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    Giuliaserena Stegher, Recensione a E. Gianfrancesco, N. Lupo, G. Rivosecchi (a cura di), I Presidenti di Assemblea parlamentare. Riflessioni su un ruolo in trasformazione, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 471

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    Qualora si procedesse ad un’analisi diacronica e sistemica del ruolo rivestito dai Presidenti di Assemblea, sarebbe possibile notare come essi abbiano intrapreso, in particolar modo per quanto riguarda le ultime quattro legislature, un rinnovato processo evolutivo costellato da non poche difficoltà. Nell’intero arco di storia repubblicana, la carica di Presidente ha attraversato diversi momenti, riconducibili a tre fasi essenziali: innanzitutto quella relativa al periodo compreso tra il 1948 e il 1976, durante il quale l’elezione di talune personalità è stata strumentale al mantenimento degli equilibri delle coalizioni; la seconda, che va dal 1976 al 1993, allorquando ha preso avvio la convenzione costituzionale per cui la Presidenza della Camera è stata assegnata ad un rappresentante del principale partito di opposizione e la terza, inaugurata nel 1994 con l’avvento della Seconda Repubblica, durante la quale è emersa preponderante l’anima politica del Presidente stante l’incapacità della maggioranza di governare in Parlamento. Questo è quanto emerge dalle pagine introduttive del volume “I Presidenti di Assemblea parlamentare”, dalle quali traspare come la carica di Presidente di Assemblea viva un’intrinseca contraddizione di fondo: svolgere tale compito rendendo possibile la convivenza delle sue due anime, quella istituzionale e quella politica, cercando di non soggiacere al binomio imparzialità/neutralità (quest’ultima intesa come intermediazione tra le forze politiche contrapposte) essendo i Presidenti chiamati ad espletare funzioni di mediazione e garanzia della legalità parlamentare. Appare dunque evidente come il Presidente d’Assemblea sia da considerarsi come un Giano bifronte, in costante tensione tra i due modelli di riferimento: da un lato quello inglese, in cui lo Speaker della Camera dei Comuni è una figura imparziale con un peso politico quasi insignificante; dall’altro quello americano, in cui lo Speaker della Camera dei rappresentanti è politicamente esposto ed attivo, tanto da essere “spesso sovrapponibile al leader della maggioranza”. [...

    L’art. 167-1 del Code electoral al banco di prova del Conseil constitutionnel

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    Con la Décision n. 2017-651 QPC, lo scorso 31 maggio 2017, il Conseil constitutionnel si è pronunciato sul ricorso relativo alla durata delle trasmissioni radiotelevisive nel corso della campagna elettorale per le elezioni legislative, presentato dal movimento La République en Marche (LRM)

    BREVI CONSIDERAZIONI SUL PRESIDENTE DEL SENATO NELL’OTTICA DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE: COME SAREBBE POTUTO ESSERE, MA NON È...O FORSE POTREBBE ESSERE ANCORA (?)

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    Il testo della riforma costituzionale, che il 4 dicembre 2016 è stata respinta dal referendum confermativo, ha coinvolto a latere la figura del Presidente del Senato. Queste brevi considerazioni si pongono l’obiettivo di affrontare ex post le tematiche connesse alla figura del Presidente d’Assemblea nell’ottica di una eventuale futura riproposizione del superamento del bicameralismo perfettamente paritario (che oramai da più di trent’anni anima il dibattito politico) ovvero in quella più minimale di riforme a bicameralismo invariato

    Recensione a V. Lippolis, N. Lupo (a cura di), Il Parlamento dopo il referendum costituzionale, Il Filangeri Quaderno 2015-2016, Napoli, Jovene, 2016

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    La riforma, nonostante i propositi di rinnovamento più o meno condivisi, è stata respinta. I voti sfavorevoli espressi sono stati pari al 59,12%, mentre i consensi si sono attestati ad un mero 40,88%. A seguito della diffusione dei primi exit poll, il Presidente del Consiglio Renzi ha anticipato di voler rassegnare le proprie dimissioni, dopodiché si è aperta una crisi lampo, conclusasi a stretto giro con la formazione del Governo Gentilon

    L’imbuto della decretazione d’urgenza: verso un monocameralismo sempre meno “strisciante”?

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    Sul proscenio delle elezioni europee, che hanno caratterizzato il quadrimestre da poco conclusosi e che hanno causato non poche tensioni all’interno della maggioranza, il centro-destra, nonostante il terremoto politico del caso Toti, sta portando avanti le riforme costituzionali. Prima di addentrarci sul tema della decretazione d’urgenza e del monocameralismo di fatto, protagonisti di questo fascicolo, si ritiene necessario illustrare il quadro politico che si è via via delineato in questo quadrimestre. Innanzitutto, si ritiene doveroso partire da una notizia dello scorso 7 maggio, allorquando il Presidente della Liguria Giovanni Toti è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in ragione dell’inchiesta per corruzione legata a concessioni portuali e finanziamenti elettorali. Il clamore mediatico si è fatto sempre più forte, complice l’approssimarsi delle elezioni europee. Sul prosieguo dell’inchiesta giudiziaria, la maggioranza ha esitato ad assumere una posizione ufficiale nei confronti del Presidente Toti, mentre le opposizioni ne hanno [...

    Gli stati costituzionali di diritto alla prova del “green pass”: Italia e Francia a confronto

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    Abstract: “Green pass” testing constitutional States: a comparison between Italy and France – In an attempt to get out of the pandemic emergency and limit the use of restrictions, the “EU digital certificate Covid-19” was introduced, but was not well received by the Member States. In fact, the discussion in the parliamentary assemblies has been extremely arduous. Examples of this are the Italian and the French case, which show that the constitutional state under the rule of law is currently severely tested

    IL FORMANTE GIURISPRUDENZIALE NELLA COSTRUZIONE DI UN IPOTETICO FORMANTE LEGISLATIVO IN TEMA DI FINE VITA

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    Abstract [It]: Il presente contributo si pone l’obiettivo di indagare il complesso tema del fine vita, muovendo dalla perdurante inerzia del legislatore italiano dopo il caso Cappato, ragionando sulla ricaduta sostanziale in termini di tutela dei diritti. Tenendo in considerazione le più recenti evoluzioni nel panorama italiano che hanno portato alla sentenza 135/2024, si vuole inoltre esaminare le legislazioni più avanzate e più recenti nel continente europeo. Abstract [En]: This paper deals with the complex issue of the end of life, starting from the persistent inertia of the Italian legislator after the “Cappato case” and reasoning on the substantial impact in terms of the protection of rights. The paper also examines the most recent developments in the Italian that led to dec. n. 135/2024 and the most advanced legislation on the European continent
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