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    Di sana e robusta Costituzione: 60 anni e non li dimostra. Celebriamo i sessanta anni della Costituzione Italiana.

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    Il volume contiene gli atti del convegno organizzato e curato dalla professoressa Rescigno per celebrare i 60 anni della Costituzione Italiana

    The Law of Cosmetics: Regulation, Responsibility, Bioethics

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    On January 28, 2014, in the University of Rome III, a conference took place over two sessions on the Law and Cosmetics, focusing on Regulations, Responsibilities and Bioethics. As one of the speakers at the conference, Professor Francesca Rescigno of the University of Bologna has created the following chronicle of the conference (text in Italian). Cosmetics are an important industry which has seen no decline in recent years. But what is most interesting for readers here is how the author highlights that one of the EU prohibition on animal testing for cosmetics shows that ¨…Europe has demonstrated…that the time is now ripe for the recognition of animal subjectivity¨, a step which would lead away from the previous classification of animals as res (things) at the disposal of humans.El 28 de enero de 2014, se celebró en Roma (Università degli Studi Roma III) un congreso en dos sesiones, acerca del Derecho de los Cosméticos, centrado en los aspectos de regulación, responsabilidad y Bioética. La Profa. Rescigno participó en el mismo como ponente y publicamos la crónica detallada que ha escrito sobre el evento (texto en italiano). La industria cosmética reviste una gran importancia y no ha experimentado ningún retroceso en los últimos años. Lo más interesante para los lectores, es apreciar cómo la autora subraya que de la prohibición de la experimentación animal en la industria cosmética, recientemente aprobada por la UE, se extrae “…que Europa ha demostrado… que ahora es el momento oportuno para el reconocimiento de la subjetividad de los animales”, un paso que permitiría superar la anterior clasificación de los animales como res (cosas) a disposición de los seres humanosOn January 28, 2014, in the University of Rome III, a conference took place over two sessions on the Law and Cosmetics, focusing on Regulations, Responsibilities and Bioethics. As one of the speakers at the conference, Professor Francesca Rescigno of the University of Bologna has created the following chronicle of the conference (text in Italian). Cosmetics are an important industry which has seen no decline in recent years. But what is most interesting for readers here is how the author highlights that one of the EU prohibition on animal testing for cosmetics shows that ¨…Europe has demonstrated…that the time is now ripe for the recognition of animal subjectivity¨, a step which would lead away from the previous classification of animals as res (things) at the disposal of humans

    F. Pagano, M. Civitillo, C. Rescigno, 'La Pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma', Catalogo della Mostra (Baia, maggio-giugno 2024)

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    Quella dell’alfabeto greco è stata tradizionalmente considerata come l’invenzione, da parte di un ignoto benefattore dell’umanità, di uno strumento che avrebbe costituito uno dei più prodigiosi vettori di civilizzazione e progresso della civiltà greca (e, con essa, di quella occidentale). Tuttavia, sembra oggi più verosimile che la diffusione di tale potente strumento non sia da interpretare in termini di monogenesi, ma come frutto di un lungo processo al quale parteciparono diversi intermediari in diversi momenti e in diversi luoghi. L’inizio di questo labirintico percorso si colloca nel Levante del II millennio a.C., dove era in uso una pluralità di alfabeti consonantici, tra loro correlati e in fase di vivace sperimentazione, che si stavano gradualmente sviluppando nel repertorio di forme segniche che si troverà poi standardizzato nelle attestazioni più antiche dell’alfabeto fenicio. Da questo, intorno al IX secolo a.C., sarebbero derivati, per adeguamento dei caratteri fenici alle esigenze della lingua greca, gli alfabeti regionali greci, finché uno di questi, quello euboico, sarebbe poi approdato sulle coste campane nell’VIII secolo a.C. La mostra intende narrare, attraverso l’esposizione di alcune tra le più significative iscrizioni alfabetiche ad oggi rinvenute che per la prima volta vengono esposte insieme, non solo il primo, delicato processo di adattamento della scrittura fenicia alla notazione della lingua greca, ma soprattutto il passaggio dell’alfabeto greco in Occidente e la graduale nascita della costellazione di alfabeti in uso dell’Italia antica. Attraverso la sua introduzione da parte dei naviganti euboici prima a Pitecusa e poi a Cuma, infatti, la pratica della scrittura si diffuse rapidamente presso le popolazioni vicine e nel corso del VI secolo a.C. assunse un valore identitario etnico, dando vita a un mosaico di diverse tradizioni grafiche, di volta in volta derivate direttamente dall’alfabeto greco o attraverso la mediazione etrusca o latina. Narrare questo lungo processo – contraddistinto da una intricata rete di stimoli, creazioni indipendenti, sperimentazioni locali – è lo scopo della mostra, che non a caso è ospitata nel castello aragonese di Baia. Dalla sua terrazza superiore, infatti, è possibile abbracciare con lo sguardo non solo Ischia e Cuma, luoghi di approdo dell’alfabeto greco in Occidente, ma anche, attraverso un’istallazione ottica realizzata in occasione dell’evento, il limite meridionale del Lazio, da dove la scrittura si sarebbe diffusa alle culture dell’Italia centrale. È quindi della scrittura intesa come fenomeno flessibile e cangiante (‘prima e dopo Cuma’, appunto), sempre al servizio di lingue e culture diverse che ne fecero uso per disparate finalità che la mostra vuole raccontare. Ma della scrittura verranno raccontate anche le pratiche, i supporti, i contesti e gli usi, poiché solo privilegiando i processi di produzione e fruizione della comunicazione scritta si possono comprendere appieno i suoi prodotti: ovvero i singoli testi, manifestazioni di quella ‘pittura della voce’ che la mostra vuole disegnare

    Per una metodologia di operatività ambientale: segni e pratiche tra natura e concetto

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    Il contributo prende in esame l'esperienza artistica di Giuseppe Rescigno, in particolare la dimensione sociale e politica che ne ha segnato la vicenda creativa nel corso degli anni Settanta. In tal senso il saggio si sofferma ad analizzare il contesto storico relativo a tale decennio, aprendo ipotesi di confronto e prospettive di lettura relative agli scenari nazionali ed internazionali, entro i quali l'operato di Rescigno si colloca con una propria originale incisività linguistica ed una visione di approccio multidisciplinare. Di tale visione estetica fortemente caratterizzata da pratiche di operatività ambientale, vengono ripercorse le tappe del suo pluridecennale impegno creativo

    Introduzione

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    L'introduzione illustra il percorso compiuto dal volume nel complesso tema dell'eguaglianz

    Il parametro del sesso e l'eguaglianza oltre la barriera del genere

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    Il contributo si occupa dell'eguaglianza tra i sessi al di là del genere considerando nello specifico le problematiche relative alle unioni omosessuali

    Uguali senza distinzione di religione

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    Il capitolo esamina l'aspetto dell'eguaglianza senza distinzione di religione ed in particolare la falsata laicità realizzata dallo Stato italiano
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