255 research outputs found
Le dotazioni della Fondazione: La raccolta di miniature della Fondazione Giorgio Cini
Si ripercorrono le tappe collezionistiche della più importante raccolta italiana di iniziali ritagliate e di fogli miniati desunti da libri liturgici del Medioevo e del Rinascimento, quella che nel 1962 Vittorio Cini ha legato alla Fondazione che porta il nome del figlio Giorgio. Si ricordano le provenienze e le circostanze dell’acquisizione avvenuta grazie alle ricerche di Nino Barbantini, consigliere artistico di Cini: raccolta Ulrico Hoepli catalogata da Pietro Toesca (collectio maior), raccolta Mario Armanni, raccolta Alessandro Cutolo (collectio minor). Si offre un ragguaglio delle miniature più importanti conservate nella raccolta Cini
Le dotazioni della Fondazione: Le maioliche rinascimentali veneziane della Fondazione Giorgio Cini
Nell’ambito dell’interesse collezionistico rivolto da Vittorio Cini all’arte di Venezia vi fu uno specifico interesse per l’importante stagione della maiolica rinascimentale. Si illustrano i ventinove vasi da farmacia, di notevole qualità e tutti spettanti alla seconda metà del Cinquecento, donati da Cini alla Fondazione da lui voluta e che porta il nome del figlio Giorgio. Tale donazione risale al 1962, in occasione del decennale dell’istituzione. Si analizza la tipologia dei vasi, l’iconografia la fortuna critica (contributi di Marcella Vitali e Marcella Ansaldi) con riferimento all’attribuzione problematica a Maestro Domenico da Venezia. Si segnala nell’occasione il catalogo della mostra dedicata alla raccolta: 1. Omaggio a Venezia. Le ceramiche della Fondazione Cini, Catalogo della mostra tenuta a Faenza nel 1998, a cura di M. Vitali; testi di A. Bettagno, M. Vitali, M. Ansaldi, (I quaderni del circolo degli artisti), [S. l.] Faenza, [1998]
Il Veneto occidentale
L’itinerario pittorico comprende Vicenza (con prolungamento a Bassano del Grappa) e Verona. Riguardo la città dei Berici si prende in considerazione di Giovanni Bellini il Battesimo di Cristo per l’altare Garzadori in Santa Corona realizzato da Rocco da Vicenza; la tavola del Cristo Crocifisso già Niccolini di Camugliano di recente acquisita dalla Banca Popolare di Vicenza, sul cui fondale è rappresentata una Gerusalemme simbolica e attualizzata con i monumenti della città di Vicenza stessa. L’itinerario si completa con il Cristo portacroce di Bartolomeo Montagna del Museo Civico di Vicenza che esprime l’interesse del maestro vicentino per Giorgione. Al Museo Civico di Bassano del Grappa si prende in considerazione un’opera matura di Pier Maria Pennacchi. Il pittore trevigiano che si pone a confronto con il giovane Lorenzo Lotto e la sua straordinaria interpretazione di istanze düreriane e antonelliane tramite Alvise Vivarini, in quest’opera aggiunge una nuova sensibilità, un’inclinazione “più sentimentale” che matura probabilmente risentendo del diffondersi dei modi giorgioneschi. Quanto alla città scaligera si considera la personalità di Francessco Torbido, detto dal Moro, che Giorgio Vasari pone nella sua prima fase veneziana alla scuola di Giorgione. Si affronta la problematica dei contatti con il giorgionismo di Gianfrancesco Caroto, entro interessi pluridirezionali e in particolare rivolti alla congiuntura cretasi a Milano dove il pittore veronese è presente
Gli affreschi della Scuola dei Battuti di Conegliano
Quest’opera è strettamente collegata al restauro degli affreschi della facciata del Cima, lavoro completato nel 2003.
Si tratta di una lodevole impresa compiuta grazie a una molteplicità di istituzioni quali il Comune di Conegliano, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Culturali di Venezia, la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, la Regione Veneto, la Curia Vescovile e molte aziende appartenenti al Rotary Club.
L’autore, il professor Giorgio Fossaluzza, ci aiuta, con questo volume, a conoscere la storia dei Battuti e ci riassume, passo dopo passo, il cammino di questo restauro.
Entriamo con lui, in punta dei piedi, anche all’interno della Sala dei Battuti, per scoprire gli splendidi affreschi di Francesco da Milano e di Ludovico Pozzoserrato e approfondire nel dettaglio questa monumentale opera, vanto della Città di Conegliano
Hrvatska bratovstina sv. Jurja u Veneciji (Scuola di San Giorgio degli Schiavoni)
Si ripercorrono le circostanze storiche e devozionali in cui la Nazione dalmata a Venezia ha dato vita alla Scuola dei Santi Giorgio e Trifone. Sono ripercorse e vagliate le complesse problematiche relative all’iconografia del ciclo di Vittore Carpaccio e alle fasi d’esecuzione
Bassa Padovana
L’itinerario comprende Praglia, Balduina, Corezzola, Lendinara e Cittadella. Dell’abbaziale benedettina di Santa Maria Assunta di Praglia si considera il progetto architettonico riferito a Tullio Lombardo. Del complesso monastico si esaminano gli affreschi seguenti: il Crocifisso e i due dolenti di Bartolomeo Montagna del Refettorio, la Deposizione di Cristo e i santi Benedetto e Scolastica di Girolamo dal Santo del Capitolo, il Cristo deposto di un ambiente attiguo al capitolo assegnabile alla bottega di Bartolomeo Montagna. Alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Balduina appartiene la tavola della Sacra famiglia di Girolamo da Treviso il Giovane che si colloca nella problematica fase giorgionesca, ossia nel secondo decennio del Cinquecento, come poche altre opere contrassegnate dal monogramma più credibilmente riconducibili al pittore che è attestato a Bologna solo dal 1519. Si illustra l’affresco con Sacra conversazione di Girolamo dal Santo della chiesa parrocchiale di Corezzola assegnabile al 1521 circa. Si tratta di un esempio significativo di come il pittore padovano accolga il lascito di Giorgione attraverso l’interpretazione datane a Padova da Tiziano e dal Romanino. Nell’itinerario giorgionesco della Bassa Padovana non poteva mancare la segnalazione della Madonna con il Bambino e un angelo musicante, tavola firmata e datata da Domenico Mancini nel 1511. Si tratta dello scomparto centrale di un polittico disperso destinato al duomo di Santa Sofia. Del pittore non si conoscono altre opere documentate. Questa superstite accerta ad una data cruciale l’attività di un pittore al passo con i tempi, con riferimento a un prototipo di Giovanni Bellini, ma interpretato accogliendo il tonalismo di Giorgione e Tiziano. Si fa cenno, infine, agli affreschi del Palazzo Pretorio di Cittadella recuperati negli ultimi anni. Sono testimonianza della presenza in questa residenza cittadina della corte di Pandolfo IV Malatesta a partire dal 1504. Si tratta di un complesso programma iconografico con le effigi di uomini e donne illustri e le loro imprese che non ha corrispondenti in territorio veneto. Si manifesta in questa decorazione un linguaggio complesso, tanto che il problema attributivo rimane ancora aperto
Alto Veneto
L’itinerario pittorico che comprende Feltre e Belluno consente di tratteggiare il profilo di Lorenzo Luzzo, alias il Morto da Feltre che la storiografia più antica (Vasari e Ridolfi) mettono in relazione diretta con Giorgione. Si illustrano le opere superstiti a Feltre con particolare attenzione rivolta agli affreschi di Palazzo de Mezzan di recente scoperta. Per quanto riguarda il territorio si considera la pala giovanile di Moretto da Brescia per la parrocchiale di San Gregorio nelle Alpi, si illustra, anche con la ricostruzione del polittico al quale apparteneva, la Madonna con il Bambino di Tiziano e Francesco Vecellio della chiesa parrocchiale di Sedico, assegnata al 1515 circa. Si collega ad altre opere tizianesche inviate a Belluno da Tiziano in questa stessa fase. Si annovera il trittico di Giovanni Agostino da Lodi della chiesa di San Nicolò di Bribano (nella cornice lignea attribuita a Vittore Scienza) in ragione della sua mediazione fra cultura lombarda e veneta che dovette interessare Giorgione
Profilo inedito di Giovanni Bisson: tutto il sentimento del colore
Si tratta del profilo inedito di un’artista formatosi nella bottega di Bepi Modolo, naturalizzatosi vicentino, frequentata con più assiduità a partire dal 1947 e fino al 1957, anno in cui dà inizio alla sua attività autonoma e matura nuove e determinanti esperienze, frequentando corsi liberi presso l’Accademia di Belle Arti a Venezia, soprattutto prendendo contatti con artisti operanti, ad esempio, in Lombardia, Liguria, il Trentino gardesano. Particolare attenzione ha il riscontro dell’esperienza di lavoro a Stella di Gameragna presso Albissola e della conoscenza di artisti del Gruppo di Corrente che si erano dispersi nel Dopoguerra dando vita a percorsi autonomi. In tali circostanze Bisson ebbe modo di operare le sue scelte estetiche fondamentali che furono, rispetto alla sua stessa formazione, affatto autonome. Quelle in seguito attuate e vagliate su più linee tematiche nell’ambito strettamente del figurativo
- …
