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Gerog Christoph Lichtenberg an Alessandro Volta, 12. Januar 1795
In der Anthologie von Texten, mit welcher das auf vier Bänden konzipierte DFG/ANS-Projekt Gallocivi/Gallotropismus und Zivilisationsmodelle im deutschsprachigen Raum abgeschlossen wird, präsentiert Giulia Cantarutti den französischgeschriebenen Brief Lichtenbergs an Volta vom 12. Januar 1795 unter Berücksichtigung der Miscella von Volta im Brief an F.F. Wolff vom 10. Februar 1785
Justus Möser an Thomas Abbt, 12. November 1764
In der Anthologie von Texten, mit welcher das auf vier Bänden konzipierte DFG/ANS-Projekt Gallocivi/Gallotropismus und Zivilisationsmodelle im deutschsprachigen Raum abgeschlossen wird, präsentiert Giulia Cantarutti den französischgeschriebenen Brief von Justus Möser an Abbt vom 10.November 1764 unter Berücksichtigung ihrer persönlichen Beziehungen
Lichtenberg «ein Cäsar im Briefschreiben»
Georg Christoph Lichtenberg (1742-1798), one of the most important authors of short writings and aphorisms, is also the author of four volumes of letters, most of them still unavailable for the Italian reader. After a reconstruction of the German and Italian publishing history of Lichtenberg’s epistolography, this essay dwells on the form, themes and main features of his letters, that range from his private epistolary to the Briefessay and are marked by Natürlichkeit, Kürze, Lebhaftigkeit, Leichtigkeit, plurilingualism and elegance of style and can be aligned with his masterpieces of short and elliptical writings
Früchte einer Übersetzung La Rochefoucaulds im Jahr der "großen Revolution in Frankreich" gepflückt: Friedrich Schulz' Zerstreuete Gedanken
Fr. Schulz, Reisebeschreibungen und rege kritische Tätigkeit. A.W. Schlegels Charakterisierung. Umgang mit Bode. Schulz‘ Übersetzung von 1789 und die „Nachlese“ von 1793-1795. Die „Aphorismen“ im „Deutschen Museum“ (1786-1787) und die „Zerstreueten Gedanken“ in der „Deutschen Monatsschrift“. Die Auffassung der Aufgaben eines Übersetzters
Moralistik und Aufklärung in Deutschland. Anhand der Rezeption Pascals und La Rochefoucaulds
M. Kruses These. Montaigne im großen „Jahrhundert des Zweifels und Wellenerregens“. Burckhardt. C. Garve. Die Mode der pensées détachées. Heydenreich. E. Brandes. Das Verhältnis zur Anthropologie und zur „Lebensphilosophie“. D. Jenisch. C. Meiners. F. Bouterwek. Die „Aphoristische Manier“
La fortuna critica dell'aforismo nell'area tedesca
Attraverso una preliminare ricognizione dell’area dell’aforistica tedesca nei suoi fluttuanti confini in rapporto alla sua ‘fortuna critica’, questo libro tenta un bilancio dei risultati, limiti e porspettive metodologiche dell’Aphoristikforschung. Vengono presi in considerazione in particolare Lichtenberg, il successo delle “Bemerkungen vermischten Inhatls”, l’interscambiabilità dei termini “aforismo” e “frammento”, Lavater, Goethe, le traduzioni e rielaborazioni dell’aforistica straniera, le collettanee, Jean Paul, il problema dell’aforismo in altra tipologie testuali. Aforismo e diario, C.G. Jochmann, Nietzsche, M. von Ebner-Eschenbach, Kraus (Glosse), Kafka, Jünger, P. Hille, C. Morgenstern, la moderna rivalutazione dell’aforismo
"Edita inedita" muratoriani in Germania. La costellazione Götten- Rathlef-Strodtmann
Gabriel Wilhelm Götten (1708-1781) allievo di J.L. von Mosheim e J.D. Michaelis, è l’inventore, oggi noto solo agli specialisti, del fortunatissimo modello di bio-bibliografia «Das Jetztlebende Gelehrte Europa», calco tedesco di “Europa erudita” che esce in tre parti fra il 1735 e il 1740. A Götten subentrano prima Ernst Ludwig Rathlef (1709-1768), poi Johann Christoph Strodtmann (1717-1756): «Das Neue Gelehrte Europa» è l’opera periodica in cui confluiscono tre opere periodiche «Gelehrtes Europa», «Geschichte der Gelehrten» e «Beyträge zur Historie der Gelahrtheit». Si tratta di un complesso paesaggio da integrare nella storia europea di Muratori. La prima tappa fondamentale, che mostra assai bene la funzione degli “Addenda”/”Suppléments” ovvero “Zusätze” si ha in «Das Jetzlebende Gelehrte Europa» (terza parte, primo Stück, pp. 91-134) in cui nel 1737 appare l’articolo “Ludwig Anton Muratori” qui presentato in originale e con testo a fronte. Nel 1745 seguono gli “Zusätze zur Geschichte des Herrn Ludewig Anton Muratori“ nei «Beyträge zur Historie der Gelahrtheit», che sono un’autentica miniera
Gio-Lodovico Bianconi bolognese. Archiatra di corte in Germania, Consigliere sassone a Roma
Il carattere fittizio delle Lettere al Marchese Filippo Hercolani [...] sopra alcune par ticolarità della Baviera (1763) e la loro finalità emergono con tutta chiarezza dai paratesti del la loro immediata traduzione tedesca. Bianconi si rivela un maestro nell’impiego strategico della stampa e nel labor limae anche in opere successive, specie nelle Lettere celsiane ovvero Sendschreiben über den A. Cornelius Celsus. Il ricorso a fonti tedesche e a lettere inedite, fra cui quelle dell’Archivio Bianconi lungamente creduto disperso, permette di riconoscere lo spes sore europeo dell’«elegante e sodo scrittore» (Krause 1781)
Aphoristikforschung im deutschen Sprachraum
Über eine Sondierung der deutschen Aphoristik, eines schillernden Genres mit fließenden Grenzen, führt dieses Buch zu einer vorläufigen Bilanz der methodischen Ansätze, Ergebnisse und Lücken der Aphoristikforschung. Berücksichtigt werden insbesondere die Lichtenberg-Rezeption und der Erfolg der „Bemerkungen vermischten Inhalts“, die Austauschbarkeit der Termini „Aphorismus und Fragment“, Lavater, Goethes „Maximen und Reflexionen“, Übersetzungen und Bearbeitungen ausländischer Aphoristik, Collectaneen, Jean Paul, das Problem des Aphorismus in anderen Textsorten, Aphorismus und Tagebuch, C.G. Jochmann, Nietzsche, M. von Ebner-Eschenbach, Kraus (Glosse), Kafka, Jünger, P. Hille, C. Morgenstern, die moderne Wiederaufwertung des Aphorismu
Effetto edizione. Il caso Giovanni Battista Bianconi
L’effetto delle edizioni di epistolari dal punto di vista del Kulturtransfer è massimo nel Carteggio di cui Fabio Marri è lo spiritus rector: Muratori è l’italiano più presente nei «(Nova) Acta Eruditorum». Il volume in preparazione (uscito nel luglio 2020) Carteggio con Bianconi ... Bottazzoni offre il destro per ritornare su Giovanni Battista Bianconi (1698-1781), figura esemplare del ruolo del libro, dei codici e delle biblioteche nel Kulturtransfer italo tedesco. Zio di Giovanni Lodovico Bianconi (1717-1781), legatissimo a Vincenzo Lodovico Gotti e a Benedetto Bacchini, il maestro di Muratori che ne eredita l’apertura agli ‘Oltramontani’; Giovanni Battista ricevette stimoli preziosi anche dal Magnavacca, ricordato nella lettera finora inedita a Gian Giacomo Amadei del 27 Novembre 1728. È conservata nell’Archivio di Stato di Bologna come l’ancora inedita lettera del nipote del 22 maggio 1744 da Augusta al medesimo Amadei, la cui passione bibliofila riverbera fino a Dresda (Mscr. Ob. 47 e Mscr. Ob 25 nella Sächsische Landesbibliothek – Staats- und Universitätsbibliothek di Dresda). La lettera del 1728 qui integralmente trascritta offre uno spaccato degli interessi anche per la forma delle «lettere antichissime» che caratterizzano già allora l’auore del De antiquis litteris (1748, 17632). I materiali d’archivio prospettano legami ancora tutti da studiare con i nipoti, con le «Relazioni antiqurie» di Winckelmann e l’edizione dello storico greco cristiano Giulio Polluce
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