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Mario Bertagnin cineoperatore e direttore della fotografia AIC: il documentario divulgativo al servizio della luce
Il saggio è il primo scritto di una collana intitolata FOTOGRAMMI E STORIA (responsabili scientifici Mirco Melanco e Romina Zanon) racconta di una "micro-storia" del cinema (all'interno di un comparto più ampio di "micron-storie") riguadante il cineopeatore e direttore della fotografia A.I.C. Mario Bertagnin, vicentino di origini cadorine. Il cineasta ha lavorato per un trentennio riprendendo soprattutto immagini cinematografiche divulgative riguardanti la regione del Veneto
Un voyage en couleur. Les micro-récits visuelles de Marcella Pedone entre documentation du réel et mémoire privée
La photographe et directrice de la photographie Marcella Pedone (Orbetello, 1919 - Milano, 2023) a produit au cours de sa longue carrière 170.000 photographies et 17 courts métrages visant à raconter les profonds changements subis par la société et les paysages italiens au cours de la seconde moitié du XXe siècle. Réalisés entre la fin des années 1950 et le début des années 1970 dans le but premier de mener des études expérimentales sur la
couleur, ses films répondent à trois types d'interventions narratives : une approche démographique/ethnologique/anthropologique, une
approche lyrique/poétique, ou encore une approche propre au film de famille. Grâce à un langage médiatique situé entre l'expérimentation «autodidacte» et la recherche esthétique et formelle, la collection constituée par les films de Pedone est intéressante au regard de la valeur historique et de témoignage des images, amplifiée par l'absence d'intervention manipulatrice du montage du film et par la technique de prise de vue héritée de Zavattini visant à réaliser l'identification entre la réalité phénoménale et sa représentation cinématographique. Dans cet article, Mirco Melanco et Romina Zanon analysent quelques fragments audiovisuels (produits par eux) basés sur la réutilisation créative des archives cinématographiques. Dans un processus de réemploi des films de Pedone, une forme de montage expérimental visait à adjoindre un discours au flux d'images dans une tentative de raviver, d'interpréter et de réinventer le sens original des séquences
Un voyage en couleur. Les micro-récits visuels de Marcella Pedone entre documentation du réel et mémoire privée
La photographe et directrice de la photographie Marcella Pedone (Orbetello, 1919 - Milano, 2023) a produit au cours de sa longue carrière 170.000 photographies et 17 courts métrages visant à raconter les profonds changements subis par la société et les paysages italiens au cours de la seconde moitié du XXe siècle. Réalisés entre la fin des années 1950 et le début des années 1970 dans le but premier de mener des études expérimentales sur la couleur, ses films répondent à trois types d'interventions narratives : une approche démographique/ethnologique/anthropologique, une approche lyrique/poétique, ou encore une approche propre au film de famille. Grâce à un langage médiatique situé entre l'expérimentation «autodidacte» et la recherche esthétique et formelle, la collection constituée par les films de Pedone est intéressante au regard de la valeur historique et de témoignage des images, amplifiée par l'absence d'intervention manipulatrice du montage du film et par la technique de prise de vue héritée de Zavattini visant à réaliser l'identification entre la réalité phénoménale et sa représentation cinématographique. Dans cet article, Mirco Melanco et Romina Zanon analysent quelques fragments audiovisuels (produits par eux) basés sur la réutilisation créative des archives cinématographiques. Dans un processus de réemploi des films de Pedone, une forme de montage expérimental visait à adjoindre un discours au flux d'images dans une tentative de raviver, d'interpréter et de réinventer le sens original des séquences
Mario Bernardo "Radiosa Aurora". Una vita dedicata al cinema e alla fotografia
Il volume, che rappresenta la prima monografia scientifica dedicata alla figura di Mario Bernardo (Venezia 1919 - Bieno 2019), si propone di presentare un’analisi complessiva (sia biografica sia legata alla carriera) di questo poliedrico personaggio. Durante la Seconda guerra mondiale egli è
stato un valoroso capo partigiano in Trentino e nel Bellunese, poi primo presidente dell’Anpi del Veneto nel secondo dopoguerra e, in questo periodo, grande divulgatore del cinema neorealista. In seguito, diventerà un valente direttore della fotografia cinematografica (ma spesso è lui stesso
regista, sceneggiatore, montatore) e, tra gli altri registi, lavorerà anche per due film di Pier Paolo Pasolini (Comizi d’amore e Uccellacci e Uccellini), oltre a girare il mondo per realizzare circa quattrocento film documentari. Negli anni Sessanta brevetta e sperimenta numerose macchine per
effetti speciali e diventa docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove insegnerà tecnica cinematografica per circa venticinque anni. Bernardo è una persona molto nota anche a livello internazionale, sia per numerose collaborazioni didattico/sperimentali in vari Paesi, sia per
film girati in nazioni lontane ed esotiche come lo era la Cina negli anni Settanta. Questo libro è soprattutto il risultato finale di un lavoro sinergico tra persone che hanno soprattutto molto stimato il caro Mario, uomo roccioso, risoluto, tenace, cresciuto in montagna, ha vissuto a Roma per circa
quarant’anni e ha girato per l’intero pianeta da vero viaggiatore; sempre attento al prossimo è stato un umanista e un idealista di grande profondità introspettiva, ma anche un tecnico molto preparato e in continua fase sperimentale ed evolutiva in ogni giorno della sua lunga vita. Il saggio interno al volume di Melanco intitolato "Mario Bernardo Homo Cinematographicus" (pp. 55-102) in particolare approfondisce, attraverso un percorso biografico, l'opera cinematografica del protagonista del libro analizzando un ampio campione dei suoi film documentari e di finzione realizzati (dal 1947 al 1989) in primis come direttore della fotografia, ma molto spesso anche come autore del soggetto, della sceneggiatura, del montaggio e della regia
IL NEOREALISMO DI MARCELLA PEDONE. FOTOGRAFIE E FILMATI DI UN VIAGGIO IDENTITARIO NEI PAESAGGI DI UN’ITALIA PERDUTA
Il testo, scritto a quattro mani con Romina Zanon (i cui crediti sono suddivisi al 50% tra gli autori), si propone di ricostruire e indagare la vicenda biografica e professionale della fotografa e cineoperatrice “sperimentale” Marcella Pedone (Roma 1919 - Milano 2023). Il volume copre un vuoto sull’opera di quest’artista per lo più ignorata nella letteratura scientifica relativa alla fotografia e al cinema. La sua realizzazione è stata possibile dal 2018, quando in seno al Progetto di Sviluppo Dipartimentale Traveling Identities (2018-2022) del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova è stata avviata una ricerca specifica sulla fotografa e cineoperatrice “sperimentale”. Fin dai primi approfondimenti sulla sua pratica artistica è apparso come la fotografa italiana abbia generato un patrimonio fotografico di vastissime proporzioni e tra i più consistenti per numero di scatti, avendo lasciato in eredità, al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano, 170.000 fotografie a colori e attrezzature professionali dell’epoca: macchine fotografiche, magnetofoni, macchine da presa, ecc. Con la suddetta Istituzione è nata una fertile collaborazione di ricerca tra gli autori del libro e Simona Casonato, curatrice museale del Fondo Pedone e il cui contributo-saggio è parte del presente volume. Dal 2018, Melanco, responsabile scientifico del progetto di ricerca dipartimentale citato, ha realizzato una serie di sopralluoghi e di video interviste registrate nella casa/studio di Pedone a Corsico Milanese, sede di un archivio privato composto da circa 2.500 fotografie che la stessa Pedone ha conservato fino all’ultimo. In seguito a questo rilevante impegno di raccolta testimoniale (di oltre 15 ore di girato anche presso il Museo Leonardo Da Vinci) è subentrata nel lavoro di ricerca la dottoranda Romina Zanon che si è concentrata specificatamente su questo campione filmico, in parte da lei stessa restaurato digitalmente. Di rilevanza per la stesura della monografia sono risultate le testimonianze della Pedone sul suo metodo di lavoro e sulla sua “sperimentale” pratica artistica. Da questo complesso e articolato lavoro di ricerca è nato il presente volume che è strutturato in modo radicalmente diverso sul piano metodologico dai volumi/catalogo sui fotografi. A partire dalla ricostruzione della biografia personale, Pedone è stata frequentemente in viaggio per motivi non solo professionali, è stato scelto un approccio storiografico al fine di esplorare i due versanti che hanno caratterizzato la sua intera produzione: quello di fotografa antropologica “on the road” e quello di filmmaker cineoperatrice “sperimentale” autrice di filmati demo-etno-antropologici. In sintesi, si può affermare che attraverso un linguaggio fluido al confine tra istanze molteplici, l’artista scatta nel periodo 1950-1990 fotografie neorealiste a colori e gira circa 9.000 metri di pellicola documentaria in 16 mm che sono stati restaurati digitalmente dalla Cineteca di Milano. Nella monografia è stato messo in luce come, in anni dominati da canoni maschili, quest’artista abbia composto una sorta di atlante visivo della provincia italiana, traducendo in immagine il paesaggio antropico nell’articolata trama di relazioni culturali che ne costituiscono l’identità nella fase di passaggio fra tradizione e progresso: si tratta di fotografie e filmati di un viaggio identitario nei paesaggi di un’Italia altrimenti perduta raccontati dalla stessa autrice, mostrando un’estetica del paesaggio tra geografia visiva e rarefazioni emotive
Il film neorealista "Pian delle stelle" (girato nell'Agordino nel 1946) tra reminiscenze del passato fascista e nuovi valori della guerra di Liberazione partigiana
Il saggio propone una riflessione sull'immediato periodo post-bellico nel Bellunese, attraverso l'analisi di un film girato in presa diretta durante il periodo resistenziale. Si propone a livello didattico per insegnanti delle scuole medie e superiori
Il regista veneziano Glauco Pellegrini
Il saggio racconta del regista veneziano Glauco Pellegrini e la sua opera di autore sia di documentari sia di film di finzione, partendo dal suo "Venezia insorge" un documento audiovisivo sulle Resistenza nella città lagunare. Lo scritto prosegue parlando del suo incontro con Rodolfo Sonego e Giuseppe Taffarel a Roma e i documentari che hanno realizzato insieme nel secondo dopoguerra. Poi si passa all'analisi dei film di finzione e infine a quelli realizzati per la televisione fino all'insegnamento alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma
Le emigrazioni latinoamericane tra finzione e cinematografia documentaria
L'emigrazione degli italiani nell'America del sud descritta dal cinema e dai documentari italiani dagli anni trenta a oggi
Film e Grande guerra: avvertenze per un uso didattico del cinema
Il saggio specifica l'uso della fonte cinematografica nella didattica per ricostruzioni storiche sul cinema come fonte di storia, in questo caso relativo alla grande guerr
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