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    Diplomazia e integrazione europea: il caso di San Marino

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    L’article « Diplomazia e integrazione europea: il caso di San Marino » de Michele Chiaruzzi rend compte de la politique extérieure impulsée par la diplomatie nationale de Saint-Marin dans le souci d’intégrer l’U.E.. Avant d’aborder l’Accord d’Association commun avec l’Andorre et Monaco pour se rapprocher de l’U.E., Michele Chiaruzzi précise que Saint-Marin entretient des relations diplomatiques avec celle-ci depuis 1983. Le premier accord entériné est l’Accord de coopération et d’Union Douanière signé le 16 décembre 1991 et ratifié par la France en février 1995. Ce micro-état souhaite approfondir ses relations avec l’U.E. notamment par l’accès au marché intérieur. En ce sens, Saint-Marin a adopté l’euro (2002) et a signé un accord avec l’U.E. visant à renforcer la lutte contre le blanchiment d’argent et la fraude (2012)

    Politica di potenza e sistemi di stati

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    Il volume raccoglie due libri di Martin Wight (1913-1972) riuniti e tradotti per la prima volta da Michele Chiaruzzi: Politica di potenza (‘Power Politics’) e Sistemi di Stati (‘Systems of States’). Il primo esce nel 1946, a guerra appena finita, e viene subito tradotto in tedesco da Alfred Weber. Si tratta di una sorta di lessico politico fondamentale della vita internazionale per comprendere le forme moderne dell’esercizio della potenza. Il secondo, Sistema di Stati, esce postumo nel 1977 per la cura dell’allievo Hedley Bull. È uno studio comparato del sistema della Grecia classica e delle sue relazioni con l’Impero persiano, fino al periodo ellenistico, nonché delle origini di quello moderno europeo-occidentale, tracciandone limiti geografici e temporali. Non è un’opera finita, bensì una raccolta di saggi, dense relazioni stese da Wight negli ultimi otto anni di vita a beneficio del British Committee on the Theory of International Politics (1954-1985). Il capitolo ‘De systematibus civitatum’ elabora il concetto stesso di sistema di Stati e, come notava Maurizio Bazzoli, sottolineandone l’importanza, reca non a caso lo stesso titolo di una dissertatio che Samuel Pufendorf aveva composto esattamente trecento anni prima. I due capitoli finali trattano il problema della legittimità internazionale e la dinamica della rivalità tra grandi potenze in triangoli e duelli. Si tratta di un’opera sorprendente, centrata su temi, figure e concetti fondamentali per la comprensione della vita ‘internazionale’ in età diverse. L’arco temporale che intercorre tra i due testi che la compongono permette altresì di apprezzare continuità e mutamento nel pensiero politico di uno studioso di vasti riferimenti e rara erudizione

    Introduzione

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    Il volume raccoglie due libri di Martin Wight (1913-1972) riuniti e tradotti per la prima volta da Michele Chiaruzzi: Politica di potenza (‘Power Politics’) e Sistemi di Stati (‘Systems of States’). Il primo esce nel 1946, a guerra appena finita, e viene subito tradotto in tedesco da Alfred Weber. Si tratta di una sorta di lessico politico fondamentale della vita internazionale per comprendere le forme moderne dell’esercizio della potenza. Il secondo, Sistema di Stati, esce postumo nel 1977 per la cura dell’allievo Hedley Bull. È uno studio comparato del sistema della Grecia classica e delle sue relazioni con l’Impero persiano, fino al periodo ellenistico, nonché delle origini di quello moderno europeo-occidentale, tracciandone limiti geografici e temporali. Non è un’opera finita, bensì una raccolta di saggi, dense relazioni stese da Wight negli ultimi otto anni di vita a beneficio del British Committee on the Theory of International Politics (1954-1985). Il capitolo ‘De systematibus civitatum’ elabora il concetto stesso di sistema di Stati e, come notava Maurizio Bazzoli, sottolineandone l’importanza, reca non a caso lo stesso titolo di una dissertatio che Samuel Pufendorf aveva composto esattamente trecento anni prima. I due capitoli finali trattano il problema della legittimità internazionale e la dinamica della rivalità tra grandi potenze in triangoli e duelli. Si tratta di un’opera sorprendente, centrata su temi, figure e concetti fondamentali per la comprensione della vita ‘internazionale’ in età diverse. L’arco temporale che intercorre tra i due testi che la compongono permette altresì di apprezzare continuità e mutamento nel pensiero politico di uno studioso di vasti riferimenti e rara erudizione

    Legittimità e sicurezza. Il ciclo di guerra della Seconda Repubblica

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    The constant involvement in war has been a central aspect of the so-called “Second” Italian Republic. This article concerns the conduct of war as an empirical regularity of that period. One fact in the history of the second republic stands out: during all legislatures the Italian authorities have taken decisions for war, following the Atlantic Alliance or the United States of America. Considered in the framework of the transatlantic relations and the alliance which is still its cornerstone, the period of second republic presents notable features: the first armed attack as belligerent, the first military operation «out of area», the longest war effort both in the Italian and American history. There are two distinct theoretical enquiries in the study of international politics: the character, or nature of war as a phenomenon, and the purpose and conduct of war as a policy. This article concerns the latter. The first part is articulated by an analytical proposal to frame the war cycle of the Second Republic which is considered, with a unitary extension, in the second part

    Diplomatic personae: Torquato Tasso on the ambassador

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    This article examines Torquato Tasso’s Il Messaggiero [The Messenger] (1582), by focusing on the political subject matter, as discussed in the final part of the text through an imaginary dialogue, that is, the figure of the ambassador, the framework of his office and its relationship with power. Tasso’s dialogue features the nature of the ambassador as a figure incarnating his own ‘self’, while simultaneously representing his prince and acting on his own behalf within a specific political context, an external dimension, namely, the ‘international’. Such a condition of alienation is one of the origins of the office’s ‘conflicting obligations’ toward the prince and toward its conciliatory function. We should indeed discuss the diplomatic personae or a divided persona. Tasso rejects the concept of the ambassador as a mere executor of policy, which is a striking departure from the previous general conception of the ambassador. The paradoxical conclusion that emerges is that the messenger, or the ambassador, is not a simple messenger. Tasso’s text and its context is the article’s epicentre. However, this article concerns the possible links between certain ideas and discourses regarding the ambassador’s persona and the growth of diplomacy as a part of the rise of the ‘international’

    Critica storica (Il Mulino, Bologna)

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    La collana Critica storica nasce allo scopo di favorire una diffusione adeguata dei risultati più originali e significativi scaturiti dagli studi, dall’attività di ricerca e dal dibattito scientifico condotti all’interno del Dipartimento storia, cultura e storia sammarinesi dell'Università degli Studi della Repubblica di San Marino

    Africa e orienti

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    La rivista esce quadrimestralmente e si propone come strumento di conoscenza e di analisi della realtà contemporanea dell'Africa, del Mediterraneo e del Vicino e Medio Oriente, approfondendo tematiche legate alla storia, alla politica e alle questioni dello sviluppo di queste aree, e pubblicando contributi della più recente ricerca italiana e internazionale. "Afriche e orienti" pubblica in italiano, inglese e francese e attua un sistema di DOPPIA PEER REVIEW ANONIMA per la valutazione degli articoli da pubblicare

    Una trama del mondo

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    Questo testo delinea un quadro delle relazioni internazionali quale ambito politico-diplomatico e campo distinto del sapere occidentale. È un mezzo per comprenderne i meccanismi, riconoscendone l’importanza per la vita umana. Offre una prospettiva multidisciplinare e in chiave diacronica, introducendo i fondamenti teorici e linguistici per capire le caratteristiche principali della politica internazionale. Condensa gli apporti che, attraverso il contributo dei suoi maggiori teorizzatori, hanno impostato il discorso sulla natura della vita internazionale, fornendo categorie analitiche e concetti, ragioni e dottrine. Illustra con esempi concreti e documentazione la dinamica di temi e problemi posti al pensiero e alla prassi internazionale nel tempo e nello spazio, le loro aporie e soluzioni. Il testo fornisce così la possibilità di pensare in modo coerente le relazioni internazionali, apprezzandone la complessità

    Sapere, potere, verità: il «terzo» Morgenthau

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    Tra i Maestri della scienza politica Angelo Panebianco volle presentare il «più letto e influente fra i teorici delle relazioni internazionali» del Novecento, un «classico della scienza politica» – Hans J. Morgenthau. Giunse a trattare un aspetto peculiare del pensiero politico dell’autore tedesco, per nulla à la page nella vulgata: «Oltre al teorico della power politics e al critico della politica estera americana esiste un terzo Morgenthau che [...] è più interessante dei primi due. È il Morgenthau, molto meno conosciuto e discusso, che riflette sulla natura delle scienze sociali, sui rapporti fra scienza e filosofia, sui compiti della scienza politica, sui rapporti fra scienze sociali e pratica politica, nonché sui vincoli morali che gravano sull’azione politica». È un giudizio che non sorprende. Tali questioni sono state importanti nel magistero di Panebianco, talché ad esse dedicò la prolusione all’anno accademico 1999-20001. Rielaborava, in forma adeguata all’occasione, alcune linee principali di un saggio cruciale, posto a chiusa di un aureo volume sull’analisi della politica. In quella parte si tratta «il tema degli effetti pratici e, in definitiva, del significato sociale e politico del lavoro degli studiosi di politica»3. Questo tema e tale significato furono uno snodo centrale della riflessione politica di Hans Morgenthau fin da Scientific Man vs Power Politics, un testo «controcor- rente», «polemico» e «provocatorio». Di quel Morgenthau – il «terzo» Morgenthau – s’ intende trattare, ponendo le questioni citate da Panebianco al centro dell’analisi

    Teoria internazionale. Le tre tradizioni

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    Il volume è la terza edizione, rivista e corretta, di Teoria internazionale: le tre tradizioni. Offre per la prima volta in traduzione italiana l'opera che ha reso celebre l'originale approccio di Martin Wight allo studio della politica internazionale, qui fondato sulla classificazione di tre tradizioni di pensiero. Wight esamina il dibattito fra realisti («machiavelliani»), razionalisti («groziani») e rivoluzionisti («kantiani»), analizzando le distinte dottrine offerte da ognuna di queste tradizioni di pensiero sulla società degli stati, il colonialismo, il potere e l’interesse nazionale, la politica estera, la diplomazia, i vincoli dei trattati nonché il carattere, il fine e la conduzione della guerra. L'opera ha assunto valore paradigmatico per la c.d. English School, una corrente di pensiero politico internazionale
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