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Esclusione della garanzia per i vizi della cosa venduta (Cass. civ., sez. II, 11 maggio 2016, n. 9651)
Annotazione di Cass. civ., sez. II, 11 maggio 2016, n. 9651
Violazione di norme pubblicistiche di tutela ambientale da parte del produttore e difetto di conformità al contratto del bene consegnato al consumatore: la Corte di giustizia UE e il caso «Dieselgate» (C. Giust. UE 14 luglio 2022, in causa C-145/20, Porsche Inter Auto e Volkswagen)
La Grande sezione della Corte di giustizia UE ha stabilito che l’installazione di impianti di manipolazione che riducono l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni sui veicoli a motore rientranti nell’ambito di applicazione del Reg. (CE) n. 715/2007 costituisce un difetto di conformità ai sensi dell’art. 7, par. 1, lett. d, Dir. (CE) 1999/44 (oggi art. 129, comma 3°, lett. d, Dir. (UE) 2019/771). Peraltro, tale difetto non può qualificarsi, secondo la Corte, come «minore» (o «di lieve entità»), non essendo perciò precluso al consumatore il diritto di risolvere il contratto. Nel contributo vengono valutate le possibili conseguenze sull’interpretazione e sull’applicazione della disciplina europea in materia di vendita di beni di consumo, in particolare si esamina il rapporto fra la violazione da parte del produttore di norme che stabiliscono specifici requisiti per la immissione di beni nel mercato interno e la responsabilità del venditore per il difetto di conformità al contratto di vendita
Patto sulle modalità di pagamento del prezzo nella vendita: requisiti di forma e conseguenze in caso di violazione dei divieti antiriciclaggio (Cass. civ., sez. III, 15 gennaio 2020, n. 525)
Annotazione di Cass. civ., sez. III, 15 gennaio 2020, n. 52
PARERE MOTIVATO SU QUESITO PROPOSTO IN MATERIA DI DIRITTO CIVILE. ESAME PER L'ISCRIZIONE AGLI ALBI DEGLI AVVOCATI (Tematiche trattate: novità introdotte nel sistema dell’indegnità ad opera dell’art. 5 legge n. 4 del 2018 e applicazione ratione temporis).
PARERE MOTIVATO SU QUESITO PROPOSTO IN MATERIA DI DIRITTO CIVILE. ESAME PER L'ISCRIZIONE AGLI ALBI DEGLI AVVOCATI (Tematiche trattate: novità introdotte nel sistema dell’indegnità ad opera dell’art. 5 legge n. 4 del 2018 e applicazione ratione temporis)
La rilevanza (civilistica) degli interessi di mora convenzionali nell’applicazione delle norme antiusura
Secondo la giurisprudenza pressoché unanime della Corte di cassazione e la giurisprudenza di merito, devono essere considerati usurari non solo gli interessi corrispettivi, cioè quelli dovuti a titolo di remunerazione per la concessione di un capitale a mutuo o per la dilazione d’un pagamento, ma anche gli interessi dovuti a seguito della costituzione in mora del debitore (ex art. 1224 c.c.), allorché il tasso convenuto dalle parti sia superiore a quello consentito dall’art. 2, comma 4, legge n. 108 del 1996. In tale ipotesi, però, stante la differenza di “causa” fra le due tipologie di interessi, la conseguenza non sarà quella di cui all’art. 1815 c.c., bensì la sostituzione del saggio convenzionale degli interessi moratori con quello legale. A questo orientamento si oppone quello dell’Arbitro bancario finanziario e della dottrina maggioritaria, i quali sostengono l’estraneità degli interessi moratori rispetto alla disciplina antiusura, e ritengono applicabile ad essi, se pattuiti ad un tasso manifestamente iniquo, l’art. 1384 c.c. che regola la riduzione della clausola penale da parte del giudice
L’ATTUAZIONE IN ITALIA DELLA SECONDA DIRETTIVA SUI SERVIZI DI PAGAMENTO NEL MERCATO INTERNO: LE INNOVAZIONI INTRODOTTE DAL D.LGS. 15 DICEMBRE 2017, N. 218
Il contributo illustra le principali novità di interesse privatistico introdotte dal d.lgs. n. 218/17, che recepisce nell’ordinamento italiano la dir. 2015/2366/UE sulla prestazione di servizi di pagamento nel mercato interno, soffermandosi, in particolare, sulle criticità interpretative che derivano dall’ampliamento dell’ambito di applicazione territoriale della disciplina, dall’articolazione su base soggettiva (consumatori, microimprese e professionisti) dei profili di derogabilità pattizia, e dall’introduzione di nuove tipologie di servizi, quali la disposizione di ordine di pagamento e i servizi di informazione sui conti. Viene altresì illustrata la disciplina contenuta nel reg. UE 2015/751 sulle commissioni interbancarie, di cui il d.lgs. n. 218/17 detta alcune norme d’attuazione
L’adempimento dell’obbligazione pecuniaria fra limiti nazionali al trasferimento del contante e interpretazione uniforme della nozione di «corso legale» dell’Euro: coordinate per una proposta ricostruttiva
Il saggio si propone di dimostrare come le norme antiriciclaggio che stabiliscono limiti quantitativi al trasferimento di denaro contante fra privati non abbiano portata meramente settoriale, bensì sistematica. Esse, infatti, se lette in combinato disposto con l’art. 1277, comma 1°, c.c., si mostrano in grado di scardinare il principio, ivi sancito, del potere liberatorio della «moneta avente corso legale», con la conseguenza che, almeno per quanto concerne i debiti di importo “rilevante”, l’ordinamento rimane sprovvisto di una norma ad hoc che disciplini il comportamento che il debitore deve tenere per adempiere all’obbligazione pecuniaria. La lacuna lascia spazio alla scelta discrezionale (non arbitraria) del debitore circa il mezzo da utilizzare per raggiungere il risultato consistente nel trasferimento della disponibilità monetaria al proprio creditore
Assegno non trasferibile e responsabilità della banca negoziatrice (Cass. civ., sez. un., 21 maggio 2018, n. 12477)
Annotazione di Cass. civ., sez. un., 21 maggio 2018, n. 1247
Superiore interesse del minore e omogenitorialità (App. Trento, ord., 23 febbraio 2017)
Annotazione di App. Trento, ord., 23 febbraio 2017
Preliminare di vendita della nuda proprietà (Cass. civ., sez. II, 29 luglio 2016, n. 1797)
Annotazione di Cass. civ., sez. II, 29 luglio 2016, n. 1797
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