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La villa c.d. di Plinio a Castel Fusano. Una residenza marittima nel paesaggio costiero laurentino
Il contributo intende presentare una nuova analisi e una proposta ricostruttiva della villa c.d. di Plinio a Castel Fusano e delle sue trasformazioni, dal momento della prima costruzione alle ultime fasi di vita.
Tale lavoro si inserisce nell’ambito di un più ampio progetto dedicato all’analisi e alla ricostruzione dei paesaggi antichi del Lazio ed è stato realizzato anche grazie al supporto e alla disponibilità della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Lo studio costituisce il risultato di un’indagine che ha integrato un rilievo aggiornato, elaborato con stazione totale e fotogrammetria, di alcuni settori specifici del monumento, l’analisi delle tecniche costruttive e dei rapporti stratigrafici tra le USM. All’esame delle fonti bibliografiche tradizionali si è inoltre affiancato l’esame di documentazione iconografica antica e delle fonti storiche.
I dati così ottenuti hanno permesso di acquisire una nuova conoscenza del monumento dal punto di vista della forma architettonica e delle sue modifiche e integrazioni nel corso del tempo. Inoltre, è stato possibile mettere meglio in relazione il contesto al più ampio paesaggio costiero del litus Laurentinum e di affrontare nuovamente la possibile identificazione del complesso con il Laurentinum citato da Plinio il Giovane nella celebre lettera scritta all’amico Gallo (Ep. II, 17)
La villa c.d. di Tiberio a Sperlonga. Dall’acquisizione dei dati alla proposta ricostruttiva
L'intervento intende presentare lo studio della villa c.d. di Tiberio a Sperlonga, uno dei contesti considerati dal progetto di ricerca di dottorato dal titolo "Ville marittime e paesaggi costieri dell'Italia centrale tirrenica tra la tarda età repubblicana e il tardo impero". Oggetto della relazione è il lavoro svolto per effettuare una nuova analisi stratigrafica e proporre piante di fase e ricostruzione del monumento
La villa imperiale di Sperlonga. Fasi archeologiche e proposte di integrazione architettonica
Con questo intervento si intendono presentare il lavoro di redazione di nuova documentazione e l'acquisizione di dati aggiornati riguardanti la villa imperiale di Sperlonga, la definizione delle prime due fasi archeologiche del monumento e la proposta di ricostruzione architettonica delle stesse
Where the bugs are: analyzing distributions of bacterial phyla by descriptor keyword search in the nucleotide database
Background
The associations between bacteria and environment underlie their preferential interactions with given physical or chemical conditions. Microbial ecology aims at extracting conserved patterns of occurrence of bacterial taxa in relation to defined habitats and contexts.
Results
In the present report the NCBI nucleotide sequence database is used as dataset to extract information relative to the distribution of each of the 24 phyla of the bacteria superkingdom and of the Archaea. Over two and a half million records are filtered in their cross-association with each of 48 sets of keywords, defined to cover natural or artificial habitats, interactions with plant, animal or human hosts, and physical-chemical conditions. The results are processed showing: (a) how the different descriptors enrich or deplete the proportions at which the phyla occur in the total database; (b) in which order of abundance do the different keywords score for each phylum (preferred habitats or conditions), and to which extent are phyla clustered to few descriptors (specific) or spread across many (cosmopolitan); (c) which keywords individuate the communities ranking highest for diversity and evenness.
Conclusions
A number of cues emerge from the results, contributing to sharpen the picture on the functional systematic diversity of prokaryotes. Suggestions are given for a future automated service dedicated to refining and updating such kind of analyses via public bioinformatic engines
Villae. L'architettura dell'aristocrazia tardorepubblicana
I ruderi delle grandi residenze extraurbane del Lazio antico sono frammenti di contesti architettonici in origine più estesi e fino ad oggi ancora poco noti. Un recente progetto di ricerca ha permesso di realizzare il loro censimento sistematico e, dove le condizioni di conservazione lo hanno consentito, la loro lettura stratigrafica e una proposta di integrazione dei frammenti conservati. Ciò ha permesso di definire una prima tipologia di questi edifici e un tentativo di identificazione delle matrici culturali e delle tradizioni architettoniche cui essi hanno fatto riferimento. Una prima classe di edifici extraurbani sembra dedicata prevalentemente alla produzione e appare strutturata secondo i canoni dell’edilizia domestica urbana attestati fin dall’età arcaica. A partire dal 100 a.C. circa si affianca ad essa una seconda classe ancora strettamente legata allo sfruttamento agrario ma di dimensioni maggiori che adotta modelli architettonici di diretta ascendenza “regia” ellenistica.
Emerge così un quadro generale diverso da quello tradizionalmente accolto (ville produttive-ville d’ozio/marittime) e che non prevede una diversa organizzazione degli spazi e dei loro arredi tra ville dell’entroterra e costiere.
Il contributo intende presentare metodologia, procedura e primi risultati di questa ricerca estendendo l’analisi al di fuori del Lazio anche ad alcuni edifici di area campana
Le ville dell'aristocrazia tardorepubblicana e le residenze ellenistiche: architetture a confronto
Un recente progetto di ricerca ha realizzato il censimento sistematico delle ville dei territori del Latium vetus e del Latium adiectum ed ha permesso per la prima volta una lettura stratigrafica e una proposta di integrazione/ricostruzione dei contesti il cui stato di conservazione lo ha consentito. É stato così possibile leggere l’evoluzione delle forme architettoniche di questa classe di monumenti tra l’inizio del I sec. a.C. e l’età augustea. In circa un secolo l’aspetto delle residenze extraurbane si modifica fortemente: le planimetrie canoniche incentrate sull’atrio vedono inizialmente l’aggiunta di peristili, per poi essere in numerosi casi abbandonate in favore di soli grandi peristili dotati di grandi sale, di giardini porticati, di gestationes e di xysti. Non da ultimo assume un’importanza sempre maggiore la relazione con il territorio circostante, come testimonia la scelta di luoghi di grande bellezza paesaggistica per la costruzione delle residenze.
Nel I secolo a.C. Roma ha ormai reso province tutti i regni ellenistici tranne l’Egitto e da questi territori provengono influssi culturali e modelli architettonici. L’evoluzione delle architetture delle ville testimonia per la prima volta l’inserimento di elementi e di impianti “regi” ellenistici in edifici privati dell’Italia. Agli albori dell’età augustea la diffusione di questi nuovi tipi è ormai affermata, tanto da coinvolgere persino alcuni edifici urbani e da gettare così le basi per i grandi progetti architettonici della prima età imperiale.
Il contributo intende presentare caratteristiche e linee di sviluppo delle architetture delle ville tardorepubblicane a confronto con i modelli ellenistici individuati e con le residenze di età augustea che testimoniano l’ormai avvenuta commistione di influenze tra una sponda e l’altra del Mediterraneo.A recent research project has carried out a systematic census of the villas in the territories of Latium vetus and Latium adiectum and has allowed for the first time a stratigraphic reading and a proposal for the integration/reconstruction of the contexts whose state of preservation allowed it. It was therefore possible to read the evolution of the architectural forms of this class of monuments between the beginning of the 1st century B.C. and the Augustan Age. In about a century, the appearance of the extra-urban residences changed significantly: the canonical planimetries based on the atrium initially saw the addition of peristyles, to be later abandoned in numerous cases in place of only large peristyles with large halls, porticoed gardens, gestationes and xysti. Finally, the relationship with the surrounding area became increasingly important, as evidenced by the choice of places of great natural beauty for the construction of residences.
In the first century B.C. Rome has now made provinces all the Hellenistic kingdoms except Egypt and from these territories come cultural influences and architectural models. The evolution of villa architecture bears witness for the first time to the incorporation of Hellenistic 'royal' elements and structures into private buildings in Italy. By the dawn of the Augustan age, the spread of these new types was so well affirmed that they even involved some urban buildings and laid the foundations for the great architectural projects of the early imperial age.
The paper intends to present the characteristics and lines of development of the architecture of the late Republican villas in comparison with the identified Hellenistic models and the Augustan-era residences that testify to the mixture of influences between one side of the Mediterranean and the other
Monumenti
Il contributo tratta i monumenti principali attribuiti a Nerone o a lui collegati tra Roma, il Lazio e la Campania
CO-WORKER: Towards real-time and context-aware systems for human collaborative knowledge building
The information exchange occurring during human interactions, conveyed through verbal and nonverbal communication modes, builds up a new-shared knowledge among the interacting people. A current automatic meeting assistance system is just able to store such an exchange (for successive offline processing), while it would be valuable developing automatic tools that provide appropriate support as it takes place. Currently, the international scientific community is strongly committed toward the implementation of intelligent instruments able to recognize and process in real-time relevant interactional signals in order to provide timely support to the happening interaction. This work will argue on an even more comprehensive paradigm for collaborative computer support to human interaction, not adequately addressed in the literature so far, concerning the implementation of human–computer interaction (HCI) systems able to process in real-time multimodal signals, to infer contextual information, and support in a collaborative way human interaction in-group activities, such as learning, discussion, work cooperation, decision-making, and problem solving. Such systems should act as co-workers, actively cooperating and contributing to the group’s knowledge building and pretending to share with the group, significances and individual potentialities rather than act as passive data storing devices. In carrying out their functions, these HCI systems will be placed on a group cognitive level, where individual purposes, actions, and emotions are mediated by the group interaction, and meanings are mainly built through the group shared knowledge and experience
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