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Considerazioni a margine di un passo controverso degli Analitici Secondi di Aristotele, analisi di A, 11, 77 A 5-22
“Secondo natura” e “contro natura”: natura e legge nel libro I della Repubblica di Platone
Trasymachus‟ position on justice in Plato‟s Republic Book I is a classical quaestio. The paper highlights the differences between the notions of justice and law. Many scholars assume that Trasymachus produces at least two dif-ferent definitions of justice. The paper shows how Trasymachus‟ position is unitary and coherent and how the assumption of the two definitions depends on the fact that those scholars consider justice and law to be the same, which is not so. Trasymachus adopts a point of view based on the ontology and on an anthropology typical of a non-philosopher, while Plato constructs his position on justice according to his assumptions on the relation between the forms, physis and human soul; this means that Trasymachus‟ position is “against nature”
Platone. Ordine naturale e bene comune
il saggio ricostruisce il pensiero politico di Platone, con taglio interpretativo e non compilativ
Mondo naturale e «regnum hominis». Bacone, Patočka e il ripensamento fenomenologico del politico
Il volume studia il tentativo di ripensare il concetto di politica alla luce della filosofia di Jan Patočka, di Edmund Husserl nel loro rapporto con le tecniche
Atene a processo. L’uso politico della storia nel Gorgia e nel Menesseno di Platone (la prima come «tragedia», la seconda come «farsa»)
In Plato's political philosophy, usually accused of utopian tendency, the most careful reflection is placed on Athenian politics of the fourth century. Examples are the Gorgias and the Menexenus, which represent, in theatrical form, as typically happened in Athens, political premises and historical effects of imperialism. In these dialogues Plato presents the theses of the supporters of the war against Sparta and implements a form of confutation that is not intra-logical, but counterfactual, through a complex «game» of textual references to the tragedy, especially Euridpidean (the Gorgias) and the Attic comedy (the Menexenus). In this sense, the anachronisms that are encountered in the two works are perfectly understood
Francesco Tava, Il rischio della libertà. Etica, fenomenologia, politica in J. Patočka
Movimento e opposizione. Charta 77 e l’interpretazione fenomenologica dei diritti umani
Charta 77, il movimento per i diritti umani, fondato da Václav Havel, Jiří Hájek e Jan Patočka, che fu attivo in Cecoslovacchia dal 1977 sino alla Rivoluzione di velluto (1989), rappresenta certamente un capitolo rilevante della vicenda storica del progresso dei diritti umani, ma in modo ancor più essenziale vi contribuisce sul piano della riflessione filosofica. In particolare: l’originale prospettiva assunta da Charta 77 (principalmente da Havel e Patočka) ha le sue radici in un confronto – consapevole e tematizzato – fra le posizioni di Husserl e di Heidegger. Il «dissidio» del 1927 viene dunque ripensato per elaborare una proposta che si può definire ontofenomenologica, una filosofia dei diritti umani che si presenta programmaticamente antimetafisica, diretta a “suturare” la scissione cartesiana, attraverso la valorizzazione dell’elemento della corporeità (Leib) e del movimento (metabolé, entelechia).
I diritti umani vengono così, per un verso, concepiti come apriori antropologici (i diritti fondamentali, alcuni diritti economici, “figli” della necessità imperativa e irriflessa di accogliere e preservare la vita) e per altro verso come un orizzonte sempre storicamente vincolato (i diritti civili e politici, “figli” della paideia civile, dell’epoché radicale, della vigilanza morale sulla libera ricerca del senso e delle possibilità che la permettono) e perciò mai interamente posseduto, sempre soggetto a possibili “cadute” e sempre aperto a nuovi sviluppi
Dario Caroniti, Le radici teoriche del nuovo conservatorismo. Gli Stati Uniti d’America di Eric Voegelin e Leo Strauss
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