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Cammini Lauretani e paesaggi contemporanei
Le preesistenze degli antichi percorsi ripropongono il tema dell’identità paesaggistica in chiave evolutiva, ovvero nelle possibilità che la memoria del passato sia ancora in grado di proiettare nel futuro nuove visioni e progettualità per i territori. Per rispondere a questa sfida, la dimensione lenta, intesa nella sua più ampia accezione, va immaginata come parte di un territorio eterogeneo e complesso, in cui coesistono sistemi caratterizzati da velocità differenti, distinti non solo per la diversa velocità delle reti che li connettono, ma anche per le risorse che intercettano, e le tipologie di relazioni che attivano nel paesaggio: il sistema della velocità, proprio delle parti del territorio di recente trasformazione, connesso dai grandi assi infrastrutturali, dalla rete dell’alta velocità, dai grandi hub intermodali, dalle reti virtuali, caratterizzato dalla mixitè insediativa, dai nuovi spazi di socialità, dai nuovi metodi della produzione agricola, forestale, di beni e servizi; il sistema della lentezza (in lenta evoluzione, ma non statico), costituito dalle risorse del patrimonio storico-culturale -connesse dalla maglia delle antiche vie-, dalle zone rurali per la piccola produzione, dalle aree protette, dagli ecosistemi lacustri, dai corridoi fluviali connessi dalle reti ecologiche. Questa sintesi, seppur non esaustiva, descrive il territorio della contemporaneità, caratterizzato dai flussi di persone, merci ed informazioni, da sovrapposizione fra antichi e nuovi usi e significati, da processi ciclici di consumo, abbandono e successivo riuso dello spazio disponibile
Urban landscape. Environmental Networks and Quality of Life
Today, more than 50% of the world's population lives in the cities and is subject to particular environmemntal and economic impacts against the backdrop of an envolving planetary crisis. This book explores the intimate relationship between the quality of life of city dwellers and the quality of urban landscapes, including those regenerated through green spaces and environmental networks. Starting from the concept of "landscape" as defined by the European Landscape Convention ("an area, perceived by people, whose character is the risult of the action and interaction of natural and/or human factors"), it expands upon, in particular, the interactions between the different biotic and abiotic components that contribute to the quality of the landscape and the environment. In the first part of the book, the author examines fundamental concepts and discusses a variety of relevant topics, such as the city under transformation, waste spaces, smart communities, regeneration programs, the role of the environmental networks, and new instruments for decision making. The second part of the book is devoted to a case study of the Italian Adriatic city that highlights the need for interdisciplinary interaction among researchers in apparently disparate fields, including ecology, forest botany, chemistry, biology, geology, sociology, economics, architecture, and engineering
trasformare/conservare
trasformare/conservare
I provvedimenti varati, nei primi decenni del XX secolo, per la tutela di beni e risorse naturali e per la conservazione di “cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnografico o aventi cospicui caratteri di bellezza naturale o singolarità geologica”, non sono mai entrati attivamente e propositivamente nelle scelte di gestione urbana e territoriale. Il motivo di tale separazione è da ricercare, probabilmente, in quell’immaginario collettivo, di matrice romantica, consolidato attorno alla figura della risorsa naturale o culturale “da conservare”, intesa come bene da tenere al riparo dal pericolo dell’innovazione e quindi dal progett
INSEDIAMENTI TRADIZIONALI E PAESAGGIO CONTEMPORANEO
Un museo della contemporaneità che racconta il passato. Potrebbe sembrare un irriducibile ossimoro, invece è la rappresentazione dell’Umbria che emerge dalle ricognizioni fotografiche, dalle letture tabulari e dalle impressioni di chi l’ha attraversata in auto, senza disdegnare qualche ascesa a piedi sulle principali vette che fiancheggiano i maggiori sistemi vallivi e le conche da cui è possibile cogliere le frequenti intersezioni tra i nuovi insediamenti (residenziali, commerciali e industriali), la rete infrastrutturale e gli antichi assetti agrari.
In questa regione, equilibri ecologici consolidati e residuali trame paesistiche convivono con le nuove organizzazioni territoriali; il prestigioso patrimonio architettonico tradizionale del passato con le espansioni urbane contemporanee; i percorsi veloci della logistica, del commercio, della finanza, con gli andamenti lenti della fruizione turistica, didattica, ricreativa
PIANI DI PARCHI
Le difficoltà incontrate nella pianificazione delle aree protette non possono passare inosservate. Se non vogliamo relegare il Piano per il Parco ad una giaculatoria di buone intenzioni, se l’obiettivo è quello di andare oltre semplici strategie difensive, che hanno trovato una sponda stonata nella sterile e ambigua prima stagione delle invarianti strutturali (poi traghettate, con nuove aspettative, negli statuti del territorio), diventa urgente coglierne le intime relazioni con i sistemi della pianificazione ordinaria sino al livello del progetto urbano e del disegno della città. Non potrebbe essere diversamente, visto che le aree protette toccano, in modo diretto o indiretto, più di un terzo del territorio italiano e stanno già divenendo (insieme alla rete delle infrastrutture ambientali, al sistema delle aree residuali e di quelle dismesse) i nuovi ancoraggi spaziali nella riorganizzazione di città confuse e affastellate, dove si concentra più del 50% della popolazione mondiale ma da dove viene espulsa quella parte di popolazione che cerca una migliore qualità della vita. La pervasività di queste problematicità dovrebbe far riflettere chiunque si interessi di governo del territorio, soprattutto quelle frange più retrograde del mondo dell’urbanistica che ancora immaginano che la pianificazione dei parchi sia altra cosa rispetto all’Urbanistica
Paesaggio
La nozione di paesaggio, polisemica e complessa per definizione, esprime il senso dell’inclusività. Essa fa capo a percorsi di avvicinamento differenziati, ponendo in modo esplicito il rapporto tra l’oggetto (cioè l’ambiente) e la sua rappresentazione (cioè la sua percezione artistica, emotiva, intuitiva), tra naturalità e artificialità, tra storicità e modernità, tra reale e sua interpretazione. L’attenzione è rivolta sia ai caratteri territoriali (morfologici, ambientali, socio economici) di una regione, come concetto scientifico che, originariamente, si sviluppa nelle discipline geografiche dell’Ottocento, sia al modo in cui gli stessi caratteri vengono percepiti attraverso le sensazioni e le emozioni individuali, comunicabili artisticamente con linguaggi figurativi e verbali, già presenti nelle espressioni della pittura e della letteratura del tardo medioevo.
L’esigenza di una visione stereoscopica non può essere sottovalutata, considerata la debolezza e la gravità degli effetti di scelte di governo improntate, alternativamente, sulla sola ricerca formale di equilibri compositivi o, viceversa, sulle “certezze” del determinismo ambientale che ispirano processi decisionali meccanicistici, impostati sul falso presupposto che la natura si progetta da sè
“Le aree protette nella pianificazione territoriale”, in: “Le aree naturali protette fra globalizzazione e conservazione”; Riassunti delle tesi di specializzazione del IV ciclo; Scuola di Specializzazione in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette, Università di Camerino, 2005
La valorizzazione dei Beni Culturali.
La valorizzazione dei Beni Culturali attraverso il Museo aperto al territorio. MUSEI PER MUSEI. Inserto del quotidiano "la Repubblica", n. 182 (31)
A2M ACCESS2MOUNTAIN (SEE) - Rapporto sintetico intermedio
ACCESS2MOUNTAIN (SEE) - Rapporto sintetico intermedio (MS, 27/04/2013)
Il progetto di ricerca "Access2Mountain", finanziato dalla UE attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) all’interno del Programma di Cooperazione Transnazionale “South East Europe” (SEE), in accordo con la Convenzione Europea dei Carpazi, ha l’obiettivo principale di elaborare un modello di sviluppo sostenibile applicato a regioni montane Carpatiche e delle Alpi Orientali al fine di aiutare i decisori nell’implementare e proporre strategie e modalità innovative di trasporto e di mobilità sostenibili, con la finalità generale di favorire uno sviluppo del settore turistico.
UNICAM ha il compito di elaborare un sistema di supporto al processo decisionale per la definizione di un modello di trasporto sostenibile e di testarlo su sette regioni di seguito individuate:
Austria Parco Nazionale di Gesause
Austria Regione di Mostviertel
Italia Provincia Autonoma dell’Alto Adige
Romania Distretto di Maramures
Slovacchia Regione di Kosice
Ungheria Nord Ungheria
Polonia Distretto di Rzeszow
Il Modello potrà garantire un triplice ruolo:
-a, analisi critica del modello di trasporto in atto (modello interpretativo);
-b, analisi critica dello stato e delle potenzialità dei territori interessati (modello valutativo/potenziale);
-c, progetto di modificazione del modello di trasporto (modello propositivo).
Il Modello, nel suo insieme, è interattivo, nel senso che prevede una interazione esplicita tra gruppo tecnico internazionale e interlocutori nazionali: precisamente spetta al primo sulla base di a+b predisporre il “dispositivo valutativo” che spetta ai secondi utilizzare per ideare o simulare, con c, le modifiche migliorative rispetto al modello attualmente in atto in ciascuna regione. Dunque, il Modello contiene il momento progettuale che, però (come inevitabile), resta di piena competenza delle governance nazionali.
Il Modello valutativo-propositivo si avvale di una procedura DPSIR ma non si esaurisce in essa, in quanto contiene il momento propositivo e quindi uno “stacco” concettuale tra le analisi valutative (ivi comprese le “risposte” in atto o prevedibili) e le “proposte” progettuali, che non possono discendere deterministicamente dalle prime.
Costituisce parte integrante del Modello una interpretazione strategica preliminare alla procedura DPSIR, di supporto alla formulazione della proposta progettuale (in termini di numero di utenti, modal split e localizzazione spaziale della proposta), con la finalità di accrescere e orientare l'attrattività turistica
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