807 research outputs found

    Il meraviglioso in età moderna. Dimensioni culturali, scientifiche e religiose

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    Il volume propone un lavoro di indagine sul meraviglioso in età moderna in una prospettiva interdisciplinare, cercando di tenere insieme studi di storia religiosa, politica e culturale, storia della scienza e storia del diritto. Uno degli obiettivi cruciali è far luce sui meccanismi di gestione del “meraviglioso” e del “miracoloso” sviluppati dai poteri costituiti, attraverso organismi istituzionali destinati a governare la circolazione di idee, saperi, credenze. Tuttavia l’evoluzione delle ricerche ha fatto emergere l’importanza di diversi contesti fluidi, nei quali i dettami o gli orientamenti delle autorità si trovavano a interagire con forme creative di naturalismo, di “interesse” per la natura, o di interazione con la natura. Sono di volta in volta i filosofi, i romanzieri, i drammaturghi, i collezionisti, gli incantatori, gli impostori, i predicatori e i devoti a far proprie le immagini di mostri, pietre preziose, tesori nascosti, pozioni taumaturgiche per accendere le passioni del pubblico o per stimolare dibattiti. Con le loro iniziative, tutti questi soggetti si rivelano capaci di offrire il loro contributo attivo nel modificare il disegno – inteso come rappresentazione culturalmente condivisa – dell’ordine del mondo

    Gli Agostiniani Scalzi

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    Viene esaminata la situazione patrimoniale dei conventi degli Agostiniani Scalzi presenti nella Penisola italiana alla metà del XVII secolo. Al saggio introduttivo fa seguito la trascrizione integrale delle relazioni inviate dai vari conventi alla Congregazione sopra lo Stato dei Regolari e, infine, 41 tabelle elaborate sulla base dei dati presenti nelle relazioni (pp. 643-685

    Clero e cultura ecclesiale a Sant'Agata dei Goti agli inizi del Settecento

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    Il clero santagatese attraverso le visite personali effettuate dai vescov

    Alfonso Maria de Liguori e la sua "prima figlia spirituale"

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    Matilde de Vito, modello claustrale femminile alfonsiano e la nascita del monastero di s.Maria di Costantinopoli a Sant'Agata dei Got

    Bernardino Realino fra Capua e Nardò

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    Bernardino Realino viene esaminato attraverso le testimonianze rese ai processi diocesani svoltisi a Capua e a Nardo. Emerge un modello di santità in linea con i suoi tempi, su cui la Compagnia di Gesù investe in termini di consenso e di diffusione. A Capua compatta attorno ad esso i suoi stessi componenti; a Nardò è sostenuta dalla grande nobiltà e da varie frange del tessuto sociale. Sullo sfondo rimane la città di Lecce, la promotrice presso il cardinale Bellarmino delle richieste dei vari processi E’ la città da cui provengono i Gesuiti escussi a Capua, la città dove molti escussi a Nardò avevano sperimentato la fama di santità del Realino, la città presente in molte testimonianze neritine. E’ la città che a distanza di tempo dalla morte del santo continuava in a manifestare “la scambievole stima e l’affetto” per il suo Bernardino Realino che per quarantadue anni si era adoperato “a commune santificazione e salute” dei suoi cittadini

    L’episcopato di Terra di Lavoro fra il Concordato del 1818 e le leggi eversive post-unitarie

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    L’Ottocento è stato caratterizzato da forti sconvolgimenti che hanno investito ogni settore della vita sociale, non ultimo quello ecclesiastico le cui strutture hanno subito profonde trasformazioni come non mai nel corso dell’età moderna. Dopo la parentesi napoleonica, sarà il Concordato del 1818, insieme alle leggi eversive del 1866-67, a rappresentare i momenti-chiave dei mutamenti intercorsi in seno alla Chiesa e alla vita religiosa. I vescovi, figura cardine nella storia della Chiesa, chiave di volta, nei vari momenti storici, dei rapporti fra l’autorità ecclesiastica e le varie espressioni della società, ci accompagnano nella comprensione dei cambiamenti intervenuti in Terra di Lavoro nel periodo succitato

    A tavola con il vescovo. Il regime alimentare in un episcopio del XVIII secolo

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    Lo studio di un registro di contabilità giornaliera riferito alle spese sostenute per la "cocina" di un episcopio della periferia meridionale agli inizi del Settecento ha consentito di comprendere il regime alimentare dei commensali, divisi fra coloro che formavano la “tavola” privata del vescovo e coloro che costituivano la “famiglia”, i loro gusti, i prodotti maggiormente consumati e le spese relative. Al contempo si è delineato uno spaccato di vita locale costituito da quanti gravitavano intorno alla residenza vescovile, delineando l’immagine di un episcopio che vive una dimensione a forte connotazione agricolo-pastorale. Qualità e varietà del cibo abbastanza elevata, prodotti locali freschi, caratterizzano i pranzi. Nessuna ostentazione o spreco ma, piuttosto, grande rispetto per il cibo, utile per nutrirsi ma anche un vero e proprio “veicolo sociale” per intessere rapporti

    Il Regno Unito, in Storia della civiltà europea, Il Settecento, 7, Storia, Economia, Società

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    Nel Settecento la Gran Bretagna consolida la sua unità nazionale e nei primi decenni del secolo getta le basi del successivo sviluppo in campo economico, sociale e commerciale
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