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    Principi e strumenti della responsabilità sociale d'impresa

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    Nel presente volume viene svolta inizialmente l’analisi dei principi di riferimento per la definizione dei contenuti e degli elementi caratterizzanti della responsabilità sociale d’impresa, esaminando in particolare il Global Compact proposto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, le Linee guida dell'OECD per le società multinazionali, la Dichiarazione Tripartita dei principi riguardanti le imprese multinazionali e la politica sociale dell’ILO e lo standard ISO 26000 sulla responsabilità sociale, i quali hanno costituito il riferimento anche per le iniziative dell’Unione Europea in materia di Corporate Social Responsability sviluppate a partire dall’inizio del nuovo millennio. L’adozione di tali principi per le organizzazioni rappresenta la premessa necessaria per l’implementazione di adeguati sistemi di gestione della responsabilità sociale e l’utilizzo di strumenti di social reporting, che siano in sintonia con le proprie caratteristiche operative e le risorse a disposizione e naturalmente efficaci nel rispondere alle esigenze informative degli stakeholder. Pertanto, nella parte successiva del testo, sono illustrati dapprima i sistemi di gestione sociale e ambientale, esaminando in proposito i più significativi standard di riferimento a livello internazionale. Infine, ampio spazio è stato dedicato ai vari strumenti di social reporting affermatisi nel corso degli ultimi anni, a partire dal bilancio sociale i cui primi esempi nella prassi risalgono agli anni Settanta del secolo scorso per giungere al report integrato diffusosi recentemente

    I progetti innovativi per la tutela ambientale nelle strategie di impresa

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    Il rilevante impatto delle attività industriali sull’eco-sistema, la conseguente crescita dell’attenzione verso le problematiche ecologi-che a livello sociale, politico e legislativo e l’aumento delle implica-zioni economiche legate all’ambiente impongono oggi alle imprese di prendere in seria considerazione la gestione della variabile ecologica e dare una risposta puntuale ed efficace al mercato, alla società e alle istituzioni. Tale risposta è il risultato - oltre che di condizioni specifiche di contesto - di fattori di carattere interno, di tipo culturale e organizza-tivo e, naturalmente, di valutazioni di convenienza economica svolte dal management. A questo proposito, il manifestarsi di una correlazione di segno positivo tra le performance ambientali e quelle economico-competitive d’impresa costituisce senz’altro un elemento decisivo per l’adozione di un approccio attivo nella gestione della variabile ambientale, nell’ambito del quale gli obiettivi di tutela ecologica siano integrati tra i «fini» aziendali - attribuendo loro così una valenza strategica - e adeguatamente valorizzati all’interno e all’esterno dell’organizzazione. Quello descritto rappresenta il quadro di riferimento per l’attuazione delle iniziative di innovazione in campo ambientale e, in particolare, dei progetti innovativi di carattere tecnologico, di cui nel nostro lavoro abbiamo esaminato le finalità, i rischi e le peculiarità gestionali ed organizzative, focalizzando in particolare l’attenzione sulle fasi e sulle modalità di svolgimento del processo di valutazione preliminare

    Dal Fair Play alla sostenibilità finanziaria dei club calcistici

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    La grave situazione economico-finanziaria e le carenze manageriali riscontrate nel calcio professionistico europeo all’inizio degli anni duemila hanno condotto l’UEFA ad intervenire con l’istituzione, a partire dalla stagione 2003/04, delle Licenza per club e, successivamente nel 2009, del Financial Fair Play (FFP). Entrambi i provvedimenti sono stati oggetto di periodici aggiornamenti e revisioni nel corso degli anni, progettati per tenere conto dell’evoluzione del settore e delle criticità emerse a seguito della loro applicazione. Se già erano allo studio alcune modifiche da apportare alla versione 2018 della Licenza UEFA e del FFP, i rilevanti impatti economici prodotti dalla pandemia del Covid-19 anche nell’industria del calcio hanno condotto ad un’accelerazione del processo di revisione e, in particolare, ad una riformulazione ancora più radicale (rispetto a quella inizialmente progettata) delle regole di gestione economico-finanziaria dei club da parte della UEFA. Basti pensare in proposito che un’importante novità appare fin dal titolo del nuovo regolamento UEFA, dal quale viene eliminata la denominazione “Financial Fair Play” per sostituirla con “Financial Sustainability”. Tale cambiamento non è solo di natura terminologica, ma sottintende una scelta ben precisa dei vertici della Federazione europea volta ad evitare qualsiasi equivoco e a prestare il fianco a critiche sugli obiettivi perseguiti attraverso la nuova regolamentazione. Oggetto di approfondita analisi all’interno di questo volume (che si rivolge a studiosi, ad operatori del settore e non solo), sono i significativi fenomeni interni ed esterni al settore verificatisi negli ultimi anni e le critiche rivolte al FFP; fenomeni e critiche che nel loro complesso hanno contribuito in misura più o meno determinante ad orientare i vertici della Federazione Europea nel processo di revisione. Ampio spazio, naturalmente, è dedicato all’esame dei principi cardine, delle regole specifiche introdotte e, soprattutto, degli aspetti positivi e dei risvolti negativi del nuovo regolamento UEFA sulle Licenze per Club e la Sostenibilità Finanziaria

    Il bilancio di esercizio delle società di calcio professionistiche in Italia a seguito dei recenti cambiamenti normativi e di contesto

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    Per lungo tempo il calcio professionistico europeo e, in particolare, quello italiano sono stati caratterizzati da uno squilibrio economico-finanziario della gestione per far fronte al quale sono scese in campo sia l’UEFA, con l’emanazione e il successivo periodico aggiornamento della Licenza UEFA e del Financial Fair Play, che la FIGC, con il recepimento della stessa regolamentazione europea a livello nazionale. L’attuazione di questi interventi normativi ha contribuito a migliorare nell’ultimo decennio i risultati reddituali e a ridurre le posizioni debitorie scadute dei club. Tuttavia, su questa situazione economico-finanziaria del calcio a livello continentale e nazionale caratterizzata da segnali di ripresa ma anche da talune criticità non risolte, si è andato ad abbattere nel corso del 2020 il fenomeno di portata globale della diffusione del Covid 19, il cui impatto negativo sotto il profilo economico appare di proporzioni drammatiche. È in questo contesto che l’informativa economico-finanziaria periodica di sintesi dei club assume un ruolo di assoluta centralità, in quanto essa costituisce il necessario strumento di conoscenza dell’andamento della gestione delle società di calcio da parte dei vari stakeholder e, in particolare, degli organi istituzionali e al contempo fornisce un utile riscontro della validità delle decisioni del management dei singoli club. È proprio a tale informativa che è dedicato questo contributo, nel quale sono evidenziate tutte le significative novità che emergono per i conti annuali dei sodalizi calcistici a seguito delle modifiche introdotte nel codice civile per effetto del recepimento nel nostro ordinamento giuridico della Direttiva comunitaria 2013/34/UE, avvenuto con il D.Lgs. 139/2015. La trattazione dei contenuti del bilancio di esercizio dei club offre, inoltre, lo spunto per un’analisi della situazione patrimoniale e finanziaria e dei risultati economici del calcio professionistico italiano e per l’indicazione delle possibili linee di intervento volte a superare le criticità emerse

    Standard IAS/IFRS e nuove esigenze di disclosure nel bilancio delle società di calcio

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    Gli anni in corso sono contraddistinti da due fenomeni che, per quanto tra loro indipendenti, concorrono a determinare un periodo di intense pressioni per il redattore del bilancio della società di calcio professionistica. Il primo, specifico del settore, è costituito dallo scoppio dello scandalo del “doping amministrativo” il quale, manifestandosi nel ricorso diffuso da parte dei club ad artifici contabili tali da ridurre al minimo la credibilità delle informazioni fornite nei conti annuali, ha posto in primo piano l’urgenza di più severi controlli sulla gestione e sulla comunicazione economico-finanziaria dei sodalizi calcistici. Il secondo fenomeno, di carattere generale, è rappresentato dall’introduzione nel nostro ordinamento degli standard IAS/IFRS che apportano rilevanti novità negli aspetti formali e sostanziali dei bilanci anche delle società calcistiche e, in modo particolare, dei club quotati in borsa. Tra queste novità, si segnala la possibilità di utilizzare il fair value come criterio di valutazione alternativo rispetto a quello del costo per le immobilizzazioni immateriali le quali, attraverso la tipica voce “diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori”, costituiscono la componente preponderante dell’attivo dello stato patrimoniale. A partire dalla considerazione degli effetti prodotti da tali fenomeni, nel presente volume sono analizzate le informazioni contenute nel bilancio delle società di calcio alla luce della più recente evoluzione della disciplina generale (codice civile, regolamenti CE e prassi contabile) e della normativa specifica di settore (piano dei conti e raccomandazioni contabili della FIGC)

    Le politiche di sostenibilità delle federazioni calcistiche nazionali UEFA

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    Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata un pilastro fondamentale nello sviluppo dello sport a livello globale. Il calcio, in particolare, ha assunto un ruolo centrale nella promozione di strategie volte a garantire un impatto positivo non solo sul piano ambientale, ma anche su quello sociale ed economico. Nel 2022, la UEFA, consapevole della propria responsabilità e dell’influenza del calcio sulle comunità e sull’ambiente, ha lanciato “Strength through Unity: Football Sustainability Strategy 2030”, attraverso la quale, a differenza del passato, non si è limitata a promuovere iniziative isolate su singole tematiche rilevanti da un punto di vista sociale e ambientale, ma ha intrapreso un vero e proprio percorso strategico, dove sono chiaramente individuate le diverse aree di intervento relative ai diritti umani e alla protezione dell’eco-sistema, i soggetti coinvolti, i tempi e le azioni necessarie al perseguimento di predefiniti obiettivi a breve e a medio-lungo termine. Tutto ciò ha offerto un modello di riferimento per le singole federazioni calcistiche nazionali chiamate ad adottare proprie strategie di sostenibilità, coerenti con quella della UEFA e allo stesso tempo rispettose delle specificità del paese. Questo libro nasce con l’intento di analizzare in modo approfondito le strategie di sostenibilità sviluppate e implementate dalle singole federazioni nazionali. Attraverso un approccio comparativo, si esploreranno le iniziative messe in campo in ambiti chiave come la tutela ambientale, l’inclusione sociale e il benessere della popolazione. L’obiettivo è comprendere come ogni federazione abbia declinato i principi guida di Strength through Unity in base al proprio contesto nazionale, evidenziando best practice, sfide e risultati concreti. Il volume si propone quindi non solo come uno strumento di analisi critica, ma anche come una risorsa per dirigenti sportivi, ricercatori, policy maker e appassionati che desiderano approfondire il legame tra calcio e sostenibilità. Solo attraverso una visione strategica condivisa e un impegno congiunto sarà possibile costruire un futuro in cui il calcio continui a essere un motore di sviluppo responsabile e inclusivo
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