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"Che siam tutti fratelli ci mostrò”. Costruzioni identitarie ne Lo Schiavo di Antonio Carlos Gomes
Le voci ritrovate. Canti e narrazioni di prigionieri italiani della Grande Guerra negli archivi sonori di Berlino
Il volume presenta uno speciale corpus inedito di registrazioni sonore e materiali documentari che riguardano militari italiani detenuti nei campi di prigionia tedeschi durante la Grande Guerra.
Realizzato sul campo, nel 1918, tale corpus fa parte di una ben più ampia raccolta curata dalla Phonographische Kommission, una équipe di ricerca composta da linguisti, musicologi ed etnologi, direttamente finanziata dal Kaiser Wilhelm II, con l'obiettivo di raccogliere, attraverso le voci dei prigionieri, elementi sulla lingua, la musica, la cultura dei popoli i cui eserciti combattevano contro la Vierbund (quadruplice alleanza).
Grazie a tale attività di documentazione, giungono a noi, oggi, le voci di quarantadue militari italiani provenienti da diverse località di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, più un esponente della minoranza arbëresh del Molise.
Il corpus dei materiali italiani viene riportato nella sua interezza nei quattro compact disc allegati, contenenti file audio (CD 1-3) e scansioni delle fonti cartacee, comprendenti dati relativi ai singoli militari e notazioni su quanto da loro eseguito (CD 4).
Il volume riporta altresì i risultati di un preliminare lavoro analitico sul corpus realizzato da Ignazio Macchiarella per l’aspetto musicologico e da Emilio Tamburini per l’aspetto storico-culturale, con una premessa di Britta Lange, tra i massimi studiosi delle collezioni realizzate nei campi di prigionia tedeschi durante il primo conflitto mondiale.
Il lavoro è stato svolto in collaborazione con il Phonogrammarchiv dell’Ethnologisches Museum di Berlino, il Lautarchiv della Humboldt Universität zu Berlin e il Labimus/Dipartimento di Storia Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari
Bortigali un paese e le sue pratiche musicali
Come in qualsiasi paese della Sardegna (e oltre), anche a Bortigali si fa musica, nelle varie occasioni della vita sociale, nei momenti di festa e nella vita di ogni giorno, sulla base di modalità apprese oralmente o partendo da tracce scritte su pentagramma. Numerosi sono gli uomini e le donne impegnati in questo fare musica, entro i contesti specifici della tradizione del paese o sui palcoscenici o in altro tipo di scenario esecutivo. Imperniato su consolidati rapporti di amicizia e collaborazione fra due studiosi esterni (Ignazio Macchiarella e Sebastiano Pilosu) e un gruppo di cantori e appassionati locali riuniti nell’Associazione Sas Enas, il volume tratteggia le linee essenziali delle diverse musiche di Bortigali, ragionando soprattutto su quelle legate agli scenari tradizionali, e sui relativi protagonisti. In una prospettiva dialogica, oltre ai testi dei curatori, il lavoro accoglie contributi di Salvatore Carboni, Angelo Demartis, Giovanni Ledda, Noemi Manca, Rossana Pinna, Giuseppe Piras, Raffaellu Quilici, Antonio Sannia, Carla Sirigu
Scorci di paesaggi sonori ottocenteschi
Il volume propone gli atti di un convegno promosso a conclusione del primo biennio di un progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN) finalizzato alla messa in rete di una banca dati oggi operativa (ARTMUS). I vari interventi rispecchiano le finalità di una ricerca (limitata all’epoca a tre aree geografiche: Veneto, Toscana e Sardegna) tesa alla ricostruzione dell’attività critica e della vita musicale dell’Ottocento in quanto testimoniate dalla stampa locale. Quest’ultima risulta indagata secondo due prospettive: quella storico–letteraria della nascita e dello sviluppo della critica musicale italiana e quella storico–antropologica delle manifestazioni musicali e delle istituzioni ad esse collegate
‘The Natural and the Jeweler’. Note su Ira Gershwin
Il saggio si occupa del modo in cui Ira Gershwin scriveva i testi per le canzoni del fratello George. Nella prima parte viene approfondito il fatto che, nell'attività dei songwriter americani, la musica precede il testo. Nella seconda parte vengono esaminate le caratteristiche più salienti delle personalità artistiche di George e di Ira Gershwin. Nella terza parte viene proposta l'analisi di due pezzi esemplari composti dai due fratelli: "They can't take that away from me" e "Love walked in"
Introduction. Emotion and aesthetic experience during performance act. Explorations on the making of multipart music
Per molto tempo, il concetto di “estetica della musica”, come studio della bellezza nella natura e nell'arte, è sembrato un concetto appartenente in gran parte al campo privilegiato della musica accademica. Solo da qualche decennio si è rivolta una nuova attenzione ai discorsi estetici all'interno della musica delle tradizioni orali. Gli attori musicali nelle pratiche quotidiane pensano alla musica prima in termini di “persone che producono suoni” e solo successivamente in termini di combinazioni di suoni. In genere tendono a invertire la logica derivante dalla nostra abitudine occidentale di pensare alla musica prima come a una combinazione immateriale di suoni. Nella loro consapevolezza, la musica coincide con le persone che le danno vita. Questo focus, nella unicità irripetibile dell'atto esecutivo, costituisce il contributo cruciale di questo libro che vuole porsi in prospettiva interdisciplinare
Riscrivere La buona novella di Fabrizio De André in siciliano:
During 2021 the indipendent label Musica del Sud released the sicilian adaptation of Fabrizio De André's La buona Novella, which was first published in 1970. The article therefore presents an interview with Francesco Giunta, author of the project and the translation, and makes use of the valuable conversation with Ignazio Macchiarella, in order to explore the depth of the work in its musical, literary and linguistic nuances.
Nel 2021 l'etichetta indipendente Musica del Sud ha pubblicato il riadattamento in siciliano de La buona Novella di Fabrizio De André, uscito per la prima volta nel 1970.
L'articolo presenta dunque l'intervista a Francesco Giunta, l'autore del progetto e della traduzione, e si avvale del prezioso dialogo con Ignazio Macchiarella, condotto allo scopo di indagare la profondità dell'opera nelle sue sfaccettature musicali, letterarie e linguistiche. 
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