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Un patrimonio librario da disvelare. Il fondo storico della Biblioteca del Convitto Giacomo Leopardi di Macerata. Introduzione
La storia delle biblioteche scolastiche in Italia è lunga e travagliata, e ancora non ha trovato un quadro normativo organico di riferimento. Dopo aver ripercorso i tratti salienti della storia legislativa di queste istituzioni preziose, ma ancora poco conosciute e valorizzate, le autrici si soffermano sull’importanza del patrimonio dei fondi storici delle biblioteche scolastiche, mostrandone tutto il potenziale in termini euristici. Questa premessa serve ad inquadrare il fondo storico della biblioteca del Convitto G. Leopardi a cui sono dedicati i contributi accolti nel presente volume, ognuno dei quali indaga un aspetto specifico del fondo, al fine di metterne in luce le molteplici sfaccettature e di fornire un modello di ricerca e di valorizzazione per quanti vorranno cimentarsi con questo terreno di ricerca
La Bohème
Le storie nascoste dentro le melodie dell’opera lirica sono utili da
raccontare anche a loro perché in esse si possono trovare sentimenti
forti e dinamiche comportamentali difficili da spiegare, come la
gelosia di Otello per l’amata Desdemona, l’invidia di Jago per
l’amico, la disperazione di Norma di fronte al tradimento, ma anche
il coraggio di Calaf nell’affrontare la morte per amore e il desiderio
di libertà della celeste Aida fatta schiava dal popolo egizio. L’opera
lirica offre una rappresentazione formalizzata di un universo
complesso di emozioni, sentimenti, azioni e reazioni tramite un
repertorio di conflitti-modello e di soggetti drammatici memorabili.
Essa rappresenta quindi un potente strumento di avvicinamento alle
intricate vicende della vita umana in tutti i suoi più articolati aspett
La Terza Missione universitaria fra innovazione, tradizione e impegno sociale
La valutazione dell’impatto che le università hanno sulle società e le economie territoriali è un tema al centro del dibattito pubblico, dentro e fuori i confini italiani. La globalizzazione e l’aumento della competitività degli Stati sui mercati internazionali hanno sbilanciato i sistemi formativi e di ricerca sulla produzione e la trasmissione di una “conoscenza utile”. Nondimeno, il radicamento degli Atenei nei contesti di appartenenza è, storicamente, un fattore di sviluppo comunitario quando i territori si fanno “agenti culturali”, interagendo con le istanze che emergono dalle ricerche universitarie. Il presente contributo intende sottolineare come l’adozione del modello anglosassone dell’engaged campus abbia determinato, anche in Italia, il progressivo “riposizionamento” delle iniziative di Terza Missione dai margini al mainstream, integrando, nelle tradizionali funzioni di ricerca e didattica, anche il servizio pubblico e il community development, in un dialogo costante fra cultura e società, tradizione e innovazione, welfare locale e politiche europee della ricerca
Percorsi e strategie di istituzionalizzazione dei poteri nella società digitale
Il saggio esamina i mutamenti che la digitalizzazione implica per le relazioni sociali entro il quadro dell’implementazione delle politiche pubbliche. In particolare, il saggio si interroga sulla possibilità che gli automatismi introdotti, che presuppongono una costruzione procedimentale delle decisioni, incrementi il tasso di “democraticità” delle istituzioni correggendo le asimmetrie di potere che hanno fin qui contrassegnato i processi decisionali delle amministrazioni.
Il saggio si conclude con una comparazione tra i caratteri che la costruzione procedimentale delle decisioni ha assunto nel sistema italiano e nel sistema statunitense, diretta a far emergere le principali differenze tra i processi di istituzionalizzazione della partecipazione al procedimento amministrativo.The essay analyses the transformations that digitalization brings to social relationships within the framework of public policies implementation. Specifically, it explores the likelihood for the implemented operations, whi-ch assume a procedural construction of decisions, to enhance the democra-tic nature of institutions by addressing the power asymmetries that have so far characterized administrative decision-making processes.The essay concludes with a comparative analysis of the procedural con-struction of decisions in the Italian and US systems, highlighting the key differences in the institutionalization processes of participation in admini-strative procedures
Decostruire e ricostruire maschilità: casi studio di serious games come possibili strategie educative per promuovere la parità di genere
l presente lavoro analizza il fenomeno della maschilità egemonica e le sue connessioni con la violenza di genere, con particolare attenzione alla sua espressione attraverso i media digitali. Lo studio nasce dall'esigenza di comprendere come le costruzioni culturali della maschilità favoriscano comportamenti violenti, specialmente nei confronti di gruppi emarginati come donne e persone LGBTQIA+. Attraverso una breve revisione della letteratura e l'analisi di esempi concreti, il lavoro mette in evidenza come le dinamiche di potere si esprimano anche in contesti virtuali, amplificando le disuguaglianze di genere.
Il lavoro offre, inoltre, uno sguardo sulle rappresentazioni della maschilità nei videogiochi, con un focus sui Serious Games come strumenti educativi per promuovere inclusione e consapevolezza, dimostrando come queste piattaforme possano essere utilizzate per contrastare la maschilità tossica e promuovere comportamenti positivi e inclusivi.
Le conclusioni del lavoro sottolineano l'importanza di progettare interventi educativi che combinino l'alfabetizzazione mediatica con un approccio critico alla maschilità. L'uso dei Serious Games si rivela efficace non solo per sensibilizzare i giocatori sui temi della violenza di genere, ma anche per fornire modelli di comportamento alternativi e positivi.
Si vuole, infine, sottolineare che un cambiamento culturale è possibile solo attraverso una profonda trasformazione delle rappresentazioni della maschilità, che tenga conto delle diversità e delle esigenze di inclusione sociale
Promuovere l’Inclusione a Gerusalemme Est: Traiettorie Pedagogiche e Sfide Metodologiche di una Ricerca di Cooperazione Internazionale - Promoting Inclusion in Jerusalem East: Pedagogical Trajectories and Methodological Challenges of an International Cooperation Research
Il presente contributo intende presentare una ricerca di cooperazione internazionale volta ad approfondire il ruolo dell’educazione inclusiva nei contestidi crisi come risorsa per promuovere la Qualità di Vita delle comunità colpite da situazioni di conflitto strutturale. All’interno del framework teoricodell’Education in Emergency, il contributo illustra obiettivi, target, attività e risultati attesi di una ricerca partecipativa condotta dall’Università di Macerat(Italia) e dalla Alquds University (Palestina), volta ad indagare le strategie di resilienza poste in essere dalle comunità scolastiche palestinesi (insegnanti,studenti e famiglie) per mantenere la continuità dei processi educativi e proteggere il diritto all’educazione, l’inclusione e il benessere in un contestodi conflitto e continue interruzioni della vita quotidiana. Illustrando le sfide metodologiche incontrate durante la ricerca, l’articolo offre rilevanti riflessionipedagogiche per comprendere le opportunità legate all’educazione inclusiva nei contesti di crisi, evidenziando il suo valore nel promuovere processitrasformativi per sostenere la Qualità di Vita delle comunità scolastiche.This contrition presents an international cooperation research experience aimed at understanding the role of inclusive education in crisis contexts asa resource to promote the Quality of Life of communities affected by protracted conflict. Within the theoretical framework of Education in Emergency,the contribution illustrates the objectives, target groups, activities, and expected results of a participatory research conducted by University of Macerata(Italy) and Alquds University (Palestine), directed at analysing the resilience strategies realized by Palestinian school communities (teachers, students,families) to maintain the continuity of educational processes and protect the right to education, inclusion and wellbeing in a context of conflict andcontinuous disruptions of everyday life. By presenting the methodological challenges encountered throughout the research, the article offers relevantpedagogical reflections to deepen the opportunities linked to inclusive education in crisis contexts, highlighting its value in promoting transformativeprocesses to sustain the Quality of Life of school communities
A Double Antiphonary. Philosophical and Biblical Speech in Jean-Louis Chrétien
The phenomenological chord in Jean-Louis Chrétien’s work is not immediately apparent. Although references to Heidegger’s work are not lacking, especially in his early production, they are used more as a source of inspiration and comparison than to address questions of
phenomenological epistemology. Indeed, in Chrétien there is neither an engagement with the so-called principles of phenomenology nor a rigorous and original analysis of the question of Reduktion and Gegebenheit, as Marion has suggested. However, in my opinion,
Chrétien’s work is an unfolding of the Husserlian invitation ‘zu den Sachen selbst’; an invitation that Chrétien carries out by bringing himself “close to the phenomena” – or in their proximity. This is the meaning of the encounter that the author suggested as the key to ibterpreting his work. In other words, for Chrétien, to get close to the things themselves is “to encounter the things themselves”. Not the thing as ‘ens’ or the ‘objects’, of course, but the thing as essence of the phenomenon, which, according to Husserl, has a double meaning – as appearing and as what appears. In my opinion, the encounter is the phenomenon that Chrétien brings to manifestation and that leads him toward other phenomena
Crocevia cognitivi nell’era dell’intelligenza artificiale
Il presente contributo analizza l'impatto della pervasiva integrazione dell'Intelligenza Artificiale (AI) generativa sull'ecologia cognitiva e sul costrutto del pensiero critico. Si problematizza l'ipotesi che il fenomeno del "cognitive offloading", mediato dall'utilizzo di Large Language Models (LLM), possa indurre un'erosione regressiva delle facoltà metacognitive e compromettere la coerenza logicoargomentativa, convertendo gli utenti da produttori a consumatori passivi di conoscenza. Tale preoccupazione è corroborata da recenti indagini (Kosmina et al., 2025) che correlano l'uso intensivo dell'AI a una ridotta connettività cerebrale e a un deterioramento del registro linguistico e della memoria. In risposta alle aporie delineate e al rischio di atrofizzazione dell'elaborazione profonda, viene presentato il Laboratorio DidActa, un'iniziativa di ricerca-azione didattica. Il progetto si fonda su un disegno sperimentale a metodi misti e si radica teoricamente nel costruttivismo sociale, valorizzando la Zona di Sviluppo Prossimale (ZSP) come spazio di potenziale crescita cognitiva. Attraverso l'impiego della gamification come catalizzatore motivazionale, DidActa si prefigge l'obiettivo di potenziare le life skills e le competenze storico-analitiche in studenti quindicenni. La sperimentazione mira a fornire evidenze empiriche sull'efficacia di metodologie didattiche attive e critiche nel mitigare gli effetti negativi di un utilizzo non regolamentato deglistrumenti digitali, promuovendo contestualmente quella Saggezza Digitale essenziale per una piena cittadinanza culturale nell'era dell'AI.The present contribution analyzes the impact of the pervasive integration of Generative Artificial Intelligence (AI) on cognitive ecology and the construct of critical thinking. It problematizes the hypothesis that the phenomenon of "cognitive offloading," mediated by the use of Large Language Models (LLMs), may induce a regressive erosion of metacognitive faculties and compromise logicalargumentative coherence, converting users from producers to passive consumers of knowledge. This concern is corroborated by recent investigations (Kosmina et al., 2025) that correlate the intensive use of AI with reduced cerebral connectivity and a deterioration of linguistic register and memory. In response to the delineated aporias and the risk of atrophy in deep processing, the DidActa Laboratory is presented as a didactic research-action initiative. The project is founded on a mixed-methods experimental design and is theoretically rooted in social constructivism, valorizing the Zone of Proximal Development (ZPD) as a space for potential cognitive growth. Through the employment of gamification as a motivational catalyst, DidActa aims to enhance life skills and historical-analytical competencies in fifteen-year-old students. The experimentation seeks to provide empirical evidence on the effectiveness of active and critical didactic methodologies in mitigating the negative effects of unregulated digital tool usage, while simultaneously promoting the Digital Wisdom essential for full cultural citizenship in the age of AI