1,721,021 research outputs found
Understanding Comics-Based Research: A Practical Guide for Social Scientists
Understanding Comics-Based Research focuses on the contribution that comics can make to social research as part of a "Graphic social science" construct. Comics and graphic novels offer a juxtaposition of text and images bringing community-based participatory research multiple opportunities for communication.
In this exploratory volume, Veronica Moretti illustrates how the graphic medium can help elicit participant’s narratives and how it supports new guiding principles in research, along with what barriers researchers may encounter using comics, and to what extent comics can be incorporated within traditional social research techniques
Conclusioni Personalizzazione della cura e partecipazione dei cittadini nella società digitale sindemica
Il volume si interroga sul contributo di analisi e di ricerca che la Sociologia della salute e della medicina può offrire alle complesse problematiche d’ordine etico, giuridico, economico, politico, sociale, culturale, di sicurezza e di protezione della privacy che fenomeni come la progressiva digitalizzazione della cura e della società contemporanee comportano. Propone inoltre una prima valutazione delle presunte promesse e delle reali minacce che la “Medicina delle 4 P” (preventiva, predittiva, personalizzata e partecipativa), fondata su di un approccio genomico di tipo integrato, basato sul- l’applicazione della biologia sistemica alla salute-malattia, presenta per i cittadini, per i sistemi sanitari e per le disuguaglianze sociali.
Il lavoro è stato curato dalla Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), sempre attenta a cogliere l’emergere di nuove problematiche e sfide sociali. Raccoglie una selezione delle relazioni presentate da affermati studiosi a livello nazionale e internazionale e da giovani ricercatori e ricercatrici al convegno della Sezione dedicato a “Personalizzazione della cura e partecipazione dei cittadini nella società digitale sindemica”, svoltosi a Bertinoro (Forlì) dal 18 al 20 novembre 2021.
Nel complesso, emerge un quadro che offre la possibilità di ampliare il dibattito sul futuro della salute e della medicina nella società digitale, esplorandone diversi aspetti e gli effetti non effimeri che la sindemia di Covid-19 ha prodotto interagendo con la digitalizzazione della vita nei diversi percorsi di cura
Conclusioni. Volume dal titolo "Personalizzazione delle cura e partecipazione dei cittadini nella società digitale sindemica"
Dear (Digital) Diary: Evaluating the Audio Diary Technique as a Research Method
This chapter investigates how individuals interpreted and considered the audio-diary technique, un- derstanding the interaction between the subject and the medium and the potential of new technological tools (e.g., smartphone, social network) in producing data. The research is based on a previous study conducted during the COVID-19 lockdown in Italy, more specifically, the transition from phase 1 to phase 2. Each participant—11 female and 6 male, between 28 and 45 years old, and living in the northern part of Italy—was asked to register one audio per day for a week (7-13 May). After this period, the author undertook a final follow-up semi-structured interview to evaluate how much the audio-diary had an im- pact both on people’s daily lives and on their way of expressing information. The data collected suggest a number of advantages and disadvantages to the use of audio-diary to collect individuals’ experience. The author will briefly describe the steps of AD technique by using the collected material (interviews) and what has emerged from the analysis of qualitative data
Alzheimer’s: the story of a disease without illness
These days, as a consequence of the increase in life expectancy, the pathologies with which we live are also on the rise. This development is the result of what Omran (1971) has defined as epidemiological transition, i.e. the widespread transition from acute to chronic-degenerative diseases. This article takes into consideration one of the most feared pathologies by those over sixty-five: Alzheimer’s. Globally, one case of Alz-heimer’s is diagnosed every 3 seconds (WHO, 2018) and it is considered a fatal disease in the US and UK. In order to account for the complexity of Alzheimer’s, a disease with significant social repercussions, the DIS (disease-illness-sickness) triad developed by Twaddle (1968), and taken up by several authors (Hoffman 2002; Maturo, 2007), has been employed. Examining Alzheimer’s from these different perspectives (social-medical-individual) allows us to differentiate it from other diseases. People with Alz-heimer’s are able to develop their own illness (subjective experience of a pathology) only at an early stage of its progression, because the disease involves irreversible cogni-tive impairment and the loss of numerous functions related to memory. This is why Alzheimer’s can be understood to be a disease without illness
Lontano dagli occhi... La distanza tra ricercatore e partecipante nella tecnica dei diari
Questo articolo propone una riflessione circa l’utilizzo della tecnica dei diari all’interno della ricerca sociale, focalizzandosi sull’ambivalente relazione che si stabilisce tra ricercatore e partecipante: distanza e ricongiungimento. In prima analisi, ci concentriamo sulla lontananza tra i due attori durante la fase di produzione dei contenuti. I dati generati diventano l’incontro tra ricercatore e partecipante che solamente nella fase di incipit (incontro iniziale) e di coda (incontro finale) possono trovare un ricongiungimento. Questo riavvicinamento è permesso grazie all’utilizzo dell’intervista. La tesi avanzata che si cercherà di argomentare è quella di concepire il “diarista” come co-ricercatore
#LOCKDOWN. VITA QUOTIDIANA TRA DE-COINCIDENZA E DIGITALIZZAZIONE
Da quando il covid-19 è entrato a fare parte delle nostre vite siamo costretti giorno dopo giorno a capovolgere le nostre attività quotidiane e le priorità. Gli effetti della pandemia sulla vita domestica sono di certo enormi. È in particolare il regime spazio-temporale ad essere stato modificato, vale a dire la nostra possibilità di organizzare e vivere il tempo e lo spazio sia a livello individuale che collettivo.
L’Italia è stata infatti protagonista di quello che il sociologo tedesco Hartmut Rosa (2015) definirebbe come una vera e propria decelerazione sociale, in opposizione alle profonde forme di accelerazione a cui siamo stati lungamente esposti. Soprattutto durante la prima fase di lockdown (8 marzo – 4 maggio 2020) abbiamo rinunciato alla progettualità (dalle vacanze estive al nostro futuro) e sospeso il funzionamento di alcune consuetudini, nonché messo in stand-by molte delle nostre attività.
Questa condizione presenta naturalmente degli effetti sulla nostra persona e sul modo in cui ci relazioniamo con il mondo esterno, ad oggi praticamente inaccessibile se non attraverso dispositivi digitali.
Per leggere la complessità del fenomeno, o almeno una parte di questa, con il presente contributo mi concentro su due aspetti: la de-coincidenza e la digitalizzazione della nostra vita domestica. Se quello di de-coincidenza rispecchia la parte esistenziale del fenomeno covid-19, la digitalizzazione si inserisce come aspetto con cui mantenere attive le nostre attività e, in parte, le nostre relazioni.
A fianco di considerazioni teoriche, riporto uno studio esplorativo condotto con Antonio Maturo (sociologo presso l’Università di Bologna) durante le prime tre settimane della fase di lockdown. In particolare, mostrerò alcuni dei risultati emersi rispetto al ruolo che il digitale sta ricoprendo nelle vite degli intervistati sia nel mitigare il senso di angoscia prodotto dalla condizione sia nell’esacerbare l’egemonia tecnologica da cui, attualmente, non riusciamo ad uscire (e non possiamo neppure farlo)
GOVERNAMENTALITÀ E RISCHIO IN DUE CAMPUS UNIVERSITARI AMERICANI
Within each American university campus, a Department of Public Safety (DPS) is desig- nated to send students emails, labelled as crime alert, whenever a crime is committed on campus or in the surrounding area.
This study sought to investigate the extent to which information sharing about criminal events through new technology devices (including apps and emails) may alter risk perception and therefore lead students to modify their behaviour.
Data were collected through semi-structured interviews with students (10) and DPS staff (10) and participant observation (7 months) on two US university campuses. Using the governmentality ap- proach in reading the results, new elements, related to risk and its social manifestation, emerged. The notification system of notifications is preceded by an internal selection process in which it is decided what to send or not to the students. Specifically, on the basis of evidence it is argued that some crimes, including sexual violence, are never mentioned even though they are the main issue within the campuses. Emphasizing some risks and leaving out others produces a “truth” around the risk itself
If you see something post something Percezione del rischio e sorveglianza digitale nei campus americani
Questo libro offre una duplice trattazione: rischio e sorveglianza. Presentando le principali teorie sociologiche che si sono occupate di questi due temi, e delle loro odierne manifestazioni, l’autrice propone una ricerca, condotta tra il 2015 e il 2018 in due campus degli Stati Uniti, con l’obiettivo di comprendere in che misura la condivisione di informazioni, relative a eventi criminali, mediante canali tecnologici (e-mail e social network), possa avere un impatto sulla percezione del rischio, sulla sorveglianza delle attività svolte nel campus e sulla modifica dei comportamenti degli studenti. L’invio delle notifiche è preceduto da un processo di selezione interna in cui viene deciso cosa comunicare o meno agli studenti. Sulla base di evidenze e argomentazioni, è emerso che non viene mai fatta menzione di alcuni reati – tra cui la violenza sessuale – nonostante siano i più diffusi all’interno dei campus americani
Technology and Risk Perception on U.S. Campuses
The chapter presents a study, conducted between 2016 and 2017, regarding the risk perception, and the consequent perception of change in habits, among students of two of the most prestigious university campuses in the United States. The choice to look overseas originates from a peculiarity: within each American university campus, the Department of Public Safety (DPS) is in charge of transmitting notifications to students via email whenever a crime is committed on campus or in the surrounding area. The purpose is to provide adequate awareness of criminal phenomena.
The research question aims to understand to what extent the sharing of information, relating to criminal events, through technological channels (email and social networks) can have an impact on the perception of risk and on the perception of change in the behavior of students. The data was collected using a mixed research method (questionnaires and interviews); regarding the qualitative technique 20 semi-structured interviews were collected and 2 focus group were carried out. Using the quantitative tool of the questionnaire, 985 responses were gathered. The statistical analysis allowed the evaluation of the impact of digital communication of criminal phenomena on the students’ perception of risk. Quantitative elaborations generated the results, thus offering the possibility of determining which types of students - or categories - are most influenced (in perception and behavior) by these communications
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