi di tutto il mondo hanno avviato campagne pubbliche per educare i consumatori a scegliere prodotti alimentari più sani. Nonostante la vasta ricerca sulle scelte alimentari e le relative interazioni nei contesti retail tradizionali, esiste un evidente divario nella letteratura per quanto riguarda il comportamento dei consumatori nei distributori automatici. Inoltre, gli studi passati non hanno pienamente considerato il potenziale dell’implementazione di nuove tecnologie nei distributori automatici. Questo divario tecnologico apre nuove opportunità di ricerca su come tali interventi potrebbero influenzare le decisioni nel contesto dei VM. Nella mia tesi, mi propongo di affrontare queste lacune, espandendo la letteratura sul comportamento dei consumatori nei VM, le scelte alimentari tra vice/virtue e le interazioni nutrizionali all’interno di questo contesto. Per colmare la mancanza di ricerca sul comportamento dei consumatori nei distributori automatici, sono state condotte interviste approfondite per esplorare le abitudini dei consumatori, i fattori decisionali e le possibili implementazioni. Gli approfondimenti derivanti dalle interviste sono stati analizzati con un focus su quattro temi chiave: abitudini dei consumatori, tecnologie, strategie di comunicazione e sostenibilità. Lo studio analizza inoltre i fattori che influenzano la selezione di prodotti vice e virtue nei distributori automatici, valutando le variabili che incidono sulle scelte dei consumatori in questo ambiente. Infine, la tesi contribuisce alla letteratura sulle interazioni nutrizionali nei distributori automatici testando come diversi tipi di prodotto (vice/virtue) e modalità di comunicazione (focalizzate sulla prevenzione o sulla promozione) influenzino il desiderio dei consumatori di acquistare opzioni più o meno salutari, con l’obiettivo di migliorare i risultati nutrizionali nel contesto dei VM. Questi approfondimenti forniscono linee guida utili per gli operatori dei VM per migliorare il coinvolgimento degli utenti e soddisfare la crescente domanda dei consumatori per opzioni più salutari. I nostri risultati giustificano ulteriormente l’importanza di considerare le scelte alimentari nei VM in modo diverso dai contesti tradizionali. Pertanto, le strategie di vendita e comunicazione dovrebbero differire da quelle utilizzate nei contesti convenzionali. Innanzitutto, con i progressi tecnologici nei VM, i rivenditori potrebbero dotare i distributori automatici di schermi interattivi o app che forniscano feedback in tempo reale o premi per le scelte più salutari. Ad esempio, i consumatori che scelgono prodotti virtue potrebbero accumulare punti da riscattare per sconti su acquisti futuri. In sintesi, questa ricerca contribuisce a una comprensione più approfondita del comportamento dei consumatori nei VM, offrendo approfondimenti utili a promuovere ambienti alimentari più salutari in questo mercato in crescita e orientato alla praticità.Globally, about 2 billion adults are obese or overweight (WHO, 2024). Excessive body weight is a critical risk factor for different pathologies, such as cardiovascular disease, diabetes, and some types of cancer, accounting for more than 3 million deaths every year (NCD, 2016; Smith & Smith, 2016). Regarding eating habits, various environmental and socioeconomic factors have been identified as contributing to the obesity epidemic by shifting eating patterns toward unhealthy behavior. Due to various socioeconomic factors such as social status, rapid income growth, and urbanization, the proportion of income spent on food prepared and consumed outside the home has been consistently increasing across the globe (Lachat et al., 2012; Blick et al., 2018; Patel et al., 2018). In contrast to the previous century, when food consumption was largely a home-based, family-centered activity, modern lifestyles have shifted food consumption patterns. Consumers are now spending more time at workplaces and on the move, leading to a growing reliance on convenient retail formats such as fast-food outlets, restaurants, and vending machines (VMs) (Vehmas et al.2019). Vending machines (VMs), in this context, can be seen as one of the environmental elements increasing the availability of nutrient-poor and energy-dense food products, with healthy options rarely offered or absent (Grech & Allman-Farinelli, 2015; Matthews & Horacek, 2015). To control population obesity and promote consumer well-being, governments worldwide have initiated public campaigns to educate consumers on selecting healthier food products. An example of these initiatives is the traffic light system, which the UK voluntarily adopted in 2012 (Lobstein & Davies, 2009). Additionally, various popular nutrition interventions, like the 1–3 star and Nutri-score labels, are designed to help consumers choose healthier options within a given product category while shopping for groceries (Ittersum et al., 2024; D’hondt & Briers, 2024; Ma & Zhuang, 2021). Moreover, retailers are also adapting to the needs of consumers regarding health-conscious product alternatives for on-the-go (OTG) consumption (Sands et al., 2019). On-the-go solutions, providing a single mini-meal, are an interesting category for developing personalized services and food products for healthy eating. Among the on-the-go solutions, vending machines are generally considered to offer unhealthy, nutrient-poor, energy-dense packaged food products with a long shelf life, while healthy options are very rare or not available at all. VMs are widely used as they are available in many locations, such as schools, healthcare facilities, workplaces, and many public spaces (Matthews & Horacek, 2015). It was demonstrated that VMs are the primary and most readily available food source for people working long hours (Escoto et al., 2010), as they are used to buy main meals and snacks to save time. According to previous studies, most snacks and beverages sold in VMs are high in total calories, fat, sugars, and sodium while low in fiber (Byrd-Bredbenner et al., 2012; Raposo et al., 2016). Thus, the most popular, nutrient-poor snacks may negatively impact weight management (Hess et al., 2016). Due to the changing lifestyle of urban populations, the rising demand for drinks, food, and on-the-go snacks is a key factor in the market growth worldwide, and vending machines (VMs) play a strong role in it. The retail vending machine market size has grown strongly in recent years. It will grow from 48.72 billion in 2024 at a compound annual growth rate (CAGR) of 9.1%. The growth observed in the historical period can be attributed to factors such as the convenience culture, the demand for 24/7 accessibility, product diversification within vending machines, urbanization, high foot traffic areas, cost-effective retailing, and the appeal of on-the-go consumption (Research and Markets, 2024). The literature distinguishes foods between vice (less healthy) and virtue (healthier) products. Vice food products are appealing and elicit strong positive affective reactions (Vosgerau et al., 2016). They are usually related to self-rewarding and seeking a positive mood rather than simply wanting to eat tasty foods (Ketron et al., 2021). Meanwhile, virtue food products are often consumed to pursue benefit-related desires such as health (Mishra & Mishra, 2011). Moreover, choosing products from VMs is significantly different from selecting the same items for generic food consumption. Firstly, vending machines (VMs) offer a distinctive purchasing experience due to their automated, impersonal nature. Unlike traditional retail experiences, the absence of a cashier or human interaction can reduce the perception of judgment (Thorndike et al., 2012; Bucher et al., 2016. Secondly, the purchase is mostly unplanned (Benoit et al., 2019), the time spent on decision-making is minimized (French et al. 1999) and the consumers’ involvement is generally low (Jebarajakirthy et al., 2020). Despite extensive research on food choices and interventions in general retail environments, there is a noticeable gap in the literature regarding consumer behavior in vending machines (Stoyanov, 2021). Furthermore, past studies have not fully considered the potential of implementing new technologies in vending machines. This technological gap opens new opportunities for research on how such interventions could influence decisions in VM settings. In my thesis, I aim to address these gaps, particularly by expanding the literature on consumers’ behaviour in VM setting, vice/virtue food choice and nutritional interventions within the VM context. Specifically, the thesis explores the evolution of retail and the vending machine setting, emphasizing how economic and cultural shifts have fueled demand for ready-to-eat food and on-the-go retail formats. It introduces the novelty of the vending sector, particularly focusing on new vending machines that incorporate advanced technologies and sustainability trends. The vice-virtue distinction is adopted as a theoretical lens, given its significance in food marketing, and the literature is reviewed to highlight the use of vending machines for nutritional interventions. The aim is to identify research gaps, paving the way for the empirical sections of the thesis. To address the lack of research on consumer behavior in vending machine settings, in-depth interviews were conducted to explore consumer habits, decision-making factors, and possible implementations. Insights from the interviews are analyzed with a focus on four key themes: consumer habits, technologies, communication strategies, and sustainability. The study further investigates the factors influencing the selection of vice and virtue products in vending machines, assessing the variables that affect consumer choices in this environment. Lastly, the thesis contributes to the literature on nutrition interventions in vending machines by testing how different product types (vice vs. virtue) and message framing (prevention vs. promotion-focused) impact consumer desires to purchase healthier or less healthy options, aiming to improve nutritional outcomes in the vending machine context
Committenze semantiche. La rappresentazione della committenza artistica della famiglia Buonaccorsi di Macerata in ambiente web 3.0 collaborativo
Negli ultimi anni, gli studi umanistici hanno mostrato un crescente interesse verso le opportunità offerte dalle tecnologie informatiche e digitali, non più considerandole solo come strumenti di supporto, ma come nuovi approcci per la ricerca. Questo ha segnato un cambiamento di prospettiva, passando da un iniziale scetticismo verso le tecnologie alla loro applicazione nella gestione dei processi di produzione e diffusione della cultura. Tale evoluzione ha coinvolto tutti i settori delle scienze umane, dove le tecnologie digitali possono essere utilizzate per migliorare l’efficienza delle attività di ricerca. Un esempio di applicazione innovativa potrebbe essere l'adozione di nuovi metodi per studiare fenomeni culturali complessi, come le committenze artistiche. La ricerca di dottorato presentata in questa sede propone un approccio innovativo allo studio della committenza artistica, basato sull’utilizzo dei Linked Open Data. Il lavoro si concentra sulla raccolta e analisi sistematica di tutte le informazioni archivistiche, bibliografiche e storico-artistiche relative alla committenza artistica di una famiglia nobile, per poi caricarle in una base conoscitiva aperta e semantica, al fine di restituire una visione più articolata e interconnessa del fenomeno. Come caso di studio per l’applicazione di questa metodologia di ricerca è stata selezionata la famiglia Buonaccorsi di Macerata, una delle dinastie più influenti dello Stato Pontificio tra il XVII e il XVIII secolo. La scelta di questa casata è motivata dalla sua rilevanza nel contesto nobiliare dello Stato della Chiesa, grazie a una fitta rete di legami familiari e commerciali che si estendeva lungo tutta la Penisola. Gran parte del patrimonio culturale della famiglia Buonaccorsi è sopravvissuto alle dispersioni artistiche del XIX e XX secolo, il che ha suscitato numerosi studi sull’argomento. Esiste infatti una vasta bibliografia scientifica dedicata alla famiglia e alla sua committenza, rendendola un caso di grande interesse per dimostrare le potenzialità delle tecnologie semantiche nell’ambito della ricerca storico-artistica. I dati raccolti attraverso l’analisi di questa vasta bibliografia sono stati caricati nella piattaforma Wikidata, base di conoscenza già ampiamente impiegata in ambito umanistico, dove è diventata uno strumento cruciale per arricchire semanticamente i dati. Wikidata, uno dei progetti di punta dell'ecosistema Wikimedia, si propone come una "base di conoscenza universale", consente di rappresentare al suo interno qualsiasi tipo di entità, dalle persone agli oggetti fisici tramite Linked Open Data. Ogni entità è descritta attraverso delle dichiarazioni che ne specificano le caratteristiche e la collegano ad altre. Come tutti i progetti Wiki, Wikidata è un progetto aperto e collaborativo, concepito con un approccio bottom-up. I dati caricati sulla piattaforma sono rilasciati attraverso licenze libere, permettendo il loro senza restrizioni sia per scopi didattici che di ricerca.In recent years, the humanities have shown a growing interest in the opportunities offered by information and digital technologies, no longer considering them merely as support tools, but as new approaches to research. This has marked a change in perspective, moving from an initial scepticism towards technologies to their application in the management of the processes of culture production and dissemination. This evolution has involved all areas of the humanities, where digital technologies can be used to improve the efficiency of research activities. An example of an innovative application could be the adoption of new methods to study complex cultural phenomena, such as artistic commissions. The PhD research presented here proposes an innovative approach to the study of artistic patronage, based on the use of Linked Open Data. The work focuses on the systematic collection and analysis of all the archival, bibliographical and historical-artistic information relating to the artistic patronage of a noble family, and then uploading it into an open and semantic knowledge base, in order to return a more articulated and interconnected vision of the phenomenon. As a case study for the application of this research methodology, the Buonaccorsi family of Macerata, one of the most influential dynasties in the Papal State between the 17th and 18th centuries, was selected. The choice of this dynasty was motivated by its relevance in the noble context of the Papal State, thanks to a dense network of family and business ties that stretched across the Peninsula. Much of the Buonaccorsi family's cultural heritage has survived the artistic dispersions of the 19th and 20th centuries, which has prompted numerous studies on the subject. Indeed, there is a vast scholarly bibliography dedicated to the family and its patronage, making it a case of great interest in demonstrating the potential of semantic technologies in the field of art-historical research. The data collected through the analysis of this vast bibliography were uploaded to the Wikidata platform, a knowledge base already widely used in the humanities, where it has become a crucial tool for semantically enriching data. Wikidata, one of the flagship projects of the Wikimedia ecosystem, is proposed as a ‘universal knowledge base’, allowing any type of entity, from people to physical objects, to be represented within it via Linked Open Data. Each entity is described through declarations specifying its characteristics and linking it to others. Like all Wiki projects, Wikidata is an open and collaborative project, designed with a bottom-up approach. The data uploaded on the platform are released under free licences, allowing their unrestricted use for both educational and research purposes