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Cardiovascular disease: an economical perspective
Abstract: Cardiovascular diseases represent a relevant problem worldwide. Data from World Health Organization(W.H.O.) demonstrate that they are one of the principle causes of death: the 30% of all the losses of human life in theworld are due to heart diseases. Such a data bury a substantial economic cost considering both the direct component, firstof all the national health expense, and the indirect part, such as absenteeism rate, productivity loss, quality of life and,more generally, social costs. The future scenario pictured by the W.H.O. reveals a negative trend due to an increasing inthe rate of morbidity and mortality especially in the Emerging Countries. One of the solution to stem the costs – economicand not – connected to cardiovascular diseases is to empower the prevention activities overall the actions of primary prevention.This require a change in the traditional patient-physician relationship management model to get to an organizationalmodel centred on patient and based on a proactive approach. In this perspective in the paper will be analysed theprincipal changes happened in the Italian national healthcare system and in particular the strategic plans and actions intheme of cardiovascular prevention
Il ruolo dello standard GBS nel processo di rendicontazione sociale in sanità: l’esperienza dell’azienda sanitaria della Versilia
L’attenzione che il Sistema Sanitario sembra riservare alla trasparenza, responsabilizzazione e comunicazione dei risultati proietta “l’azienda sanitaria” al centro di una fitta rete di relazioni sulla base delle quali si incardinano e trovano spazio i processi di accountability ad essa riferibili.
L’azienda sanitaria si trova a dover fronteggiare una molteplicità di stakeholder nei confronti dei quali dovrebbe essere in grado di cogliere i rispettivi bisogni informativi allo scopo di adempiervi in termini di rendicontazione. Questo approccio di stampo relazionale implica una serie di problematiche da tenere in considerazione, poiché sembra evidente che l’azienda sanitaria non possa gestire tutte le aspettative dei diversi portatori di interesse con la stessa profondità, ma debba definire un “criterio ordinatore” che le consenta di attribuire un rango alle aspettative da soddisfare.
Questo aspetto rappresenta l’elemento di maggior criticità perché richiede un profondo rinnovamento nell’atteggiamento che le organizzazioni sanitarie, ed in particolare, la classe manageriale, devono assumere nei confronti del proprio ambiente di riferimento.
La predisposizione di un documento come il Bilancio Sociale non risponde, infatti, ad un rapporto basato sul vincolo normativo, ma la sua redazione dimostra l’attenzione che l’azienda sanitaria riserva al complesso di aspettative che convergono su di essa; come essa configura il proprio ruolo istituzionale ed, infine, come ne misura la ricaduta in termini sociali.
L’essere accountable nei confronti delle diverse categorie di stakeholder, è pertanto, espressione da un lato della diffusione dei valori e delle priorità che animano ciascuna organizzazione e dall’altro della ricerca di una legittimazione della propria azione. In questa prospettiva si inserisce lo standard predisposto dal GBS secondo la cui impostazione il bilancio sociale dovrebbe condurre a concepire la rendicontazione sociale, non solo come risposta strumentale ad una esigenza contingente, ma come logica di gestione, come momento di interazione con l’ambiente da ricondurre ad un processo complessivo di accountability.
La relazione inquadra dapprima il bilancio sociale in sanità all’interno del più ampio concetto di accountability pubblica sancendone le valenze come strumento di gestione delle relazioni con gli stakeholder. Successivamente si sofferma sul ruolo rivestito dallo standard GBS nella realizzazione del bilancio sociale dell’Azienda sanitaria della Versilia analizzandone il processo di redazione, la forma ed il contenuto e gli intenti che mediante la sua redazione l’azienda si è prefissa di conseguire
Riforme dei sistemi contabili pubblici tra spinte innovative e resistenze al cambiamento
La monografia affronta il tema della riforma del sistema delle aziende pubbliche .
La scienza economico-aziendale ha analizzato i processi di riforma del sistema pubblico seguendo le prospettive di indagine tipiche dei suoi studi: la gestione, la rilevazione e l’organizzazione.
Il presente lavoro si concentra sui processi di cambiamento che riguardano i sistemi contabili degli enti locali partendo dal presupposto che studiarne l’evoluzione e le dinamiche di sviluppo richiede un approccio che tenga in considerazione non solo gli aspetti che attengono alle tecniche contabili strictu sensu, ma che riguardi l’intero sistema aziendale.
Si ritiene necessario considerare le ripercussioni reciproche che si instaurano tra il sistema contabile in quanto tale, le variabili organizzative ed il sistema di governance inquadrando il tutto in un contesto aziendale, che per natura, è particolarmente esposto alle variabili esterne e ai condizionamenti sociali ed istituzionali.
La riforma dei sistemi contabili si inserisce in un ambito in cui operano importanti meccanismi di autotutela, di staticità, che implicano la necessità di tenere distinti gli intenti auspicati dalle riforme e gli esiti effettivi che da esse sono scaturiti.
L’atteggiamento adempimentale, la tendenza a rispettare il dettato esteriore della norma, piuttosto che recepirne appieno le logiche di fondo, sono solo alcuni delle critiche che vengono mosse alle amministrazioni pubbliche.
È importante in tal senso precisare che gli enti locali territoriali, ed in particolare i comuni, costituiscono un quadro molto articolato dove convivono realtà di grandissime dimensioni con altre molto piccole, contesti economici, sociali ed istituzionali molto differenti.
La generalizzabilità delle riflessioni deve, pertanto, trovare immediato riscontro in un’attività di declinazione atta a circoscrivere gli ambiti di coinvolgimento e di applicazione.
La configurazione dei sistemi contabili, da almeno un ventennio, si trova centro di un intenso dibattito che ha coinvolto gli operatori, gli organi politico-istituzionali ed, ovviamente, il mondo accademico travalicando gli stessi confini nazionali è ampliando il panorama ad un contesto internazionale.
Gli enti locali italiani si trovano a rivestire, dal punto di vista contabile, una posizione intermedia in cui convivono i prospetti consuntivi di matrice tipicamente economico-patrimoniale, con un sistema di programmazione e rendicontazione, che essendo diretta conseguenza della funzione autorizzatoria, è ancora incentrato sulle fasi e sulla dimensione giuridico-finanziaria.
La possibilità di mantenere separate la fase di rilevazione dei fatti aziendali, rispetto al contenuto del sistema di rendicontazione ha contribuito ad alimentare la possibilità di configurare diversi assetti contabili che spaziano da quello finanziario esteso (o minimale) a quelli integrati e paralleli, con tutti i problemi di conciliabilità e utilità informativa che discende dalle diverse impostazioni.
L’emanazione di principi contabili internazionali per il settore pubblico offre un ulteriore elemento di stimolo che deriva dall’esigenza di consentire una comparazione sovranazionale dei risultati conseguiti dagli enti locali operanti nei diversi contesti nazionali.
L’esame della realtà evidenzia l’esistenza di un'asincronia, tra i cambiamenti istituzionali ed organizzativi e quelli dei sistemi in-formativi.
Mentre le riforme dei primi hanno saputo imprimere al sistema la propria portata innovativa i cambiamenti contabili, per contro, hanno conseguito contenuti meno significativi.
Gli esiti delle riforme contabili, invece di esprimere una coerenza strumentale rispetto alle accresciute esigenze informative, hanno ottenuto esiti limitati perpetuando, di fatto, un assetto in-centrato sulla dimensione finanziaria
Quali sono dunque le motivazioni a cui ricondurre tale situazione? Perché gli intenti di riforma in ambito contabile, non riescono ad imprimere quel tenore di crescita che si verificano in altri contesti della pubblica amministrazione? Qual è dunque il nesso logico che si origina tra fattori di spinta e di resistenza e la situazione di immobilismo di molti comuni italiani?
Posti i summenzionati quesiti di ricerca il presente lavoro nel primo capitolo affronta le problematiche di ordine metodologico ed esamina le posizioni dottrinali espresse in merito al sistema delle aziende pubbliche ed ai suoi processi di riforma, nella profonda convinzione che porsi di fronte ad ogni intento di ricerca prefiguri la necessità di garantire il riscontro della teoria nei fatti quale assioma fondamentale dell’Economia aziendale.
Nel secondo capitolo vengono esaminati gli elementi caratte-rizzanti dei processi di riforma soffermandosi sugli effetti delle riforme, sulla loro valenza e sugli ambiti in cui operano, mettendo in relazione questi aspetti con il ruolo della componente politica e manageriale e con processo di creazione di valore pubblico.
Delineato il quadro in cui è possibile inserire le riforme contabili, il terzo capitolo si sofferma sull’analisi del sistema contabile degli enti locali concentrandosi sugli aspetti di coesistenza e conciliabilità tra le contabilità, nonché sulle implicazioni che le varie impostazioni comportano sull’informativa contabile e sui processi di accountability pubblica.
Il quarto capitolo analizza il ruolo del processo di armonizza-zione internazionale valutandone la portata ed il significato nel contesto nazionale, concentrando la propria attenzione sul grado di conoscenza e sulle attese che gli operatori nutrono nei confronti dei principi contabili internazionali.
L’ultimo capitolo avvalendosi di un’indagine empirica che ha coinvolto i comuni italiani di rilevanti dimensioni analizza la propensione al cambiamento e all’innovazione nell’ambito dei sistemi contabili pubblici, seguendo un modello di analisi che misura il livello delle spinte innovative rispetto ai fattori di resistenza valu-tandone l’impatto finale
Strumenti economico-aziendali per il governo della sanità
Il volume esamina le innovazioni, intervenute negli ultimi anni, sugli
strumenti di governo delle aziende sanitarie pubbliche. I cambiamenti
in questione sono spesso indotti dal recepimento di specifiche
normative che novellano determinati ambiti o, in altri casi, derivano
dalla diffusione di strumenti, metodologie e tecniche sperimentate in
contesti differenti, che progressivamente si affermano a livello complessivo.
L’attività di analisi si sviluppa partendo dal tema dell’informativa di
bilancio ed, in particolare, sul ruolo esercitato dai recenti principi
contabili per la sanità stabiliti dalla D.lgs. 118/2011.
Circoscrive poi l’ambito di analisi alle metodologie di valutazione
delle tecnologie sanitarie. L’impatto economico, organizzativo e sociale
di questa componente è tale da richiedere lo sviluppo di apposite
procedure di valutazione. A questa esigenza risponde l’health
technology assessment (HTA) del quale vengono esposti i principi
ispiratori, gli ambiti di applicazione, le metodologie di analisi, nonché
alcune significative esperienze a livello nazionale.
L’ultima parte del lavoro affronta l’ampia tematica del sistema dei
controlli in sanità, soffermandosi sulle innovazioni che hanno riguardato
gli strumenti di controllo strategico, la valutazione della performance
e la strutturazione della funzione di internal audit
Assetti di governo e creazione di valore nelle aziende familiari vitivinicole toscane
Il contributo si inserisce nell’ampio filone di studi tesi ad indentificare i fattori che determinano l’attitudine a perdurare ed a creare valore delle aziende familiari individuando i determinanti del loro vantaggio competitivo.
La ricerca è stata condotta con un approccio di tipo qualitativo basata sul metodo dello studio di caso (Yin, 2005). Nell’ambito degli studi aventi ad oggetto le aziende famigliari tale metodo di analisi ha trovato ampio riscontro per l’implicita attitudine a cogliere le peculiarità dei fenomeni indagati e di evidenziarne i connotati fattuali.
Lo studio si è concentrato sulle aziende familiari Antinori, Ricasoli e Frescobaldi avvalensosi di interviste, della letteratura e dei trattati disponibili, della documentazione rinvenibile su internet o fornita direttamente dalle aziende oggetto dello studio.
Il lavoro si articola in una prima parte in cui si inserisce lo studio nel filone riconducibile al social capital declinandone la valenza nell’ambito del family business.
Perviene all’individuazione del modello teorico di riferimento che viene avvalorato mediante un analisi qualitativa
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