University of Bari Aldo Moro
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Efficacy of gabapentin as pain management of T2-T4 feline facial squamous cell carcinoma treated with electrochemotherapy
: Electrochemotherapy (ECT) presents an effective alternative for local tumor management, particularly valuable when surgery is not feasible. The side effects are generally mild, including local inflammation, edema, and changes in pigmentation or alopecia. However, severe side effects such as necrosis, dehiscence, or fistula formation may occur if the tumor involves the full tissue thickness. This study aims to evaluate the efficacy of gabapentin in managing pain in cats with facial squamous cell carcinoma (SCC) staged T2-T4 (N0M0) treated with ECT. A subjective survey outlining typical quality of life measures was given to owners and compared to the veterinarian's assessment of reaction to palpation of the tumor affected area. Pain assessment was conducted based on a questionnaire provided to the owner and during clinical examination at several time points: before the first ECT treatment (D0), seven days after (D1), at 14 days after and just prior to the administration of the second session (D2) and finally, 28 days after the first session (14 days after second ECT session) (D3). Cats were randomly divided in two groups: a control group (CG) composed of cats that received only NSAID's for analgesic protocol in the post-ECT for acute pain management, and gabapentin group (GG) composed of cats that, in addition to NSAID's, received gabapentin for long-term pain management. Statistical analyses showed that patients treated with gabapentin had better quality of life (QoL) and pain assessment scores than those in the control group at various observation times. In cats with advanced stages of facial SCC, the disease is associated with pain, which may be exacerbated by ECT, requiring close monitoring both immediately after treatment and in the long term. Furthermore, ECT is an effective treatment for cats with facial SCC
Pseudonimizzazione dei dati personali e obblighi di informazione e trasparenza dei titolari del trattamento
La Corte di giustizia è intervenuta su una questione interpretativa cruciale
in materia di dati personali, densa di implicazioni pratiche per istituzioni e
imprese. I giudici di Lussemburgo confermano che i dati pseudonimizzati
devono essere considerati, in linea di principio, informazioni relative ad
una persona fisica identificabile. Tuttavia, chiariscono che la valutazione
della identificabilità deve essere svolta in concreto, in considerazione
della ragionevole probabilità di accesso alla re-identificazione della
persona, in base alle risorse, ai tempi, allo sviluppo tecnologico
Tassatività delle cause di esclusione e self cleaning "allargato" nel codice dei contratti pubblici
Il contributo analizza la disciplina del nuovo codice dei contratti pubblici in materia di cause di esclusione, prestando particolare attenzione alla loro tassatività, e di self cleaning “allargato” alla luce della legalità di risultato. Lo studio evidenzia la centralità di tale principio nell’ambito delle regole di concorrenza per il mercato senza trascurare le esigenze di razionalizzazione e semplificazione, indicate nella legge delega, finalizzate a superare meri formalismi ed a rendere più chiari i precetti sulla partecipazione alle procedure di evidenza pubblica; approfondisce il tema dell’affidabilità degli operatori economici, che assume carattere pregiudiziale rispetto alla valutazione dei requisiti speciali di natura economico-finanziaria e tecnico-professionale; si occupa del ruolo che la discrezionalità delle stazioni appaltanti è destinato a svolgere in base all’attuale impianto normativo
La fiscalità delle società benefit tra carenze normative, modelli di prelievo e prospettive evolutive
Le società “benefit” costituiscono una forma di ibridazione tra profit e non
profit. Si tratta di una particolare figura di società mista, di natura eterogenea, caratterizzata
da una commistione tra attività di natura commerciale e funzioni di
carattere sociale. Quest’ultime, al pari delle società pubbliche, svolgono un’attività
di rilievo sociale, sintetizzata dal legislatore con la perifrasi “beneficio comune” che in qualche modo va posto in relazione alla causa pubblica propria delle società
pubbliche. Tuttavia, sebbene vi sia un particolare favor nei confronti dell’istituto
in ragione del carattere meritevole degli scopi altruistici perseguiti, sotto il profilo
tributario, allo stato attuale, mancano specifiche agevolazioni fiscali dedicate. Ciò
probabilmente perché il legislatore, permanendo le società in questione all’interno
del modello societario di origine, ha inteso non alterare, attraverso l’utilizzo della
leva fiscale, la dimensione solidaristica e altruistica insita nelle società che decidono
di agire responsabilmente per un interesse comune. Tuttavia appare comunque
suggestiva l’idea che le società benefit, al pari degli enti del terzo settore, abbiano
diritto ad un trattamento fiscale differenziato, in ragione del ruolo sussidiario preordinato
alla tutela di interessi generali (ex art. 118 cost.), trattandosi di contribuenti
che danno attuazione ai principi di sussidiarietà, concorrendo al perseguimento
di fini pubblici, partecipando al bilancio dello Stato, sotto forma di minori
spese pubbliche anziché di maggiori entrate. In una prospettiva de iure condendo,
il trattamento fiscale differenziato di carattere agevolativo potrebbe essere attuato
riconoscendo specifiche agevolazioni sull’imponibile calcolato secondo le regole
ordinarie ovvero consentendo la deducibilità, attraverso un’inerenza “forzata”,
delle componenti negative afferenti al perseguimento della finalità di beneficio
comune, in modo da creare una sorta di corrispettività rispetto al contributo apportato
dall’ente alla riduzione delle spese pubbliche.Benefit corporations are a hybrid of profit and non-profit. They are a particular
type of mixed enterprise, heterogeneous in nature, characterized by a blend of commercial
activities and social functions. The latter, like public companies, perform
activities of social significance, summarized by the legislator with the periphrasis
“common benefit”, which must somehow be related to the public cause inherent in
public companies. However, although there is particular favor toward the institution
due to the worthy nature of the altruistic purposes pursued, from a tax perspective,
specific dedicated tax breaks are currently lacking. This is likely because the legislator,
by maintaining these companies within the original corporate model, intended
not to alter, through the use of tax leverage, the solidarity and altruistic dimension
inherent in companies that choose to act responsibly for the common interest.
However, the idea that benefit corporations, like third sector entities, are entitled
to differentiated tax treatment, based on their subsidiary role aimed at protecting
general interests (pursuant to Article 118 of the Constitution), is nonetheless appealing.
These taxpayers implement the principles of subsidiarity, contributing to the
pursuit of public goals and contributing to the state budget in the form of reduced
public spending rather than increased revenue. From a de iure condendo perspective,
differentiated tax treatment of a preferential nature could be implemented by granting
specific benefits to taxable income calculated according to ordinary rules or by
allowing the deductibility, through a “forced” inclusion, of negative components related
to the pursuit of the common benefit purpose, thus creating a sort of reciprocal
relationship with the entity’s contribution to reducing public spending
Editorial: Natural compounds/products and livestock productivity: enhancing antioxidant levels, gut health, mitigating greenhouse gas emissions, and disease control
Growing concerns about antimicrobial resistance, drug residues in animal-derived
foods, and the environmental consequences of conventional livestock production have
prompted a global shift toward natural alternatives that are safe, multifunctional, and
sustainable. Among these, plant-derived bio-actives, microbe-based products, and other
natural compounds are emerging as valuable tools to enhance animal health, productivity,
and resilience to disease. This shift is particularly relevant given the increasing need to
phase out antibiotics as growth promoters and address the ecological pressures linked to
intensive livestock systems. This Research Topic brings together 36 articles, comprising
original articles, review and meta-analysis selected from 49 submissions, representing
contributions from China (31 papers) and five other countries, Japan, Ethiopia, the
United States, Korea, and Portugal. The papers span a wide range of livestock species,
including ruminants (cattle, sheep, goats, yaks), monogastrics (broilers, layers, ducks,
pigeons, geese), and pseudo-ruminants (donkeys), reflecting a global effort to explore
natural solutions across diverse production systems
I reati ostativi alla messa alla prova minorile: secondo la Consulta il decreto "Caivano" non è applicabile retroattivamente. Un primo passo verso l'incostituzionalità dell'art. 28, comma 5-bis, d.P.R. n. 448/1988?
Le novità apportate alla messa alla prova minorile dal c.d. decreto Caivano giungono all’attenzione della Consulta, chiamata a valutare se il regime ostativo di cui l’art. 28, comma 5-bis, d.p.r. n. 448/1988 sia immediatamente ap-plicabile ai procedimenti pendenti, secondo la regola del tempus regit actum.
La Corte costituzionale, valorizzando, da un lato, l’intima ratio della sospensione del processo con messa alla prova e, dall’altro, interpretazioni convenzionalmente e costituzionalmente orientate delle garanzie intertemporali, ha concluso per l’applicazione del principio di irretroattività della norma penale sfavorevole.
La Consulta, inoltre, pur stretta in un angusto petitum, non si è lasciata sfuggire l’occasione per esprimere, seb-bene in filigrana, le proprie perplessità rispetto al catalogo di minorenni “incorreggibili”, così aprendo la strada a future questioni di legittimità del meccanismo preclusivo di cui all’art. 28, comma 5-bis, d.p.r. n. 448/1988
Evaluating the Efficiency of Public Spending on Tourism as a Driver of Institutional Sustainability: Evidence from Southern Italy’s Municipalities
Tourism is a key driver of regional economies, but concerns are often raised about the effectiveness with which public resources are managed and translated into tangible outcomes. Despite its importance, research on the efficiency of public spending on tourism remains scarce and mostly confined to national scales. Therefore, this study examines how Apulian municipalities (Italy) convert public tourism expenditure into measurable tourism results, providing new evidence on the efficiency of local governance in this sector. The analysis applies a two-step econometric framework combining Stochastic Frontier Analysis (SFA) and Multiple Linear Regression to data from 247 municipalities over the period from 2020 to 2023. The results reveal generally low average efficiency levels, with only a few coastal destinations achieving high performance. The regression analysis identified key structural and territorial drivers of efficiency, including accommodation capacity, cultural production, coastal and environmental quality, and the presence of agritourism and campsites. The findings suggest that efficiency depends more on the ability of local administrations to coordinate tourism, cultural, and environmental policies than on the amount of spending. Overall, the study provides empirical evidence that an efficient allocation of tourism funds is crucial for achieving long-term sustainability goals, offering practical insights for designing more effective tourism policies
Un objet privilegié d’analyse historique: la documentation épigraphique des chrétiens
Il contributo presenta le sintesi di quattro conferenze tenute dall'A. per i Corsi della EPHE tra aprile e maggio 2024 su alcuni aspetti e temi della documentazione epigrafica antica di committenza cristiana (III-VII secolo)
La città come un interno: il caso di Noto
La fertile compresenza della disciplina dell’“architettura degli interni” con quella del progetto “urbano”, da considerare tale in primis per l’estensione dell’area d’indagine scelta, può innescare un momento fondamentale nel percorso di crescita dello studente che in questo modo è portato a mettere in discussione i preconcetti legati al tema del progetto di interni, ridotto spesso alla mera creazione di un “arredo” in ambienti preesistenti, confrontandosi, invece, con la possibilità che ha uno spazio interno di costruire la città se intesa come un grande “interno” architettonico. Si è indagata, così, la capacità di interni architettonici preesistenti di con!gurare l’intorno prossimo, da questo riverberandosi sulla struttura della città, come nella migliore tradizione del “progetto urbano”. Questa idea della ‘città’ come una grande ‘architettura’ di interni collettivi, urbani e architettonici ha portato alla ricerca e decodi!cazione di un sistema di rappresentazione dell’esistente capace non tanto di delineare lo stato dei luoghi in modo neutrale, quanto di esprimere le potenzialità già in essere nella città esistente
Case Report: Advanced colorectal cancer diagnosed and treated with chemotherapy during pregnancy
Introduction: Cancer during pregnancy is a rare event and often presents at an advanced stage due to delayed diagnosis. Clinical symptoms are frequently misattributed to normal pregnancy changes, leading to diagnostic challenges. Moreover, concerns regarding fetal safety limit the use of certain imaging modalities and treatment options. Managing cancer in pregnancy requires careful coordination across specialties to balance maternal treatment with fetal preservation. Case-report: We present the case of a pregnant woman diagnosed in the second trimester with advanced metastatic colorectal cancer. The disease involved multiple intra-abdominal sites, and the patient was managed through a multidisciplinary approach. Chemotherapy with FOLFOX scheme was administered during the second and third trimester of pregnancy, leading to a favorable clinical and radiologic response. Delivery was planned at term, with no complications for the newborn. Postpartum oncologic management was continued without delay. Conclusion: This case highlights the importance of individualized care in such complex scenarios and the feasibility and safety of administering chemotherapy during pregnancy