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    Palermo mia. My Palermo

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    Note sul “viaggio” verso “Mediterranei Invisibili”. Uno sguardo “viziato” volto verso l'invisibile che negli ultimi anni è diventato visibile per tutti e senza grandi distinzioni. Il visibile di Palermo con la sua storia, le sue differenze per sentire la forza di gravità del tempo fra profondità e stratificazione

    Uno stacco verso il cielo nei territori dell’EUR

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    Il saggio, a partire dal progetto della torre Eurosky dello Studio Purini/Thermes, individua le relazioni urbane e indaga le qualità tipo-morfologiche dell'edificio realizzato come elemento di forte identità in un più ampio contesto che – messo a punto in un masterplan – definisce l’intera area di progetto dell’Europarco Castellaccio di Roma. Il progetto è una struttura metodologicamente fondata su scelte e considerazioni di carattere relazionale, geometrico e funzionale, che evidenziano punti di forza, di debolezza e di tolleranza capaci di modificare, anche nell’ambito coerente di riferimento di un possibile scenario di riconversione, l’intera area a ridosso dell’EUR

    Disegnatore di mondo interiore

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    La capacità di immaginare sta alla base dell’azione progettuale di Mario Manganaro, senza la quale è impossibile pensare ed agire in architettura. Progettare è quindi prevedere le trasformazioni e le modificazioni dello spazio antropico, è l’atto del disegno dal vero che per Manganaro diventa un atto di fiducia verso il futuro, un atto di speranza. In realtà, quello che pensa lo vede e lo trascrive attraverso il disegno e siamo certi che quello che ha immaginato va oltre lo sguardo iniziale. Effettivamente egli ha prodotto rappresentazioni che vanno oltre il disegno stesso. Manganaro è stato da sempre consapevole che il progetto sia un processo di formazione incline e suscettibile di altre modificazioni nel suo farsi come un’azione forte e decisa che porti ad un adeguato riconoscimento del disegno dal vero quale elemento che valorizza il processo progettuale

    Casa Comunale. Testo di Santo Giunta

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    I nuovi uffici municipali di Castelvetrano, realizzati da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone, si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accogli

    Nuova sede degli Uffici di Castelvetrano, Trapani. Testo di Santo Giunta

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    I nuovi uffici municipali di Castelvetrano, realizzati da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone, si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accoglie

    Abitare nel reale. Dalla crisi della periferia alla tessitura di nuove relazioni contestuali

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    I progetti redatti per “Palermo Sud-Est” sono il risultato di un Laboratorio di Laurea strutturatosi attraverso incontri, seminari, comunicazioni specialistiche, esposizioni critiche, che – in una strategia condivisa – ha visto ogni studente elaborare il proprio lavoro nel confronto con gli altri attori del Laboratorio stesso. La ricerca sui “progetti urbani” è stata impostata di modo che ogni laureando fosse messo a conoscenza dei progetti svolti nello stesso ambito territoriale dai colleghi che l’avevano preceduto, così da poter operare in continuità e contribuire a formulare un ragionamento unitario, nel quale ogni progetto costituisse continuazione, verifica o anche variante dei precedenti. Questi lavori coordinati hanno perseguito due obiettivi fondamentali: il potenziamento infrastrutturale e l’insediamento di edifici specialistici pubblici con funzioni di rango superiore, volti a riqualificare e rigenerare svariate situazioni di criticità, con un’attenzione particolare al rapporto tra contesto e scenari di vita. Così, ciascun progettista, pur avendo a che fare con un programma funzionale principale, tratta contemporaneamente diverse tematiche, come la razionalizzazione del sistema stradale, la riqualificazione di edifici esistenti, la progettazione e la rifunzionalizzazione di servizi urbani (per esempio, la Stazione Centrale trasformata in albergo o il progetto di una grande Moschea); diverse tesi di laurea hanno affrontato, come tema principale o come questione sullo sfondo, il disegno di un nuovo alveo per il fiume Oreto, e il relativo insediamento di un parco prospiciente ad esso. In questa volontà di “ricucire le ferite” nelle diverse aree di “Palermo Sud-Est”, in stretto rapporto con le vicende del luogo, è insito un rimando continuo ad architetture di ogni tempo e vengono suggerite alcune questioni che coinvolgono il programma funzionale – che individua il carattere (o forse “tipo”) di ciò che va inserito in un determinato contesto – e le qualità dell’abitare la realtà quale materia cardine del processo progettuale

    Sede degli uffici comunali di Castelvetrano, Trapani, Italia 2008, testo santo Giunta

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    Progetto realizzato da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone. vincitore di numerosi premi è finalista al Premio Medaglia d'Oro. I nuovi uffici municipali di Castelvetrano si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accoglie

    Reinventare spazi nella dinamica dell’abitare. Un racconto su Giancarlo De Carlo

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    Fra le riflessioni su modalità ed esperienze costruite, non tralasciano le vicende biografiche, sembra quasi apparire Andrea De Carlo che nel ‘girare’ il cannocchiale avverte: ‘Il primo scopo che ci si dovrebbe porre è dunque di ricostruire la consapevolezza dell’unità del territorio; dimostrando che ogni territorio ha un ‘disegno’, è intessuto di innumerevoli stratificazioni, percepibili una per una o nelle loro varie sovrapposizioni, dal dettaglio all’insieme e viceversa, secondo cosa e come si mette a fuoco nell’osservazione’. Il saggio rivela alcune ricognizioni dentro le architetture di De Carlo e le sottese strategie di progetto. Queste rappresentano in qualche modo una questione rilevante nell’intera opera del progettista genovese, ma anche come fondatore e direttore della sua ‘Spazio e Società’

    Architettura interrotta

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    Tra i progetti e gli studi presentati nel Seminario del 2018 è da sottolineare la ricerca svolta da Leopoldo Russo Ceccotti nell’ambito del Dottorato in ‘Architettura-Teorie e Progetto’ dell’Università degli Studi di Roma ‘Sapienza’ (XXVIII Ciclo, Tutor Ph.D N.M. Valentin, Coordinatore prof. A. Saggio). La Tesi, dal titolo Paesaggi interrotti. Viaggio tra gli effetti della crisi globale oggi in Architettura, ha perseguito l’obiettivo d’indagare su quelle architetture, cosiddette interrotte, che per l’Autore sono qualcosa di diverso dalle costruzioni decadenti, dalla dimensione archeologica delle rovine o degli edifici abbandonati e non finiti. Uno dei principali obiettivi della ricerca è stato quello di affermare che la memoria gioca un ruolo chiave in questa distinzione
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