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    Replicabilità sonora

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    L’ambito della musica pop è un caso paradigmatico di forma testuale, a trasmissione pseudo orale e al contempo mediale, dove i frequenti processi di incorporazione rappresentano modalità di selezione e di comprensione. La musica pop si presenta come un assemblaggio sonoro materico, realizzato in diversi momenti e in differenti luoghi, ricostruito tecnicamente per donare l’effetto di una continuità spaziale e temporale. Dall’abitudine di produrre versioni “alterate” per differenti contesti di fruizione nasce l’idea del remix, cioè l’intervenire nuovamente sul materiale espressivo originale e rielaborarlo, aggiungendovi anche eventuali interpolazioni inedite

    Come dire cose senza parole: figuratività sonora e sound design, tra musica e cinema.

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    L’audiovisivo ha sviluppato nel tempo una grammatica convenzionale che associa una banda audio ad una banda video per allestire un apparato referenziale e realistico in una situazione in absaentia rispetto alla fonte. L’audiovisione è dunque una convenzione linguistica che in prima istanza assolve alla funzione di costruire un mondo verosimile sul piano sensoriale; in realtà diventa un grande apparato semiotico di costruzione discorsiva che risulta (ancor più) efficace proprio mantenendo la verosimiglianza solo sullo sfondo

    Introduzione. Pratiche di replicabilità

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    Il testo, oggetto pensato talvolta come “dato” e altre volte come “costruito”, in alcuni casi si configura in modo plurale: risultato di più versioni diacronicamente rilevabili, trasposizione in differenti sostanze espressive, serie di rielaborazioni “a partire da”, o meccanismo di interconnessione tra più testi. In particolare se pensiamo alle tecnologie digitali e ai nuovi media, i testi spesso lavorano attraverso connessioni, in modo tale che ogni testo diventa in sé un (potenziale) intertesto. I testi audio-video (spesso provenienti dall’ambito pop) e gli audiovisivi contemporanei diventano in questo libro un modello di laboratorio, che sollecita un’indagine su una sociosemiotica delle procedure di senso e dei regimi testuali. Si tratta di un percorso che conduce per un verso all’esplorazione dei domini del sensibile, e per un altro a indagare il dominio delle pratiche di replicabilita

    Introduzione. Fine, finali, narrazioni seriali

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    In che modo le narrazioni si confrontano con la fine, in senso sia formale che tematico? Come può conciliarsi la temporalità reiterata e potenzialmente dilazionabile di una serie tv con l’idea della fine? Queste narrazioni possono rappresentare anche un luogo nel quale si riflette sull’esperienza della fine? Quando finiscono davvero le storie, come reagiscono e resistono i pubblici alla loro conclusione? Il volume mette al centro la rilevanza che le narrazioni seriali dei media hanno assunto nel nostro quotidiano in relazione al tema della fine. La serialità narrativa è rassicurante in quanto garantisce la permanenza, e dunque l’esistenza, di un universo - non solo finzionale - con cui i pubblici costruiscono un legame significativo. Se esiste un andamento “senza fine”, la serialità delle storie dei media mostra una spiccata tendenza ad andare proprio in questa direzione, aprendo anche a una riflessione sul superamento della fine stessa

    This is (not) the end. Forme della fine tra serialità e narratività

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    A partire dalla fine, ricostruire il senso. Questo libro nasce dal progetto di un convegno interdisciplinare del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche che si sarebbe dovuto tenere presso l’Università di Urbino, con la partecipazione di sociologi, semiologi, studiosi di media, e che, a causa della pandemia da Covid scoppiata agli inizi del 2020, si è poi rapidamente trasformato in un seminario online. L’idea era dunque quella di ragionare sul pensiero della fine, nelle sue possibili e plurali sfaccettature. La condizione della fine, cioè quella di una necessaria conclusione esistenziale, intesa come una sorta di radicale antropologico a partire dal quale tentare di fornire un senso alla vita, ovvero un ordine alle cose. Osservando, a margine, che le narrazioni, specie quelle mediali contemporanee, rappresentano di fatto uno dei luoghi privilegiati della messa in scena finzionale, attraverso la quale tentare un ragionamento sul senso. Narrazioni che si presentano ramificate, estremamente diffuse, e caratterizzate da una prevalenza della dimensione seriale, che, in quanto tale, nega, ritarda o dilata all’estremo, ogni possibile finale. Un’occasione per riflettere sul fatto che sia proprio la fine ad avere un senso, ad essere in grado di innescare lo stimolo per un ragionamento esistenziale retrospettivo, attraverso la forma della narrazione

    Slide lezioni laboratoriali dott. Lucio Spaziante

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    Le slide delle lezioni in formato .zip compresso, possono essere consultate allo scopo di comprendere meglio la sequenza delle lezioni laboratoriali tenute dal dott. Spaziante, e come materiale per la preparazione della tesina. Non sostituiscono però in alcun modo i libri per l'esame

    Scoprire e valorizzare specificità e potenzialità della periferia urbana. Una ricerca ed una mostra per Torino

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    Spaziante Agata. Scoprire e valorizzare specificità e potenzialità della periferia urbana. Una ricerca ed una mostra per Torino. In: Méditerranée, tome 77, 1-2-1993. Les territoires du périurbain de la Méditerranée septentrionale. Colloque d'Aix-en-Provence - 28-30 septembre 1992 organisé par le CEGETREM (UFR de géographie) et le GDR 97 CNRS «Nord-Méditerranée». pp. 122-124
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