411 research outputs found
La Process.Outcome Research in età evolutiva: costruzione di un protocollo di ricerca e risultati preliminari
Postfazione all'articolo "Lo sviluppo del Sé non riflessivo" di Gyorgy Gergely e Zsolt Unoka
Note critiche sul concetto di mentalizzazione
Nel lavoro si analizza il concetto di mentalizzazione e fallimenti della mentalizzazione in relazione ai fenomeni di violenza collettiva. In particolare viene analizzato in modo critico l'uso del costrutto della mentalizzazione in relazione alla definizione di Hanna Arendt di Banalità del male
Psicological implications of the application of health state continuous monitoring system in cardiovascular pathologies
viene sottolineata l'importanza di tenere conto delle caratteristiche di personalità nella messa a punto di sistemi che consentano un monitoraggio a distanza dei parametri indicativi dello stato di salute del pazient
Melanie Klein era veramente kleiniana?
Nel capitolo si approfondiscono le tematiche emerse nelle Lezioni e nei Seminari sulla tecnica con gli adulti tenuti da Melanie Klein nel 1936 e 1958 a Londra presso la Società di psicoanalisi Britannica, pubblicati integralmente per la prima volta in italiano in questo volume. Particolare attenzione è data alla contestualizzazione storica in cui vengono svolte sia le lezioni che i seminari, evidenziando l’evoluzione dei concetti proposti da Melanie Klein, da come si sono presentati nella sua teorizzazione iniziale nel 1936 fino alla esplicita definizione nel 1958
Melanie Klein: la relazione oggettuale
Il capitolo illustra sinteticamente il contributo di Melanie Klein allo sviluppo del pensiero psicoanalitico. Viene presentata l'evoluzione del pensiero kleiniano a partire dai primi scritti sull'inibizione intellettiva nell'infanzia, l'invenzione della tecnica del gioco fino alla teorizzazione finale. Vengono messi in risalto i punti di continuità e discontinuità con il pensiero psicoanalitico contemporaneo
Fantasia e delirio nei pazienti gravi. La declinazione del tempo
L’articolo è incentrato sul ruolo svolto dalle fantasie consce quali fantasticherie o sogni ad occhi aperti. Sulla base di alcune considerazioni teoriche fondate sulla letteratura psicoanalitica classica, ma anche sostenute dalla ricerca sulla funzione immaginativa e sui rapporti con la memoria, viene proposta l’ipotesi che il rapporto delle fantasie con la dimensione temporale del pensiero, come progettualità dell’azione, sia un utile indicatore relativamente alla gravità della psicopatologia intesa come arresto evolutivo. Le fantasie dei pazienti possono offrire all’analista indicazioni preziose circa la presenza di diversi livelli di organizzazione psicopatologica nel loro funzionamento mentale, nonché suggerire la via più praticabile per sintonizzarsi con le loro difficoltà nella simbolizzazione dei significati affettivi. Vengono riferiti alcuni esempi clinici che illustrano la prospettiva teorica presentata
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